Diario Africano di Tanzania del Nord

Finalmente dopo mesi di preparativi e sogni ad occhi aperti riusciamo ad organizzare un safari privato nella meravigliosa e tanto agognata Tanzania. Con l’aiuto di internet contattiamo un agenzia locale ad Arusha che, tra le tante, ci sembra quella che ci offre il meglio a meno... E cosi’, alle 3.00 del mattino, lasciamo una sonnecchiante e...
Scritto da: marina-sartirana-1
diario africano di tanzania del nord
Partenza il: 29/11/2002
Ritorno il: 08/12/2002
Viaggiatori: in coppia

Finalmente dopo mesi di preparativi e sogni ad occhi aperti riusciamo ad organizzare un safari privato nella meravigliosa e tanto agognata Tanzania.

Con l’aiuto di internet contattiamo un agenzia locale ad Arusha che, tra le tante, ci sembra quella che ci offre il meglio a meno…

E cosi’, alle 3.00 del mattino, lasciamo una sonnecchiante e fredda Milano per dirigerci alla Malpensa, dove decolleremo per la tanto sospirata meta.

30 Novembre 2002 (21.30) Finalmente ieri sera alle 21.15 locali siamo atterrati al Kilimanjaro Airp. Avevamo lasciato una Milano pressochè devastata dalle ultime piogge torrenziali e abbiamo trovato un Arusha molto primaverile ( 24°C) e un’ arietta proprio piacevole.

Shafy e il suo amico ci attendevano silenziosi in piedi con un grande cartello di cartone con la scritta “Mr. Baldelli 2pax”.

Ci hanno caricato i bagagli e, in un’oretta, ci hanno lasciato all’albergo Mezzaluna, dove Yusuff, il responsabile dell’agenzia, ci ha accolto carinamente.

Dopo aver sbrigato le pratiche di pagamento ci ha consegnato il programma del nostro safari, e con Shafy, ci siamo accordati per la mattina seguente alle 9.00.

Ci siamo fiondati nel letto, e dopo aver litigato con una zanzara che si era infilata sotto la zanzariera, siamo crollati per la stanchezza.

Stamattina dopo una modesta colazione, la nostra guida Shafy, e passata a prenderci e, dopo aver cambiato un po’ di soldi in banca, siamo passati all’agenzia di Bobby dove Yusuff ci ha rilasciato la ricevuta di pagamento e ci ha salutato.

Inizia cosi’ il nostro viaggio.

La città di Arusha ci impressiona, orde di persone sono riversate nelle strade e fuori dai negozi a chiacchierare quasi non avessero nulla da fare…

Ci sono moltissimi venditori di scarpe è incredibile…C’è nè uno ogni dieci metri! Facciamo un paio di soste per acquistare alcune cose da mangiare e, nell’attesa, mi ritrovo circondata da donne locali che tentano di vendermi le loro collanine di perline…Do loro delle chewingam e, in men che non si dica, mi ritrovo sommersa!! Non so piu’ che fare! Mi parlano, mi toccano, mi sorridono..Io non le capisco e mi limito cosi’ a sorridere anch’io..

Per pranzo, la nostra guida, ci porta al suo paese lungo la strada che porta a Ngorongoro dove troviamo la sua piccola figlioletta di tre anni con la madre.

Loro non sono ancora sposati, ci racconta, e la bimba, dice, gli è poco affezionata perchè lo vede rarissimamente…

Mangiamo qualcosa di veloce al sacco e poi si riparte. Lungo la strada disconnessa scorgiamo piccole capanne di sterco ben mimetizzate nella savana..Sono le case dei masai, anche se alcuni di loro non lo sono realmente, ci confida Shafy, ma sono locali vestiti strategicamente da masai per i turisti..

Ai bordi delle strade incontriamo piccoli bimbi masai con al seguito il loro bestiame. I piccoli sono scalzi, coperti solo dalla loro tipica stola rossa e mostrano fieri e sorridenti la loro piccola lancia.

La strada è lunga e polverosa ma facciamo diverse soste.

Finalmente giungiamo ai bordi del cratere Ngorongoro e…Siamo senza parole!!Un’immensa distesa verde delicatamente adagiata sul fondo del vulcano! Distinguiamo un lago salato e piccole macchie scure disseminate qua e là che altro non sono che mandrie di zebre, gazzelle e gnu! Riprendiamo la strada che deve portarci al Serengeti.

Lungo il cammino facciamo una sosta ad un villaggio masai.

E’ grande e ci accolgono tutti con festosi sorrisi..

Gli uomini si schierano da una parte e iniziano a cantare e ballare, mentre le donne dall’altra cantano in sottofondo ciondolando con i loro corpi magri e sinuosi. Gli uomini compiono dei salti altissimi e noto che ai piedi portano pezzi di vecchi copertoni d’auto legati con delle corde strette a fare da sandali.

All’inizio ci sentiamo un po’ imbarazzati forse perchè siamo noi la causa di tanto scompiglio nel villaggio. Poi, pero’, ci ambientiamo, le donne mi guardano scrutandomi, “chissà cosa pensano” mi dico. Alcune di loro hanno bimbi piccoli in grembo, tutti con gli occhietti stropicciati e il moccoletto al naso con una dozzina di mosche festose intorno.

Una giovane donna mi mostra la sua piccolina e mi fa notare come abbia una sorta di sesto dito nella manina sinistra, un’escrescenza di carne appesa ad un filo di carne stessa. Io devo aver fatto una faccia stralunata perchè subito dopo ridono tutte e io con loro.

Il capo villaggio ci mostra orgoglioso la sua maniatta…Entriamo chini perchè il tetto non è sufficientemente alto per consentirci di stare ritti.

E’ buio pesto e fa un caldo soffocante, mi trovo in una piccola stanza dai contorni mal definiti con al centro un fuoco su cui arde la cena: latte di capra.

Attorno al fuoco riesco a malapena a distinguere due donne sedute intente alla cucina.

Usciamo quasi subito perchè fa molto caldo e l’ambiente è piccolo.

Gironzoliamo tra le capanne e incontriamo una bella ragazza con al seguito 4 o 5 bimbi.

Mi guarda la fede e chiede a Shafy se sono sposata perchè sembro tanto giovane (“grazie!!!” penso fra me e me)..Ebbene lei ha solo 25 anni e un bimbo piccolo, quasi mi vergogno a dirle che ne ho 29 e non ho ancora figli! Qui è tutto diverso…Le donne si sposano a 13-15 anni e hanno figli molto presto…

Lasciamo i masai che sorridenti ci salutano e proseguiamo il viaggio.

Finalmente entriamo nel Serengeti e avvistiamo le prime gazzelle.

Shafy sa un sacco di cose, e pensare che ha solo 27 anni e fa questo lavoro da 2, e si sofferma a lungo a spiegarci.

Vediamo anche meravigliose zebre e una mandria infinita di gnu che stanno migrando, in questa stagione, dal Kenia.

Io e Manu siamo esaltati e scattiamo milioni di foto e stupefatti ascoltiamo il silenzio della savana.

Avvistiamo anche un ghepardo femmina che troneggia su un altura in mezzo alla distesa, una iena con i suoi due piccoli e una serie infinita di uccelli…Intanto il sole tramonta alle nostre spalle…



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