Florida e Bahamas… with the baby

ln viaggio con la nostra bimba di 3 anni e mezzo tra Miami e Orlando, Tampa e Sanibel, fino alle incantevoli Bahamas
 
Partenza il: 15/11/2013
Ritorno il: 05/12/2013
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Ciao a tutti, questo è il racconto del nostro viaggio tra Florida e Bahamas con la nostra bimba di 3 anni e mezzo, dal 15 novembre al 5 dicembre 2013.

Siamo già stati diverse volte negli States, ma mai con la piccola Martina, a cui abbiamo regalato il battesimo dell’aria e il primo grande viaggio fuori dai patri confini: si è trattato di un viaggio molto diverso dal solito, niente migliaia di km “on the road” ed escursioni nella natura selvaggia tra orsi e alligatori, ma semplicemente tanto relax e divertimento per tutti, con tempi e ritmi tarati su misura per le esigenze della bimba. Ne è venuta fuori un’esperienza differente nei contenuti, ma ugualmente intensa ed emozionante, impegnativa, ma gestibile con la giusta preparazione e attenzione ai dettagli.

15 novembre: VENEZIA-PHILADELPHIA-MIAMI

Per il primo volo di Martina abbiamo privilegiato un orario che fosse comodo e facilmente accessibile senza spostamenti o sveglie nel cuore della notte e, sotto questo punto di vista, il migliore ci è subito parso il collegamento US Airways da Venezia a Miami e cambio a Philadelphia, con partenza alle ore 11.35: ciò portava con sé i vantaggi di una sveglia comoda, colazione e spostamento in aeroporto con tutta calma per il check in; tutte semplici operazioni, fatte tante altre volte, che acquistano un valore e una piacevolezza unica, con Martina che sprizza gioia da tutti i pori e non sta più nella pelle all’idea di salire per la prima volta su un aereo.

Passato il punto di controllo, ci sistemiamo al gate in attesa del nostro volo, guardando decolli ed atterraggi con il naso incollato al vetro e gli occhi spalancati per l’entusiasmo fino al fatidico momento dell’imbarco: il volo è puntuale ed anche il collegamento a Philadelphia è agevole e funzionale ai nostri tempi di spostamento. Devo dire onestamente che l’aeromobile ed il servizio di bordo non sono il massimo, se paragonati ad altre compagnie si può fare sicuramente meglio, ma puntualità e comodità degli spostamenti in aeroporto sono comunque garantite, ed in questa occasione sono le cose più importanti.

L’arrivo a Miami prevede un lungo trasferimento a piedi e in monorail per il Rental Car Center e, mai come in questo momento, apprezziamo la decisione di aver portato il passeggino; siamo stati molto in dubbio, considerando che nella normalità Martina non lo usa più, ma alla fine è stata una saggia decisione, non solo in aeroporto. Ah, per la cronaca… sono le 20.30 che, fuso orario alla mano, significano le 2.30 ora italiana, e quindi la piccola dorme sonni profondi… capite bene perché sia stato utile in questo frangente.

Il nostro noleggiatore è Alamo che già avevamo frequentato in una precedente occasione: noto con disappunto che c’è una coda mostruosa e rimpiango di non aver prenotato con Dollar o con altri dove le persone in attesa sono poche ma, al culmine della disperazione, noto alcuni desk dai quali è possibile procedere al noleggio senza passare dall’addetto: è un mistero perché nessuno le usi e tutti siano in fila ad attendere ma, vinta l’iniziale diffidenza, mi metto a smanettare sulla macchinetta e concludo felicemente le operazioni di noleggio in pochi minuti, risparmiando come minimo un’ora di coda! Ottimo inizio!

L’auto, come sempre, è perfetta: nuova, pulita, confortevole e anche dotata del seggiolino per bambini che avevamo richiesto al momento della prenotazione on-line… finalmente inizia l’avventura! Ogni volta, il momento in cui si esce dal posteggio dell’aeroporto mi dà una grande scarica di adrenalina: welcome back in the States! Per la nanna ci spostiamo a Fort Lauderdale, poche miglia a nord di Miami.

16 NOVEMBRE MIAMI-ORLANDO

Nel cuore della notte, alle ore 3.00 in punto (le 9.00 ora italiana), qualcuno inizia a saltare sul letto con un sorriso a 32 denti: Papààà, Mammaaaa, giochiamo? Andiamo a fare colazione? Guardiamo i cartoni? Oh my God, sapevamo che sarebbe andata così, ma sbattere la faccia con la dura realtà è sempre complesso! Non c’è un piano B, quindi ci svegliamo anche noi e cerchiamo, nel cuore della notte, di fare i giochi più silenziosi possibili e di guardare qualche cartone animato sul pc per far arrivare nella maniera più indolore le 7.00, orario di apertura della sala colazioni. Sapete quando aspettate qualcosa e il tempo non passa mai? È capitato a tutti, quindi capite bene cosa intendo: 4 ore sembrano 4 giorni! Ma finalmente arriva l’ora della colazione, ci rifocilliamo abbondantemente e siamo pronti per la prima giornata: il programma prevede un trasferimento ad Orlando con tutta calma, un giro in città e la partita NBA Orlando-Dallas in serata.

Ma prima di tutto, punto di partenza inevitabile di ogni viaggio, passiamo dal supermercato a fare un’abbondante spesa di tutto il necessario, e poi via, sulla I 95 verso nord: la Florida non offre grandi alternative dal punto di vista della viabilità: a differenza di altri stati, dove si può dare libero sfogo alla fantasia disegnando itinerari personalizzati sulla base degli interessi, qui i percorsi sono piuttosto vincolanti (specialmente a sud) e, tra Turnpike a pagamento e paludi, la strada per Orlando è presto fatta.

Per noi, che amiamo “sfrugugliare” nel lato B (e anche C) degli States, tra strade secondarie e paesotti semiabbandonati, questo è un punto dolente ma ci adattiamo: il lato B della Florida sta decisamente a nord, nella terra dei Crackers (i discendenti dei contadini-pionieri bianchi di elisabettiana memoria), che questa volta non toccheremo.

Il viaggio per Orlando scorre tranquillo e arriviamo attorno all’ora di pranzo sotto una pioggerellina fastidiosa: siamo nella zona di Universal Boulevard, la parte più turistica, e subito ci rendiamo conto di come tutto ad Orlando ruoti attorno al turismo nelle sue infinite forme, il che non è necessariamente un bene: code mostruose, traffico sostenuto, prezzi decisamente superiori alla media e trappole disseminate qua e là. In tutta onestà, devo dire che diventa una meta importante se si è interessati al mondo Disney o ai diversi Parchi divertimento tematici, ma viceversa è decisamente evitabile se non c’è un interesse specifico di questo genere: in un viaggio con bimbi siamo chiaramente nel primo caso.

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Florida e Bahamas... with the baby!



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