Eretici catari e Pirenei orientali

Due temi turistici: i siti e i castelli dei catari, eretici medievali, e i Pirenei del Midi, sia sopra che sotto terra. Un viaggio itinerante tra storia e natura
 
Partenza il: 04/05/2018
Ritorno il: 11/04/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

6 maggio: TOULOUSE – ALBI – CARCASSONNE

Visto che il giorno prima il bar non ci aveva soddisfatto, abbiamo voluto provare la prima colazione in hotel: idem. Con la navetta, siamo tornati in aeroporto, per il ritiro dell’auto noleggiata. Tramite il sito Rentalcars.com, mesi prima avevo scelto la società di noleggio auto che aveva proposto il prezzo più basso, per poi aggiungere il prezzo extra di un’assicurazione, che ci evitasse la franchigia in caso di danni o furti. Non avevamo mai acquistato da Inter Rent, ma supponevamo fossero tutte uguali. Errore! Per prima cosa, questa società non ha un proprio ufficio stabile, bene evidenziato. Il luogo di ritiro della nostra auto è solo un camper… piazzato in fondo al parcheggio P2 dell’aeroporto. Che fatica, trovarlo. In secondo luogo, ci hanno fatto firmare una nuova clausola al loro contratto, quella di riportagliela… pulita. Ebbene sì, tutte le società di noleggio si lavano da soli le auto, al ritorno dai noleggi, mentre Inter Rent non lo fa. Beh, perlomeno non gratis: pagandole un extra di 14 euro si sarebbe potuto rendergli persino… un’auto con chili di fango all’interno. Quasi quasi… ci sarebbe venuta la voglia di farlo. Ovviamente, in quel momento desideravamo solo partire da lì, a bordo di un qualsiasi veicolo, e non perdere altro tempo. Quindi, Roberto ha firmato, ma mi piace anticiparvelo: tranquilli, non ci siamo fatti fregare, non abbiamo pagato alcun extra (l’ultima sera abbiamo lavato (molto sommariamente) l’auto, prima di restituirgliela, un restauro di facciata).

Partenza per Albi, chiamata “la città rossa”, per distinguerla da quella “rosa”. È stata costruita in mattoni, ovviamente. Arrivando in centro, siamo andati subito sotto le mura (tanti rossi mattoni) della sua enorme cattedrale (tanti rossi mattoni), la più grande in Europa. Si rimane senza parole, perché questa Cattedrale di Santa Cecilia è una “mattonata” pazzesca, altissima e larghissima, con torri a campanile. Se avete presente le dimensioni del Duomo di Milano, penso sia più grande, ma in stile gotico meridionale. All’interno, su tanta grandezza hanno dipinto altrettanto enormi affreschi e ricche decorazioni. Non c’è angolo che sia libero da statue o dipinti. Costruire una chiesa cattolica romana così imponente era stato un modo per” marcare il territorio” dove era stata “estirpata” un’eresia religiosa, almeno così suppongo. Ho fotografato Roberto ai piedi del muro sul retro, e nella foto non si distingue chi sia, da tanto sembra piccolo. Una delle nostre macchine fotografiche non riusciva a “prendere” tutta la facciata, era troppo alta. Così, per vederla meglio, siamo scesi al fiume, attraversando il Vecchio Ponte. Dall’altra sponda la Cattedrale si erge enorme, ma almeno si riesce a fotografarla tutta… Aggiungendo che c’è anche il Museo del pittore impressionista francese Toulose-Lautrec, si può dire che Albi meriti una sosta, assolutamente. È stata la nostra prima sosta in uno dei siti “Catari”, anche se a dir la verità non c’è più nulla che li ricordi, li hanno cancellati. Per chi volesse approfondire, spiego qui di seguito, in corsivo, qualche cosa del Catarismo, eresia medievale. Gli altri, vadano pure avanti saltando questa parte, non mi offendo.

