Due giorni a Expo Milano 2015

Un viaggio breve ma intenso alla scoperta dell'Esposizione Universale
 
Partenza il: 13/10/2015
Ritorno il: 14/10/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Questo, più che una guida, visto che ormai l’EXPO è agli sgoccioli, è un racconto di viaggio, per registrare i miei ricordi prima che svaniscano, condividerli con chi a EXPO c’è stato, e raccontarlo un po’ a chi non ha potuto o voluto visitarlo.

Il mio EXPO è durato due giorni, a metà settimana nella speranza (vana) di trovare meno confusione. Il primo giorno arrivo all’ingresso Fiorenza verso le nove e mezza, convinta di dover attendere fino alle dieci per entrare, invece superati i controlli si può subito accedere al sito. Prendo la cartina e decido di tentare con il Giappone: dopo un breve tragitto in navetta arrivo davanti al padiglione ma, ahimè, ci sono già sei ore di coda… Mi guardo in giro e mi accorgo che dappertutto, nonostante siano ancora le dieci e mezzo e stia piovendo, ci sono code notevoli: che faccio adesso?

Finalmente vedo un angolo vuoto: è il padiglione Turchia che, essendo all’aperto, non attira molti visitatori in una brutta giornata, ma io preferisco l’acqua alle file ed entro. Dentro ci sono alcune costruzioni, che nella forma e nella decorazione esterna ricordano la loro ceramica tradizionale: in uno viene proiettato un video sul paese, un altro mette in mostra oggetti di vetro, il terzo parla delle spezie.

Vicino alla Turchia si trova il cluster cereali e tuberi, anch’esso semideserto. Ha la struttura di un cortile, con al centro enormi vasi in cui crescono le diverse varietà di cereali, e ai lati i vari stand. Li giro un po’ tutti: i miei preferiti sono Haiti, coloratissimo, e Zimbabwe, che espone il frutto del baobab, e dove si può assaggiare il famosissimo zebraburger (io passo…). Visito anche Congo, Togo e Mozambico. E’ stato interessante soprattutto vedere (e toccare) cereali e farinacei da noi sconosciuti, come il sorgo e la tapioca.

Uscita dal cluster, vedo che la fila per entrare in Austria è piuttosto scorrevole, perciò mi infilo, e in effetti sono dentro in un quarto d’ora. Il tema del padiglione è l’aria come prima fonte di nutrimento per tutti gli esseri viventi; ospita un vero bosco (ormai un po’ spelacchiato) con lettere piantate qua e là a formare frasi a tema (tipo “BREATHE” o “WE GROW AIR”). Dopo aver attraversato la vegetazione si arriva al bar (con una invitante vetrina di dolci e torte) e poi si costeggiano i lati dell’edifico, dove i temi del padiglione sono sviluppati come delle lezioni segnate sulla lavagna, in modo semplice e accattivante. Nel complesso un bel padiglione, anche se un po’ minimal.

E’ ormai ora di pranzo. Essendo in zona mi reco al cluster delle zone aride, dove so che si può mangiare bene spendendo poco. Tra quelli che ho visitato, questo è il cluster che ho preferito: ho apprezzato molto il padiglione palestinese, con la sua esposizione di artigianato in legno di ulivo (bellissimi i presepi esposti), l’artista dello stand giordano che creava disegni con la sabbia all’interno di bottiglie di vetro, la Somalia dove ho bevuto una tazza di profumatissimo tè alle spezie, e l’Eritrea dove ho potuto assaggiare lo zighinì, il loro piatto tradizionale: un misto di legumi, verdure e a scelta anche carne, tutti speziati, serviti su una specie di crepe, dal sapore acidulo perché l’impasto viene lasciato fermentare, da mangiare rigorosamente con le mani, aiutandosi appunto con la crepe che funge da piatto e da posata.

Dopo pranzo, data la loro vicinanza, ho visitato altri due cluster, isole mare e cibo e bio-mediterraneo.

Il primo purtroppo è stata una delusione: salvo la Corea che, almeno, esponeva i suoi prodotti tipici e aveva personale che indossava i costumi tradizionali; per il resto, le Maldive avevano una parete di televisori che trasmettevano immagini delle loro spiagge e dei fondali, Madagascar e Comore erano due negozietti etnici e nulla più, la Comunità Caraibica uno stanzone con vari tavolini, uno per stato, con qualche depliant e una piccola spiaggia finta fatta veramente male.

Il bio-mediterraneo, invece, ospita alcuni stand molto interessanti: l’Algeria, che al suo interno ha ricreato la tradizionale tenda araba, con pouff e tappeti su cui sdraiarsi e rilassarsi; il Montenegro, con una particolare installazione sul soffitto, tipo cristalli di ghiaccio, che si riflette sul pavimento a specchio; e Malta, che parla del suo miele ed espone bei pezzi di artigianato; deludenti invece la Grecia, con le piantine aromatiche ormai secche, e la Serbia, una stanza quasi vuota.

