Donne avventura in Messico

Yucatan, Quintana Roo e Chiapas. Un'esperienza unica e incredibile alla scoperta della civiltà Maya. E non abbiamo ancora finito... torneremo!
 
Partenza il: 10/03/2012
Ritorno il: 25/03/2012
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Dopo mesi di lunga programmazione e meticolosa scelta fra voli, alberghi, transfer finalmente è arrivato il 10 marzo e io, Manu e Paola ce ne andiamo! Volo Bologna-Londra-Cancun con qualche leggero intoppo all’inizio dovuto più che altro al nostro stress lavorativo, ma dopo 12 ore eravamo sotto le palme e non in mezzo al cemento! Arriviamo a Playa del Carmen dall’aeroporto di Cancun la sera, per cui ci facciamo portare immediatamente nel nostro albergo, che ho già recensito più che favorevolmente, “Hotel Banana” dove siamo accolte da uno dei gestori Matteo. Doccia, valigie disfatte e ci buttiamo nel caos della quinta avenida per cercare un ristorante per la cena. Poi, ormai distrutte, decidiamo per andare a dormire.

11 marzo

La domenica mattina andiamo sulla 2 (Playa è praticamente tutto un quadrato di strade numerate semplicissime da focalizzare) e prendiamo il primo collettivo (è il mezzo di trasporto più economico che c’è in Messico e per questo motivo utilizzato per spostamenti un pò più lunghi dai messicani stessi) direzione Tulum che troviamo e ci dirigiamo alle prime rovine Maya da vedere. In realtà per due di noi da “rivedere”, con immenso piacere data la meraviglia, mentre per una da scoprire per la prima volta. Giornata pertanto passata quasi interamente nella zona archeologica con un bagno ristoratore alla fine della visita nella splendida Playa Paraiso. Rientro a Playa, cena, un mezcal (che ci sta sempre bene per digerire) sulla 12 al Mezcalina e poi fra le braccia di Morfeo per la giornata intensa che ci avrebbe aspettate l’indomani.

Lunedì 12

Un pò di spiaggia a Playa al Mamita’s Beach Club (da non frequentare da chi non ama stabilimenti stile Milano Marittima o Riccione) e alle 16 prepariamo i trolley (il resto lo lasciamo nell’albergo a Playa dove abbiamo la camera prenotata per tutte le 14 notti del nostro viaggio) per partire alla volta del Chiapas (il vero Messico). Partenza ore 19 dalla stazione bus di Playa con pullman Ado GL – costo più che accessibile per dei mezzi super lusso quali sono con tv, bar per farsi il caffè o il the, poltrone che diventano letti ma con un’aria condizionata che è in grado di ibernare chiunque per cui consiglio di munirsi di felpa pesante, sciarpa e telo per coprirsi prima di affrontare un viaggio di 11 ore – e arriviamo a Palenque alle 6 del mattino dopo.

Martedì 13

Non conoscendo nulla ci facciamo “fregare” dal primo tourist operator che aspetta i turisti fuori dalla fermata del bus e acquistiamo un pacchetto per il giorno dopo tratta Palenque – Cascate Misol’ha – Cascate Agua Azul – San Cristobal per 350 pesos (alle rovine di Palenque ci hanno offerto lo stesso Pacchetto a 250 pesos ma ormai era fatta). Fatto questo “incauto” acquisto ci rechiamo all’albergo che avevamo prenotato dall’Italia Maya Tulipanes a 22 euro circa a testa a notte, 65 euro la camera da 3 (hotel 4 stelle ma ne esistono anche a cifre più basse), facciamo check-in poi prendiamo un collettivo e ci facciamo portare alle rovine che distano 5/6 km dall’albergo. Lì contrattiamo la visita (in Messico si contratta tutto!) con una guida che parla italiano che ci fa fare un giro splendido per le rovine portandoci anche nella giungla (ovviamente con un esborso maggiore ma tanto ci si può andare solo con le guide o i sorveglianti ti corrono dietro). Però la soddisfazione di saltare con le liane, vedere le scimmie urlatrici, mangiare i frutti di cui si nutrivano i Maya (un pò tipo Bear di Wild) è impagabile! Finiti i giri con la guida ci mangiamo delle banane e dell’ananas e ci rifiondiamo dentro alle rovine per scalare altri templi (oltre a Coba è l’unico posto dove finora l’abbiamo fatto) e distruggerci completamente dalla stanchezza, ma nulla vale la sensazione di storia, di secoli, di infinito, di conoscenza che dà un’esperienza di questo genere. La sera doccia, aperitivo in piscina (adesso il ghiaccio non crea più danni in nessuna parte “attrezzata” del Messico per cui vai di Margarita Frozen alla fragola come se piovesse!), cena e a letto!

Mercoledì 14

Ore 9 partenza per le cascate di Misol Ha, carine ma non entusiasmanti, bello il giro che porta addirittura dietro la cascata per raggiungere una grotta che contiene un’altra cascata e stalattiti a perdita d’occhio. Sosta di un’oretta, poi partenza per le cascate di Agua Azul che prendono il nome dal colore dell’acqua che passa dal verde all’azzurro al blu, ancor più belle se si ha la fortuna di vederle al massimo della loro portata e in una giornata di sole com’è successo a noi. Sosta di 3 ore (ma se si vuole riuscire ad arrivare fino all’inizio della cascata meglio stare là una giornata intera perchè le scale e le salite per arrivare sono tante) per un bagno (speravo però di riuscire a nuotare anche in altri punti non solo in uno, ma ci sono vortici pericolosi a detta loro per cui è vietato bagnarsi altrove), un giro, mangiare e poi nuova partenza alla volta di San Cristobal dove arriviamo dopo 4 ore e mezza dilanianti, soprattutto per chi soffre il pullman come me. Le strade sono distrutte, le curve incredibili e in 4 ore si arriva fino a 2.000 metri s.l.m. Si passa attraverso un paesaggio che, venendo dallo Yucatan più modernizzato, sembra allucinante: baracche dovunque, alcune scoperchiate da non so quale tifone, case in pseudo muratura costruite per metà, senza tetto o senza una parete ma comunque abitate, una povertà incredibile. Tanto povero quanto, però, sereno. Hanno ragione quando dicono che questo è il vero Messico, il resto sembra Rimini. Finalmente arriviamo alla stazione dei pullman e ci facciamo portare al nostro albergo Hotel Villa Mercedes che sembra un miraggio paragonato a ciò che abbiamo visto fino ad ora. Anche in questo caso non abbiamo badato a spese nella prenotazione e la camera da 3 è costata circa 80 euro per una notte (prezzo da 4 stelle in Messico, prezzo da pensione di bassa categoria in Italia). È un pò fuori dal centro e, soprattutto, fa un freddo cane (siamo sempre a 2.000 metri comunque) per cui decidiamo di non uscire, cenare in albergo e starcene lì con calma perché effettivamente stiamo girando come delle matte anche se siamo strafelici di farlo: noi, la storia, la natura e tutto il resto dimenticato! Tranne i nostri genitori, ovviamente, che ci prendono per matte tutte le volte che li chiamiamo per tenerli aggiornati sugli spostamenti!



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