Dall’Uzbekistan all’Italia in moto

Uzbekistan - Italia tutte le informazioni utili per pianificare il viaggio Il viaggio da Tashkent (capitale dell'Uzbekistan) all'Italia, con invio della moto via aerea dall'Italia - che si e' poi sviluppato lungo la Via della Seta, via Samarcanda, Bukhara, Turkmenistan, traghetto sul Mar Caspio, Azerbaijan, Georgia, Armenia, Turchia e Grecia -,...
 
Partenza il: 14/08/2003
Ritorno il: 18/09/2003
Viaggiatori: in coppia

Uzbekistan – Italia tutte le informazioni utili per pianificare il viaggio Il viaggio da Tashkent (capitale dell’Uzbekistan) all’Italia, con invio della moto via aerea dall’Italia – che si e’ poi sviluppato lungo la Via della Seta, via Samarcanda, Bukhara, Turkmenistan, traghetto sul Mar Caspio, Azerbaijan, Georgia, Armenia, Turchia e Grecia -, di circa 8.000 km, non presenta grandi difficolta’ tecniche, ma estreme difficolta’ burocratiche ed un discreto onere economico. Vi e’ poi, almeno ufficialmente, un alto rischio di estorsioni da parte di funzionari o poliziotti disonesti (anche se noi siamo riusciti a non pagare nulla a nessuno).

Benché alcuni viaggiatori abbiano realizzato questo viaggio (o un viaggio simile) senza l’aiuto di agenzie, a mio parere per chi ha un periodo di tempo limitato (noi avevamo poco piu’ di un mese) e non parla il russo (come noi) una buona assistenza e’ essenziale.

Le principali difficolta’ burocratiche concernono l’ottenimento dei visti, lo sdoganamento della moto all’aeroporto di Tashkent ed i passaggi di frontiera che coinvolgono il Turkmenistan. Ma andiamo con ordine.

Visti Spedizione della moto Biglietti aerei per i viaggiatori Sdoganamento della moto Assistenza meccanica Frontiera Uzbekistan/Turkmenistan e traghetto Turkmenistan/Azerbaijan Caucaso: Azerbaijan, Georgia ed Armenia Informazioni pratiche generali Strade Temperature Benzina Posti di blocco Lingua Contatti Highlights di ogni paese Conclusioni Visti.

Questione da non sottovalutare, molto piu’ complicata e costosa di quanto si pensi. Uzbekistan, Turkmenistan, Azerbaijan, Georgia ed Armenia richedono il visto (ma non il carnet de passage per la moto). Turkmenistan e Azerbaijan non hanno rappresentanze diplomatiche in Italia, ma bisogna fare riferimento all’ambasciata a Parigi.

Il mio suggerimento e’ appoggiarsi ad una seria agenzia di viaggi a cui consegnare i passaporti, che procuri tutti gli infiniti documenti necessari (lettere d’invito, ecc.) e si preoccupi di trasmetterli alle ambasciate. Personalmente da anni mi servo di “I viaggi del Sogno” di Trento (tel. 0461 983 469, email , chiedere di Duccia), che quest’anno ha fatto letteralmente l’impossibile, e con successo.

Considerate due (meglio tre mesi) per avere tutti i visti.

Il visto del Turkmenistan va chiesto per ultimo, dato che concedono solo visti di transito, di solito di 5 giorni, e richiedono, pertanto, che sul passaporto ci siano gia’ i visti del paese da dove si arriva e dei paesi dove si proseguira’ il viaggio.

Il costo e’ notevole. Per ottenere tutti i visti, mia moglie ed io abbiamo speso € 1.464 complessivamente (€ 732 a testa).

Spedizione della moto.

