Everest Base Camp: la mia storia irripetibile

Quel sogno diventato realtà
Scritto da: giusep11
everest base camp: la mia storia irripetibile

Un viaggio attraverso la natura a volte selvaggia, sotto la pioggia, sole, nel fango, tra rocce, sentieri ripidi….e gli sherpa!

Premessa

Riuscire a toccare l’EBC con trekking in solitaria senza guida né porter è una idea che covavo da tempo e che solo il Covid aveva parzialmente offuscato.

EBC. Si, il sogno di molte persone come me che si innamorano del mistero che avvolge la montagna, i luoghi, i sentieri, la gente, l’aria che si respira, l’incognito e i grandi scalatori che hanno fatto la storia e che hanno calpestato gli stessi sentieri.

Perchè tutto questo, da dove nasce? Le origini possono essere diverse, ma credo che se c’è un elemento in comune è sicuramente la forza interiore che ti sussurra “anch’io ce la posso fare”, voglio mettermi alla prova, voglio vedere i  miei limiti. Non fa male.  Tutto questo può essere ancor più sottoposto ad esame facendo come me: partire soli, stare con se stessi, ascoltarsi, vivere nel silenzio dei propri pensieri, delle proprie ansie e paure, con uno schema nella mente di quello che si vuole fare e dove arrivare.

Ebbene si, dopo tanto studio e organizzazione accompagnato sempre da grande incertezza per tanti aspetti come quello del Covid, degli scioperi, etc. Dopo tante notti in cui sono andato a dormire alle 2 per mancanza di tempo, ecco che sono riuscito mettere a punto un viaggio che, forse, solo a pensarci metteva paura, ma che a mano a mano diventava sempre più familiare. Ovviamente ci si fa una miriade di domande che non troveranno risposta se non in loco per cui si parte pieno di dubbi ed incertezze che possono andare dalla grandezza della valigia, al suo peso, al boarding pass, all’assicurazione viaggio, etc. Per non parlare della fisicità ovvero della risposta dell’organismo allo sforzo in altitudine.

I tempi sono maturi e cominciano le riaperture tali da alimentare il coraggio di fare quel passo e così a Giugno 2022 mi metto a lavoro con pur delle inquietudini interiori e incertezze.

Sono tante le soluzioni che devo trovare agli innumerevoli quesiti che mi pongo e che formano una figura poliedrica con sfaccettature multiple.

Comincio nel pensare a scegliere il periodo e soprattutto la lunghezza di quel segmento di tempo dentro il quale devo portare a termine la mia missione.

Il mio studio avviene esclusivamente su internet leggendo racconti altrui e captando info a 360° scremando tutto ciò che non mi era necessario e applicando sempre uno spirito critico avendo esperienza decennale in viaggi.

Attraverso i dati raccolti ho potuto intuire e fissare il periodo  e l’estensione del viaggio cristallizzando così un arco di tempo dentro cui costruire il viaggio.

Scelgo fine settembre e inizio ottobre appena un soffio prima dell’inizio dell’alta stagione che vede l’arrivo dell’orda massiccia di  viaggiatori incalliti.

Il secondo step era come utilizzare razionalmente il tempo soprattutto se prendere l’aereo per Lukla o meno tenendo presente che qualcosa potesse andare storto, ovvero tenere dei giorni cuscinetto per eventuali complicazioni soprattutto metereologiche, per cui metto il volo per Lukla all’andata e ritorno a Kathmandu con jeep.

I voli dall’Italia sono ormai costosi e per smussare i costi scelgo tratte indipendenti che mi limano le spese aereo del 35% anche se le soste invece che 1 diventano 2 e per ogni volo in più vi è un aumentato rischio di qualche cancellazione.

Gli aspetti da approfondire sono tanti e vanno dall’abbigliamento, all’assicurazione, all’alimentazione, alla valutazione dei rischi, al peso e grandezza dello zaino, cambio valute, allo studio dei percorsi con relative distanze  e caratteristiche. Ma passo dopo passo sono giunto al completamento del viaggio.

23 settembre

L’ora di partire è ormai giunta. Mi alzo molto presto per giungere all’aeroporto di Rimini da cui con volo Wizz arrivo a Tirana. È una giornata molto calda e le persone sono in spiaggia, faccio un giro, mangio qualcosa e alle 13 il primo volo parte puntuale. Avrei tempo per visitare il centro di Tirana in quanto l’aereo successivo è annunciato con molto ritardo, ma resto in aeroporto. Finalmente si parte con 3 ore di ritardo con volo Wizz per Abu Dhabi.

24 settembre 

Al mattino presto con volo Air Arabia giungo nel primo pomeriggio a Kathmandu. Ero già stato qui qualche anno prima e trovo la situazione migliorata sotto vari aspetti.

Dall’Italia avevo già compilato on line la Visa on Arrival per cui mi reco al banco per pagare il visto per 30 giorni 50usd e rapidamente passo il controllo passaporti.

Con stupore mi accorgo che non occorre più la compilazione della Disembarkation card che avevo dovuto presentare la volta precedente. Il problema ora era il cambio dei soldi o il prelievo ATM? In entrambi i casi ci sono i pro e contro, io nella fattispecie ho tentato il cambio fuori l’aeroporto ma senza successo in quanto le banche erano chiuse il sabato.

Torno in aerporto e cambio la somma prefissata a uno degli sportelli della zona arrival con tasso molto favorevole ovvero solo 1 rupia di differenza tra l’applicato e l’ufficiale: incredibile! Il tasso offerto era diverso tra i vari sportelli incontrati e quello migliore era l’ultimo verso l’uscita. Puntualmente ho chiesto la ricevuta.

Sempre nella zona arrival ho provveduto ad acquistare una sim Ncell per 700r con internet e traffico nazionale valido per 15 giorni. Questo è molto utile soprattutto per usare Whatsapp.

Esco dall’aeroporto e cerco un albergo proprio di fronte e ho un’ ampia scelta. Non ritengo di andare in centro in quanto al mattino dopo  avrei dovuto prendere l’aereo per Lukla. Per 1500r prendo una stanza con bagno e dopo aver mangiato un piatto di momo mi ritiro per riposare.

Note:

– nessuna fototessera richiesta

– nessuna disembarkation card richiesta

– nessun green pass

25 settembre

È il giorno topico, è quello della partenza, ovvero alle 9 è previsto il volo per Lukla. L’albergo è vicino all’aeroporto, tuttavia preferisco alzarmi presto perché vorrei anticipare sapendo che c’è un posto nel volo delle 7.30

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