Eclisse di sole in Uganda: un’avventura tra cielo e terra

Viaggio eco-solidale per osservare l’eclisse totale di sole nella natura selvaggia d’Africa tra leoni, ippopotami, coccodrilli, elefanti, zebre, bufali, aquile e paesaggi mozzafiato come le cascate del Nilo, il Kazinga Channel, le isole Ssese del lago Vittoria
Scritto da: luxocchio
Partenza il: 01/11/2013
Ritorno il: 11/11/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Premessa

L’idea di abbinare un evento astronomico così raro quale un’eclisse ibrida di Sole con la natura selvaggia d’Africa, ci solleticava da tempo. Quale occasione migliore se non l’evento del 3 novembre 2013 in nord Uganda? Le possibilità di successo erano proprio scarse: viaggio non proprio agevole, centinaia di chilometri su strade sterrate con attraversamento del Nilo su ferry “spartani” (poco più che una zattera), durata dell’eclisse di soli 5 secondi e, non proprio di secondaria importanza, Novembre in Uganda è il periodo delle “light rains” per cui le possibilità di nuvole o pioggia erano molto elevate.

Tutti questi elementi negativi in realtà ci hanno spronato nell’impresa e gli sforzi fatti (non molti alla fine) ci hanno premiato sotto ogni punto di vista.

Un elemento di primaria importanza è stata la pianificazione. L’organizzazione è partita 3-4 mesi prima. L’Uganda in Novembre non è una meta particolarmente ambita ma in realtà la concomitanza di un evento celeste tanto raro, ha richiamato astrofili da tutto il mondo ed abbiamo dovuto faticare un po’ per avere la certezza del nostro itinerario, considerando le scarse strutture recettive del luogo.

Altro elemento fondamentale era quello di attuare, per quanto possibile, un turismo eco-solidale: non prendere semplicemente un pacchetto turistico dall’Italia tutto incluso ma cercare accomodation e realtà ugandesi per incentivare l’economia locale.

Il Gruppo, inizialmente significativo, alla fine si è ridotto ad Ila e Lux, scelta azzeccata che ci ha consentito una mobilità e flessibilità eccezionali, elementi fondamentali in un viaggio che prevedeva un appuntamento inderogabile. Volo aereo con Turkish Airlines che ci ha consentito anche di visitare la magnifica città sul Bosforo.

Viaggio

1 Novembre: Milano-Istanbul-Uganda

Partenza da Milano Malpensa il 1 novembre 2013 alle 8.40 locali ed arrivo a Istanbul verso le 13 locali. Stop over fino alle 18 e partenza per Entebbe (l’aeroporto dell’Uganda si trova sul lago Vittoria e non a Kampala, la capitale). Il volo prevedeva uno scalo in Ruanda, a Kigali, e verso le 4 del mattino siamo giunti in vista dell’Uganda. Mentre stavamo per atterrare su Entebbe si è scatenata una vera tempesta tropicale per cui, dopo 2 tentativi di atterraggio non riusciti, il comandante ci ha riportati a Kigali (1 ora di volo) in attesa del passaggio della bufera. Dopo circa 2 ore siamo ritornati a Entebbe e finalmente verso le 7 del mattino siamo atterrati, con circa 4 ore di ritardo. Non male come arrivo.

La mia preoccupazione era per l’appuntamento che avevamo in aeroporto in quanto, dall’Italia, ci eravamo accordati con un autista ugandese munito di fuoristrada 4×4 che ci doveva scarrozzare per l’Uganda nei successivi giorni. Dominic, l’operatore locale al quale ci eravamo affidati (Assured Uganda Safari) ci stava già aspettando dalle 3 di notte con un cartello con il mio nome; ci ha accolto, dato molti consigli e ci ha reso il viaggio perfetto. Ottima scelta.

2 Novembre: Entebbe – Murchison Falls – Pakwach (nord Uganda eclipse zone)

Ci siamo messi subito in viaggio, dopo avere cambiato i dollari in valuta locale (in Uganda è in vigore lo Scellino Ugandese UGX; il cambio è 1 euro = 3400 UGX 1 dollaro = 2500 UGX). Dominic ci ha fatto un favore portandoci in un “bank office” fuori dall’aeroporto e quindi abbiamo spuntato un cambio più favorevole rispetto a quello offerto dagli sportelli in aeroporto.

Abbiamo attraversato Kampala (piuttosto brutta e caotica) e ci siamo immessi sulla strada verso nord. Dopo un primo tratto abbastanza dissestato la strada è risultata molto bella, perfettamente asfaltata e con un traffico pressoché nullo. Ci si rende conto subito di essere in Africa in quanto gli automezzi locali sono per lo più camion carichi di banane, galline, maiali, verdure varie e la gente cammina a piedi sui bordi della strada o al massimo su qualche boda-boda (moto locali adibite al trasporto di persone) o matatu (taxi collettivi che sfrecciano a velocità folle). Per mezzogiorno eravamo a Masindi, l’ultima cittadina prima dell’ingresso al meraviglioso parco “Murchison Falls”.

Il parco, il più grande dell’Uganda, ha una grandezza di 3840 Km2 (più del doppio di tutta la provincia di Cremona, tanto per fornire un termine di paragone). Si trova tra i 1200 e 700 metri sul livello del mare, c’è presenza di savana aperta e foresta tropicale. Sono censite 55 specie di mammiferi quali elefanti, bufali, gazzelle, leoni, leopardi, giraffe, scimmie, coccodrilli, ippopotami.

Dopo pranzo siamo entrati nel parco. Non esistono recinti particolari: l’ingresso è semplicemente composto da una sbarra posta sull’unica strada di accesso. Non ci sono altre vie e tutto intorno c’è una foresta impenetrabile che non consente alcuna “furbizia”. Il ticket è di 35 $ (26 €) a persona per 24 ore più il fuoristrada ugandese (30.000 UGX = 9 €).

Questo è ciò che abbiamo visto: foreste impenetrabili (Budongo Forest), animali selvaggi e la favolose Murchison Falls. Sono cascate veramente impressionanti: tutto il Nilo scorre in una stretto passaggio di soli 3-4 metri di larghezza, gettandosi nella sottostante rift valley albertina. Si viene avvolti da un rumore assordante con schizzi d’acqua che salgono al cielo.

Siamo scesi a valle e abbiamo attraversato il Nilo (4×4 compreso) su un ferry più simile ad una zattera che ad un traghetto. Siamo giunti sulla sponda nord (nord bank) e siccome iniziava a scendere la notte, ci siamo diretti presso l’hotel (?) gestito da ugandesi a Pakwach che avevamo prenotato dall’Italia in posizione strategica per l’eclisse del giorno dopo in quanto posizionato sul limite della fascia di totalità. In realtà il colpo d’occhio serale è stato un altro duro pugno allo stomaco: da una parte la nostra struttura in muratura (comunque spartana), dall’altra tutta una serie di minuscole capanne di paglia, fango e legno nelle quali alloggiavano almeno una decina di persone a capanna in quanto, ogni famiglia ugandese che si rispetti, ha almeno una decina di figli.

3 Novembre Murchison Park (Game drive & Eclisse)

Alloggiare nella parte Nord del Nilo è comodo in quanto tutte le attività quali i “Game Drive” e il “Boat Ride” si svolgono da questa parte. Sveglia all’alba (6.30) in quanto è l’orario migliore per i safari. Il Game drive all’alba ci ha permesso di vedere moltissimi animali che popolavano il parco (giraffe, elefanti , bufali, gazzelle…).



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