Nel Medioevo ci furono parecchi tipi di eresie, ed in nord Europa alcuni cattolici, disturbati dallo stile di vita del clero e dal papato cattolico-romano, si erano inventati il Catarismo, dalla parola greca “kataros” che vuol dire: “perfetto”. Si diffuse soprattutto nel sud-ovest della Francia, ma anche in Lombardia. Ogni gruppo era scarsamente collegato agli altri, ognuno si faceva la propria dottrina; solo lievi differenze. Fondavano la propria posizione sulla critica al clero cattolico-romano che viveva in modo lussurioso e secolare, mescolando affari e religione, ma erano anche giunti a rifiutare i sacramenti, a cercare di vivere in modo simile agli Apostoli, in povertà, lavorando, senza possesso di cose od abitazioni, senza mangiare carne, senza fare sesso, in modo ascetico. La loro religione era dualistica: per loro nell’uomo esistevano il Bene ed il Male, dove il primo era ricercato attraverso l’ascetismo, ed il secondo era collegato alla carne ed ai piaceri materiali. Attraverso il sacrificio l’uomo poteva raggiungere il Bene che aveva intrinsecamente dentro di sé o scegliere il Male. Sostenevano che Cristo si era martirizzato sulla croce per ascendere allo stato superiore perfetto, liberandosi dalla carne. Quindi, non credevano neanche alla Resurrezione. Aderirono al Catarismo ricchi e poveri, senza distinzioni e dividendo tutto ciò che avevano. Chiamavano sé stessi: i Buoni Cristiani, i “Perfetti”. Erano “Bonne homme” o, persino, “Bonne femme”, dato che era una religione aperta anche alle donne. Come unico sacramento avevano il viatico verso la morte, imponevano le mani sulla fronte: il cosiddetto: “consolamentum”. Cercavano il martirio, in fondo. Si lasciavano bruciare sul rogo, esaltandosene. Senza una sede stabile, fuggendo di città in città, clandestini in ogni posto, furono come agnelli in mezzo ai lupi, perseguitati dalla Chiesa del Papa Innocenzo III e dai suoi soldati Templari. Clandestini, vegetariani e imbelli, furono massacrati e si estinsero. La città di Béziers, per esempio, fu saccheggiata e bruciata, morirono circa 20.000 persone. Le Guerre di religione sono sempre state parte del nostro passato, come lo sono oggi nel presente.

Siamo ripartiti da Albi, e abbiamo raggiunto la città di Carcassone, dove poche settimane prima c’era stata una tragica strage, da parte di un adepto dell’Isis. Lo dico, perché mi è venuta in mente, proprio in connessione col passato.

Arrivati, ho “scoperto” di aver scelto un buon hotel ma dalla parte sbagliata del percorso di visita. Pazienza, qualche chilometro a piedi non ci spaventa (però Roberto non era di buon umore). Hotel Bristol: che dirne? Bello, un tre stelle lussuoso, con una stupenda camera da letto, per rapporto tra qualità e prezzo: ottimo. Ho fatto notare a mio marito che si affacciava sul Canal du Midi (monumento Patrimonio Umanità, Unesco), che permette di navigare da Atlantico a Mediterraneo. Non gli interessava, anche se ha una lunghezza pazzesca. Lasciata la camera, siamo scesi a piedi verso il Castello, medievale e cataro. Ma non è esattamente un Castello: è la più grande città fortificata d’Europa. Ha 3 chilometri di mura (lo confermo, le abbiamo percorse!), 52 torri (non le abbiamo contate, però erano tante). Dentro, è un villaggio, neanche piccolo. Dall’imponente porta d’ingresso di Narbonne si attraversano stradine medievali, ammirando vecchie case a graticcio, piazzette e chiesette. Carcassone fu il centro della crociata contro gli Albigesi. Si riusciva perfettamente ad immaginare questi soldati con la tunica crociata circolare sferragliando con le loro armi tra i vicoletti. Quel pomeriggio, più che altro c’erano bambini francesi con elmi e scudi di alluminio, comperati alle bancarelle (ci sono in vendita anche souvenir con le croce catare, ma tutti acquistano le armi dei vincitori. Si sa, è la Storia). Nella Basilica gotica ci ha accolto , con felice sorpresa, un coro malinconico: quattro bravissimi cantanti lirici e russi, con antiche melodie del loro territorio. Scambio culturale, interessante. Dappertutto, il percorso è ritmato da caffè e tavolini all’aperto, piccole botteghe di souvenir e prodotti artigianali. In giro c’era una grande folla, come in Bretagna a Mont Saint Michèl, ma dato che lo spazio è molto più ampio era meno fastidioso. Alcune parti delle mura, dal lato esterno, erano state dipinte di un bel giallo brillante, con effetti stranianti: grazie al cielo lo cancelleranno tra due mesi, perché sono state fatte per l’anniversario della data nella quale la città è stata dichiarata “Patrimonio dell’Umanità”, dall’ Unesco. A noi, le parti in giallo non sono piaciute affatto, ma si sa, sono Francesi… E questa è zona florida grazie al commercio del suo buon vino…



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