Fly & drive nella natura del Sudafrica

Dal Capo di Buona Speranza, attraverso i vigneti fino ai parchi naturali più emozionanti
 
Partenza il: 27/12/2016
Ritorno il: 11/01/2017
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

Preparazione viaggio

Dopo aver progettato il viaggio in Myanmar per i nostri 30 anni di matrimonio, una coppia di carissimi amici ci chiede di accompagnarli in Sudafrica, il primo viaggio “lungo” che effettuano e… perché no! Scelta delle date e del periodo, contatto il tour operator Territori Africa con i quali ho avuto un’ottima esperienza in Tanzania e mi faccio inviare i loro programmi dai quali scegliamo la proposta Fly & Drive di 16 giorni (meno male che volevamo fare solo 10 giorni) e così… si parte.

Diario di viaggio

27 e 28 dicembre

Partenza da Milano Malpensa in tarda serata con volo Emirates, scalo frettoloso a Dubai dovuto alla nebbia che ci ha costretti a girare in tondo per ca. 1 e mezza sopra l’aeroporto (in compagnia di altri aerei) e arrivo a Cape Town nel tardo pomeriggio di mercoledì. Malgrado il trasbordo veloce da un aereo all’altro, questa volta riceviamo tutti i bagagli. Ho avvisato Elena e Enzo che ci troviamo in Africa e che dobbiamo adattarci ai loro ritmi come già successo in Kenya e Tanzania: “pole pole, no haraka haraka” (piano piano, no veloce veloce). Con questo punto di partenza inizia la nostra avventura.

Cambio di valuta in aeroporto e incontro con Diana, la nostra corrispondente in loco che ci scorta all’Europcar per ritirare l’auto e ci consegna le carte e l’itinerario scelto. Ci consiglia sulle visite e sulle strade da percorrere e dopo un affettuoso saluto, prendiamo possesso di un SUV Mitsubishi. Claudio, autista designato, effettua dei giri in parcheggio per cominciare ad abituarsi alla guida a sinistra, impostato il navigatore, lasciamo l’aeroporto in direzione del City Lodge V&A Waterfront dove ci accolgono personale cordiale e due camere ampie confortevoli. Cena in albergo, con programma per il giorno dopo e buona notte.

29 dicembre

Dopo un abbondante colazione, su consiglio di Diana, decidiamo di affidarci al bus Hip on/Hip off per visitare Cape Town. Acquistiamo anche i biglietti per la salita alle Table Mountains ma arrivati alla partenza della teleferica, l’attesa è di ca 3 ore. Restiamo in coda per 20 minuti ma la situazione rimane caotica e il sole è forte. Rinunciamo alla salita per poter sfruttare la giornata alla scoperta di Cittâ del Capo e riprendiamo il bus.

Città del Capo è la capitale legislativa del Sudafrica e la terza città più popolosa del Paese. Storicamente, Città del Capo fu il primo insediamento europeo del Sudafrica; dallo storico sbarco dei primi coloni olandesi al primo discorso di Nelson Mandela dell’era post-apartheid, ha lasciato qui tracce culturali e architettoniche. Gli antichi edifici in stile Cape Dutch coesistono con moderni grattacieli.

