Da Perth a Darwin con un bimbo di cinque mesi: 30 giorni in Australia in camper tra oceano, canyon e canguri

Viaggio in camper nell'Australia occidentale
Scritto da: Maku90
australia in camper

Viaggiare con un neonato non solo è possibile, ma è un’esperienza unica e irripetibile da vivere appieno insieme alla propria famiglia. Abbiamo scelto di condividere la nostra esperienza per quei genitori che, come noi, amano viaggiare e non vogliono imporsi delle barriere invisibili: lasciate perdere quello che vi diranno e, se vi sentite sicuri, preparatevi e partite! Il nostro bimbo è partito a cinque mesi e una settimana e ha trascorso un magnifico mese con noi, dall’Australia occidentale fino a Darwin. Per il nostro viaggio non erano previste vaccinazioni obbligatorie, le strutture erano organizzate e tutti erano entusiasti di vedere il bimbo. Soprattutto, nelle varie escursioni fatte non abbiamo mai avuto problemi.

Unica cosa da sottolineare per chi viaggia in camper: alcuni campeggi, quelli più vecchi e spartani, non avevano bagni attrezzati per il cambio e il bagnetto dei neonati. I migliori, invece, avevano bagni unisex con doccia e servizi oppure bagni grandi per le famiglie, le cosiddette “family toilet”. Dove non era possibile, facevamo il bagnetto nel camper. Per quanto riguarda il cibo, io stavo allattando e avevo aggiunto una merenda con l’omogeneizzato, che si trova anche nei supermercati più piccoli, così come i pannolini. Si trovano anche nelle varie roadhouse sulla strada, se servono per un’emergenza. Noi abbiamo portato una quarantina di pannolini da casa, poi li abbiamo acquistati lì. Non c’erano Pampers, ma Huggies e altre marche molto buone, tra cui Minnie Moon, che ho trovato fantastici. Hanno tutti la striscetta per vedere se il bambino ha fatto la pipì. Per le farmacie, nella zona del Kimberley e lungo il percorso successivo, i nostri riferimenti erano Broome, Kununurra e Katherine.

Indice dei contenuti

Diario di viaggio in Australia

Giorni 1 e 2 – Da Milano a Perth con il nostro piccolo

Partiamo da Malpensa con Qatar Airways alle 16:15 e facciamo uno scalo di quattro ore a Doha. Arriviamo a Perth la sera del giorno dopo, alle 18:40. Il piccolo si è comportato molto bene durante il volo e ha dormito un po’ nella culla che avevo richiesto in fase di prenotazione. Per quanto riguarda la culla, però, ogni volta che ci sono turbolenze o si accende il segnale di allacciare le cinture, il bambino deve essere tolto, anche se dorme. Al ritorno, quindi, nonostante la scomodità, lo abbiamo tenuto a turno in braccio e ha dormito più che all’andata, senza essere disturbato. Prima di uscire dall’aeroporto acquistiamo una eSIM prepagata al banchetto degli arrivi (è possibile acquistarla anche prima della partenza su Civitatis). Scegliamo Telstra per la copertura. L’operatrice me la attiva sullo smartphone, utilissimo per Google Maps e per le chiamate di prenotazione durante il viaggio. Non abbiamo mai avuto problemi di copertura nei campeggi da Perth a Darwin, ma ho sempre scaricato le mappe offline perché durante i tragitti non c’è sempre campo.

Ci fermiamo a dormire vicino all’aeroporto, agli Airport Apartments by Vetroblu, e ordiniamo dei kebab d’asporto che ci arrivano con Uber Eats in pochissimo tempo. Il tempo è brutto, piove e fa freschino. Copriamo il piccolo e ci mettiamo a dormire.

Giorno 3 – Verso Cervantes, tra koala e prime esperienze in camper

Ritiriamo il camper al noleggio Apollo, a 400 metri dall’appartamento. Apollo fa parte di THL, che comprende anche Britz e Maui. Ho prenotato il noleggio con largo anticipo. Vi consiglio l’assicurazione con franchigia zero e anche la copertura aggiuntiva per i vetri: noi abbiamo rigato il mezzo e il vetro si è scheggiato per alcuni sassi sollevati da un road train, ma non abbiamo dovuto pagare nulla. Anzi, al rientro l’addetto non ha nemmeno controllato il mezzo. L’assicurazione completa evita problemi al rientro e, soprattutto, ansia durante la guida. Le tante carcasse sulla strada ci ricordano il rischio di incidenti con i canguri: fate attenzione se viaggiate all’alba ed evitate di guidare di notte.

