Enjoy South Africa

Ritorno in Sud Africa
Scritto da: pici-picci
enjoy south africa
Partenza il: 02/08/2010
Ritorno il: 15/08/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

In principio doveva essere l’ India: abbiamo cominciato a preparare il nostro viaggio estivo già a marzo prendendo contatti con tour-operator indiani, leggendo i vostri racconti e diari di viaggio e con l’ aiuto della LP. Ma in fase di prenotazione del volo un banner mi dice che la Qatar Airways ci fa andare a Cape Ttown con un prezzo così basso per agosto che non abbiamo resistito e allora eccoci di nuovo in Sud Africa. Partiamo da Milano per Doha con scalo notturno di 12 ore, ebbene si il volo costa poco ma questa compagnia fa degli stop-over assurdi. Noi però non demordiamo e ci siamo organizzati con i sacchi a pelo pronti a passare la notte sul pavimento! Un paio di piacevoli sorprese ci attendono: la prima è il personale di terra della Qatar che ci intercetta e ci offre, visto il lungo stop, un voucher per la cena e la seconda è la possibilità di sostare in una così detta Quiet-room: una stanza con delle chaisse-lounge, le luci abbassate e chiuse con delle porte a vetri così che con i nostri sacchi a pelo abbiamo potuto dormire beati comodi e al buio: 10 e lode! Ripartiamo la mattina seguente. Il volo procede meravigliosamente e dopo 11 ore ecco finalmente il profilo della Table mountain che si delinea fuori dal finestrino, i nostri cuori impazziscono ed ecco apparire sui nostri visi il sorriso di plastica che ci accompagnerà per tutta la vacanza! Cape Town: sono tre anni che guardiamo tutti i giorni con nostalgia la webcam della Table mountain e finalmente potremo vederla di nuovo dal vero. Abbiamo prenotato tramite Booking.com una camera per le prime 4 notti all’hotel Fountains indirizzo: 1, st. george mall. City Bowl. La scelta si rivelerà geniale dal momento che l’hotel è centralissimo e a piedi raggiungiamo tutti i posti che ci interessano e in più la colazione è abbondante e ottima! Straconsigliato! Arriviamo e dopo una doccia prendiamo la nostra mega-auto (Golf chico city 1400cc colore argento! Non si scherza qui!) e ci dirigiamo a Waterfront per finalmente gustarci una cenetta da Ocean basket, finalmente riesco a rimangiare il mio amato Malva pudding: squisito! Al rientro ci ferma la polizia ma niente di che. Anche se sembrava un posto di blocco da film americano. Per tutto il tempo che siamo rimasti a Città del Capo abbiamo visto un discreto dispiegamento di polizia e guardie di sicurezza in ogni angolo, cosa che nel 2007 non era. Crediamo sia una conseguenza all’evento Fifa 2010. La cosa è gradevole e non ti da un senso di pericolo, anzi, anche perché quando chiedi informazioni anche solo per il bagno spesso ti accompagnano con la gentilezza che contraddistingue il popolo sudafricano. Il mattino seguente abbiamo la bellissima sorpresa di avere la finestra che da proprio verso la Table mountain ed è la prima cosa che vediamo aprendo gli occhi. Colazione e via si parte: oggi abbiamo in programma visitare la città. La strada pedonale dietro all’ albergo è molto carina e porta verso la zona che volevamo vedere. Mentre passeggiamo vediamo il bus Citysightseeing turistico e ci balena l’idea di farci un giro per renderci un po’ conto delle cose da fare. Scegliamo il percorso azzurro perché fa una zona che non avevamo mai visto, ma il percorso rosso porta addirittura alla Table così si può scendere e salire sulla Table senza usare l’auto! Geniale! Il costo è di 120 rand cad. ma il percorso dura almeno 2 ore e secondo noi è valido per farsi un’ idea di massima visto che l’audio guida è anche in italiano e racconta aneddoti e storie interessanti poi le fermate facoltative sono molto carine. Noi ne approfittiamo per visitare la township Imizano Yethu al costo di 50rand cad. La guida ci accompagna e ci fa vedere le cose più importanti e ci spiega un po’ come funzionano le cose, naturalmente tutti ti fanno vedere cosa fanno per esempio con le bustine riciclate del tè tipo addobbi o quadretti o con le scatole dei cereali fanno delle collane deliziose, e cercano di venderti qualcosa ma non ti negano un bel sorriso anche se non compri nulla. Abbiamo anche scoperto che ci sono i bagni in comune e che tutti si autotassano per andare al bagno di 1rand così che la persona che si occupa di tenerli puliti può comprare l’occorrente per la pulizia! Vi garantisco che erano belli lustri! Bellissima esperienza. Si prosegue sulla costa ed ecco Hout Bay, Camps bay poi la meravigliosa costa e i 12 apostoli che fortuna aver visto queste zone con una bella giornata di sole, sono splendide e ci ripromettiamo di ritornarci poi per conto nostro. Torniamo con i piedi per terra e soddisfatti ci dirigiamo verso la City hall e la Gran parade, ci emoziona molto essere li e immaginare il momento in cui Mandela fece il suo primo discorso da uomo libero proprio da quel palazzo davanti a quella piazza gremita di gente usando gli occhiali di sua moglie Winni perché non trovava i suoi per l’ emozione di essere finalmente un uomo libero! La tappa