Etiopia zaino in spalla

L'Etiopia che nessuno (o quasi) si aspetta di vedere: natura all'ennesima potenza
 
Partenza il: 13/10/2014
Ritorno il: 31/10/2014
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Dopo aver visto un documentario sui babbuini Gelada, mi son documentato meglio sull’Etiopia e dopo due mesi son partito con lo zaino.

Tolto i pregiudizi che la maggior parte delle persone pensa su questo spettacolare paese come ad esempio EBOLA, rapimenti, ecc.. Premetto subito che ho tralasciato Lalibela che a detta di molti è il posto più bello da vedere, ma la rimando ad un prossimo viaggio. Il mio itinerario parte dalla capitale, direzione nord alle Simien mountain per poi ritornare ad Addis e poi scendere a sud versi i villaggi tribali.

Tasso cambio 1 EURO=25 BIRR

14 OTTOBRE

Arrivo ad ADDIS ABEBA all’una di notte, preso un taxi per 15 dollari mi porta in un anonimo hotel del quartiere Piazza dove dormo 3-4 ore in quanto alle 5.30 parte il bus per BAHIR DAR sul lago TANA (prezzo bus 350 birr-14 euro). Destinazione hotel GHION per 12 euro prendo una stanza con odore di muffa incorporato. Almeno ha un bel giardino a bordo lago. La sera da non perdere, nel locale BALAGERU, lo spettacolo Azmari (una sorta di cantori di storielle e comici). Non si capisce nulla di quello che dicono ma alla fine si ride lo stesso. Assaggiate il TEJ, bevanda alcolica al miele.

15 OTTOBRE

Concordo con una pseudo guida dell’albergo l’escursione ai monasteri del lago e alle cascate del Nilo, tutto il giorno a 700 birr. I monasteri sono a pagamento di 100 birr. Bene o male son tutti simili, ci fermiamo a prendere un caffè tipico etiope…buono per me che non bevo mai caffè!! Al rientro ci fermiamo all’hotel per il pranzo(escluso dal prezzo dell’escursione) e per le 15 partiamo alla volta delle cascate. Nello sterrato dopo dieci minuti buchiamo il mini-van. Ovviamente anche la ruota di scorta è bucata e aspettiamo 45 minuti il mezzo di scorta. Sta di fatto che arriviamo alle cascate in zona tramonto…Son maestose, la centrale accanto non è in funzione e quindi tutta l’acqua è convogliata alle cascate. Qui si proporranno varie persone come guide e vi diranno che bisogna pagare per avere la videocamera. Dite che parlate con la polizia all’uscita del parco e vi lasceranno in pace. La sera ci sono dei ristorantini carini ed economici in zona chiesa di san Giorgio.

16 OTTOBRE

A piedi vado verso la stazione dei minibus e prendo quello in direzione GONDAR (170 birr). Arrivati a Gondar si presenta alla fermata ALEX, una guida proprietaria di un’agenzia a Gondar che tramite una guida di Bahir dar avevo preso il numero. Mi porta al L-SHAPE HOTEL, che, casualmente, era quello che avevo scelto di andare. Qui una camera costa sui 300 birr ma contrattate sempre. Si organizza l’escursione di 3 notti e 4 giorni. Il prezzo trattato è di 250 dollari (potevo trattare ancora..). Il tardo pomeriggio lo passo alla cittadella imperiale, imperdibile.200 birr per entrare e senza guida esploro i castelli restaurati molto bene. La sera non c’è tanto da fare se non vedere qualche spettacolo di Azmari e bere qualche birretta.

17 OTTOBRE

Dopo aver fatto colazione al TELE CAFFE’ sito nella piazza principale e fornito di buone torte, ritorno all’hotel per l’escursione.Il gruppo totale per i giorni alle Simien mountain è composto da due ragazze olandesi, due ragazze israelo/etiopi, io (i paganti) e una guida, due cuochi e due ranger armati lo staff. In 3 ore si arriva a DEBARK, pausa thè e poi comincia lo sterrato di 45 minuti fin dopo il Simien lodge. Qui cominciamo a piedi per 4 ore fino a SANKABAR a 3’200 metri. UN leggero fiatone dovuto all’altitudine si fa sentire ma confido in una perfetta acclimatazione nella notte. La cucina è ottima con thè e popcorn appena arrivati al campo come aperitivo, e poi la cena con zuppa, spaghetti e verdure. Io son l’unico a dormire in tenda e gli altri tutti in camerata nel lodge(sconveniente perché qualcuno russa sempre…).

18 OTTOBRE

Dopo un’abbondante colazione si parte per le 9, i paesaggi tolgono il fiato, cascate, ampie vallate e dirupi di centinaia di metri di profondità si alternano. Le ragazze cominciano ad avere i mali dell’altitudine, dallo stomaco al mal di testa. Io ancora nulla per fortuna. Dopo 5-6 ore di marcia arriviamo a GEEHK a 3’600 al campo base. Le ragazze bevono thè bollente ma io in maniche corte birretta fresca! Paesaggio semi-lunare, senza alberi con animali che pascolano in lontananza, bellissimo. Dopocena si sta tutti vicino al fuoco perché il freddo si fa sentire. Tre calzine, 4 magliette e due maglioni il tutto contornato da due sacchi a pelo, questo è quello che ho addosso prima di dormire.

19 OTTOBRE

Dopo la colazione partiamo in direzione IMET GOGO a 3’926 metri. Una ragazza proprio non parte, un’altra ci abbandona a metà percorso, e quindi arriviamo in vetta io, la guida e due ragazze. Qui l’altitudine si fa sentire. Oggi la meta finale è CHENNEK che raggiungiamo in 5 ore. Il campo base è sempre a 3’600 metri ma qui ci arrivo da solo con la guida e uno scout. Il resto ha preso una deviazione per il fondovalle. Qui a Chennek babbuini gironzolano vicino al campo assieme a grossi uccelli neri che mi sfugge il nome simili a corvacci. Dopo l’abbonante cena mi trattengo con gli scout e le guide che chiacchierano e giocano a carte vicino al fuoco. Domani sarà dura…

20 OTTOBRE

6.20 sveglia e alle 6.50 comincia l’ascesa al MONTE BWAHIT a 4’430 metri. La lonely da per andata e ritorno 5-6 ore. Noi ce ne mettiamo 2 e 50 minuti. La guida soffre di asma e a un certo punto stava collassando. Infatti in cima siam stati solo dieci minuti. Al campo base aspettiamo un paio di ore(il tempo giusto per asciugare i vestiti sudati) che ci vengono a prendere con la jeep per il ritorno a Gondar. Escursione da fare assolutamente e se si riesce questa di 3 giorni e non quella di un giorno solo.

21 OTTOBRE

Oggi destinazione AWRA AMBA. Prendo un minibus e scendo a WAROTA, dove prendo un tuc tuc per 10 km di asfalto e due di sterrato. Arrivo in paese, mi accoglie una guida e mi accompagna nella mia “stanza” fatta di fango e paglia con un colore giallo a vernice. Pulitissima proprio come dice la Lonely. Mi fa fare un giro del villaggio raccontandomi le sue caratteristiche. Non ci sono religioni ma credono in un unico dio, si autosostengono ed esportano solo i tessuti che producono artigianalmente. Hanno un concezione della società molto “unita” con la cura collettiva degli anziani nel loro ospizio. Qui ho provato a cucinare l’INJERA, il piatto tipico nazionale formato da una specie di piadina gigante. La sera c’è una bella atmosfera di relax. La camera costa 100 birr e la guida pure.



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