Forza e volontà

Mercoledì 12 agosto 2009 Eccoci atterrate a New York. Il poliziotto dell’immigrazione americana mi riferisce che anche sua mamma si chiama Mussi e in Italia ha ancora dei cugini e così la temuta formalità si disbriga immediatamente usciamo dall’aeroporto seguendo le indicazione per la metropolitana acquistiamo la Metrocard e ci...
 
Partenza il: 12/08/2009
Ritorno il: 21/08/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Mercoledì 12 agosto 2009 Eccoci atterrate a New York.

Il poliziotto dell’immigrazione americana mi riferisce che anche sua mamma si chiama Mussi e in Italia ha ancora dei cugini e così la temuta formalità si disbriga immediatamente usciamo dall’aeroporto seguendo le indicazione per la metropolitana acquistiamo la Metrocard e ci accingiamo a raggiungere Manhattan peccato che non riusciamo a passare correttamente la tessera e siamo costrette a richiamare l’attenzione di un poliziotto perché il bigliettaio un giovanissimo ciccione afroamericano è impegnato a schiacciare un pisolino tra la vendita di un biglietto e un altro (vi giuro da non crederci se non lo vedi) mentre le giapponesi rimangono diligentemente in coda!! Invece il gentilissimo poliziotto dopo aver provato inutilmente anche lui a passare la tessera decide di aprici la porta riservata alle emergenze thank you very much.

Salite in carrozza una premurosa signora di colore senza che noi la interpellassimo ci mostra sul pannello alle nostre spalle a quale fermata dovremo scendere, intanto lungo il percorso notiamo le mitiche casette del Queens tutte in legno con giardino curato e auto (suv principalmente) parcheggiate nel vialetto.

Raggiungiamo il nostro hotel – il Bedford – per uscirne il prima possibile e scoprire la città, a pochi passi c’è la Grand Station e non possiamo non entrate a curiosare, il viavai di gente, sono circa le 18.00, non è così caotico come ci aspettavamo ma la stazione è molto bella, ampia e pulita purtroppo non incontriamo né Al Pacino né Richard Gere (la stazione è famosa per averci girato Cotton club e Carlito’s way) raggiungiamo Broadway e Times Square e che dire? Nulla, bisogna essere qui non bastano le mille volte vista in film, telefilm o fotografie finchè non ci sei non ti rendi conto degli schermi pubblicitari pronti a stordirti di colori e a fagocitarti come una monetina in un distributore automatico di brioscine e sono solo le 19.00 chissà quando il sole lascerà posto alle luci artificiali e la curiosità dei turisti aumenterà e tutti saremo pronti ad immortalare questa che potrebbe essere considerata tranquillamente una delle straordinarie bellezze… consumistiche! In tema di consumismo entriamo in quasi tutti i negozi della piazza ci colpisce Toys anche qui non incontriamo Robin …(Robin Williams naturalmente!) per la sua ruota panoramica interna e i tanti giochi.

Siamo un po’ stanche e rientriamo, passiamo davanti al grattacielo della sede della Banca di New York sono le 22.00 circa, i managers stanno ancora lavorando e all’ingresso notiamo molte biciclette e molti ragazzi ispanoamericani pronti a consegnare loro il sacchettone con la cena pronta. Precedentemente uscendo dal nostro hotel non avevamo notato che il Chrysler Building ci guardava imponente è proprio vero che basta alzare lo sguardo per scoprire qualcosa di nuovo.

Ci fermiamo da Starbucks per un cappuccino e una brioche dopo un certo orario nel nostro quartiere – Murray Hills – molti locali pubblici chiudono abbastanza presto mangiamo guardando un po’ di tv e notiamo un canale che trasmette una soap opera con la sigla cantata in spagnolo da Laura Pausini e un canale che trasmette, constateremo successivamente, esclusivamente partite di dodicenni massimo quattordicenni di baseball!! Con le mamme che scoppiano a piangere se i figlioli lanciano o battono il punto vincente.

Giovedì 13 agosto 2009 Colazione con succo d’arancia, the e bagel con burro e marmellata oggi non vogliamo strafare anche se il bacon e le uova strapazzate ci chiamano ma noi ci teniamo al nostro colesterolo.

Con la metro ci dirigiamo downtown per raggiungere il financial district, la tessera della Manu non funziona mai al primo colpo, fermata Wall Street con affaccio sulla Trinity Church chiesa pienamente gotica (le mie preferite) con interessanti vetrate, meno buia delle solite. Non è cattolica ma episcopale ma a prima vista non si direbbe non c’è apparente differenza con le nostre abbiamo anche acceso un cero votivo. Il cielo è coperto ma basta una sola goccia di pioggia e tutte le newyorchesi si infilano i più svariati tipi di stivali di gomma… very glamour.

Ci avviamo verso Ground Zero ma il cantiere è accuratamente nascosto da teloni blu, l’area non è immensa come le immagini televisive farebbero immaginare e la cosa che ci colpisce di più è che i palazzi attorno sono molto vicini all’area colpita deve essere stato allucinante vedere crollare le torri proprio a fianco a te.

Visita alla Saint Paul Church, chiesetta episcopale con altarini in memoria dell’11 settembre e immortalata in molte suggestive fotografie nell’immediatezza della tragedia.

Gironzoliamo per il financial district e per Battery park ma le nuvole e la coda ci consigliano di andare a trovare miss Liberty un altro giorno.

Pranziamo al Seaport e visitiamo il centro commerciale tanto pubblicizzato. Un po’ di pacchianate ma soprattutto ci colpisce il negozio con tutti gli articoli possibili e immaginabili dedicati al Natale completo di alberi addobbati ed illuminati.

Pomeriggio a Chinatown e constatiamo che sono tutte uguali (Milano e San Francisco quest’ultima forse la meno peggio) con molti venditori di colore e con molti rolex finti in vendita come a casa!!! Proseguiamo fino a Little Italy piccola, carina e non così pacchiana come è spesso rappresentata comunque il nostro giudizio è limitato perchè non entriamo in nessun locale quindi non possiamo giudicare i menù e oggi non è la festa di sant’Antonio!!; escursione a Soho veramente amorevole con basse palazzine colorate, in ordine e con le mitiche scalette in ferro sembra di essere in Friends sostiamo in un giardinetto ed è la prima vola che vediamo in uno stesso spazio persone di etnie diverse infatti ragazzini dai tratti orientali giocano ad una specie di pallamano contro un muro, un uomo di colore dorme sulla panchina e giovani ragazze ispaniche accudiscono i propri figli. Distrutte, soprattutto i piedi, ritorniamo in hotel sonnellino dalle 18 alle 19 comunque il viaggio e il fuso orario non si fanno sentire particolarmente. Cena cubana in Broadway con annessa musica – niente di speciale – Ah! Visita al negozio delle M & M’S ma come è possibile riempire 3 piani di un medio negozio italiano (tipo Bonsaglio) di oggetti, giochi, paccottiglia dei coloratissimi cioccolatini?? Solo a New York solo in America.



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