successiva prevede la visita al castello di Buona Speranza ma, essendo chiuso il pomeriggio, facciamo solo un giretto nei cortili e rimaniamo alquanto delusi non c’era veramente nulla da vedere e la caratteristica forma a stella dall’ interno non è visibile essendo diviso da vari cortili. Proseguiamo la serata passeggiando per Long street e andiamo a cena da Mama Africa… Che delusione! Carissimo e pieno di turisti, dopotutto è normale non si parla che di questo ristorante in ogni guida! Vi garantisco che si può vivere una atmosfera molto più autentica in un fast-food come Wimpy! Anche perché i sudafricani non ci vanno a mangiare da Mama Africa. Si salva solo la musica dal vivo. Prendiamo un taxi per tornare in hotel e andiamo a dormire domani ci attende Robben Island. La prima volta che siamo stati a Cape town non siamo riusciti a visitare Robben Island perché è necessario prenotare qualche giorno prima e siamo arrivati un po’ corti ma quest’anno abbiamo prenotato on-line ad aprile (200rand cad.). Prendiamo l’ aliscafo alle 9 di mattina e si parte: il cielo plumbeo che ci accompagna per tutta la giornata renderà la visita ancora più suggestiva. Robben Island: patrimonio dell’Unesco, museo e riserva naturale. Prima lebbrosario poi ricovero psichiatrico, infine prigione con la sua attività massima ai tempi dell’ apartheid. Arrivati all’isola scendiamo sullo stesso molo che ha accolto tanti prigionieri famosi e non, colpevoli o meno. Veniamo accolti dalle nostre guide che ci fanno fare un tour dell’ isola prima di portarci alle prigioni. Per la visita alle prigioni si viene accompagnati da ex-detenuti. La visita è molto interessante con l’ unica grande pecca: è tutta solo e unicamente in inglese! Troviamo sia veramente un peccato, perché questo limita la comprensione della visita e del significato politico-sociale che ha avuto nella storia del Sud africa e non solo. Decisamente se non avete una padronanza assoluta dell’ inglese il tutto si riduce a muri grigi e sbarre alle finestre, indispensabile leggere prima della visita il libro di Mandela:” Lungo cammino verso la libertà”. Abbiamo riconosciuto tante situazioni descritte da Mandela nel suo libro. Siamo contenti di averlo letto prima di partire abbiamo capito tante cose e la visita a Robben island ci ha fatto pensare. Si rientra e mentre guardiamo il giapponese di fronte a noi che dorme russando beato il cielo si rischiara e arriviamo al porto che il cielo è azzurro e la temperatura favolosa. Una otaria ci saluta dal molo quando scendiamo dalla barca, che meraviglia! Pranziamo al ristorante italiano di Waterfront “il Paninaro”. Solitamente non mangiamo italiano all’estero ma il profumo ci ha guidato e dobbiamo ammettere che la carbonara e le lasagne erano ottime! Pomeriggio di relax a zonzo per negozi fino a che non veniamo intercettati da un tour operator che ci propone il giro in elicottero della baia. Siamo indecisi il tutto è abbastanza costoso ma ci alletta l’idea di vedere questa zona dall’alto e vista la bassa stagione e la scarsità di clientela spuntiamo un ottimo prezzo. Si parte siamo solo noi e il pilota e la giornata è favolosa il panorama non vi dico! Scendiamo frastornati e felici dopotutto abbiamo volato su uno dei posti più belli del mondo! La giornata finisce al supermercato per comprarci qualcosa per cena visto che non abbiamo tanta fame e abbiamo voglia di starcene in camera a ricordare le belle emozioni della giornata. La mattina seguente torniamo a Waterfront per cercare di andare a vedere le balene ma il tempo incerto non ce lo permette quindi ripieghiamo sulla visita ai Company’s gardens: è il luogo dove inizialmente venivano coltivati frutta e verdura per le navi della Compagnia delle Indie. In cima ai giardini c’è un piccolo museo di storia naturale che abbiamo visitato, niente di che a parte la sezione dedicata al popolo San che è fatta molto bene con belle ricostruzioni e pitture rupestri. La passeggiata nei gardens è bellissima con scoiattoli, alberi splendidi e per sfondo la Table mountain. Ci prendiamo un the e ci rilassiamo. Ci rendiamo conto che abbiamo il pomeriggio libero e decidiamo di tornare al Capo di Buona speranza: è un luogo troppo bello per non tornarci! La giornata è meravigliosa e ci regala delle immagini che ci lasciano senza fiato. Ci avviamo per tornare. Improvvisamente una nebbia fittissima sale dal mare in un modo mai visto con lingue bianche che si arrampicano su per le montagne. Il paesaggio si fa fiabesco e il sole che tramonta con i raggi che lottano contro questa nebbia che sale dal mare ci regala dei paesaggi mozzafiato. Stiamo percorrendo la strada che si chiama Chapman’s peak drive, una strada panoramica tra le più belle al mondo ma la nebbia ci permette di goderne solo in parte prima di avvolgerci in un soffice candore. La strada è a pagamento (pochi rand) ma va vista assolutamente. Anche stasera cena da supermarket ma va bene così. Lasciamo Città del Capo la mattina seguente: ci aspettano le balene ad Hermanus! Questa volte non le guardiamo solo da riva, si esce in barca a fare Whales watching!

