Due amici in moto dalla Romagna a Saint Tropez, passando per il Verdon

Un viaggio, un'esperienza unica di due amici che con la propria moto percorrono alcune delle strade più belle di Francia: dalle Alpi alla Costa Azzurra. Un week end indimenticabile
 
Partenza il: 11/07/2013
Ritorno il: 14/07/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Le acque color smeraldo del Verdon tracciano questo canyon con apparente calma per risaltare come un lungo serpente. Non mancano nei tratti più vicini alle spiagge i locali attrezzati per pattini d’acqua, canoe ecc… Uno spettacolo. Il giro completo delle gole è di oltre 120 km e trova il suo punto più alto lungo la route des cretès.

Terminato il giro ad anello, decido di far vedere a max i campi di lavanda di valensole così ci dirigiamo verso riez aggirando il lago de sainte-croix.purtroppo nel periodo di fine luglio è stata tutta quasi tagliata, ne rimangono solo pochi campi ancora in piena fioritura.

Nonostante il tardo periodo i filari di lavanda brulicano di api e di cinesi che sfidano ogni tipo di precauzione medica e non pur di farsi ritrarre con la pianta brulicante di api appunto. La stanchezza oramai si fa sentire, occorre cercare un posto per la notte e la scelta ricade su Moustiers Sainte Marie.

Moustiers Sainte Marie si trova a oltre 600 m d’altezza ed ha una storia millenaria. Il suo nome deriva da un monastero fondato dai monaci del 432. Pare che i monaci vivessero nelle grotte naturali scavate nel tufo e che fossero molto numerosi e potenti nell’area. Oggi presenta un’architettura caratterizzata da vecchie case decorate a sbalzo, stradine sovrastate da volte ad arcate, vicoli e piazzette e ancora bastioni e fontane. Un’atmosfera medievale. Un’attività antica che si svolgeva un tempo era la lavorazione dell’argilla, che poi dette origine alla celebre lavorazione della maiolica. Ancora oggi troviamo nel paese moltissimi laboratori e negozi di maiolica. Di particolare interesse sono la chiesa di notre dame del xii secolo; la cappella di notre dame de bouvoir, antico luogo di devozione con magnifica vista sulle vallate e sul lago.

Troviamo da dormire in un alberghetto senza infamia e senza lode all’inizio del borgo. Rilassati e lavati cominciamo a pensare sul da farsi per la cena, e qui facciamo lo sbaglio più grosso che un viaggiare può fare: mangiare in un ristorante italiano all’estero. La scelta cade in fatti su un ristorante di questo genere, cucina italiana la chiamano, dal nome tutto toscano (appunto!): le da vinci. Il ristorante si trova in viottolo stretto, anzi strettissimo, come stretti sono anche i suoi tavoli e i posti. Il terrazzino all’aperto è minimalista come non mai, ma la fame è così tanta da non fare caso a questi piccoli dettagli. La cucina, italiana (?), lascia molto a desiderare, e quando un piatto di cucina italiana non ti fa venire in mente l’italia, allora direi che sia meglio metterci una pietra sopra.

La mattina successiva siamo pronti per partire verso il mare direzione Saint Tropez. Riprendiamo la strada del giorno prima e procediamo in direzione sud affiancando il lago de Sainte-Croix sulla d957 e d557 e d10 fino a Lourgues per poi procedere sulla d48 e poi sulla d558. Lasciato il lago ci siamo trovati su una strada bellissima e piuttosto larga fino a Lourgues appunto, mentre altro spettacolo è inziato sulla d558 dove iniziamo a salire l’ultimo colle prima del mediterraneo.

