Everest Base Camp: la mia storia irripetibile

Quel sogno diventato realtà
Scritto da: giusep11
everest base camp: la mia storia irripetibile

Faccio colazione e mi reco nello stabile delle partenze domestic. All’arrivo il mio sguardo si leva per dare una sbirciata al monitor proprio all’entrata e subito l’angoscia sale perché vedo che non compaiono i voli prima di quello delle 12.

Passo i controlli e mi reco allo sportello di Yetiairline, chiedo del volo e mi dicono che devo attendere perché tutti i voli per Lukla sono sospesi per meteo avverso. Mi guardo intorno e vedo una platea di turisti ammucchiati in piedi e per terra che attendono anche loro di partire. Trovo in tutto questo un po’ di conforto sapendo di non esser il solo.

Il tempo passa inesorabilmente, i miei pensieri corrono verso l’idea di impossibilità di poter terminare il circuito prefissato in tempo utile venendomi a mancare 3 giorni che avrei guadagnato con l’aereo. La speranza di partire si assottiglia fino a svanire alle 12 quando arriva la notizia ufficiale della cancellazione totale dei voli. Ritorno al banco Yeti e chiedo il rimborso immediato ed esco dall’aeroporto dove mi attende una pioggia monsonica di tutto rispetto. L’area adiacente l’ingresso va in tilt per tutte le auto che si mettono in movimento: è il delirio totale.

Finita la pioggia prendo il bus per Chabahil, ma il bigliettaio sbaglia e mi fa scendere a Pashupatinath e approfitto per visitarlo di nuovo. È sicuramente un posto da visitare dove tutto lo spirito induista si traduce in opere come la pratica delle pire per la cremazione dei defunti. Occorrono 1000r per l’entrata ma fortunosamente c’è una entrata laterale non controllata da cui si può accedere. Faccio un giro e approfitto anche per comprare qualche ricordino nei vari mercatini.

Con mototaxi, più veloce ed economico del classico taxi,  mi reco a Chabahil prenoto un  posto in jeep per l’indomani presto con arrivo a Salleri, costo 2500r. Avevo avanzato anche l’ipotesi di fare il bigletto fino a Kharikhola   per 5500r, ma poi opto solo per Salleri.

A Chabahil non ci sono molte opportunità di alloggio e faccio fatica a trovare un albergo dignitoso che poi trovo per 2000r molto bello. Ceno e vado a dormire.

Note:

– a Chabahil non conviene fare il biglietto fino a  Kharikhola in quanto la jeep che porta fin lì non è la stessa ed è possibile che nessuno possa riconoscerti quel ticket pagato anche perché molte jeep sono solo privati e non di agenzie. Quindi occhio!

26 settembre

Sono le 4 del mattino e la sveglia annuncia un giorno nuovo. Mi alzo, preparo lo zaino e via esco quando è ancora buio verso Chabahil dove partono le jeep. Le strade non sono completamente vuote e cominciano ad animarsi.

Arrivo al botteghino dove ho acquistato il biglietto e chiedo della partenza, ma mi dicono di aspettare. Intanto prendo qualcosa da bere dalla signora col carretto per fare colazione. Dopo un una lunga attesa il tipo del botteghino chiama il driver della jeep e gli viene comunicato che sta caricando merce e persone poco distante da lì. Raggiungiamo il posto e vediamo che le operazioni di carico sono in corso per cui ci accodiamo anche noi ponendo lo zaino sopra il portabagagli.

La jeep è animata da vari individui e parte solo a pieno carico, ovvero 4 anime dietro 4 al centro 2 davanti + il driver: totale 11 anime. Si possono fare tanti commenti su quale posto a sedere è meno peggio, ma posso dire che dietro è meglio evitare come anche i sedili centrali rispetto a quelli laterali. A me capita il sedile non esterno.

Intanto si parte alle 5.30 con 30’ di ritardo e lungo il tragitto cominciamo a conoscerci. Al mio lato c’è un ragazzo cinese che risiede in Canada mentre sulla destra vi è un chico argentino con la sua ragazza italiana che vivono in spagna.

Le fermate sono numerose sia per soste food & toilet che per controlli di polizia nei vari check point che rallentano la corsa. Diciamo che il soggettone della jeep è il driver che lungo il percorso mette a nudo tutte le sue caratteristiche di discutibile ecletticità come guidatore poco raccomandabile a uomo multimediale con ricezione di telefonate multiple su diversi telefonini che lo accompagnano per tutto il viaggio fino a dj-set allietandoci per tutto il viaggio con la medesima musica nepalese traditional a circuito chiuso ad altissimo volume da rimanere sordi. La strada per Salleri è molto lunga e sono tantissimi i tratti in cui il fondo stradale è al limite della praticabilità con aggiunta di rallentamenti dovuti alla formazione di code. Il confort all’interno è precario e personalmente posso dire che ho sviluppato vari dolori soprattutto ai glutei stando seduto metà su un sedile e metà sull’altro con altezze diverse: solo la sosta può dare ristoro alle parti doloranti. Ad ogni check point uno dei due ragazzi seduti davanti deve scendere per evitare contestazioni della polizia in quanto sarebbe permesso solo un posto a sedere e non due; passati i controlli il ragazzo viene ricaricato a bordo. Intanto arriviamo a Salleri verso le 18.00 e comincia a fare buio; cerco un’altra jeep per kharikhola per sfruttare il tempo, ma a quell’ora non se ne trovano anche perché si arriverebbe a notte fonda.

Intanto i compagni di viaggio prendono ognuno una strada diversa e in un lampo spariscono tutti: chissà se ci rivedremo.

Decido di prendere una camera proprio nella ghesthouse dove si è fermata la jeep e dopo aver cenato col un Dalbath vado a dormire.

Note:

– distanza kathmandu- Salleri 260km

– jeep 2500r

– tempo impiegato 11 ore

– camera 500r

– dalbath 200r

27 settembre

Mi alzo alle 6.30 senza fretta perché le jeep per Kharikhola partono tardi, faccio colazione e mi metto fuori per tastare la situazione partenze. I mezzi che partono sono di 2 tipi, abbiamo la jeep e il pick up che normalmente sono di privati che trasportano merci e persone. Dopo aver chiesto a varie persone il passaggio e aver ricevuto disponibilità, passa una jeep che mi invita a salire  e via parto senza indugio non considerando le promesse fatte agli altri. La strada per kharikhola è relativamente breve ma è in condizioni disastrose con discreto pericolo in termini di sicurezza. Le piogge monsoniche sono state notevoli e hanno determinato un dissestamento stradale notevole da rendere la strada al limite della praticabilità. Questa tratta rispetto alla precedente è ben peggiore anche perché sono stato messo nella fila dietro accusando un gran dolore alle ginocchia. Lungo la strada troviamo un trattore con rimorchio rovesciato, ma considerata la grande capacità e praticità delle persone a risolvere problemi di emergenza, non è stato necessario fermarsi per il soccorso. Il viaggio va avanti e tra un sobbalzo, uno scuotimento, una testata contro il finestrino e la cappotta, arriviamo in uno spiazzale nei pressi di Kharikhola e finalmente scendiamo.

Guarda la gallery
271ebc_nepal_ebc

106ebc_nepal_trekk

111ebc_nepal_trekk

156ebc_nepal_tengboche

168ebc_nepal_pangboche

333ebc_nepal_kala_patta

334caebc_nepal_kala_pattar_everest

49ebc_nepal_jeepkharikhola

63ebc_nepal_trekk

94ebc_nepal_trekk

97ebc_nepal_trekk

img20221004150008



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi anche

    Video Itinerari