Dalla caotica quanto meravigliosa Bangkok alla tranquilla Koh Kood, passando per il maestoso Angkor Wat

Viaggio fai da te utilizzando mezzi pubblici partendo dalla eclettica Bangkok, soggiornando in Cambogia per visitare la zona di Angkor Wat e tappa nelle isole thailandesi di Ko Chang e Kok Kood per un relax finale al mare
 
Partenza il: 01/01/2017
Ritorno il: 15/01/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Dalla caotica quanto meravigliosa Bangkok alla tranquilla Koh Kood, passando per la maestosa Angkor Wat. 1 – 15 Gennaio 2017

Itinerario: Bangkok – Siam Reap ( Cambogia) – Ko Chang – Ko Kood – Bangkok

Spesa: 1200 € a persona

Quale migliore occasione per tornare in Thailandia che non incappare in un economicissimo volo per Bangkok? Circa otto mesi prima della partenza, infatti, troviamo un volo Qatar a 377 € e ricordando la nostra bellissima vacanza di alcuni anni fa lo acquistiamo. La scorsa volta il nostro viaggio, oltre ad alcuni giorni nella tanto caotica quanto affascinante capitale, è stata una vacanza destinata prevalentemente al mare, tra le meravigliose isole di Ko Lipe e Ko Lanta. Quest’anno decidiamo di associare, vista la vicinanza, la visita della famosa zona dei templi cambogiani e successivamente andare a riposarci prima a Ko Chang e poi a Ko Kood.

Come sempre, più che le guide turistiche, ci sono utili i numerosi diari di viaggio letti, che ci aiuteranno a programmare l’itinerario del nostro viaggio.

DOMENICA 1 GENNAIO: PISA – BANGKOK

Per noi accaniti viaggiatori iniziare l’anno prendendo un aereo è davvero il massimo! E così eccoci qui a Pisa pronti per il nostro volo che partirà alle 1530. Dopo un breve scalo a Doha, riparte la seconda tratta che ci porterà a destinazione.

LUNEDÌ 2 GENNAIO: BANGKOK

Arriviamo alle 13 ( Bangkok + 6 ore) e veniamo accolti da una temperatura piuttosto elevata (34 gradi!!) che tuttavia, non amando particolarmente l’inverno, non ci dispiace affatto.

Ritirati i bagagli, prima di dirigerci verso il centro, ci soffermiamo in aeroporto per comprare una sim e per cambiare soldi in moneta locale. Per la scheda ci sono numerose offerte di diverse compagnie telefoniche. Noi scegliamo un opzione che prevede, per una spesa di 15 euro, internet illimitato per due settimane e 100 bath di traffico. Le telefonate in Italia con scheda locale costano circa 10 bath al minuto, quindi un bel risparmio rispetto all’utilizzo delle compagnie italiane. Di internet se ne potrebbe anche fare a meno, dal momento che in tutti i bar, ristoranti e alberghi è disponibile il wifi, ma tutto sommato a noi è stato utile per trovare luoghi attraverso le mappe o cercare informazioni varie. Per il cambio dei soldi andiamo alla ricerca del Superich (http://www.superrich1965.com/rate.php ) che troviamo davanti alla biglietteria dell’Airport Link. Esistono diverse filiali in tutto il paese di questo cambio (spesso imitato anche nelle insegne da altri), che sembra essere il più vantaggioso. Cambiamo per 1 € = 37 Bath.

