Di nuovo in Messico di Barranca del Cobre & Baja California

Torino- --> Chihuahua. Barranca del cobre (Creel, Bauhichivo]. BAja California (La Paz, Todos Santos, Loreto, Mulegé). La Paz --> Torino
 
Partenza il: 04/06/2011
Ritorno il: 24/06/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Messico dal 4 al 23 giugno 2011 Eravamo in: 2; spesa ~2.500 € a testa Dobbiamo gratitudine a “Valmat2” e soprattutto a “Tenikom” in quanto abbiamo rifatto il viaggio da loro ben illustrato su questo sito; essendo il nostro secondo viaggio in Messico volevamo esplorare un’altra zona di questo grande paese. Abbiamo preparato dollari USA, carta di credito, assicurazione (“Filo diretto”), Lonely come guida e … come cartina. Note: Soldi: l’Euro è conosciuto, ma spt. nei paesi più piccoli preferiscono decisamente gli US dollar; a volte hanno fatto resistenza per cambiarne più di 300 in una volta, ma insistendo ci siamo riusciti; economicamente sono in crisi anche loro –ce lo hanno confermato tutti-; ma anche se più volte abbiamo avuto l’impressione di essere gli unici ospiti di un albergo, di rado è stato possibile trattare sul prezzo. Ricordatevi il “trasformatore” per la spina elettrica (usano quelli a lamelle piatte); abbiamo trovato pulizia e cortesia dappertutto, non abbiamo bevuto l’acqua del rubinetto, ma non ci siamo negati né ghiaccio né verdura fresca [problemi enterici ? 4 gg. su 20, con necessità di assumere farmaci solo in due giornate]. Non abbiamo rilevato alcun problema di sicurezza –ci siamo comunque tenuti ben lontani dalla frontiera con gli USA, dove i “problemi” dovrebbero essere più frequenti, spt. a causa di scontri… tra “narcos”- Traffico e strade: di diverso da noi ci sono “topes” e “4 altos”; i “topes” sono i dossi rallentatori, frequenti, poco visibili e maledettamente alti; quando in un incrocio è indicato “4 altos”, la regola prevede –in presenza di altri veicoli nelle strade laterali, che tutti si fermino, per poi attraversare uno alla volta, alternando un veicolo direz. “nord-sud”, poi uno direz. “est-owest”, poi un’altro “nord-sud” e così via. Abbiamo incontrato parecchi posti di blocco ma ci hanno controllato solo superficialmente; non siamo stati nemmeno “derubati” dalla polizia urbana della Baja (come invece segnalato da altri turisti e confermato –a denti stretti- anche da fonti locali). In albergo ci avevano comunque suggerito di tenere a portata di mano 5 US dollar o 50 pesos da far “spontaneamente” scivolare -con discrezione- in mano al poliziotto in caso di necessità; non è stato necessario. Però la BENZINA costa 10 pesos al litro (!!) e la nostra patente italiana basta e avanza. Vocabolario: io parlo lo spagnolo, ma alcuni termini ho dovuto “decifrarli”: “ALAMBRE”: una specie di spezzatino; “ALMEJAS” : sono molluschi (buoni); “CALLOS” sono molluschi (buoni), grossi come hamburger; CEVICHE: gamberi -crudi o cotti- o pesce, serviti a quadratini, con pomodoro/cipolle; ”ENCHILADAS” sono una specie di “tacos”, immersi nel sugo; ”PASTOR”: una specie di Shish Kebab; “TORONJA” (bevanda, una specie di limonata); ”TOTOPOS”: pezzi di mais fritti, a forma triangolare (chiamati “TOSTADAS” se presentati rotondi) Quanto alle marche di BIRRA, beh provatene diverse e scegliete secondo il vostro gusto. Se volete altre info, scriveteci: [email protected] oppure [email protected] Viaggio: Partenza da Torino, diretti con Air France via Parigi a C. del Messico; qui 3 ore di attesa in aeroporto, di cui approfittiamo per cambiare un po’ di soldi (circa 11 pesos per 1 US dollar], per comprare una “tarjeta” telefonica e per rassicurare l’albergo; poi volo fino a Chihuahua dove (è mezzanotte passata) ci viene a prendere come concordato il taxi per l’albergo [volo prenotato con agenzia, albergo via I-net] Primo giorno a Chihuahua: giretto a piedi, poi tour organizzato per la città, museo di Pancho Villa ovviamente compreso, a bordo di un minibus (dall’aspetto di un tram); tramite la gentilissima impiegata dell’ufficio turistico, prenotiamo –per il giorno dopo- il bus per CREEL e l’albergo (scelto sulla Lonely). 