Il ragazzo del noleggio ci mostra un po’ troppo velocemente il camper. Prima di uscire dal parcheggio ci accorgiamo che un fanale posteriore non funziona e ce lo facciamo sistemare. La pulizia del mezzo lascia a desiderare, ma vediamo che Apollo e Maui hanno una presenza quasi monopolistica nel noleggio in Australia, soprattutto se dovete riconsegnare il mezzo in una destinazione diversa da quella di partenza, come abbiamo fatto noi.

La nostra prima destinazione è Cervantes, a 240 km, ma prima di partire passiamo al supermercato Woolworths per acquistare le prime cose, pannolini compresi. Sulla strada ci fermiamo verso mezzogiorno allo Yanchep National Park, dove acquisto il pass mensile dei parchi nazionali a soli 55 dollari. Il parco è famoso per essere uno dei pochi posti nell’Australia occidentale dove si possono vedere i koala. Si trovano in una sezione dedicata; vediamo anche canguri e molti uccelli, tra cui pappagalli. Facciamo una bella passeggiata con il passeggino e, dopo aver mangiato due panini, ripartiamo.

Raggiungiamo il campeggio verso le 16:00. Siamo in inverno e il buio arriva presto, intorno alle 17:30. Ci organizziamo con il camper per la nostra prima notte e poi usciamo per andare a provare le aragoste. Per fortuna abbiamo deciso di mangiarle, perché non le avremmo più trovate nei menu proseguendo il viaggio. Pernottiamo in una piazzola con allaccio elettrico al RAC Cervantes Caravan Park: molto buono, con bagni per famiglie.

Giorno 4 – Il deserto dei Pinnacoli e la strada per Geraldton

Ci svegliamo con brutto tempo e pioggia. Abbiamo dormito un po’ scomodi, non essendo ancora abituati agli spazi ridotti. Ci sono 15 °C: aspettiamo che smetta di piovere e poi andiamo al Nambung National Park per vedere il deserto dei Pinnacoli. Piove all’arrivo, così decidiamo di dare un’occhiata soltanto all’inizio del sentiero, a turno, per non far prendere l’acqua al piccolo. Il deserto, con la pioggia, è di un giallo intenso. Faccio due foto veloci e poi, purtroppo, ripartiamo.

Alle 14:00, prima che chiuda, raggiungiamo un piccolo zoo sulla strada per Geraldton, il Greenough Wildlife Park, dove si può dare da mangiare agli animali, compresi emù e canguri. Anche qui facciamo una breve sosta di mezz’ora prima che ricominci a piovere. Peccato, perché, nonostante il parco sia piccolo e sperduto, gli animali sono tanti e ci si può avvicinare molto. Arriviamo al Geraldton Belair Gardens Caravan Park, una struttura molto spartana e vecchia. Mangiamo una frittata nel camper, non volendo spostarci ancora con il mezzo.

Giorno 5 – Il lago rosa e le scogliere di Kalbarri

Oggi andiamo verso la cittadina di Kalbarri. Sono solo 157 km, ma lungo il tragitto ci fermiamo a vedere lo spettacolare paesaggio del lago rosa a Port Gregory. Ci sono alcune zone di sosta sulla strada per fotografare il paesaggio. Quando arriviamo siamo circondati da pulmini di turisti cinesi. Proseguiamo e ci fermiamo presso alcuni siti costieri del Kalbarri National Park: Castle Cove, con la sua passerella; Eagle Gorge Beach, con una camminata di 45 minuti; Island Rock e Natural Bridge. Le passerelle sono comode anche con il passeggino, ma noi iniziamo a usare il marsupio e mio marito non si stancherà di utilizzarlo per tutto il viaggio. È una bella giornata, con qualche nuvola e vento forte. Il paesaggio è spettacolare: siamo sopra la scogliera, immersi nella boscaglia bassa tipica australiana, tra il verde cenere dei cespugli, i fiori gialli accesi e la terra rossa. Sullo sfondo, l’oceano agitato sferza la scogliera con le sue onde. Vediamo anche sule che pescano, falchetti, capre selvatiche e due canguri solitari.

