Da un capo all’altro del Mediterraneo: viaggio a Madrid e Marrakech

Diario di una settimana di viaggio iniziata con una toccata e fuga nell’elegante e festaiola capitale spagnola e continuata con qualche giorno di scoperte culinarie tra spezie e tè alla menta nella confusionaria città del Marocco
Scritto da: ivana-10
da un capo all’altro del mediterraneo: viaggio a madrid e marrakech
Partenza il: 31/12/2017
Ritorno il: 06/01/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

31 DICEMBRE: CAPODANNO A MADRID

Quest’anno io e mio fratello Andrea abbiamo deciso di passare il Capodanno in viaggio, possibilmente in un luogo dove non fossimo accompagnati dal gelo che a Torino ha regnato sovrano negli ultimi mesi. La scelta cade quindi su Marrakech, non troppo lontana, non troppo cara, ma che ci permetterà di trascorrere qualche giornata indossando le maniche corte. Ci accorgiamo subito però che saremo costretti a fare almeno uno scalo, in quanto l’unica compagnia diretta, la Tuifly, non viaggia di domenica. Perché non fermarci allora un paio di giorni a Madrid prima di volare verso il Marocco? Ecco quindi che il nostro viaggio prende forma: notte di capodanno e 1 gennaio a Madrid e partenza il 2 gennaio per Marrakech, con rientro diretto su Torino il 6. Peccato che la Blue Air, compagnia con la quale prenotiamo la tratta Torino-Madrid, decida di farci un brutto scherzo cancellandoci poche settimane prima della partenza il volo. Prenotiamo in fretta e furia un volo con Iberia che però arriverà a Madrid alle 21:00. Appena arrivati ci fiondiamo alla fermata della metro dell’aeroporto Barajas, cercando di perdere il minor tempo possibile per capire quali tra le 3.500 possibilità di scelta del biglietto (non indicate sul sito internet che avevamo visitato) faccia al caso nostro, e in tre quarti d’ora arriviamo sulla Gran Vía, illuminata a festa. Il nostro hostal, prenotato con booking per soli 50€ a notte, si trova proprio di fronte Plaza del Callao, in pieno centro. L’Hostal Pensión Stella si rivelerà essere un hotel basico, senza particolari servizi se non wifi ben funzionante e pc e stampante a disposizione dei clienti, ma pulito e soprattutto comodissimo, data la posizione che ci permetterà di girare gran parte di Madrid semplicemente camminando, senza dover utilizzare metro né bus. Abbiamo poco tempo prima che scocchi la mezzanotte: lasciamo così i bagagli in camera e ceniamo al primo posto trovato aperto: il Café Pan di Plaza de Callao. Il nostro cenone di Capodanno è quindi composto da panini al Jamón Serrano, patatine fritte, dolce al cioccolato e Coca Cola pagati 20€, con vista sulla piazza che si prepara a festeggiare! La mezzanotte si avvicina e, superati i controlli della polizia, entriamo in Calle de Preciados per raggiungere la Puerta del Sol, piazza del Capodanno madrileno. La piazza e le vie circostanti sono gremite di gente che canta e ride in attesa di brindare all’anno nuovo. A mezzanotte l’orologio suona le 12 campanadas e i fuochi d’artificio illuminano a giorno il cielo di Madrid. La piazza si svuota presto: la vera festa inizia ora, nei tanti locali della capitale. Noi invece, stanchi per la giornata lavorativa e il viaggio, rientriamo in albergo cercando un negozio dove comprare almeno una bottiglia di spumante ma senza avere successo. Verrà ricordato a lungo come il capodanno più sobrio di sempre…

01 GENNAIO: MADRID

La città è appena andata a dormire quando ci svegliamo. Sono appena le 9:00 e iniziamo il nostro giro della capitale spagnola. Colazione al solito Café Pan con croissant e cappuccino particolarmente cari e si parte alla scoperta di Madrid. Le strade sono deserte e incontriamo solo qualche turista particolarmente mattiniero. La Puerta del Sol sembra ancora addormentata sotto un cielo nuvoloso e un’aria fredda che presto lasciano spazio ad un bel sole. Essendo il 1 gennaio, molti punti di interesse sono chiusi. È il caso del Palazzo Reale, che possiamo ammirare solo all’esterno, così come il Museo del Prado e il Museo Reina Sofía. Vagabondiamo quindi per le vie della città verso la Puerta de Toledo, risalendo lungo il quartiere medievale La Latina fino alla seconda piazza principale di Madrid, Plaza Mayor, coi suoi porticati e la sua splendida Casa de la Panadería. Calle de Atocha ci porta poi verso la piccola Plaza de Santa Ana, elegante e curata. È ormai ora di pranzo e ci fermiamo a La Cervecería La Cruz de Malta, ristorante dai prezzi abbastanza economici le cui tapas sono fenomenali. La paella mista è invece discreta ma si sa da sempre che Madrid non è la città più adatta per mangiare una buona paella. Nel pomeriggio ci dedichiamo invece alla via più famosa di Madrid, la Gran Vía. La maggior parte dei negozi è chiusa ma la strada è invasa dai turisti. L’architettura della città ci lascia senza fiato: le piazze, il Palacio de Comunicaciones così come gli alti edifici che circondano la Gran Vía le danno un’aria austera e regale, che ce ne fa innamorare. Torniamo poi verso il centro per andare al Mercato di San Miguel e bere un’ottima sangria accompagnata da qualche stuzzichino. Per cena scegliamo La Venta El Buscón, un ristorante in zona Plaza de Santa Ana di cui avevamo letto delle buone recensioni e che sarà all’altezza delle aspettative. I piatti sono buoni ma è soprattutto il servizio che ci farà trascorrere una serata piacevole, ridendo coi camerieri tra una battuta e l’altra. Attraversiamo il centro della città illuminata, tra alberi di Natale e luminarie, per tornare in hotel. Il nostro viaggio a Madrid è appena iniziato ma già quasi alla fine: domani si parte per Marrakech.