Per recarci al nostro albergo scegliamo i mezzi pubblici. I taxi sono di per sè molto economici ma Bangkok è una città molto trafficata e talvolta, soprattutto in alcuni orari, si rischia di trascorrere molto tempo in auto per percorrere brevi distanze. Essenziale nella scelta della sistemazione la vicinanza alle stazioni della metropolitana (MRT) o dello Sky Train (BTS, due efficientissime linee di treni sopraelevati). Entrambe queste soluzioni, veloci ed economiche, permettono di girare per l’intera città. Noi abbiamo scelto un albergo vicinissimo a Silom Street, in una stradina tranquilla e silenziosa (Sunflower place, 24 € a notte senza colazione. Pulito e con personale molto gentile e disponibile a dare informazioni). Sul sito dell’albergo è spiegato molto bene il modo per arrivarci. Dall’aeroporto occorre poco meno di un’ora ed una spesa inferiore a 2 € a testa (Airport Rail Link sino al capolinea, Sukhunvit line sino a SIAM , Silom Line sino a SALA DAENG dalla stazione meno di dieci minuti a piedi e si è arrivati). Siamo molto stanchi e provati dalle varie ore di aereo e dal fuso orario, ma nulla ci ferma e dopo una doccia veloce ripartiamo per Asiatique. Si tratta di una zona serale fronte fiume molto turistica, ma con alcuni negozietti carini e particolari. Il cibo è un pò più caro della media, ma vale sicuramente la pena farci un giro. Per arrivarci occorre prendere lo Sky Train sino a SAPHAN TASKIN, poi andare a piedi sino al molo principale (Sathorn Pier) da dove partono barche gratuite per i turisti dalle 16 alle 2330.

MARTEDÌ 3 GENNAIO: BANGKOK

Nella ricerca di un posto per la colazione, naturalmente disdegnando il Mc Donald’s consigliato dall’albergo, ci imbattiamo in una di quelle meraviglie, che un minuto prima ti chiedi come si fa a mangiarla a quell’ora del mattino e un minuto dopo ti ritrovi a pensare che ne mangeresti ancora. Nella strada tra l’albergo e la stazione della metro, una traversa sulla sinistra pullula di bancarelle che vendono cibo. Tra queste una donnina cuoce in piccoli cestini, dei meravigliosi ravioli al vapore che poi condisce a tuo piacimento con salsa piccante ( e quella proprio non ce la siamo sentita) o salsa di soia. Deliziosi anche per chi, come me, odia i ravioli dei nostri ristoranti cinesi e a colazione mangerebbe solo pane e marmellata. Cercatela e provate! Questa mattina ci siamo svegliati riposati, ma non abbastanza per non cadere nelle rinomate fregature da tuk tuk, sulle quali tra l’altro abbiamo letto e riletto sempre le stesse cose ossia: non fidarsi se ti dicono che i monumenti sono chiusi, spesso ti portano dove vogliono loro, se ti dicono che quello è il negozio migliore della città, stai pur tranquillo che è gestito dal migliore amico dell’autista o per lo meno da quello che gli offre la percentuale migliore. Ma dieci bath ci sembravano convincenti per farci portare al molo delle barche e se uniti ad un viso angelico ed a una gentilezza estrema perché no? Beh forse perché appena arrivati ci rendiamo conto di essere all’attracco di un’ agenzia di imbarcazioni private che non esita a proporci crociere con tanto di mercato galleggiante a prezzi esorbitanti. Fortunatamente abbiamo imparato a dire “no grazie mi hai già fregato troppo oggi…” e a cercare prontamente una soluzione alternativa. Che poi era la prima pensata, cioè quella di arrivare a piedi sino a una fermata del Chao Phraya Espress Boat (sistema di navigazione pubblico) e prendere una barca per raggiungere il Wat Arun. Essendo la nostra seconda volta a Bangkok tralasciamo, infatti, alcune cose già viste, come il Palazzo Reale e il Wat Pho ( che meritano comunque per la loro bellezza e maestosità), mentre ci dirigiamo in questo tempio che si trova dall’altra parte del fiume. Non è semplicissimo capire dove si fermano le barche più economiche, ma chiedendo, ci si può spostare sul fiume per poche monete. Non preoccupatevi del biglietto poiché appena saliti, sarà un attento controllore a scovarvi facendovi pagare il giusto.



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