Danimarca e Svezia 2

24/7 partenza h 5.30. Viaggio tranquillo per Aosta e Gran S. Bernardo. All’alba, accanto alla strada, incontriamo un capriolo al pascolo. Nicola ha il vomito rituale della partenza subito dopo il tunnel…! Lac Leman, pioggia a rovesci. Svizzera molto “comme il faut”, natura ordinata, praticelli rasati e paesini tranquilli. Dopo...
 
Partenza il: 24/07/2005
Ritorno il: 11/08/2005
Viaggiatori: fino a 6

24/7 partenza h 5.30. Viaggio tranquillo per Aosta e Gran S. Bernardo. All’alba, accanto alla strada, incontriamo un capriolo al pascolo. Nicola ha il vomito rituale della partenza subito dopo il tunnel…! Lac Leman, pioggia a rovesci. Svizzera molto “comme il faut”, natura ordinata, praticelli rasati e paesini tranquilli. Dopo l’ingresso in Germania, cominciamo ad elencare tutti i paesi svizzeri con nomi di formaggi: Gruyère, Emmental, Bern, Friburg…Ci sale il colesterolo e pensiamo tanto a Geronimo Stilton!! In Germ l’autostrada attraversa zone di foresta fitta e buia, faggi e abeti scuri, rami intricati…Ti aspetti quasi che salti fuori un cinghiale al galoppo. Invece solo lepri e uno scoiattolo investiti e stesi sul ciglio della strada…La modernità che travolge. Sulle colline circostanti Heidelberg, Kassel etc… Ci salutano con le loro lunghe braccia bianche gli impianti per l’energia eolica. Sono belli, maestosi e lenti e, soprattutto, silenziosi e puliti. Tengono quasi compagnia, hanno un che di rassicurante… Al contrario, gli aerei in fase di atterraggio a Frankfurt sfiorano l’autostrada e mettono un po’ di ansia…Uno ogni pochi secondi. Dalla strada lo skyline di Frankfurt sa un po’ di america, grattacieli a forma di matita, di piatto, di torri di vetro. In un attimo, la tangenziale ci porta fuori città e non ci siamo quasi accorti di aver oltrepassato una metropoli… La sorpresa serale ci attende a Hildesheim; mangiamo cena in una piazza fantastica, contornata da case cinquecentesche a graticcio, dipinte e scolpite. Ristorante italiano e pasta al pomodoro per cena: da non crederci!! Gli italiani medi all’estero!! Ci rifaremo.

25/7 RIBE cielo a pecorelle grigie, acqua a catinelle con pause e spruzzi di sole. Ingresso in DK alle 11.45, sotto la pioggia. Usciamo dall’autostrada dopo 1.500 km… E bisogna dire che era ora! Oggi, intorno ad Hamburg, c’erano milioni di camion…È il porto più importante del nord Europa. Abbiamo attraversato l’Elba passandole al di sotto, nell’Elbtunnel…I didn’t really like the experience, mi vengono le paturnie sottoterra e sott’acqua contemporaneamente! Dopo il confine danese , la prima città che incontriamo si chiama Aabenraa (!). Poi proseguiamo per Ribe, dove il fiume si chiama Å (…!), giuro! Ribe è bellissima, oltre 100 edifici storici, case a graticcio del 1500, casette basse e linde, colorate e bianche, vicoletti acciottolati, enorme zona pedonale e un minuscolo porto canale, molto fiorente nel medioevo e ora un po’ interrato, ma proprio per qs rimasto com’era. Le casette lungo la riva sono incredibili, piccole, con tante finestre a quadretti e grandi fiori rampicanti sulle porte dipinte di blu e verde. Sui davanzali delle finestre senza tende, ci sono le cosa più buffe: lampade, porcellane, modellini di navi, statuette indiane, fiori secchi, libri, bicchierini messi infila, oggetti di legno… All’interno vedi gente che fa le cose normali di tutti i giorni, ma qui sembra che tutto abbia una dimensione diversa, tempi diversi. Tranquillità. Ceniamo al ristorante sul canale, pieno di foto di foche, pelli di foca e foche di ceramica…Tutti sono molto sorridenti, la cameriera tenta con lo spagnolo, poi con qualche parola italiana…Carina e buffa. Nella caserma dei pompieri Nick vede un’autobotte d’epoca e va a fare la foto: una signora pompiere (!) subito lo invita a vedere anche quelle usate oggi e gli fa segno di andare dove vuole nella rimessa…Insomma, gente rilassata ‘sti danesi. Ah, comprato Dannebrog.

