Danimarca e Svezia 2

24/7 partenza h 5.30. Viaggio tranquillo per Aosta e Gran S. Bernardo. All’alba, accanto alla strada, incontriamo un capriolo al pascolo. Nicola ha il vomito rituale della partenza subito dopo il tunnel…! Lac Leman, pioggia a rovesci. Svizzera molto “comme il faut”, natura ordinata, praticelli rasati e paesini tranquilli. Dopo...
 
Partenza il: 24/07/2005
Ritorno il: 11/08/2005
Viaggiatori: fino a 6

La zuppa di cavolo e cipolla, il pane nero imburrato e la salsiccia al ristorante del museo sono degni di nota.

Pomeriggio ad AQUA, acquario d’acqua dolce con parco e cicogne, anatre, lontre, procioni, visoni e castori. Animali buffi e insoliti, carino!! Sorpresa della sera: Nick vuole proseguire per 4 km oltre casa, fino al villaggetto di Sinding…Al ritorno, dal campo di grano, sbuca la testa di un cerbiatto: ci guarda con gli occhi sgranati e poi saltella via fra le spighe e si nasconde nel bosco… Le casette di Silkeborg lungo il canale, col prato rasato che termina sul molo e il gazebo di legno e vetro con vista sull’acqua e il traffico fluviale sono un sogno…Ognuna ha il suo albero secolare sul bordo del canale (quercia, faggio o salice) e l’approdo per la canoa o la barchetta…Case di altri tempi, per altre vite, ma che belle!! Nella linearità di qs case, con una grande stanza lunga e larga quanto la casa stessa al piano terra, una cucina e poi le stanze sotto il tetto, è rimasto qualcosa dello spirito vikingo (le loro case erano molto simili) e del rigore luterano. Sono case intime ma non frivole, spesso le assi di legno del pavimento sono così, al naturale, non verniciate. Belle e calde.

27/7 ÅRHUS Den Gamle By, la città vecchia…Museo etnografico molto ben organizzato: è una vera città fatta con edifici veri d’epoca, smontati in varie parti del paese e ricostruiti qui, carrozze, cavalli, branco di oche, mulini, giostre di un tempo e giochi di una volta, botteghe funzionanti con figuranti in costumi d’epoca, case “vive” con donne al lavoro in cucina, stufe accese, artigiani e persone a spasso…Bello! Soprattutto perché è tutto vivo, non museo e basta. Il cocchiere si fa scrivere su un foglio una frase in italiano per attirare eventuali clienti (Arriva la carrozza!! Fate un giro!!) e chiacchiera allegramente in perfetto inglese…Un simpaticone. A Nicola (che è un po’ come Emil, se non le combina, gli succedono!), esplode il sacchetto del pane secco per le oche nel bel mezzo di una bottega…Briciole ovunque! Ma nessuno si scompone: raccattiamo il tutto e corriamo via! Gli uomini di casa provano anche a usare un piccolo traghetto con la corda: tiri la corda seduto in

barca e vai avanti (con addosso regolare giubbotto di salvataggio…Non d’epoca).

Poi si prosegue per Edelstoft a vedere la famosa “Fregatta” (con due T)e il porto e il tipo sfigato che cade sempre dal windsurf, mentre altri fanno sci d’acqua tirati da un parapendio ai 200 all’ora alle sue spalle!! E poi Grena, le dune basse , la spiaggia bianca e fine, i bungalow tutti colorati con le porte direttamente sul molo. Una famiglia di svitati fa il bagno (20 secondi) nel Kattegat. Conchiglie piccole e brutte.

