Estate 2016 fuori dai soliti schemi in Bulgaria!

A zonzo tra Sofia, Plovdiv e Koprivshtitsa
 
Partenza il: 01/09/2016
Ritorno il: 08/09/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Settembre 2016… l’estate è quasi terminata, ma la voglia di scoprire nuovi angoli d’Europa è ancora tantissima. Io e Pisi decidiamo quindi di investire la modica cifra di 66 euro in un volo Ryanair (andata e ritorno per due persone) da Pisa a Sofia. Trovare una guida cartacea sulla Bulgaria non è stato semplice, l’unica in commercio che sono stato costretto ad acquistare è stata quella della Lonely Planet, ed io non amo le Lonely Planet…

Prima di descrivere le esperienze e i luoghi volevo fare qualche considerazione: innanzi tutto la Bulgaria È SICURA. Non abbiamo mai avuto la sensazione di essere in pericolo dal punto di vista del terrorismo o della normale criminalità. Le strade sono pattugliate da tantissime squadre di poliziotti. In molti angoli di Sofia si possono vedere dei gabbiotti rialzati: sono postazioni di polizia, dove i guardiani monitorano la situazione circostante grazie a vari schermi. Nei giardini pubblici si può stare tranquilli anche di notte: tante sono le donne sole che abbiamo visto passeggiare di sera tardi… quindi si presume che la sicurezza sia tale che non si debba aver paura di girare.

Le città bulgare (per lo meno i centri) sono molto più curate, vivibili, pulite e ordinate di quasi tutte le città italiane. Le periferie, nonostante la povertà, rimangono comunque più pulite della via di casa mia a Genova. La gente è semplice e cordiale; i giovani parlano inglese, qualcuno parla italiano (soprattutto le donne d’età, che magari prima facevano le badanti in Italia). È molto economica: dai ristoranti ai trasporti…è veramente a portata di tutte le tasche. Muoversi in taxi è davvero conveniente, ma state bene attenti ad evitare gli abusivi. Moneta corrente LEVA (1 euro vale 1,96 lv, praticamente io dividevo il conto per due… cioè se al ristorante pagavo 20 lv, io calcolavo 10 euro). Si usa l’alfabeto cirillico… vale la pena fare un po’ di dimestichezza con questo alfabeto prima di partire.

01 settembre

Arriviamo puntuali all’aeroporto di Sofia, passiamo il controllo passaporti (va bene anche la carta d’identità valida per espatrio) e sorpassiamo in scioltezza i tassisti abusivi che si propongono di accompagnarci. Andiamo diretti, invece, al banco dei taxi ufficiali (OK TAXI), proprio di fronte all’uscita degli arrivi, mostriamo l’indirizzo del nostro albergo e loro prenotano subito una vettura per noi. La vettura ci aspetta già fuori e all’autista è stata già comunicata la destinazione (12 leva il costo della corsa), che sarà il CENTRAL SOFIA HOTEL. Ci sentiamo di consigliare vivamente questo hotel 4 stelle, per la posizione centrale, la pulizia, gli arredi moderni e curati, tutti i servizi funzionanti, la professionalità del personale, la colazione stellare e la SPA compresa nel prezzo! Posiamo le valigie e usciamo subito per familiarizzare con i dintorni dell’hotel.

Ceniamo in un ristorante di una catena diffusa in Bulgaria: “Happy”. Ci troveremo talmente bene da sceglierlo per quasi tutti i nostri pranzi e le nostre cene. Il menù è ricco e internazionale e il locale è sempre gremito sia da turisti che da gente del posto e i prezzi sono molto buoni. Quando usciamo ci mettiamo a gironzolare senza meta ed assistiamo, a sorpresa, ad uno spettacolo di fuochi d’artificio sparati da qualche spiazzo retrostante il museo di storia naturale in viale Tsar Osvoboditel. La settimana non poteva cominciare meglio di così!

