Ecuador e Isole Galpagos 2003

Quello in Ecuador e Galapagos è stato un viaggio meraviglioso e “completo”, sotto ogni aspetto...
Scritto da: oberonbullo
ecuador e isole galpagos 2003
Partenza il: 09/08/2003
Ritorno il: 23/08/2003
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Flavio e Lorella.

Viaggio in Ecuador e Isole Galapagos. (9 – 23 agosto 2003)

9 agosto (Partenza per Quito):

Anche quest’anno le tanto sospirate vacanze estive sono arrivate; le valige sono pronte e così eccoci pronti ad affrontare una nuova avventura; questa volta in Sudamerica. Inoltre, per Lorella si sta per realizzare un sogno che ha fin da bambina: vedere le Isole Galapagos e i suoi “abitanti”.

E’ tutto pronto.

Ecuador arriviamo!

Dopo un viaggio che sembra interminabile, arriviamo a Quito, la capitale dell’Ecuador, posta a circa 2850 metri sul livello del mare. Già dall’arrivo in aereo ci si rende conto della vastità di questa città, che si estende a perdita d’occhio sotto le pendici di uno dei tanti vulcani di questo paese, il Pichinchia. Facendo delle ricerche in Internet siamo venuti a conoscenza di un posto particolare dove poter pernottare, si chiama Cafè Cultura e ci è sembrata un’ottima alternativa al solito e anonimo hotel. Si tratta di posto veramente accogliente e “artistico”, decisamente unico nel suo genere, che ci fa sentire “a casa” e che consigliamo a chiunque voglia recarsi in questa città ed assaporarne ogni aspetto. Approfittiamo del pomeriggio per fare due passi in città e vediamo il primo dei tanti variopinti mercati che accompagneranno questo nostro viaggio. Si tratta del mercatino domenicale e, anche se la tentazione è forte, cerchiamo di non farci prendere fin dal primo giorno dalla voglia di fare acquisti. Ma è davvero difficile. Tutto è così simpatico e colorato…

10 agosto (Quito):

Dopo una meritata notte di riposo siamo pronti per iniziare il viaggio vero e proprio, che naturalmente parte con un giro della città. La giornata è bellissima. Tutto ha un aspetto gradevole: le tante chiese, le case dall’aspetto coloniale, le piazze dove si incontrano tanti visi e tanti colori. Anche se per molti aspetti Quito sembra sempre più assomigliare a tante altre metropoli, tuttavia, girando un angolo o imboccando una strada secondaria, un mercatino, un piccolo negozio di artigianato, una chiesa con la sua facciata barocca o una donna vestita con colori vivaci, ci fa capire qual è il vero Ecuador, quello che speriamo di vedere, non appena usciti dalla capitale. Visitiamo la Cattedrale e ci si rende conto del profondo sentimento religioso di questo popolo. Anche qui, come in altri nostri viaggi, trovandoci di fronte ai numerosi bambini che per raccogliere qualche soldo si industriano come possono, facendo per esempio, i lustrascarpe, riflettiamo su quanto siano fortunati (e inconsapevoli di esserlo) i nostri…

11 agosto (Quito – Metà del mondo – Quito):

Dopo una bella dormita, una sostanziosa colazione (molto particolare, come del resto tutto qui al Cafè Cultura) e dopo aver ammirato il pavone “di casa” mentre fa le sue evoluzioni e la toeletta mattutina, si riparte. Questa volta la destinazione è il monumento alla “Metà del mondo”. Questa località turistica (forse troppo!) si trova a circa 22 Km dalla capitale ed è il luogo in cui, nel 1736 alcuni studiosi determinarono la posizione dell’equatore e diedero origine anche al sistema metrico decimale, provando inoltre che la terra non è una sfera perfetta, ma un po’ più “panciuta” proprio all’equatore stesso. Si tratta di un monumento di pietra, alto 30 metri, posto proprio sulla linea equatoriale, sulla cui sommità c’è una piattaforma, da cui si gode un bellissimo panorama, in tutte le direzioni …ed è proprio il caso di dirlo. Ci divertiamo a stabilire da che parte è l’Italia e naturalmente ognuno ha una sua personale teoria. All’interno c’è anche un museo etnografico e tutto intorno non mancano piccoli negozi di artigianato. E’ una bellissima giornata di sole…il sole dell’equatore. C’è una luce tutta speciale e una calma assoluta. L’atmosfera quaggiù è davvero rilassata. Abbiamo anche saputo che in questo luogo si pesa qualche libbra in meno, il che è decisamente preoccupante per uno come Flavio.

12 agosto (Quito – Otavalo – Quito):

Flavio, che, nonostante la “mole” , è decisamente una buona forchetta, sembra sempre più a suo agio con le super colazioni che servono qui e ogni mattina sperimenta con gusto nuove combinazioni. Ma è già il momento di rimettersi in viaggio, destinazione Otavalo, il mercato più famoso, più grande e più turistico dell’Ecuador. Lungo la strada ci fermiamo ad ammirare una versione più piccola del monumento alla Metà del mondo e anche a Calderon, una piccola cittadina, in cui andiamo a visitare una bottega dove si fabbricano bambole e piccoli oggetti artigianali in pasta di pane. Ne approfittiamo per fare qualche ripresa della vita quotidiana di questa simpatica località, che sembra svolgersi con ritmi lenti e tranquilli, sotto questa intensa luce solare e questo cielo terso. Proseguiamo poi per Cajambe, dove ci fermiamo per vedere la piccola fabbrica di “bizcochos”, delle gallette salate che si servono con il caffelatte…non male davvero! Durante il tragitto per Otavalo non manchiamo certo di fermarci, di tanto in tanto per ammirare lo stupendo paesaggio, le vallate, i villaggi e le sempre presenti vette dei vulcani, che sembrano accompagnarci ad ogni passo. Ma eccoci arrivati ad Otavalo. Questa cittadina a circa 2550 metri di altitudine è famosa non solo per il suo mercato, ma anche per la cordialità della sua gente e dobbiamo dire che è proprio così. Anche se il mercato è forse un po’ troppo turistico, non possiamo non venir attratti dalle numerose bancarelle di frutta e verdura, di cibi vari, ma soprattutto di lane e manufatti artigianali dai mille, vivacissimi colori. Uno degli aspetti più interessanti di questa cittadina è la profonda e radicata identità culturale che si manifesta, tra i tanti aspetti, anche nel modo di vestire. Gli uomini portano una lunga treccia, pantaloni bianchi al polpaccio e sandali di corda, oltre agli immancabili “poncho” e ai cappelli di feltro scuri. Le donne indossano camicie bianche ricamate su lunghe gonne in tinta con gli scialli e numerosi e vistosi gioielli. Inoltre portano, legati in testa dei fazzoletti, ai quali gli abitanti di Otavalo attribuiscono diversi significati. Giriamo curiosi tra le numerose bancarelle e quasi perdiamo il senso del tempo, ma un forte vento improvviso e un repentino annuvolarsi del cielo ci riportano alla realtà e ci ricordano che è ora di ritornare verso la capitale.



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