Alla sera, passeggiata con Nick fra i campi di grano dietro casa, a vedere il tramonto alle 21.40…Il cielo è sgombro e blu e arancione. Le distese di grano sembrano proprio oro con qs luce. Oggi per arrivare a Grena, la campagna che abbiamo attraversato era una cosa da favola, esattamente il tipo di posto dei libri di Astrid Lindgren. Ogni tanto la strada si tuffava in un tratto di foresta di faggi, scura e fredda, come nelle fiabe di Andersen. Questo paese è incredibilmente vuoto e il grano è ovunque fra i villaggi…Nulla di simile a casa, troppo diverso. Il crepuscolo termina verso le 23…

28/7 AALBORG Città proprio bruttarella. Sembra Bristol in periferia. D’altra parte, un posto famoso per i cantieri navali e le fabbriche di cemento non può essere un granchè. C’è anche un cielo grigio e noiosetto che non dà luce. Comunque non piove e siamo seduti in terrazza, oh yes! I due vecchietti che ci ospitano hanno una casa carina di fuori ma tremenda dentro: non che sia brutta o sporca, ma è ZEPPAZEPPISSIMA di ogni tipo di baracche e rumente che esistono al mondo!! Ninnoli e cosine e robine e bamboline e ceramiche e peluches e navi in bottiglia e quadretti e candeline e…E… Argh!! Visto il cimitero vikingo oggi, sulla collina, lontano dai rumori del porto e dalle fabbriche (solo le ciminiere spuntano dagli alberi in lontananza). Erbetta e pecorelle, tombe antichissime (le più recenti sono del 1000) a forma di cerchio, triangolo, nave. Sono a modo loro impressionanti, soprattutto le navi. L’idea del viaggio verso l’altro mondo, la forma perfetta, la prua e la poppa segnate da pietre più grandi…Hanno un loro fascino remoto.

Al villaggio vikingo di Frykat (c’è voluta la mano di Dio per trovarlo: due frecce in 40 km!!) abbiamo passato una mattinata decisamente interessante: delle persone vivono lì in estate proprio come vivevano i vikinghi, alcuni sono volontari e altri studenti di archeologia che fanno una specie di approfondimento pratico. Sono vestiti di lino grezzo e lana, cuoio e pelliccia e fanno attività artigianali antichissime: tessitura, cestini… Vivono nella “longhouse” comune al clan, con una zona per il bestiame e la parte centrale per le persone, attorno al focolare collocato sulle pietre, con ripiani di legno sui quali si dormiva su pellicce e coperte tutti insieme…Effetto stalla assicurato. Poi Nick ha fuso lo stagno e l’ha colato in uno stampo per farsi un ciondolo. Ancora da rifinire, ma niente male. Abbiamo cotto del “flatbread”sulle piastre di metallo e visto fare una cotta di maglia…Nick l’ha misurata, con elmo e spada. Pesantissima, ‘sti guerrieri portavano un peso folle…E poveretti i loro cavalli.

E poi arrivati ad Aalborg…TA DAAAA!! L’evento della giornata: il ponte sul fiordo si apre per far passare le navi e noi, che fortuna (dice Nick) eravamo proprio lì quando si è sollevato! Mai visto un bambino più felice. La strada che prosegue in verticale, con segnali, segnaletica orizzontale, pista ciclabile e marciapiedi è uno spettacolo ben strano, in effetti. Nel pomeriggio ho patito un po’ la visita claustrofobica al sottomarino del museo navale: interessante, ma decisamente c’è troppo poco spazio per i miei gusti. Una puzza di nafta da vomitare e spazi angusti…Abbiamo subito pensato a quei poveri marinai russi mollati là a soffocare sul fondo del Baltico. L’unica cosa curiosa è stato guardare col periscopio la città e le barche sul fiordo. Alle 17.30 eravamo nella zona commerciale del centro, a piedi: tanta gente, negozi…Nel giro di 5 minuti, come se qualcuno avesse dato un segnale invisibile, i commessi avevano ritirato tutta la merce all’esterno dei negozi e avevano chiuso. La gente letteralmente a quell’ora SPARISCE: ma dove vanno tutti così in fretta?? Nessuno si ferma a fare due chiacchiere? Notte agitata: Giò ha abbattuto un intero bosco di betulle, con Nick che dal suo letto tentava di interromperlo con cose tipo:”Psssssttt…Hey!…Ma BAAAASTAA!”. In questa casa (gran risate!!) c’è la doccia in cucina! Se gli altri fanno colazione, è un po’ un casino lavarsi… Ma che casa di matti! Però hanno delle tende scure e poi le tende a rullo davanti al vetro per fare un po’ di buio…Geniale…!



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