È la valle più isolata di tutta la regione, ma in molti ci arrivano per scoprire la sua cascata “a orologeria”: è alta quasi 150 metri
Natura da record, ma anche incredibilmente intima e non vessata dall’overtourism: in Piemonte, la Val Formazza ci ha regalato una piccola fuga di due giorni tra fresche cascate, ottimi sapori del territorio e passeggiate tutte da vivere. Ecco il nostro breve racconto di viaggio.
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Diario di viaggio in Val Formazza
Giorno 1 – Cascata del Toce
Dopo aver preso l’autostrada A26 e la SS del Sempione sino a Domodossola, percorriamo la strada statale che porta in Val Formazza. Oltrepassiamo Crodo e Premia sino ad arrivare in località Frua di Riale. Da qui, si attraversa un ponte di legno, e c’è un sentiero che porta sin sotto le cascate dove ci raggiungono gli schizzi e ci si rende conto della maestosità della cascata del Toce. Si possono vedere anche dall’alto, percorrendo ancora 2 km circa in auto. Ci si ferma al grande parcheggio che si trova sulla destra, si attraversa la strada e si sale su una piccola passerella a piombo sulla cascata. Bisogna verificare gli orari del rilascio d’acqua, normalmente i festivi dalle 10.00 alle 16.00 ed i feriali dalle 11.30-13.30, in estate qualcosa in più. Dopo le foto di rito, arriviamo a Riale e lasciamo l’auto nel parcheggio dell’hotel (hotel Aalts Dorf, doppia in mezza pensione 159 euro), prenotato direttamente via e-mail sul loro sito.
Ci incamminiamo verso il lago di Morasco, superiamo una bella chiesetta immersa nel verde, sino a oltrepassare il parcheggio del lago, ed arrivare al rifugio BimSe, dove ci fermiamo a pranzare all’aperto, senza prenotazione. Ci accomodiamo dopo una breve attesa e ordiniamo due ottime insalate miste e due gnocchi ossolani: qualità buona, prezzi nella norma. Iniziamo così il giro del lago: una passeggiata semplice e panoramica, adatta a tutti che dista circa 5,5 km, con un dislivello di circa 150 metri. Ci sono vari punti da fotografare, e nonostante ci trovassimo a circa 1700 metri, abbiamo patito il caldo, soprattutto da un lato del lago che era totalmente privo d’ombra.
Arriviamo all’hotel, e prima di fare il check-in, ci fermiamo a bere presso il locale Sapori Walser, locato sotto all’Aalts Dorf. Prezzi un po’ altini. Usufruiamo della vasca idromassaggio e della sauna al costo di 5 euro a persona (perché prenotato on-line, altrimenti sarebbero 10 euro). Unica pecca, l’acqua della vasca era troppo calda. Buona cena prevista per la mezza pensione: 1 primo, 1 secondo ed 1 ottimo dessert.
Giorno 2 – Lago Toggia e lago Kastel
Dopo la colazione, decidiamo di andare al rifugio Maria Luisa. C’è la strada poderale ed un sentiero che taglia e ovviamente ed è molto più ripido. Noi salendo optiamo per la strada gippabile, che in salita costante e con ampi tornanti, arriva al rifugio dopo circa 6 km. Belle vedute su Riale ed il lago Moresco durante il percorso. La strada non è difficile ma poiché non c’è praticamente ombra, abbiamo patito il caldo.
Pranziamo al rifugio (2 primi, 1 minestrone, 1 strudel, 1 gelato e caffé euro 84,00) Arriviamo alla diga lì vicina in circa 10-15 minuti dove vediamo il lago Toggia. Scendendo una deviazione sulla sinistra ci conduce in circa 15 minuti al lago Kastel, bel laghetto artificiale dai bei colori e circondato da cime e praterie. Torniamo alla strada poderale ed iniziamo a scendere, prendendo spesso il sentiero che taglia che in certi punti, molto difficoltoso. Arriviamo a Riale ed iniziamo la via del rientro, con tappa nel paese Ponte, a farci una bevuta.