Si torna dopo tre anni ad Hermanus, naturalmente sempre a caccia di balene! Subito non troviamo le balene ma facciamo la conoscenza della “procavia del capo” un delizioso animaletto con il muso da cartone animato, fa capolino dagli scogli e sembra che venga a vedere chi c’è! Andiamo alla ricerca di chi vende il Whale watching e di una lavanderia automatica: nessun problema per il primo che viene venduto direttamente all’ufficio informazioni, mentre per la lavanderia si dovrà rimandare! La nave più grande è già piena e ci dirottano verso il più rustico simil-peschereccio “Hermanus Wales cruises”. L’aspetto della barca ci fa un po’ sorridere ma si rivelerà molto divertente. L’equipaggio è molto simpatico e dopo 45 min di navigazione, come da loro garantito, in una luce meravigliosa ecco che avvistiamo le balene! Ne abbiamo ben quattro a destra e tre a sinistra, mentre il mare si fa sempre più mosso e la barchetta si impenna per vari metri e poi si ributta a capofitto nell’oceano noi godiamo dello spettacolo unico che questi animali ci regalano! Siamo così presi che non ci rendiamo conto che il mare si sta veramente ingrossando. A volte sembravano tenersi per mano… ops… per pinna! Pura bellezza! Il tempo peggiora e allora il capitano della barca decide di rientrare: tutti sotto, chiusi i lati con i teli di plastica e via ad una velocità allucinante ! Caspita sono proprio dei pazzi i sudafricani, noi ci siamo divertiti un mondo, meno chi soffre di mal di mare…c’erano certe facce all’ arrivo! Siamo soddisfatti e siccome la nostra vacanza non finisce lì si riparte sempre con i panni da lavare, uffa! Direzione Mossel Bay, arriviamo che è già sera, cerchiamo un posticino per la notte e capitiamo in una guest-house molto carina si chiama:” Huijs te marquette” 1, Marsh Street-Mossel Bay la camera è deliziosa, ma i letti i peggiori della nostra vita! Le camere di questa guest-house sono molto carine e c’è una bella atmosfera. Ottima la colazione. Dobbiamo assolutamente lavare i panni e siccome è già tardi è tutto chiuso e a fatica troviamo finalmente la lavanderia automatica. Dobbiamo ringraziare le due signore che stavano facendo il loro bucato se siamo riusciti nell’ intento: le lavatrici prendevano solo un certo tipo di moneta da 5 rand e ce ne volevano 3 e noi non le avevamo pensavamo che ci fosse il dispenser per il detersivo ma non c’era. Dovevamo sembrare due ebeti mentre cercavamo di capire come fare, tanto che la signora con fare materno prende in mano la situazione, ci mette le monete, il detersivo e in pratica ci manda a fare un giro! Ricambiamo portando loro una bevanda calda e finalmente il bucato è fatto! Si parte! Destinazione Tsitsikamma National Park. Questa zona ci aveva incuriosito: guardando su internet avevamo visto che offriva varie escursioni interessanti tipo vari trail anche di facile esecuzione e il forest Canopy tour. Ci siamo così trovati dal chiedere info sul canopy ad avere l’imbragatura e saliti sul camioncino che ti porta nella foresta non prima aver fatto un briefing in afrikans di cui non abbiamo capito nulla! Ora vi spieghiamo cosa è il canopy: nello Sitsikamma ci sono alberi secolari bellissimi ed è una delle poche parti salvate dal disboscamento della antica foresta pluviale ai piedi delle Otteniqua mountais ebbene il canopy è un tour da albero ad albero tramite funi e carrucole ad altezze considerevoli. Diremmo che è una esperienza favolosa se non si soffre di vertigini, si vola da un’albero all’ altro e ci siete solo voi e la natura anche perché il gruppo è al max di otto persone. Molto bello è anche la bella armonia che si crea nel gruppo. Ci siamo sentiti dei privilegiati.



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