“Douce France”

Un " Tour de France" diverso e particolare, da nord a sud miti, leggende, storia, arte e tanto altro.
Scritto da: connemara
douce france
Partenza il: 12/06/2010
Ritorno il: 30/06/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Rimaniamo senza cena non è la prima volta, ma io sono incazzata come tutte le volte. Però sono le 22,30 il sole è tramontato ma è ancora giorno. Torniamo in albergo, a nanna senza cena. Dormita meravigliosa accompagnata dalle onde dell’Oceano e da una luna bellissima. La mattina ci buttiamo sulla colazione, io risalgo in camera e Francesco porta Gilli sulla spiaggia , li vedo dalla finestra sono bellissimi li amo da impazzire , corrono e si rincorrono in un panorama magico. Gilli insegue granchi e paguri che rimasti spiazzati dalla bassa marea cercano di ritrovare l’acqua, Francesco fotografa tutto, ed io dalla finestra riprendo i miei bimbi di nascosto mentre giocano. Preparato tutto mi confondo anche io nel gioco sulla spiaggia, è bello pensare che sto camminando su quello che fra qualche giorno sarà un fondale marino. Le boe che sembrano abbandonate sulla spiaggia presto gallegieranno sull’acqua in un ciclico ritorno del mare.

Si riparte abbiamo tappe forzate , ci aspetta Monts San Michelle.

Dunque noi non siamo normali. Monts San Michelle è un bel posto, romantico , magico, meta di coppie in viaggio di nozze…. ma a noi sembra finto, sarà per l’imbarazzante transumanza di turisti che affollano le strette e tortuose viuzze che salgono, sarà che qui ci sono solo negozi turistici, e che la gente del posto è finta come il posto. Avremmo dovuto seguire le indicazioni della guida e rimanere fino al tramonto quando tutti vanno via e la rocca diventa una piccola isola, isolata ed inespugnabile . Invece sono le 11,00 e c’è il massimo del delirio. Ci affacciamo dalle balconate e cerco di astrarmi dal contesto , di fronte a me ci sono i campi bagnati appena restituiti dalla marea che tornerà a coprire tutto in serata. Ci provo ma niente da fare , scappiamo, rinunciamo a vedere anche la Cattedrale chè so fantastica, non c’è niente da fare non resistiamo. Torniamo alla macchia e ci accorgiamo che l’avevamo lasciata proprio nel posto che da lì a poche ore sarà coperto dal mare. Ecco perché era libero , è molto buffo vedere un cartello che avverte a quale ora devi spostare l’ auto se non vuoi vederla galleggiare .

Ripartiamo è quasi mezzogiorno e come al solito dobbiamo trovare da mangiare e da dormire

In questa parte della Francia, Francesco non riscuote molto successo , si è rapato, porta il giubbotto di pelle , abbiamo una macchina tamarra……Insomma è un problema trovare visi accoglienti e ben disposti. Comunque troviamo da mangiare in un posto incredibile. Si chiama “ Il covo dei pirati” infondo siamo diretti a San Malò…….E’ lungo il mare ed è una specie di casetta anonima. La meraviglia è varcata la soglia, scopri che sei arrivata nel regno del Dio Nettuno. Cesti traboccanti di frutti di mare, crostacei, e pesce crudo. I proprietari hanno l’allevamenti di ostriche, cozze e le barche per andare a pesca. Sono produttori e rifornitori di tutti i ristoranti della zona. In questo piccolo scrigno con € 30,00 puoi prendere un numero indefinito di crostacei,ostriche, soutè di cozze, patatine fritte ( fritte al momento e tante )con una bottiglia di vino bianco a scelta, ghiacciato. Il tutto per due persone.

Rimango abbagliata dalle forme e dai colori delle conchiglie , dai crostacei, ci sono gamberoni reali, scampi, aragoste, gamberetti, tartufi di mare, granchi e altra roba di cui non conosco il nome. Ci mettiamo seduti, l’odore è quello pungente delle reti , del grasso delle barche, del gasolio, e di pesce tanto pesce. Siamo eccitatissimi per la scoperta che abbiamo fatto, questi sono i piaceri quando viaggi senza programmi , senza guida, scopri posti incredibili, eccezionali. In queste occasioni ti senti viaggiatore e non turista.

Rifocillati alla grande ed avvinazzati ancora di più ci dirigiamo verso San Malò. Forzo Francesco lui vorrebbe saltare è ripresa la fregola di arrivare il prima possibile a Cap. Ma io non rinuncio. San Malò era un covo di pirati a cui i reali di Francia concessero il territorio come porto franco e rifugio, per rendere i Pirati gente stanziale. La cosà riuscì ed i pirati si ritirarono a vita privata godendosi i bottini rubati. Il posto è molto carino , circondato da bastioni, si accede attraverso le porte in pietra. Le macchine non possono girare e rimangano fuori in un ampio parcheggio a pagamento. All’interno ci sono una serie di stradine tortuose che portano al molo. Io non resisto ed entro nel primo negozio che trovo meglio non perdere tempo. Infondo sono in Bretagna devo comprare qualcosa . E’ infatti prendo una giacca da barca bellissima , cerata esternamente con dentro il cotone a righe che fa tanto marinaio. Prendo anche altre piccole cose , l’umore di Francesco è sempre più nero, si lamenta del vento forte e fresco , forse troppo fresco .

Ma io continuo, chiaramente non riesco a mangiare o bere nulla ma almeno mi giro San Malò. Attraversando i bastioni si arriva al porto e da lì ad una ampia spiaggia che conduce dopo circa un km. ad un forte che si trova proprio di fronte ai bastioni. All’inizio mi sembra singolare il forte posto infondo alla spiaggia, poi mi accorgo che quella che per me è una semplice spiaggia , in realtà la vedo così solo perché c’è la bassa marea, Di lì a poche ore dove sto camminando ridiventerà mare ed il forte si troverà isolato in mezzo all’acqua. Fantastico ! Qui la faccenda delle maree si può toccare con mano, anzi con il piede, la piccola isoletta formata dal forte, oggi con la bassa marea si può raggiungere a piedi. Io mi butto e vado , Francesco è irritato non gli và e resta a guardare. Chiamo dalla spiaggia Gilli che mi corre incontro impavida, sfidando il vento forte e il mare, meravigliosa.

Insieme giochiamo a ricorrerci, non raggiungo il forte e questo rimarrà un’altro dei grandi rammarichi di questa vacanza. Resto sulla spiaggia con Gilli a fare qualche foto , avrei voluto tanto raggiungere il forte , capisco la fretta , il vento forte e freddo ( io con la mia giacca nuova sto una meraviglia ) ma è un peccato. Mi rimane la foto del Forte adagiato sulla spiaggia con la bandiera francese ed il cartello che consiglia di tornare per tempo se non si vuole passare la notte al forte nell’attesa che ritorni la bassa marea. Con un po’ di rabbia torniamo alla macchina, Francesco è infreddolito ed accetta di fare una capatina per comprare anche lui la giacca bretone. Infondo per tutto il viaggio non abbiamo fatto altro che sentire avvertimenti dal navigatore che ci annunciava “ burrasca”. Effettivamente giugno 2010 sarà ricordato come l’anno dell’alluvione in Francia.

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