Il centro della città, si trova in una depressione in mezzo a numerosi rilievi (viene chiamato “catino”), tra cui il più noto e caratteristico è il Tafelberg (Table Mountain, “Montagna-tavolo”), che con la sua sommità pianeggiante sovrasta la città. Oltre alle Table Mountains, il territorio cittadino include altre cime: Lion’s Head (“testa di leone”), Devil’s Peak (“picco del diavolo”), Twelve Apostles (“dodici apostoli”) e Signal Hill (“collina del segnale”). Città del Capo si affaccia sull’Oceano Atlantico a nord-est, sulla Table Bay, in cui si trova l’isola di Robben Island. “isola delle foche”, con riferimento alla popolazione di otarie che si trovava sull’isola quando vi giunsero i primi europei. L’isola è stata dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Con il bus arriviamo alla spiaggia di Camps Bay, una delle più note, circondata da ristoranti di tendenza e molto amata da turisti e locali. Scendiamo alla fermata successiva e procediamo a piedi sulla spiaggia con un primo assaggio delle acque “fredde” dell’atlantico. Diverse sono le persone in spiaggia ma poche in acqua. La fame comincia a farsi sentire e troviamo un ristorante dove consumare un primo abbondante pasto (scopriamo in seguito che le porzioni sono sempre molto abbondanti) e rifocillati riprendiamo la nostra passeggiata marittima fino alla fermata del bus che ci riaccompagna verso il centro e la successiva linea all’interno del catino. Scendiamo a Green Square dove troviamo un mercato locale e dopo aver girovagato per le bancarelle è d’obbligo una sosta bar con piccolo aperitivo. Controllando la cartina, non ci troviamo troppo lontano dal nostro hotel che raggiungiamo a piedi attraversando il ponte sul porto. In hotel chiediamo consiglio per la cena e veniamo indirizzati sul Waterfront al Baltazar (ottima scelta). La sera il Waterfront si anima di persone per la serata, visto il periodo, troviamo pure un gigantesco albero di Natale con numerosi luci e un centro commerciale addobbato per l’occasione. Discutiamo il programma del giorno seguente (visita della Penisola del Capo) e decidiamo di partire presto, magari si evitano troppo code alle attrazioni. Dopo cena passeggiata sul Waterfront.

30 dicembre

Destinazione la Penisola del Capo e Capo di Buona Speranza. Partiamo di buon mattino e costeggiando il mare con un tragitto relativamente breve arriviamo a Hout Bay. Il molo pullula di attività, sia legate alla pesca che al turismo: diversi venditori di souvenir, per lo più in legno, a stoffe e perline, fino ad arrivare a uova di struzzo intagliate e dipinte. Siamo fortunati, al nostro arrivo non ci sono ancora molti turisti e nel giro di 10 minuti parte una barca che in una ventina di minuti, raggiunge una cospicua colonia di foche, dietro la baia, in un punto irraggiungibile via terra per via degli alti e scoscesi picchi sul mare. Foto di rito e rientro al molo dove la coda per imbarcarsi è diventata più lunga, scendiamo a terra e girovaghiamo per le bancarelle, assistendo pure all’esibizione di una foca. Passeggiamo sulla riva del mare e riprendiamo la nostra auto con direzione Cape Point. Costeggiamo sempre il mare e ci fermiamo diverse volte per ammirarne il paesaggio e poi finalmente ci ritroviamo in colonna con altri veicoli per entrare nella riserva naturale del Capo di Buona Speranza. Tradizionalmente, ma erroneamente, viene considerato come il punto più a sud del continente africano e come punto di separazione tra l’Oceano Atlantico e l’Oceano Indiano; in realtà, entrambi i primati spettano a capo Agulhas. La colonna di auto è dovuto al fermo per pagare il biglietto di entrata alla riserva, una volta svolta questa incombenza troviamo un parcheggio e con bus navetta veniamo trasportati alle pendici di Cape Point dove parte una funicolare per arrivare in cima. Prima però decidiamo di concederci il pranzo al ristorante del luogo e riusciamo pure ad avere un tavolo sul mare. A pranzo concluso saliamo a Cape Point per ammirarne il panorama soprattutto sul Capo di Buona Speranza: un vero spettacolo che ci gustiamo in scioltezza e senza fretta. Lungo la Penisola del Capo, non lontano da Capo di Buona Speranza ed all’interno del Parco Nazionale di Table Mountain, trova casa il simpatico Pinguino Africano e la colonia di pinguini africani che vive sulla spiaggia di Boulders Beach, è la nostra prossima meta. Piano piano ritorniamo verso Città del Capo sempre ammirando il panorama che incontriamo, la giornata è stata piena ed intensa e ci concediamo un’ottima cena al Baia, con passeggiata finale, sempre sul Waterfront.

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