La moto e’ stata spedita da Roma con l’Uzbekistan Airways (UA), giovedi’ 14/8/03. L’UA ha due voli settimanali Roma-Tashkent, il lunedi’ ed il giovedi’, ma solo il giovedi’ utilizza un aereo di dimensioni tali da poter caricare una grossa moto (noi abbiamo viaggiato con una BMW R 1100 GS). Quindi l’unico giorno utile per la spedizione della moto e’ in pratica il giovedi’.

Il volo dura circa 6 ore.

La spedizione e’ stata effettuata con la New Transport di Roma (email [email protected] tel. 06 6501 0533), piccola ed efficiente societa’ di spedizioni che ha curato perfettamente l’imballaggio, il carico e tutte le formalita’ doganali. La moto va loro consegnata qualche giorno prima dell’invio presso i loro uffici a Fiumicino (io l’ho consegnata l’11/8/03), con il serbatoio vuoto, la batteria staccata, le gomme sgonfiate del 50% e, a rigore, priva di tutti i liquidi (olio motore, cardano, cambio e liquido dei freni). Inoltre ho smontato specchietti e capolino.

La moto e’ stata spedita carica di tutte le cose che potevo chiudere a chiave, cioe’ borse laterali (piene di bagagli) e caschi legati con un lucchetto. Cio’ ha consentito a me e mia moglie di partire con un solo bagaglio a mano a testa (il mio era la borsa del serbatoio) anche se, per risparmiare spazio, siamo stati costretti ad imbarcarci sull’aereo vestiti con tuta e stivali da moto.

Un buon accorgimento e’ riempire le borse laterali fissate alla moto di tutti quegli oggetti (soprattutto pezzi di ricambio, ferri, bombolette varie) che, per ragioni di sicurezza, potrebbero creare problemi per l’imbarco in cabina.

Il prezzo della spedizione della moto (escludendo i biglietti per mia moglie e me), tasse doganali, diritti vari e imballaggio e’ stato di € 1.440.

Per la spedizione mi e’ stato chiesto, oltre ai normali documenti della moto, anche il carnet de passage, altrimenti non necessario per l’Asia Centrale. Io l’avevo gia’ perché secondo un primo progetto intendevamo passare per l’Iran. Tuttavia per chi esclude di passare dall’Iran non sarebbe necessario e credo che si possa chiedere alla New Transport quale documento alternativo utilizzare.

Biglietti aerei per i viaggiatori.

Abbiamo volato con biglietti di sola andata da Milano, con cambio aereo a Roma, spendendo circa € 680 a testa, ma ho sentito di persone che hanno trovato qualcosa a meno. In ogni caso noi ci siamo rivolti all’agenzia Lombard Gate di Milano (tel. 02 3310 5633, email sito specializzata in Asia Centrale.

Poiché prevedevamo (a ragione, come spieghero’ tra breve) difficolta’ per lo sdoganamento della moto, sono partito una settimana prima di mia moglie.

Per comodita’ ho prenotato tramite Lombard Gate le prime notti di albergo a Tashkent e l’accoglienza all’aeroporto. Per le notti successive mi sono fermato nello stesso albergo trattando direttamente il prezzo con la direzione e risparmiando qualcosa.

Durante il volo, viene consegnato ai passeggeri un dettagliato formulario doganale, da compilare in due copie, una delle quali da consegnare alla dogana dell’aeroporto di Tashkent. Tra le varie voci da compilare, c’e’ anche l’ammontare della valuta straniera che si porta con sé. Da quanto ho capito, conviene dichiarare la cifra reale, dato che alla frontiera di uscita i doganieri potrebbero controllare tutto il denaro che avete con voi, eventualmente sequestrando quello che eccede la cifra dichiarata in entrata, in quanto si presume acquisita illegalmente durante il soggiorno. Noi abbiamo dichiarato esattamente la cifra che avevamo con noi, anche se poi, all’uscita dall’Uzbekistan, nessuno ha controllato alcunché (la procedura si ripete in tutte le dogane che abbiamo attraversato fino alla Turchia, quindi conviene sempre tenere il conto dei contanti di cui si dispone).



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