Dialoghi e pensieri in motocicletta in Bangladesh

"DIALOGHI E PENSIERI IN MOTOCICLETTA" Con P. Emilio Spinelli, nel nord-ovest del Bangladesh. Una montagna di sensazioni. Dove incominciare? Riuscirò a cogliere il senso vero di questo nuovo viaggio in Bangladesh ed accompagnare Padre Emilio fino alla soglia della nuova Missione? Purtroppo, tralascerò tante cose importanti! C'è l'amicizia di...
Partenza il: 01/06/2005
Ritorno il: 16/06/2005
Viaggiatori: da solo
Spesa: 1000 €

“DIALOGHI E PENSIERI IN MOTOCICLETTA” Con P. Emilio Spinelli, nel nord-ovest del Bangladesh.

Una montagna di sensazioni. Dove incominciare? Riuscirò a cogliere il senso vero di questo nuovo viaggio in Bangladesh ed accompagnare Padre Emilio fino alla soglia della nuova Missione? Purtroppo, tralascerò tante cose importanti! C’è l’amicizia di mezzo e tutto si potrebbe complicare o, forse, facilitare? Fra i momenti per sentire più da vicino Padre Emilio, ci sono certamente quelli a cavallo della sua “125 suzuki”, ormai un cimelio fra le centinaia di moto cinesi, anche qui invasori di ogni fetta consumistica. Ma la nostra è giapponese e confido che non ci tradirà, nonostante due pesi massimi.

Già dalla prima “gita” ho il “fondo schiena” ammalorato dallo sbordo sul mini portapacchi posteriore essendo la sella “già occupata”. Poi le cose migliorano grazie al sacco di juta risvoltato, a mò di cuscinetto, che la buona Mariarma (la mamma di Maria) sempre prepara preveggendo i miei dolori.

Sofferenza abbondantemente ripagata dalla gioia di sentirci liberi e, liberamente, dare sfogo al reciproco desiderio di novità da Chandpukur, Cernusco, Butahara o Cassina. Padre Emilio in moto si “lascia andare” forse più che in altre situazioni: tengo la videocamera sempre accesa, per non perdere lo “scoop”! Il nastro d’asfalto della strada principale è stretto mai scorrevole, slabbrato e dislivellato ai bordi. Il traffico, sempre notevole, è rallentato dai mezzi pesanti che quando s’incrociano, devono scansarsi a secondo della gerarchia e ingombro che determina il supposto diritto di precedenza.

Prima vengono i trucks, poi gl’intercity non meno prepotenti e chiassosi e, via via, gli altri: tutti strombazzano ossessivamente fin da lontano. Per salvare la pelle, talvolta ci si infila precipitosamente in banchina, se c’è. Nei sentieri polverosi laterali che si snodano all’infinito e che a me, incapace di coglierne le differenze, paiono tutti simili, i pericoli sono i sobbalzi fra i larghi trottatoi profondamente segnati dai solchi di carri trainati da pii buoi o bufali irrequieti.

E’ un momento febbrile della stagione secca pre-monsonica e l’intensità del verde crea non poco stupore.

Conferma Padre Emilio: “E’ vero. Anch’io resto stupito dalla potenza del verde. Solo qualche anno fa, il Bangladesh ha rischiato la desertificazione. Non so per quale miracolo, nonostante l’uomo, la “fame” ed il commercio talvolta illegale della legna, il grave pericolo appare scongiurato.” E ancora: “E se adesso senza pioggia, la situazione è questa, fra poco, coi monsoni, la natura scoppierà di vita in modo irresistibile. Ora l’attività è frenetica perché tutti ammassano quello che possono, legna, riso, foglie. Tutto ciò che serve e che poi durante il blocco non potrà procurarselo. Sempre che l’acqua non faccia disastri.” Cos’i come, anche qui, meraviglia l’avanzare delle costruzioni fino ai bordi delle strade. Una conferma negativa peraltro già constatata dai finestrini dei mitici coach (pulmann) bengalesi. Sarà questa una conseguenza della crescita della popolazione che in questo paese ha un trend di 2,5 milioni di abitanti l’anno? A Surla Village ci aspettano per la S. Messa e perché il capomastro- finanziatore (Padre Emilio) intende controllare il cantiere della nuova chiesetta-posto comunitario, dedicata a Santa Clotilde. Non mancano le mie prime capocciate contro gli stipiti e le basse falde in lamiera della vecchia chiesetta. Segue la benedizione speciale per un’enorme quantità di riso appena cotto per il pranzo comunitario di una festa di cui non ricordo il perchè. Caramelle acquistate un’ora fa al bazar di Bakrail (il Comune di Chandpukur) e palloncini italiani, non mancano mai per i piccoli, ormai “viziati” dal Father. La motocicletta è d’uso quotidiano, in genere al mattino dopo le nove, comunque sempre al termine delle infinite “udienze” che cominciano presto, poco dopo le sei e che vedono il BoroFather (il Parroco) impegnato in prima persona ad ascoltare. Al pomeriggio è proibitivo salirci: il rischio è la paralisi solare. I villaggi dove ci sono cristiani sono di tribali: Santa!, portati alla caccia di origine proto-australoide, gli Oraon o Urao, più agricoltori con ascendenza dravidica e i Garo-Mandi a singolare successione matrilineare, con avi fra i mongoli. Tutti sparsi nel raggio di 20/30 miglia, anche in contesti misti con mussulmani o indù.



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