Nel pomeriggio la calca è molto diminuita, e padiglioni che al mattino erano pienissimi sono adesso accessibili in pochi minuti.

Inizio dall’Oman: un bel padiglione, sia esternamente perché ha l’aspetto di un castello arabo, sia internamente dove si parla di miele e di pesca; molto interessante il touch screen a forma di barca che permette di conoscere le specie ittiche del loro mare.

Accanto all’Oman, l’Estonia ha un bel padiglione in legno, caratteristico per le numerose altalene; all’interno si parla della cucina tradizionale estone e dell’ambiente del Paese, ci sono molte postazioni interessanti, dove pedalare per produrre energia elettrica, girare una macina in pietra o entrare in una foresta di tronchi di betulla.

A malincuore rinuncio alla vicina Russia, ancora troppo affollata, e visito la Francia. Per entrare nel padiglione vero e proprio si attraversa un orto molto curato, rallegrato da statue a grandezza naturale di animali da fattoria, coloratissime; l’interno richiama un mercato al coperto tipicamente francese, con cibarie varie e utensili da cucina appesi sul soffitto; essendoci molta gente mi limito a una visita veloce, e uscendo ammiro le vetrine dell’area ristoro, piene di macarons, brioches e altre prelibatezze.

Dopo la Francia, la Spagna: il padiglione è molto tecnologico, con led inseriti nelle valigie e animazioni che fanno comparire le parole su dei piatti, ma l’insieme risulta piuttosto confuso e il messaggio non arriva… Di certo con più tempo a disposizione la visita sarebbe risultata più interessante.

Lì vicino visito il padiglione UK, senza dubbio uno dei più suggestivi. La struttura metallica ha la forma di un alveare; per raggiungerlo si attraversa una zona verde che rappresenta la campagna inglese, con vari pannelli che parlano delle api, che allo stato selvatico sono in via di estinzione, e di progetti per la loro salvaguardia; dentro la struttura si notano tante lucine intermittenti che ripropongono i movimenti delle api di un vero alveare in Inghilterra; ci sono anche delle postazioni dove, attraverso dei bastoncini di legno, si possono sentire le vibrazioni da loro prodotte.



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi i Diari di viaggio su Milano
    Diari di viaggio
    sapessi come è strano andare in vacanza a milano

    Sapessi come è strano andare in vacanza a Milano

    In un fine inverno che profuma di primavera, da strenui sostenitori del turismo di prossimità che però hanno esaurito tutti i luoghi più...

    Diari di viaggio
    la mia francigena: milano - roma in bici lungo la via francigena

    “La MIA Francigena”: Milano – Roma in bici lungo la Via Francigena

    le vostre gambe saranno stanche, camminate con il cuore” disse l’indimenticabile Giovanni Paolo II. All’Opera dei Pellegrini –...

    Diari di viaggio
    milano in un weekend

    Milano in un weekend

    la fermata della nostra prossima meta, il MUSEO NAZIONALE SCIENZA E TECNOLOGIA LEONARDO DA VINCI. Nasce il 15 febbraio 1953 e con i suoi...

    Diari di viaggio
    milano, la porta d'europa

    Milano, la porta d’Europa

    A Milano siamo arrivate alle ore 11:00; alle ore 15 ho esclamato: “Bimbe, questa città è spettacolare, io voglio vivere qui!”;...

    Diari di viaggio
    un viaggione on the road verso il nord europa

    Un viaggione on the road verso il Nord Europa

    Diario di viaggio Lodi (Milano sud) - Capo Nord in auto (km 9853) Come ci siamo organizzati prima della partenza. Abbiamo prima di tutto...

    Diari di viaggio
    expo 2015

    Expo 2015

    Quest’anno Milano si è riempita di turisti non solo per le sue opere d’arte, ma soprattutto per la manifestazione internazionale che...

    Diari di viaggio
    il nostro giro del mondo in due giorni

    Il nostro Giro del Mondo in due giorni

    Expo Milano all’apertura, nonostante il timore che non fosse tutto finito, le preoccupazioni per gli scontri e le critiche di chi ci...

    Diari di viaggio
    due giorni a expo milano 2015

    Due giorni a Expo Milano 2015

    Questo, più che una guida, visto che ormai l'EXPO è agli sgoccioli, è un racconto di viaggio, per registrare i miei ricordi prima che...

    Diari di viaggio
    milano, expo: parte 2

    Milano, Expo: parte 2

    Per cominciare, nella “prima puntata” del diario (la trovate qui:...

    Diari di viaggio
    seconda visita all'expo di milano

    Seconda visita all’Expo di Milano

    Seconda visita ad Expo Milano: sabato 13/06, biglietto preso in anticipo con data fissa alla Coop vicino casa (costa di meno, se sei "socio...