Florida mai vista

Storia del nostro viaggio alla scoperta della Florida 09-ago giovedì partenza da Firenze 7.15 (Meridiana) ( arrivo a Parigi CDG 9.10 ñ partenza da Parigi CDG 12.00 (American Airlines) ( arrivo a New York 13.45 (19.45 Italia) ñ partenza da New York JFK 16.15 (TWA - dal terminal American A. A quello TWA c’è un servizio gratuito di bus...
 
Partenza il: 09/08/2001
Ritorno il: 26/08/2001
Viaggiatori: in coppia

Hotel: Carriage Way B&B $85 + tax (6%) 14-ago martedì Una cosa bella da vedere è la spiaggia di St. Augustin che si affaccia sull’oceano (attenti agli squali!!) ci ha fatto veramente una bella impressione.

Interessante è anche il Lightner Museum: è la raccolta delle collezioni del Sig. Lightner che acquistò appositamente l’albergo Alcazar per trasformarlo in museo, dentro si può ancora vedere la vasca che ospitava una delle più grandi piscine coperte al mondo.

Per finire la serata è divertente andare al vecchio mulino, un pub dove tutte le sere suonano dal vivo.

Hotel: Carriage Way B&B $85 + tax (6%) 15-ago mercoledì Lasciata con un ottimo ricordo St. Augustine ci siamo diretti verso Thomasville in Georgia. Non ci siamo potuti fermare a Jacksonville che abbiamo intravisto solamente dalla strada.

A Live Oak, abbiamo lasciato la I10 e proseguito lungo la US 90 per vedere da vicino le piantagioni e i vari paesini lungo la strada, fra cui Madison County (ricordate i Ponti di…) Questo è veramente quello che chiamano il profondo sud. Thomasville è una città come si può immaginare pensando a “Via col vento”, viali di querce con muschio e licheni, case in legno, la grande quercia Big Oak; l’unico problema è che essendo agosto un mese di bassissima stagione non siamo riusciti a trovare un B&B aperto (almeno fra quelli che ci piacevano), quindi abbiamo dovuto proseguire.

Pochi chilometri dopo Thomasville ci siamo fermati a visitare la Pebble Hill Plantation dove con 10 $ una signora gentilissima ci ha fatto fare la visita guidata della villa. La visita è un po’ lunga, 2 ore, e tutta in americano comunque è interessante e anche divertente vedere come gli americani si emozionano e si meravigliano durante questi tour, ad un certo punto ho deciso di ridere anch’io insieme a tutti, così tanto per fare gruppo… Passando attraverso la capitale, Thallassee, siamo arrivati sul golfo del Messico ad Apalachicola la sera verso le 21,00 quindi la prima preoccupazione è stata quella di trovare un posto dove dormire. Anche qui ci sono diversi B&B storici e molto affascinanti: noi abbiamo scelto il CombsHouse Inn, una splendida casa vittoriana restaurata negli anni ’90. Dispone di 9 camere tutte ampie e arredate sempre fin nei piccoli dettagli in stile ottocentesco, durante il mese di agosto anche questo era vuoto, c’era solamente una coppia di tedeschi e dobbiamo confessare che fa un certo effetto dormire in questi edifici che essendo tutti di legno emettano strani scricchiolii. La colazione viene servita in una splendida sala. Le torte fatte in casa sono indimenticabili. Se qualcuno vi dormisse non dimentichi di guardare l’album delle foto e cerchi di indovinare chi sia il coniglietto… qui abbiamo ricevuto anche il miglior consiglio: quello di fermarsi ad Anna Maria Island.

Hotel: Coombs House Inn $99 + tax (6%) 16-ago giovedì Apalachicola, oltre ad essere il centro mondiale per la pesca delle ostriche, è la città in cui credo sia stata ambientata la scena della pesca dei gamberi del film Forest Gump. È la classica cittadina americana dove vedi gli uomini, vestiti con la camicia a quadri, il cappellino e la barba di tre giorni, girare con il pick-up con il cane dietro, dove alle 9 della sera è tutto chiuso e se non hai ancora mangiato…

La visita della città è breve ma molto affascinante, non c’è nessun luogo turistico ed è improbabile incontrare altri turisti, interessante è la zona del porto dove ci sono le barche per la pesca dei gamberi, durante la mattina si può entrare anche nei magazzini dove scaricano il pesce, sempre in questa zona c’è un grande capannone adibito a negozio di roba vecchia, di oggetti tutti legati al mare. Da vedere, magari senza scendere di macchina, è la zona più verde della cittadina dove in perfetta simmetria sono disposte le tipiche casette americane tutte in legno con il pratino davanti, dove un tempo ci doveva essere il quartiere residenziale; adesso è pieno di cartelli SALE (vendesi) e le abitazioni sono un po’ malandate e sembra che siano un ghetto per i neri.

Per fare un po’ di mare siamo stati anche sulla spiaggia a St.Gorge Island a pochi chilometri di distanza è una riserva naturale con spiaggia bianca (ingresso 4$ per auto) e aree attrezzate (bagni e docce) per fare anche dei pic-nic. Al Coombs House Inn ci hanno fornito anche di teli da spiaggia, ombrellone e lettini… meglio di così! Luogo da non perdere per la cena (ore 18,30) è Boss Oyster, si mangia su una terrazza sull’acqua, dove servono le ostriche in 17 modi diversi, noi ne abbiamo approfittato… Apalachicola è un nome indiano (la terra oltre il fiume) che in americano diventa quasi impronunciabile, ce ne siamo accorti quando abbiamo chiesto informazioni.

Hotel: Coombs House Inn $99 + tax (6%) 17-ago venerdì Cedar Key (km 255), difficilmente si trovano notizie su questa località sulle guide turistiche, noi ci siamo capitati per caso ma dobbiamo dire che è stato il posto più bello che abbiamo visto. Le informazioni raccolte durante il nostro itinerario ci avevano consigliato di dormire al Cedar Key B&B, un edificio in legno immerso in uno splendido giardino, ma era tutto pieno così su indicazione del gentilissimo proprietario ci siamo diretti verso la zona del porto dove abbiamo trovato delle camere favolose all’Harbour Master Suites una struttura tutta in legno sull’acqua con vista del golfo. O meglio a prima vista questa struttura non fa un’ottima impressione ma le camere, gestite da una simpatica signora che ha un negozio di oggettistica, Dilly Dolly Gully a piano terra, che si trovano al piano superiore ci hanno fatto cambiare subito idea, alcune hanno una terrazza panoramica sul golfo, non esitate ad insistere per averne una. Noi abbiamo dormito nella Tropical Tranquility e possiamo assicurare che è un’emozione unica fare colazione sulla terrazza e godersi lo spettacolo dei delfini che saltano nel mare.

Cedar Key è difficile da spiegare, la strada principale è quella sul porto dove vi sono degli ottimi posti dove mangiare, è un insieme di costruzioni in legno sull’acqua che si intersecano fra loro e dove vi sono negozi, camere, pub, ristoranti, da vedere e da vivere c’è il pontile dove si aspetta il tramonto guardando i pescatori e i pellicani; non c’è molto da fare ma forse proprio per questo è affascinante.



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