Dopo un panino mangiato per strada arriviamo al campeggio, dove ci fermeremo due notti: il Tasman Holiday Park – Kalbarri. Avevo prenotato la piazzola vista oceano e, anche se dà sulla strada, è comodissima per raggiungere la sera il piccolissimo centro e andare a mangiare. Prima che chiuda raggiungiamo il centro informazioni e riusciamo a prenotare, per la mattina dopo, una crociera di due ore e mezza sul fiume Murchison. Parte tutti i giorni alle 10:00 da un molo vicinissimo al campeggio, raggiungibile a piedi. La sera ci gustiamo un fish and chips d’asporto molto buono. Attenzione agli orari: alle 20:00 chiudono tutti i bar e i ristoranti.

Giorno 6 – Pellicani, crociera e panorami nel Kalbarri National Park

Sveglia presto per vedere, alle 8:45, il pasto dei pellicani. Attraversiamo la strada e ne troviamo già alcuni in attesa. Dopo poco arriva una signora dell’associazione di volontari con un secchio pieno di pesci e i pellicani si uniscono a lei in fila per raggiungere il punto d’incontro. Per mezz’ora la signora ci spiega che aiutano i pellicani con un piccolo pasto per favorirne il ripopolamento. Ci sono molti bambini, ai quali dà il pesce da lanciare. Attenzione alle mani: i pellicani sono velocissimi! Alle 10:00 raggiungiamo a piedi il molo per la crociera, la prima per nostro figlio. Vediamo il fiume e la baia, sbarcando su un isolotto. Ci sono tantissimi uccelli e il paesaggio è incantevole. Il bambino si comporta benissimo nonostante il vento. Abbiamo messo tutti la giacca perché, con il tempo variabile, fa fresco.

Dopo questa prima esperienza di crociera siamo fiduciosi che anche le successive, che non avevo prenotato in anticipo, non saranno un problema per il bambino. Nel pomeriggio visitiamo il Kalbarri Skywalk e facciamo una breve passeggiata per vedere la famosa Nature’s Window. Il paesaggio è sconfinato e incredibile, uno dei più belli della vacanza. Sul tragitto rischiamo di investire un canguro e vediamo un istrice che attraversa la strada.

Giorno 7 – Hamelin Pool, Shell Beach e l’arrivo a Denham

La mattina partiamo prima delle 7:00 per Denham: sono 372 km, circa tre ore e 45 minuti. Ci fermiamo a vedere Hamelin Pool, dove si trovano i rari stromatoliti, ma sono lontani e la passerella a pelo d’acqua è chiusa a causa di una precedente inondazione. Facciamo poi una sosta a Shell Beach, una spiaggia composta da piccolissime conchiglie. È suggestiva, con il sole e il vento. Facciamo una breve passeggiata, con il piccolo sempre nel marsupio insieme al suo papà, mangiamo un panino e poi proseguiamo fino al campeggio, dove abbiamo prenotato una piazzola vista oceano.

Denham è un piccolo paese che si sviluppa lungo una strada dritta affacciata sull’oceano. Ceniamo senza gloria in un pub e poi tutti a nanna. Pernottiamo al Denham Seaside Tasman Holiday Park.

Giorno 8 – I delfini di Monkey Mia e i colori di Shark Bay

Oggi visitiamo Shark Bay e Monkey Mia, percorrendo complessivamente 105 km. Partiamo molto presto per essere lì prima delle 7:30: da Denham sono solo 30 minuti di viaggio. Monkey Mia è praticamente tutta raccolta intorno al resort, dove si può dare da mangiare ai delfini sulla spiaggia. Si paga un biglietto per partecipare, ma, volendo, si può osservare anche dalla spiaggia senza prendere parte all’attività: i delfini sono proprio vicini alla riva.

