Emozioni e sensazioni… Siria e Giordania.

Tante cose nella vita capitano per caso, ma non questo viaggio, sognato e desiderato da tanto tempo. Il Medio Oriente versione famiglia, tra antiche civiltà e un sorprendente presente tutto da scoprire.
 
Partenza il: 23/12/2010
Ritorno il: 03/01/2011
Viaggiatori: 5
Spesa: 3000 €

La mattina del 28 Dicembre è interamente dedicata alla città della Regina Zenobia, la mitica Palmira. Circondata da un’oasi, appare come un miraggio nel deserto con l’azzurro del cielo a far da sfondo perfetto alle millenarie colonne. Ammetto sinceramente che prima di organizzare questo viaggio non sapevo nulla di questo luogo, ma resterà nei miei ricordi uno dei posti più belli io abbia fin ad ora visitato. Anche le bimbe sono entusiaste, Ludovica si aggira qua e là con in mano un blocco per appunti/disegni, la mano libera perennemente alzata, tipo scuola, perchè “ Devo fare una domanda, posso?? “. Giada, armata di macchina fotografica, si dedica a foto artistiche scattate a: Pietre-dromedari-Ludovica-capitelli-Gigi e la sua videocamera!! Due vere turiste, neanche troppo per caso!! Anche qui, come nella maggioranza dei siti da noi visitati, non ci sono troppi turisti, é perciò rilassante passeggiare ascoltando Amhed narrare le vicende, vere o leggendarie, accadute nel corso dei secoli. Pranziamo al Ristorante dell’Hotel Zenobia, il sole alto nel cielo scalda piacevolmente l’aria e seduti nel giardino che s’affaccia sulle rovine, ci godiamo gli ultimi minuti di contemplazione, prima di riprendere la via del deserto…. Dal pullman, affascinata guardo attraverso il vetro lo straordinario mondo del deserto, il paesaggio non è mai monotono; villaggi beduini, greggi di pecore, sinuose catene montuose, ai pochi incroci i cartelli stradali indicano Iraq-Baghdad offrendo ad Amhed spunti per parlarci della condizione economica, politica del suo Paese e della zona Medio Orientale in generale. Arriviamo al villaggio di Maalula verso sera, appena in tempo per una breve sosta al Monastero di Mar Sarkis dove ascoltiamo il Padre Nostro recitato in aramaico, lingua ancora parlata in questo suggestivo paesino. Nostra meta per stanotte: Damasco. Qui alloggeremo in un altro Boutique Hotel nel cuore della città vecchia, il “Talisman II”, mentre il resto del gruppo sarà in periferia all’Hotel Carlton. Salutiamo tutti,ci diamo appuntamento per il mattino dopo e lasciate le valigie in albergo cerchiamo un ristorante per la cena. “Cercare” è la parola giusta, nel dedalo di viuzze della vecchia Damasco non è facile orientarsi, alla fine la nostra scelta è l’ “Old Town”, molto carino, cucina discreta. Il “Talisman II” è un’antica casa Damascena, con arabeggianti mobili d’epoca originali, le camere affacciate sull’incantevole cortile interno e… comodissimi letti dove crolliamo addormentati!