6 giugno: bus veramente di prima classe, pressoché vuoto e tragitto senza problemi; all’arrivo ci viene a prendere un impiegato dell’albergo [“Plaza mexicana”]; giro per il paese, raccolta e confronto di info per i vari tours; la scelta è caduta sull’agenzia “Tres amigos”, cui abbiamo fatto conoscere questo sito. Ci siamo lasciati convincere a fare un tour di 2 gg., con pernottamento a Batopilas, sul fondo della “barranca” (= canyon); col senno di poi –tenendo anche conto del costo- ci si potrebbe limitare a 1 giorno, escludendo la discesa; interessantissimo invece il resto: villaggio raràmuri, valle de los hongos e de las ranas, la passeggiata a Divisadero sul bordo del burrone e soprattutto le spiegazioni ampie e chiare della guida assegnataci, Julio (già apprezzato da altri turisti). 9 giugno: a Divisadero prendiamo il Chepe (treno Chihuahua-Pacifico); visto che giorni e orari lo consentivano, abbiamo viaggiato in quello di seconda classe, spendendo circa la metà rispetto alla prima e trovando pulizia e sicurezza (4-5 poliziotti, armati fino ai denti, che sono sempre a bordo); paesaggio essenzialmente boschivo, piacevole. Scendiamo a Bahuichivo e ci lasciamo “rimorchiare” da una simpatica signora [Francia] che ha un albergo [Hotel Cerocahui] a Cerocahui, paesino a 15 km. di distanza. Nel complesso ci siamo trovati bene, tenendo conto della difficoltà di approvvigionamento di acqua causata dalla siccità (stagione delle piogge in ritardo, neanche una goccia da settembre 2010!). 10 giugno: con Alberto, il marito di Francia, concordiamo un giro nei dintorni (boscosi, con un paio di punti panoramici spettacolari) seguito dalla discesa fino al fondo della “barranca” (da 2.200 m. a 550 m. lungo una strada sterrata e a tratti un po’ preoccupante), dove scorre il fiume Urique, molto ridotto di portata a causa della prolungata siccità; anche questa discesa –col senno di poi- merita solo fino a un certo punto; l’elemento più interessante –per noi- è dato dal panorama “dall’alto”. La nostra guida ci conferma quanto insinuato dalla Lonely: con le vecchie miniere pressoché esaurite e il terreno arido l’unica fonte affidabile di sostentamento per i locali viene dalla coltivazione di marjuana e di papavero da oppio (c’è perfino un paesino chiamato “Hierbabuena…) 11 giugno: di nuovo alla stazione di Bahuhichivo, di nuovo il Chepe sempre in seconda classe e tragitto fino a El Fuerte, questa volta lungo i fianchi della “barranca”, un po’ da un lato e un po’ dall’altro con un paesaggio interessante; il lato del treno dove sedersi non ci sembra fondamentale; oltretutto i posti li assegna il capotreno in base alla disponibilità e al tragitto che si vuole percorrere. Alla stazione troviamo il taxi mandato dall’hotel [“Rio vista”] che ci aveva prenotato il marito di Francia e che merita il suo nome per la posizione panoramica. 12 giugno: dedichiamo la mattinata a fare un giro per il paese; poi taxi fino alla stazione degli autobus dove prendiamo quello per Los Mochis; qui gentilmente l’autista ci porta fino alla fermata di quello per Topolobampo, il porto di Los Mochis che dista però una ventina di km. dalla città. Siamo a corto di pesos ed è domenica, ma per fortuna la biglietteria del traghetto per La Paz accetta le carte di credito; un po’ di attesa perché la nave parte alle 23, poi traversata su una poltrona scomoda (forse era meglio prendere la cabina, anche per sole 7-8 ore di viaggio…) 13 giugno: all’arrivo, controllo capillare di tutti i passeggeri, inclusi esame con i cani e apertura delle valigie [nella mia il militare trova della polvere marrone, correttamente riconosciuta come frammenti di tabacco]; poi finalmente prendiamo il bus per La Paz (anche qui il porto –Pichilingue- dista diversi km. dalla città); alla stazione degli autobus un taxi ci porta all’albergo (Posada Sol y luna, un po’ decentrato); poi con bus e piantina diamo un’occhiata a La Paz. Pranzo al Bismarck (sul Malecòn, caro ma buono)

14 giugno Programmiamo di fare il bagno a Playa El Tecolote (raggiunta dal bus e dotata di un paio di ristoranti) rimandando la visita a Pl. Balandra [distante 3 km. via terra e priva di bar/ristoranti] al momento in cui avremo l’auto. Appena scesi dall’autobus veniamo però abbordati da un tizio che ci propone di associarci ad altri 5-6 turisti già a bordo di una barca per andare all’isola Espiritu Santo; avendo già un’idea dei prezzi, contrattiamo un po’ (scende a 650 pesos a testa e sarà la barca stessa a riportarci a La Paz). Ne risulta una giornata piacevolissima: paesaggio, delfini, snorkeling guidato, bagno in mezzo i leoni marini, un’esperienza veramente da non perdere!



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