Il giorno prima avevo prenotato per telefono, con la SIM australiana, l’escursione di due ore e mezza in catamarano per vedere Shark Bay. Paghiamo con il POS prima di salire. Sono tutti molto gentili e disponibili. Al piccolo è piaciuto molto. Abbiamo visto il rosso della costa e il blu quasi verde della baia, oltre a delfini, fenicotteri e aquile di mare. Al rientro ci fermiamo velocemente a Eagle Bluff, dove da una passerella si vedono piccoli squali e razze vicini alla riva. La sera ci gustiamo carne alla griglia nella cucina comune del campeggio e una birra lager Dingo. Essendo inverno e non essendo periodo di vacanze in Australia, i campeggi sono frequentati soprattutto da pensionati, sempre molto cordiali e rilassati.

Giorno 9 – La lunga strada verso Coral Bay

La mattina partiamo presto, alle 6:30, per affrontare i 550 km fino a Coral Bay. Non ci fermiamo a Carnarvon, ma soltanto a una stazione di servizio, perché il bambino dorme e, quando dorme, ne approfittiamo per proseguire. Arriviamo a Coral Bay appena dopo pranzo, così abbiamo il tempo di sistemarci in campeggio e fare una sosta sulla bellissima spiaggia dall’acqua cristallina. Mio marito fa il bagno, ma l’acqua è veramente fredda.

La sera prendiamo cibo d’asporto al bar vicino al campeggio e proviamo i nuggets di coccodrillo. Pernottiamo al Ningaloo Coral Bay – Bayview, con lavanderia a gettoni.

Giorno 10 – La barriera corallina e l’arrivo a Exmouth

La mattina, alle 9:00, abbiamo l’escursione prenotata dall’Italia con Ningaloo Coral Bay Boats per vedere la barriera corallina. Dura un’ora e, dalla barca con il fondo di vetro, vediamo la barriera e tanti pesci.

È un’escursione breve ma consigliatissima, guidata da due ragazzi giovani e simpatici. Si possono fare molte altre escursioni, ma con tempi più lunghi.

Dopo pranzo partiamo per l’altra città di questa costa, Exmouth, a 156 km. Ci sono altre spiagge raggiungibili con un 4×4, ma non possiamo andarci con il nostro camper.

Arriviamo al campeggio, dove rimarremo due notti, e ceniamo nel suo ristorante, gestito da un italiano: mangiamo una pizza molto buona.

Pernottiamo all’Exmouth Ningaloo Caravan Park & Holiday Resort, dove ci sono docce per famiglie.

Giorno 11 – Il canyon di Yardie Creek

La mattina viaggiamo verso Yardie Creek, visitando la Ningaloo Coast, fino al punto di partenza del Yardie Reef Boat Tour. Ci aspetta l’escursione sul fiume nel canyon, habitat dei canguri delle rocce. Vediamo anche un nido di falco pescatore e tantissimi pipistrelli giganti.

Dopo l’escursione in barca facciamo un breve sentiero per vedere il canyon dall’alto. La giornata è stupenda: sole, vento fresco e 25 °C. Ci dicono che in estate le temperature raggiungono anche i 40 °C!

In tutto percorriamo 170 km.

Giorno 12 – Un bagno prima della sosta a Nanutarra

La mattina facciamo il bagno in una spiaggia della costa, per poi partire verso la tappa intermedia prima di Karratha.

Sostiamo alla Nanutarra Roadhouse, a 280 km da Exmouth, dove mangiamo hamburger con patatine mentre i road train si fermano per la notte. Siamo letteralmente in mezzo al nulla.

Giorno 13 – Le incisioni del Murujuga National Park e Dampier

Da Nanutarra a Dampier percorriamo 280 km, circa tre ore di viaggio.

La strada per arrivare a Karratha, e oltre, è un cantiere aperto per chilometri, con ferrovie al servizio delle tante miniere che attraversiamo. Anche il Murujuga National Park si trova in mezzo a questi cantieri.

Non riusciamo a partecipare alla visita guidata di mezza giornata con gli aborigeni locali, ma vediamo comunque le incisioni. Sinceramente, per come la tappa era stata consigliata dalla Lonely Planet, siamo rimasti delusi: per noi merita soltanto una breve sosta. Per ripiegare visitiamo anche la città fantasma vicino a Karratha.