02 settembre

La super colazione al nostro hotel ci mette di buon umore e ci dà le energie necessarie ad affrontare questa lunga giornata di esplorazione, che comincia dal vicino mercato delle donne. La guida Lonely lo descriveva come una meta interessante, ma in realtà non è che lo fosse poi tanto… Qualche bottega artigiana di vasellame, poi per il resto il solito mercato di frutta, verdura, carni e pane. Essendo un quartiere popolare sembra che il tempo sia ancora fermo agli anni dell’Urss… vecchine col fazzoletto annodato sul capo, povertà (ma non degrado) e negozietti sbilenchi che qui non si vedono da almeno trent’anni… e tanti cani randagi. Noi ci fermiamo a sfamarne qualcuno.

Ci imbattiamo nella chiesa dei santi Metodio e Cirillo (l’inventore dell’alfabeto cirillico) e poi ci dirigiamo verso la sinagoga della città, la più grande sinagoga sefardita d’Europa, che ospita al suo interno un impressionante candelabro in ottone dal peso superiore alle due tonnellate. La sinagoga è in ul Ekzarh Yosif 16 (orari 9-16 lun-ven e 10-14 dom), ma l’ingresso non si nota bene… bisogna spingere un piccolo, ma massiccio portoncino di legno. Per un po’ siamo soli nel tempio, ma poi arriva una coppia di signori tedeschi e un vecchietto che si offre di raccontarci qualcosa circa la sinagoga. Lui è un membro importante della comunità ebraica bulgara e ci spiega tutte le curiosità architettoniche dell’edificio e poi passa a raccontare le vicende che l’hanno attraversata… e quando si passa per il periodo delle leggi di segregazione razziale naziste il racconto diventa difficile da digerire. Lui stesso, in tenera età, è stato in un campo di concentramento. Non avevamo mai conosciuto nessuno che avesse vissuto questa esperienza e la cosa ci scuote parecchio. Lasciamo un’offerta per la conservazione dei beni della sinagoga e usciamo.

Poco distante si incontra la moschea Banya Bashi in bul Maria Luiza risalente alla metà del sedicesimo secolo (ora chiusa per restauri interni) con il suo bel minareto. Alle spalle della moschea una bella piazza con aiuole fiorite e fontane e un edificio elegante e restaurato, che una volta ospitava i bagni turchi. In questa piazza troverete tante fontanelle da dove sgorga acqua calda: sono le acque delle sorgenti termali che alimentavano i bagni turchi. P.S. l’acqua è potabile, e avendo dietro una tazza e una bustina di tè potrebbe essere una cosa simpatica prepararsene uno. Gli abitanti di Sofia apprezzano quest’acqua per le sue proprietà benefiche per l’intestino: infatti li vedrete bere abbondantemente e riempire tante bottiglie.

Proseguendo verso sud per bul Maria Luiza si arriva al complesso archeologico di Serdika. Serdika è il centro nevralgico della città: qui si intersecano le due linee della metropolitana e tutti i punti di interesse sono vicini. Proprio durante gli scavi per l’ampliamento della stazione della metropolitana, tra il 2010 e il 2012, qui, si è scoperto di tutto! Un piccolo insediamento romano datato tra il VI e il IV secolo a.c. (formato da otto strade, una basilica paleocristiana, un complesso termale, sei grossi edifici e una chiesa tardo-medievale) si è nascosto qui per secoli. Ora i resti sono visitabili gratuitamente, ma azzardati interventi di restauro ne hanno però compromesso l’autenticità. A Serdika, inoltre, si trovano la statua della santa che dà il nome alla città, santa Sofia appunto (posta su un’alta colonna), la minuscola chiesa di Sveta Petka Samardzhiiska (in una posizione affossata, dato che fu costruita durante il periodo della dominazione turca), la cattedrale di Sveta Nedelya –punto di riferimento di tutta la città- con la sua grande cupola e i notevoli affreschi bizantini e la grande piazza Nezavisimost con i maestosi edifici di epoca sovietica, tra cui il poderoso monolito staliniano della Casa del Partito. Costruito nel 1953 era il quartier generale del partito comunista bulgaro; in cima all’edificio oggi svetta la bandiera bulgara, ma ai tempi dei soviet qui spiccava una grande stella rossa, oggi conservata nel giardino del museo di Arte Socialista.

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