02 GENNAIO: DA MADRID A MARRAKECH

Oggi si vola a Marrakech ma prima di partire abbiamo qualche oretta da poter trascorrere ancora girovagando per Madrid. Dopo una colazione decisamente più economica rispetto a ieri da Papizza, sulla Gran Vía, decidiamo di raggiungere la Puerta de Alcalà e goderci la tranquillità del Parque del Retiro e del suo laghetto, passeggiando all’interno del parco fino al bellissimo Palacio de Cristál. Il Palazzo è davvero minuscolo ma molto originale, l’ingresso completamente gratuito e si trova solo a una decina di minuti di distanza dall’ingresso del Parco di Calle de Alcalà. Oggi i negozi sulla Gran Vía sono aperti e ci dedichiamo un po’ allo shopping prima di un pranzo veloce al Museo del Jamón di Plaza Mayor. I Museo del Jamón si trovano ad ogni angolo, permettono di mangiare buoni piatti a prezzi nella media e di comprare i prodotti spagnoli più conosciuti. A Plaza Mayor sono innumerevoli i bar e chioschi che offrono per pochi euro il famoso bocadillo de calamares, il panino ripieno di calamari fritti tipico di Madrid. Ne ordiniamo quindi uno, insieme a un piatto di cocido madrileño, uno stufato a base di carne, chorizo e verdure. Ciò che abbiamo notato di Madrid è che le possibilità di mangiare fuori a prezzi economici sono tantissime: i bocadillos la fanno da padrona, ma anche le tapas hanno prezzi modici e se non si hanno grandi pretese è possibile pranzare anche con soli 5€. È ormai ora di dirigerci verso l’aeroporto. Scopriamo che esiste un metodo più veloce ed economico rispetto la metro: il Bus Exprés, in partenza ogni 15 minuti da Plaza de Cibeles, che porta dritto all’aeroporto in 25 minuti per soli 5€ pagati a bordo. Purtroppo il volo per Marrakech prenotato con la Norwegian Airlines (caricate x bene i vostri telefoni prima di partire, c’è il wifi gratis!) parte con un’ora di ritardo. Arriviamo a Marrakech che è ormai buio e dopo aver perso mezz’ora per il controllo passaporti ci fermiamo al cambio per poter immediatamente disporre di valuta locale. È secondo noi essenziale cambiare subito una piccola cifra in dihram e non pagare nulla in euro, che sono spesso accettati. Questo perché il cambio risulta essere abbastanza semplice, in quanto 1MAD equivale a quasi 10 centesimi di €. Convertire i prezzi espressi in MAD è quindi veloce, basta dividere il tutto per 10. Ma è quel “quasi” di cui parlavo prima che ci frega: questo calcolo spiccio è fatto anche dai venditori, ma andrà a scapito vostro. Ci è capitato, per esempio, che invece di chiederci di pagare 150MAD per il transfer dall’aeroporto al riad ci abbiano chiesto direttamente 15€. Essendoci già informati prima a proposito dei cambi e disponendo subito di MAD, siamo stati noi a chiedere di poter pagare in valuta locale. 150MAD corrispondono infatti a poco più di 13€, non 15. In questo caso, avremmo perso quasi 2€ ma sulle grandi cifre lo scarto può diventare considerevole. Il transfer prenotato direttamente tramite il nostro riad ci porta in mezz’ora di auto fino all’ingresso della Medina. Il cuore di Marrakech è infatti chiuso da delle mura il cui accesso alle auto è fortemente regolamentato (non invece alle motociclette, che vi sfrecceranno affianco in vicoli minuscoli per tutta la durata della vostra vacanza!). Lasciamo quindi il taxi in un parcheggio e ci avventuriamo a piedi nella confusionaria Medina con il nostro autista. Sono ormai le 20:00 ma i negozi resteranno aperti ancora per qualche ora. I piccoli vicoli sono affollati, pieni di voci, rumori, miagolii dei tanti gatti randagi che popolano la città. Ci sembra un labirinto, fatto di tante stradine tutte uguali dove finiremo per perderci più volte! Arriviamo finalmente al nostro Riad Saad, a soli 2 minuti dalla piazza principale, Jamaa el Fna. La posizione del riad è davvero perfetta, così come la disponibilità dei due ragazzi che lo gestiscono e che oltre a parlare correttamente arabo, francese, inglese e spagnolo stanno anche studiando l’italiano. La nostra camera, pagata circa 40€ a notte, è una bella suite con letto a baldacchino e decori moreschi, ma il bagno si rivelerà essere poco pratico e a volte pericoloso, causa doccia a pavimento che ha rischiato più volte di farci prendere degli scivoloni. Lasciamo in fretta i bagagli e ci dirigiamo subito verso la celebre piazza Jamaa el Fna, piena di bancarelle di olio di argan, lampade e tajine e chioschi che cucinano qualsiasi tipo di cibo. Le urla dei venditori e la musica dei flauti e dei tamburi la rendono caotica e incredibilmente piena: piena di gente, piena di odori, piena di suoni. Saliamo per cena sulla terrazza di Chez Chegrouni per ammirarla dall’alto, mangiando un cous cous e una tajine e sorseggiando del classico tè alla menta arabo, di cui diventeremo dipendenti! Rientriamo in riad quasi dispiaciuti di lasciare la piazza, ancora piena di vita nonostante sia ormai tardi.

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Gran Vía

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Palacio de Cristál

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Koutoubia

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Souk

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Palazzo Bahia

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Jamaa el Fna

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Jamaa el Fna

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