Pernottiamo al Dampier Transit Caravan Park, molto essenziale e gestito da volontari anziani molto cordiali. I nonni in Australia sono tutti carinissimi.

Giorno 14 – Il tramonto sulla spiaggia di Eighty Mile Beach

Partiamo all’alba e, dopo 500 km, raggiungiamo nel primo pomeriggio l’Eighty Mile Beach Caravan Park, uno dei due campeggi a metà strada tra Karratha e Broome.

Per raggiungerlo percorriamo una strada non asfaltata e piena di buche, lunga 8 km, che affrontiamo con il nostro camper a 10 km/h. All’arrivo, però, ci aspetta la spiaggia più lunga e bella mai vista.

Uno specchio tra cielo e mare, senza stabilimenti e con l’indicazione di fare il bagno soltanto «at your own risk», a proprio rischio, per la presenza di coccodrilli marini e squali.

Il campeggio prepara anche pasti d’asporto, che prenotiamo per goderci la cena con il tramonto sulla spiaggia.

Giorno 15 – L’arrivo a Broome e un pomeriggio di relax

Viaggiamo verso Broome, a 375 km. La mattina presto, sulla strada sterrata, vediamo canguri, falchi pescatori e aquilotti.

Arrivati nel primo pomeriggio, ci sistemiamo in campeggio e approfittiamo della piscina per un momento di relax.

La sera ci fermiamo a mangiare una pizza d’asporto nel parco vicino al campeggio. La pizzeria italiana è buonissima: troviamo italiani anche in questa cittadina abitata da persone aborigene e non aborigene.

Vediamo anche alcune persone aborigene senza dimora che dormono sotto gli alberi lungo la strada.

Giorno 16 – Gantheaume Point e i coccodrilli di Broome

La mattina visitiamo Gantheaume Point, a Broome, e il molo, dove vediamo uno squalo vicinissimo alla riva e alcuni pescatori che catturano un piccolo squalo.

Il pomeriggio andiamo al Malcolm Douglas Crocodile Park, a 20 minuti da Broome. Ci sono grandissimi coccodrilli d’acqua dolce e marini, oltre a piccoli coccodrilli che si possono tenere in mano.

La sera mangiamo al birrificio Matso’s, che raggiungiamo a piedi dal campeggio in mezz’ora. Mentre siamo seduti sulla veranda, un opossum fa capolino dall’albero vicino a noi.

Gli spostamenti della giornata ammontano a circa 10 km.

Giorno 17 – Una crociera alla ricerca dei delfini

La mattina è dedicata alla crociera “Snubfin Dolphin Cruise” di Broome Whale Watching, con colazione e pausa bagno. Vediamo i delfini, purtroppo molto da lontano, e una tartaruga.

La parte più divertente e originale della gita è la sosta per fare il bagno: mentre la barca è in movimento si può stare su una rete in sicurezza e darsi una bella rinfrescata.

Percorriamo complessivamente 50 km e trascorriamo l’ultima notte al Discovery Parks – Broome, dotato di bagni per famiglie.

Giorno 18 – Nel Kimberley, verso Fitzroy Crossing

Oggi partiamo per il Kimberley: la prima tappa è Fitzroy Crossing, a 400 km.

Il Kimberley è famoso per la strada sterrata Gibb River Road, che lo attraversa, ma noi, avendo un camper a due ruote motrici, non possiamo percorrerla. Seguiamo quindi la Route 1, dove il paesaggio è comunque caratteristico, brullo e con terra rossa.

Le cittadine di Fitzroy Crossing e Halls Creek sono abitate prevalentemente da persone aborigene e ci appaiono povere. A una stazione di servizio di Halls Creek, dove ci sono molti ragazzini, una persona del posto ci raccomanda espressamente di non lasciare il mezzo perché la città «is not safe». In entrambe le cittadine ci fermiamo soltanto per fare benzina e prendere due panini al volo.

Il campeggio è vicino al Danggu National Park. A visitare il parco ci siamo soltanto noi e altri due turisti, forse perché il sito è piccolo, ma vale la pena fermarsi. Vediamo canguri e molti uccelli, mentre il silenzio fa da padrone.

Ceniamo bene al ristorante del campeggio, che è dotato anche di vigilanza.