Prima di cena, arrampicata sulla torre della cattedrale…Gran sfacchinata fra le cacche dei piccioni e, alle cinque, mentre passavamo lì accanto, è suonata l’ora. Campanona gigante…DOOOOON…DOOOONNN… Tutti sordi dopo! Passate le cinque, qui è tutto chiuso e deserto, un po’ tipo Inghil. Facciamo cena con calma alle sei (pesce o carne e verdure bollite in quantità) e poi il cielo si schiarisce, tornando miracolosamente a mostrare un po’ di blu fra le nuvolette sparse…Tutto si illumina e diventa allegro. Alle otto la guardia notturna col suo lanternino passa cantando fra vicoli e stradine, con una torma di turisti alle calcagna. Le cicogne tornano al loro enorme nido sulla torre del vecchio Råthus.

Usciamo dalla città per andare più a ovest a vedere il mare e lo troviamo dietro l’argine coperto di pecore e stormi di gabbiani. Tutto silenzio, vento, belati, strida di uccelli marini e sopra a tutto le grandi pale dei mulini che ruotano solenni. Alle 21.45 il sole ce l’ha quasi fatta a tuffarsi dietro l’orizzonte e a concludere il suo lungo giro estivo sui paesi del nord. Il crepuscolo dura oltre le 23 e verso le 5 è di nuovo giorno. Se venissi qui e inventassi le persiane, diventerei ricca! 26/7 SILKEBORG Alle 11 avevamo fatto la strada fra le colline e i laghi fino a qui. Cielo e paesaggio molto mutevoli, nuvole bianche e grigie, momenti di luce che evidenzia tutti i verdi dei boschi e il giallo dei campi di grano… Dopo una curva, incontriamo un bel gruppo di mucche delle Highland distese sotto grandi alberi, vicino a una casetta bianca con un giardino che è un’esplosione di fiori colorati un po’ in disordine, quasi selvatici. Santo cielo, che animali buffi sono qs mucche, pelose e poco socievoli, con delle lunghe corna…Non sopportano la nostra vicinanza, il toro decide di muoversi quasi subito, seguito da mucche e vitelli. Attraversiamo pascoli e colline coperte di pini prima di arrivare al B&B: una fattoria con un grande cortile quadrato, chiuso su tutti i lati dalle costruzioni: stalla, casa, magazzino etc.. Anche le stalle hanno fiori alle finestre e tutto è tirato a lustro e in ordine. Dormiamo in mansarda, dotata di un set di ciapamusche di tutti i colori: effettivamente le mosche qui sono una disgrazia, appunto noiose come…Di notte ti vengono sulla faccia (le odio). Passiamo la prima parte della giornata al museo di Silkeborg, in compagnia dei Vikinghi e del povero uomo di Tollund. E’ molto più impressionante di Ötzi, trovo. Ha conservato l’espressività del volto, i capelli, le rughe, la barba, le labbra carnose e il naso un po’ a becco. Sul suo berretto di cuoio si contano i punti delle cuciture, i piedi sono intatti…Anche la treccia di cuoio con la quale è stato impiccato ha una sua freschezza. E poi ho ripassato in un’oretta tutte le mie conoscenze di mitologia nordica: Odino, Thor con il suo martello, la bella Freya…Tutti qui, sotto Yggdrasil, l’albero che regge la volta celeste. Nani e giganti e il corvo, messaggero di Odino…Un mondo di divinità terribili e violente, diverse dal pantheon meridionale così solare e quotidiano.



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