Eolie in autunno, un viaggio magico

Lipari, Stromboli, Vulcano
 

Stasera ci aspetta una sorpresa: il signor Nino, aspettando il momento opportuno per limpidezza del cielo, ci accompagna con altri due ospiti al tramonto secondo lui più bello del mondo. Al nord dell’isola, davanti al Santuario della Madonna della Catena, ammireremo in effetti un tramonto di commovente bellezza.

Giorno 4 – Lipari

Oggi noleggeremo uno scooter da Luigi, di fronte al porto al costo di 20 euro, per girare un po’ tutta l’isola. Prima tappa sarà l’Osservatorio Geofisico: basta lasciare il mezzo sotto la struttura e incamminarsi a piedi lungo un breve sentiero tra la sterpaglia, per avere una visuale fantastica di Vulcanello e Vulcano.

Con un mezzo a motore è molto facile e veloce compiere il periplo della piccola isola, che sebbene sia la più grande delle Eolie non misura che 38 kmq. In breve arriviamo alle abbacinanti ex Cave di Pomice, ma meglio sarebbe dire che in breve arriviamo a parcheggiare lo scooter sulla statale per poi scendere a piedi. E scendere, almeno per me, non è facile: il terreno è ripido e scivoloso, ma men che meno avremmo potuto affrontarlo con lo scooter.

Dopo la mia solita ridicola performance di equilibrio, e dopo aver ammirato questo mare turchino dopo tanto cobalto, si risale per continuare il giro. Spiagge Bianche (dove farò anche un piccolo bagno), Canneto (da dove la vista sulla fumante Stromboli mi ricorda l’appuntamento di domani).

Ultima cena stasera all’Eolian, che ci proporrà stuzzicanti antipasti eoliani (formaggi, verdure sott’olio e cucunci come se non ci fosse un domani), tonno e spada affumicati, pasta all’eoliana, e per finire dolcetti fatti in casa accompagnati da Passito.

Giorno 5 – Stromboli

Sono emozionatissima. Questa è la tappa che sogno da tempo: l’aliscafo per Stromboli sta per caricarci. Purtroppo la traversata sarà pesante per via del mare mosso, e arriverò in condizioni penose. Per fortuna l’ Hotel Ossidiana, da noi prenotato, si trova a pochi passi dallo sbarco. Avrò bisogno di alcune ore per riprendermi, nel giardinetto della nostra camera a piano terra.

Da casa avevo preso contatti e prenotato con una delle varie agenzie per la salita al vulcano: la Magmatrek. Arrivati sul posto, verremo uniti al gruppo di un’altra agenzia, per via dello scarso afflusso turistico: saremo solo in 12. Purtroppo, dopo la violenta eruzione del 2019, per ragioni di sicurezza non è più possibile salire fino a oltre 900 metri, proprio sulle bocche del vulcano. Sarà possibile salire fino a quota 400, ma sempre con una guida. Il costo è di 20 euro a persona, e si parte dal centro del paese, poco sotto la chiesa di San Vincenzo. Si potrebbe salire in autonomia soltanto fino all’Osservatorio, a quota 270 mt. Lo scopo è ammirare le eruzioni con il buio, e in questo periodo dell’anno si parte intorno alle 16.30. Ad accompagnarci è una guida alpina, abituata a ben altre “fatiche”, che si gode per tutta l’estate il clima e la pace di Stromboli, unita alla “passeggiatina” quotidiana sul vulcano. La salita a 400 si percorre in circa 2 ore, a un passo veloce e con una sosta intermedia. Correndo dietro alla guida, non è certo possibile fermarsi lungo il percorso per fare foto o ammirare il paesaggio. E questo, oltre l’obiettiva fatica, mi pesa un po’. Sono necessarie scarpe da trekking (si possono anche noleggiare), abbigliamento a strati con un giubbino pesante finale, acqua, qualcosa da mangiare, luce frontale (anche questa noleggiabile) e magari bastoncini da trekking. Il caschetto viene fornito.

Non è facile descrivere quello che si prova quando si arriva nel punto della sosta per l’osservazione. Già il tramonto è qualcosa di fantastico, col sottofondo del brontolìo del Vulcano, sempre presente. Man mano che il cielo scurisce, le stelle diventano una coperta luminosa: solo questa visione basterebbe a giustificare la fatica. Siamo tutti lì, muti, attoniti, col fiato sospeso in attesa dei boati e degli spruzzi di lava rossa nella notte. Posso solo immaginare cosa dovesse essere poter salire fino ai crateri sommitali, e praticamente guardare dall’alto una simile meraviglia della natura. Non si sentono più la stanchezza, né la fame o la sete.

La discesa viene effettuata lungo un’altra via, affondando nel terreno sabbioso, fino all’Osservatorio. Qui alcuni si fermeranno, in quanto c’è un ristorante dove si cena a lume di candela, con vista sulla sciara.

Noi proseguiamo fino al paese insieme alla guida, lungo le strade non illuminate, ascoltando i suoi divertenti racconti di vita isolana.

Giorno 6 – Stromboli e Vulcano

L’aliscafo partirà alle 11.30, per cui c’è tutto il tempo per una passeggiata dal porto lungo la costa nord, verso le spiagge di Scari e Ficogrande, con la vista di Strombolicchio. Una pace incantata pervade il paesaggio, così come i vicoli ancora sonnolenti. Il vulcano sbuffa in una sorta di saluto.

Mi spiace molto lasciare quest’isola incantata, ma dopo 2 ore di navigazione, l’odore pungente della variopinta Vulcano mi fa spostare la mente su un nuovo e magico punto di interesse. Anche qui il nostro alloggio sarà proprio sul porto, dirimpetto all’arrivo dei traghetti: il comodo Hotel Faraglione, dotato anche di un bar ristorante esterno, dove è possibile consumare colazione, pizza o uno spuntino veloce. Appena depositati i bagagli e rifocillati, ci dirigiamo con una brevissima passeggiata a destra del porto, verso i fanghi termali, purtroppo sottoposti a sequestro per ragioni di sicurezza (pare una bimba si sia sentita male), ma più che altro per motivi di abuso edilizio. Non possiamo che guardare il gorgogliante laghetto termale dall’esterno, e dirigerci alla adiacente Spiaggia delle Acque Calde, dove è possibile bagnarsi in un’acqua cristallina, riscaldata da numerosi getti di vapore sulfureo. Ma voglio fare un breve bagno anche nella Spiaggia Nera poco distante: basta fare qualche centinaio di metri fino al lato opposto dell’isola. Anche qui, nonostante il fondale di sassolini neri, acqua cristallina e per niente fredda, nonostante il periodo.

Dopo il bagno, iniziamo la nostra camminata verso l’attrazione principale: la salita alle bocche vulcaniche. In meno di un paio di km su strada asfaltata, si arriva all’inizio della salita al cratere. Qui non è necessaria una guida, la salita è libera e non particolarmente faticosa, tranne forse la parte finale leggermente più impegnativa. In circa un’ora, procedendo con calma, si è in cima. E anche qui lo spettacolo è una giostra di colori e di emozioni: il giallo dello zolfo è il colore predominante, tra sbuffi violenti di vapore, anche abbastanza pericolosi. La mascherina diventa utile. Il panorama sottostante è una cartolina irreale: forse la luce autunnale contribuisce a rendere i colori ancora più puliti e decisi.

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eolie in autunno

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