Due amici in moto dalla Romagna a Saint Tropez, passando per il Verdon

Un viaggio, un'esperienza unica di due amici che con la propria moto percorrono alcune delle strade più belle di Francia: dalle Alpi alla Costa Azzurra. Un week end indimenticabile
 
Partenza il: 11/07/2013
Ritorno il: 14/07/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Viaggio in moto

Non è che ci voglia poi molto, dico a partire, non ci vuole molto. Pieno di benzina, due spicci, un’occhiata al meteo al di là delle Alpi (al di qua ci avremmo pensato poi), un occhiata all’agenda e via.

“Allora ci vediamo alle 8.30 sotto casa tua, già ‘colazionati’ e partiamo… sei un grande!”. Sarò anche un grande, ma lui alle 8.30 di quel giovedì mattina, sotto casa mia non c’era, ma non avevamo dubbi. “tranquillo tranquillo, ho un leggero ritardo, dammi mezz’ora.” E quella mezz’ora di quel 18 luglio 2013 divenne un’ora e poi due. Partiamo. Due Bmw, la mia un r1150r e quella di max con un 1200 gs tutto accessoriato che tra lui e moto sembravano dover fare la romagna-rio de janeiro.

Arrivati all’ora del pranzo in autogrill le nubi appaiono all’orizzonte minacciose, e cosi è stato. Nel momento, vicino a bra in cui decidiamo di uscire dall’autostrada, la pioggia comincia a cadere, piano, forte, poi sempre più forte. Da Castiglione Saluzzo sulla sp8 e sp115 è stato un susseguirsi di curve, di acqua, di acqua e curve. Il mio ottimismo va a farsi benedire quando, arrivati al colle dell’agnello a 2700 metri di altitudine, con 4 gradi di temperatura, acqua incessante, mi trovo con i piedi che nuotavano negli stivali, e la visiera del mio shoei jet prendeva aria, rivolta verso il cielo e le nuvole. Completamente appannata. Gli aghi di pioggia mi pungono come frecce di ghiaccio. Stoico, stanco ma fiero, quasi un eroe.

Passiamo il confine e la prima tappa programmata per la notte è Barcelonnette. Barcelonnette è un piccolo comune francese di circa 3 mila anime situato nel dipartimento delle Alpi dell’Alta Provenza della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra situato a circa 1.100 metri sul livello del mare.

Consapevoli di un semplice pit stop per la notte, dormiamo in un appartamento presso résidence de tourisme la plancha. Appartamento decoroso, senza troppe pretese, ma a max non soddisfa: “come si fa a spendere 50 euro in un posto del genere?! Vai in turchia o grecia costerebbe 10 euro…!”, ma la Francia è la Francia.

Messi ad asciugare guanti, guantini, mutande e para (decidete voi i para) stanchi, e appena rigenerati dalla doccia, decidiamo per un aperitivo e per la cena. Il cielo è ancora chiuso, qualche goccia ancora cade, e la sete di vino abbonda. Nel viale principale di barcellonette, ci colpisce una piccola taverna. Fossimo in spagna la definirei tapas, con delle botti esterne su cui poter appoggiarsi per mangiare e bere qualcosa, in rue manuel. Ordiniamo qualche polpetta, pane e dello chablis. Mi sento già meglio.

Diamo un’occhiata in giro, e decidiamo di andare a cena in un bel ristorantino nella via parallela. L’inattendu in place Saint Pierre. Ristorante molto carino, tipico francese. Decidiamo per della carne io manzo, max agnello, e una bella bottiglia di bordeaux. Cucina ottima, i prezzi adeguati al locale. E’ un bistrot, gestito da due ragazze (tipicamente francesi direi visto il loro distacco ad interloquire). Pane fatto in casa, degna carta dei vini. Ottimo posto.

Passata la notte, durante la quale mi sono divertito a compiere acrobazie e concerti sinfonici a mia insaputa (praticamente a sentire max ho russato senza limiti!), non senza sforzo, ci carichiamo delle nostre tute motociclistiche e partiamo alla volta del verdon.

Il cielo la mattina del 19 luglio è ancora incerto, ma lascia intravedere spiragli di sole, e un motociclista non può fare altro che sperare! Causa una gara ciclistica, siamo costretti immediatamente a modificare il nostro percorso all’uscita di Barcelonnette, spostandoci sulla d902. Mai scelta forzata fu più gradita.

Si aprono a noi degli scenari medioevali nel costeggiare il fiume, con curve cieche a ridosso del letto del fiume per poi salire e incontrando piccole baite alpine. La strada sale ancora fino a ricongiungerci a quegli strani soggetti tutti colorati, su due ruote che prendono il nome di ciclisti (questi sono pazzi!). Noi ovviamente li passiamo in tutta tranquillità fino ad arrivare al colle de la coyolle a 2.326 metri di altitudine.

Davanti a noi si apre un paesaggio mozzafiato, il tempo sembra concederci una tregua. Una serie di tornanti di montagna ci aspetta: pane per i nostri denti e asfalto per i nostri pneumatici. Veniamo giù a scheggia (finalmente!), 30 km di strada bellissima, una volta terminati i tornanti si apre, liscia come un biliardo. Arriviamo alle gole di Saint Loius percorrendo la d2202.

Le gole sono magnifiche. La strada le percorre accarezzandole per un lato. Una terra color “bruciato”. Carminio, violacea a tratti mentre affianchiamo il fiume. Qui una foto è d’obbligo.

Ci ricolleghiamo alla n202 e dopo circa 60 km arriviamo a Castellane, a ridosso del lago di Verdon, dove abbiamo programmato una sosta per il pranzo prima di affrontare le gole omonime. Procediamo sulla d952, il tempo sembra ancora fare i capricci, ma niente di grave. Il paesaggio che porta alle gole è lunare, a tratti irreale. Costoni di roccia calcarea bianca si snodano lungo il letto del fiume le Verdon, salendo sempre più in alto intervallandosi con un lungo altopiano.

Le gole del Verdon formano il più grande canyon d’europa. Le plasma il fiume Verdon, celebre tra i viaggiatori per il suo incredibile colore smeraldo. Il Verdon e i suoi affluenti hanno scavato nei millenni queste gole suggestive nel calcare dell’Alta Provenza. Lungo il corso del fiume sono state costruite 5 dighe per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e si sono formati cinque laghi, con spiagge, perfettamente attrezzati per praticarvi ogni sport: castillon, chaudanne, sainte-croix (il lago di santa croce), quinson e esparron. La parte più bella è famosa delle gole del verdon è il gran canyon dove in alcuni punti le rocce si elevano a strapiombo, alte oltre 700 metri. La zona è celebre per il clima, le bellezze naturali, i villaggi caratteristici e soprattutto la possibilità di praticare sport all’aria aperta in una cornice naturale spettacolare e indimenticabile.



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