E’ il 29 Dicembre, sveglia di buon mattino, il ritrovo è alla Porta Bab Tuma alle 8 in punto, quindi alle 7,40 siamo già per le vie di Damasco. L’impatto con la vita quotidiana locale da un senso di calore. I vicoli sono silenziosi, i negozi ancora chiusi, niente turisti. Incrociamo gruppi di adolescienti diretti a scuola fermi ai forni per comprare pane arabo appena sfornato, alcune ragazze hanno il capo coperto, altre no, l’amicizia non ha religione… ed ancora mamme ed i loro piccoli scolari con la cartella in spalla, uomini in tuta da lavoro, il sacchetto con il pranzo in mano. Cerco le differenze con le nostre mattine Italiane, ma non riesco a trovarle….Forse sono solo nei Governi, nei Giochi di Potere, nella Politica, negli estremismi Religiosi, ma mi piace pensare che alla fine ogni Singolo Individuo, in ogni parte del Mondo, abbia un desiderio comune. Innamorarsi, formare una famiglia, avere un lavoro dignitoso, la possibilità di crescere al meglio i propri figli e vivere in Pace. Sarò sognatrice? Questo luogo e questo momento me lo consentono, per il cinismo c’è ancora tanto tempo… Riuniti al resto del gruppo iniziamo il tour culturale della città (spezzato solo per la sosta pranzo nel quartiere Cristiano): il Museo Nazionale, la Grande Moschea con il Mausoleo di Saladino, Palazzo al-Azem, la Cappella di Anania, la Cappella di S.Paolo, Islam e Cristianesimo, ogni angolo è una meravigliosa scoperta, fino ad arrivare al pittoresco Suq. La città non è più quella del mattino, è variopinta, cosmopolita, impregnata dei mille odori di cibi e spezie, cullata dal chiacchiericcio di negozianti e acquirenti delle più stravaganti merci. Quando arriva il buio stiamo ancora passeggiando, curiosi e mai stanchi (o quasi…) di zizzagare tra le bancarelle. Stasera per cena abbiamo scelto il ristorante “Elissar”, locale accogliente anche se a tarda sera molto frequentato e di conseguenza saturo di fumo (in Siria e Giordania è consentito fumare in tutti i locali, ma quasi sempre vi sono ampie zone non fumatori e non abbiamo avuto troppi disagi). Noi comunque usciamo presto perchè la nostra serata prosegue al “Abu Al’ eez” dove assisteremo all’esibizione di un Derviscio Rotante (personaggio che roteando su se stesso raggiunge l’estasi). L’insieme dovrebbe risultare “mistico”, a noi da più l’idea di spettacolo acchiappa-turisti, l’importante è esserne consapevoli… siamo infatti venuti più che altro per le bambine, loro si sono divertite e in fin dei conti, pure noi! Ultima passeggiata notturna per la magica Damasco… domani si parte per la Giordania…

Il cielo è coperto la mattina del 30 Dicembre e al nostro arrivo a Bosra scende una leggera pioggia. Il teatro costruito con pietra nera è il centro della nostra visita, immenso e spettacolare poteva accogliere 15.000 spettatori, anche noi come loro saliamo sulle gradinate levigate dal tempo, oggi lucenti sotto il velo di pioggia che le ricopre. Le bimbe sul palco improvvisano un balletto con gli ombrellini stile ”Singin’in the rain”, e con questo Gran Finale ringraziamo e salutiamo Amhed e la Siria, che ci ha in questa settimana stupito e ospitato. Al confine ci attende Raid, la nostra guida Giordana, e sbrigate le formalità di frontiera cambiamo pullman e conducente (abbiamo apprezzato molto entrambi gli autisti,discreti,puntuali,sempre scrupolosi e prudenti alla guida). Il nuovo mezzo è un 20 posti, più intimo dell’altro dove noi 5 sembravamo gli ammutinati, sempre negli ultimi posti con il totale, anarchico possesso di metà autobus (circa 24 sedili per tre adulti e due bambine)!! La prima tappa in Giordania è la Magnifica Jarash. Mangiamo presso il ristorante all’interno del sito archeologico, restando stupiti dalla qualità del cibo, è infatti un semplice self-service ma tutto è ben preparato, caldo e cotto al punto giusto, ottime le melanzane, il riso con le verdure e sui tavoli vengono continuamente servite gustose focacce calde. La visita impegna tutto il pomeriggio (per fortuna non piove più), poichè l’area degli scavi è vastissima. Passato l’Arco di Adriano si costeggia l’Ippodromo, ma è arrivando nella Piazza Ovale che si resta “basiti” da tanta perfezione. Il Cardo maximus prosegue a perdida d’occhio, sembra perdersi tra le colline, il Tempio di Artemide, il Teatro, ogni avvallamento è una scoperta, difficile da spiegare, magnifica da vedere…A malincuore lasciamo Jerash, ma il nostro Hotel di stanotte è sul Mar Morto, e da qua sono quasi due ore di strada. Il “Movenpick Resort” Spa Dead Sea è veramente lussuosissimo, si stende in un immenso giardino dove sono sparse villette con le camere. La cena è a Buffet con cucina locale ed internazionale che noi innaffiamo con un buon vino Libanese(durante il viaggio ne abbiamo assaggiati diversi, gradevoli e di buona qualità accompagnano piacevolmente i pasti).

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