Viti e ulivi fanno da cornice ad un paesaggio austero dove la strada percorribile diviene così stretta da non permettere in transito a due autovetture che viaggiano in senso opposto. All’inizio della d558 le case vinicole e le tenute produttrici di vino provenzale, perlopiù bianco e rosato, si sprecano, ma l’odore del mare è forte in questa calda giornata di sole, e badiamo poco ai profumi e molto alla voglia di un bagno nell’acqua della costa azzurra. “Scollinato”, dopo curve e curvette, il contachilometri batte quasi 100 km percorsi stamattina. Passiamo i due paeselli più conosciuti prima della baia di arrivo, ovvero grimaud e cogolin. Eccolo! Il mare! Direi riconoscibile sia alla vista che dal traffico. Tutto il lungomare fino a Saint Tropez è una fila continua ferma di auto, ma come non sfruttare questo “piccolo” vantaggio che oggi ci concedono i nostri mezzi a due ruote? Non facciamo altro che sorpassare, uno, due, dieci, ventri, cinquanta… ma quante sono……direzione spiaggia! All’ingresso di Saint Tropez c’è una bellissima indicazione “plage”, basta mettere la freccia a destra e la moto ci arriva da sola praticamente.

Anche se sino agli anni ’50 era un semplice villaggio di pescatori, Saint Tropez divenne un luogo di fama internazionale per essere stato lo sfondo di piace a troppi, il film del1957 che lanciò Brigitte Bardot come massimo sex symbol europeo, e per la celeberrima canzone Saint-tropez twist di Peppino di Capri. La stessa Brigitte Bardot acquisterà qualche anno più tardi una villa (la famosa madrague, alla quale si è ispirata la canzone omonima cantata dalla stessa attrice) che costituirà un richiamo per il jet set della costa azzurra (fonte wikipedia. Inoltre, aggiungo io, la leggenda narra che, durante le riprese di quel film, la troupe era locata lungo una spiaggia di ramatuelle cui gli abitanti del luogo concedevano ospitalità. Ora quel posto si chiama club 55.

Arriviamo a Moorea beach, una delle mie spiagge preferite. E’ una delle prime arrivando dal paese. Lasciata la route des plages, la strada che conduce alla spiaggia è assolutamente da paradiso terrestre. Questa corre lungo i filari di vite (che come ben sapete in francia sono alti una spanna e mezzo!) portandoti a sogni celestiali, come quelli di inseguire magari una ragazza tutta nuda che fugge un una bottiglia di vino in mano… ma torniamo alla spiaggia, sto divagando.

Dopo un chilometro e mezzo si arriva. Dopo un cambio al volo e tolte le nostre tute da moto, firmiamo un fido a perdere per un “ombrella” e due lettini (circa 60 euro) e a questo punto non possiamo fare a meno di ordinare la prima bottiglia di vino rosè provenzale…….ecco direi che stiamo già meglio.

Il sole è splendido, parliamo del colle dell’agnello come fosse stata un’avventura di qualche mese fa mentre invece era l’altro ieri… il mare splendido, azzurro. Come poter chiedere di più. Se c’è una cosa sulla quale abbiamo tanto da imparare dai francesi è il servizio turistico. Ora, sessanta euro per stare sdraiati su due asse con un materassino sopra potrà sembrare effettivamente tanto, ma il servizio che ti offrono qua è fuori discussione. Vino, acqua e qualsiasi tipo di drink sotto l’ombrellone, ristorante con oltre 150 posti a sedere, sempre e completamente pieno che sforna una cucina sempre ai massimi livelli. Noi ci siamo deliziati con della tartare di carne, patate, sushi, e ovviamente dell’ottimo vinello rosato provenzale che poi, rigorosamente, ci riaccompagna nuovamente sotto l’ombrella. Sempre piacevole è la sfilata di modelle durante il pranzo in costumi da bagno e abiti (semi abiti direi) da spiaggia dei negozietti presenti nella struttura del moorea. Altra cosa, per i compleanni dei bambini arriva direttamente superman! Tutto stretto nella sua tutina blu, rossa e gialla con mantello, parte la colonna sonora e superman con la torta e il razzo arriva subito dal piccolo festeggiato. Qua tutto è show! E tutto si paga ovviamente. I prezzi sono alti, ma gli standard qualitativi pure. La spiaggia non è mai morta, la musica al bar (quando dico bar non fatevi venire mente quelle strutture di alluminio e cemento anni 70 che ci sono da noi. Qui ogni cosa viene studiata, disegnata e progettata e poi costruita con materiali e design che rispettino l’ambiente anche nelle forme).



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