Due giorni e una notte a Kangaroo Island

La nostra luna di miele continua nella bellissima e selvaggia isola dell'Australia
Scritto da: cla4902
due giorni e una notte a kangaroo island
Partenza il: 12/09/2015
Ritorno il: 13/09/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Ci imbarchiamo dal porto di Cape Jervis e con il traghetto Sea Link trasportiamo anche la nostra macchina su Kangaroo Island, dove passeremo una notte. Arrivati al porto di Penneshaw, ci dirigiamo verso l’American River che ci delude ampiamente, non c’è nulla di particolare da vedere.

Ripartiamo e andiamo diretti al Kangaroo Island Wildlife Park, uno dei pochi posti in Australia dov’è possibile tenere in braccio e coccolare un koala, nostro sogno da sempre, sopratutto per Gabry.

I canguri e i koala sono tenuti in spazi grandi che riproducono il loro habitat naturale. Altri animali purtroppo sono rinchiusi in spazi piccoli, sopratutto gli uccelli, questa è la cosa che mi è piaciuta poco del parco.

Ogni giorno svolgono delle attività con Pinguini, rettili e Koala e sono presenti una serie di animali quali l’echidna, il wombat e il pellicano. L’ingresso costa 18$ più gli extra facoltativi: 15$ a testa se si vuole tenere in braccio il koala, altri 5$ a testa per fare le foto con in mano il pitone testa nera, 2$ per dar da mangiare ai canguri nel loro recinto, ovviamente noi li acquistiamo tutti, d’altronde è il nostro viaggio di nozze, perché farci mancare qualcosa…

I koala sono delle creature splendide, dormono 20 ore al giorno e le 4 ore che restano svegli mangiano foglie di eucalipto. Al tatto sono morbidissimi ma hanno delle unghie molto forti. Facevo fatica a tenere in braccio Chloe, nei suoi 10kg di tenerezza, mi sono ritrovata però con delle belle graffiate sulla schiena, non importa, per i koala questo e altro.

All’interno del parco ci sono anche i quokka, provenienti dal Western Australia, nello specifico da Rottnest Island, conosciuti anche come gli animali più felici del mondo, il loro musino infatti è molto dolce e sembra che sorridano perennemente. Si possono toccare al di là del recinto ma loro ti danno dei piccoli morsichini alle mani.

Ci sono vari recinti per i canguri, quelli dei wallaby dove ci sono varie specie compresi quelli albini. Un recinto per canguri adulti dov’è possibile dargli da mangiare e accarezzargli senza però entrare nel recinto, è risaputo che i grandi canguri sono molto muscolosi e potrebbe fare grandi danni se disturbati.

Poi c’è un altro recinto con canguri in fase di crescita, già ben formati e muscolosi ma meno grossi degli altri, con loro si può interagire entrando nel loro recinto ma sempre senza accarezzarli troppo, dopo un pò si infastidiscono.

Usciamo dal parco nel primo pomeriggio, con meno soldi in tasca ma soddisfatti per aver realizzato il nostro sogno.

Ci dirigiamo verso il Flinders Chase National Park dove acquistiamo al visitor centre il pass per la nostra auto valido per 2 o 3 giorni al costo di 25$. Con questo pass si può girare liberamente nel parco senza che ti facciano la multa.

Il parco è molto grande ma le attrazioni più famose si trovano nella punta sud ovest dell’isola, ci sono però diversi percorsi da fare a piedi per gli amanti del trekking.

Noi ci spostiamo in macchina fino all’Admirals Arch, qui facciamo una bella passeggiata sulla passerella in legno e riusciamo a vedere in mezzo al mare le Casuarina Islets e avvicinandoci verso l’arco vediamo i primi esemplari di leoni marini. Con il binocolo intravediamo anche dei cuccioli che giocano nell’acqua bassa.

Andiamo poi verso il faro di Cape du Couedic, scattiamo qualche foto, riprendiamo la macchina e andiamo a vedere il Weirs Cove, qui non c’è anima viva. Si tratta di un vecchio “magazzino” dove nei primi del ‘900 i guardiani del faro tenevano cibo (che rimaneva al fresco e al riparo) che si facevano spedire ogni 3/4 mesi dalla terraferma poiché sull’isola non esistevano negozi, di conseguenza utilizzavano quest’edificio costruito appositamente come dispensa personale.

La nostra prossima tappa è la famosissima Remarkable Rocks. Si tratta di una serie di rocce granitiche posizionate su una collinetta particolari per le loro forme strane e astratte, dovute all’erosione millenaria del vento, pioggia e acqua di mare.

Decidiamo di rimanere qui fino al tramonto per fare delle belle foto, forse era meglio andare via un pò prima… dopo qualche attimo di panico, raggiungiamo finalmente il nostro albergo, il Kangaroo Island Wilderness Retreat (panico perché il navigatore non riusciva a trovare la strada giusta verso il nostro albergo, sull’isola non ci sono lampioni quindi ci siamo affidati esclusivamente ai fari dell’auto, il visitor centre ormai era chiuso e in giro non c’era anima viva per cui non potevamo chiedere indicazioni, inoltre c’era una serie di animali che ci attraversavano la strada e rumori strani).

Ceniamo e andiamo a dormire.

2° giorno

E’ il nostro ultimo giorno sull’isola e decidiamo di sfruttarlo al meglio.

Dopo colazione ci dirigiamo verso Hanson Bay, un “parco” all’aperto dove al costo di 7,5 $ a testa si possono avvistare sugli alberi i koala nel loro habitat naturale (percorrendo il koala walk), ne vediamo due molto da vicino, su un albero, ci guardano incuriositi e poi si addormentano.

La seconda tappa del giorno è Little Sahara, qui si possono noleggiare per una o più ore delle sandboard con le quali si può scendere dalle dune di sabbia, sembra di stare nel deserto, è un’esperienza unica e davvero divertente.

Andiamo poi a Seal Bay dove al costo di 33$ a testa facciamo un tour guidato sulla spiaggia per vedere e conoscere da più vicino i leoni marini, purtroppo non ci fanno avvicinare a più di quattro metri da loro, scopriamo però un sacco di cose sul loro stile di vita. Passano 3/4 giorni in mare a pescare, ritornano infine sulla terraferma solo per riposarsi, ecco perché dormono sempre…

Facciamo una piccola tappa all’Island Beehive, un negozio dov’è possibile assaggiare diversi tipi di miele (che qui nell’isola viene prodotto dalle api liguri, importate dall’Italia), acquistare vari souvenirs e vari prodotti al miele, io prendo il gelato artigianale al miele, davvero una delizia, me ne sarei mangiati altri due.



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