Giorno 19 – Le Mimbi Caves e una cena sotto le stelle

Partiamo presto in direzione Halls Creek per partecipare alla prima escursione delle 9:00 alle Mimbi Caves, dove si possono vedere anche arte aborigena e fossili.

Il tour di due ore prevede la visita del sito con una guida aborigena che racconta la storia del luogo. Il sito non è visitabile in autonomia e l’escursione vale la pena.

Dopo 390 km complessivi, sostiamo al magnifico Bungle Bungle Caravan Park, circa 30 minuti oltre Halls Creek. È una porta d’accesso al parco delle Bungle Bungle, che purtroppo non visitiamo a causa del camper a due ruote motrici.

Il campeggio organizza anche escursioni in giornata e, alcuni giorni a settimana, ospita una compagnia che effettua voli panoramici in elicottero.

Ordiniamo la cena al ristorante e ce la godiamo in una cornice fantastica sotto le stelle.

Giorno 20 – Kununurra e i paesaggi del Mirima National Park

Dopo 360 km arriviamo a Kununurra prima di pranzo e visitiamo il Mirima National Park, una piccola Bungle Bungle. C’è il sole, ma il caldo non è eccessivo: siamo sempre in inverno, anche se ci sono 30 °C.

Il sito è molto grande e impieghiamo circa tre ore a fare il giro completo. Il percorso è un saliscendi, con scalette e passaggi tra le rocce del piccolo canyon. Il paesaggio è molto suggestivo e ricorda un po’ il Kalbarri National Park.

Ci sono anche impronte rupestri di mani: chissà a quanti millenni fa risalgono!

La sera pernottiamo al Kimberleyland Waterfront Holiday Park, molto carino e dotato di bar.

Giorno 21 – La passeggiata nella gola di Emma Gorge

La mattina decidiamo di visitare Emma Gorge. Il sito è all’interno di un lodge con campeggio di lusso e la strada per accedervi è sterrata, ma alcuni signori incontrati alle Mimbi Caves ci hanno detto che è fattibile con il camper a due ruote motrici.

Ci proviamo e, anche grazie a mio marito, riusciamo nell’impresa. In effetti c’è una grande pozza di fango e non si riesce a capire quanto sia profonda. Troviamo veramente pochissimi camper come il nostro.

Per raggiungere il punto più bello, dove l’acqua crea una piscina all’interno della gola, c’è una camminata di un’ora o un’ora e mezza, solo andata.

L’acqua è freddissima, ma fa piacere dopo la passeggiata. Troviamo anche una coppia di australiani con una bimba di appena nove settimane, alla quale fanno il bagnetto. Noi ci limitiamo a rinfrescare il piccolino, che ha dormito durante il tragitto.

Pernottiamo nuovamente al Kimberleyland Waterfront Holiday Park.

Giorno 22 – Il lago Argyle e la crociera tra i coccodrilli

La distanza lungo la Route 1 tra Kununurra e la prossima grande città, Katherine, è di circa 600 km. Avevo quindi individuato una sosta intermedia, ma il campeggio assegnava i posti in ordine di arrivo, senza la certezza di essere accettati.

Avevo letto del lago Argyle, a circa 40 km da Kununurra, con una deviazione rispetto al tragitto standard, e anche altri camperisti ce ne avevano parlato. Decidiamo allora di fermarci lì e di affrontare il giorno dopo i circa 550 km rimanenti per raggiungere il campeggio appena fuori Katherine.

Arrivati all’unico campeggio del lago, chiediamo se hanno disponibilità per una notte e siamo fortunati. Prenotiamo sul momento anche l’escursione in barca del pomeriggio e ci godiamo la piscina a sfioro con vista sul lago.

Il lago è gigantesco: mi sembra imparagonabile a qualsiasi lago italiano, forse nemmeno a tutti quanti insieme. È uno dei paesaggi più belli del nostro viaggio e la gita è tra le escursioni migliori. Possiamo anche fare il bagno, con birra offerta. Durante l’escursione vediamo coccodrilli d’acqua dolce, pellicani, cormorani e pesci.

La sera ordiniamo la cena d’asporto al ristorante del campeggio. Sul cellulare ci arriva una notifica di avvistamento di dingo al suo interno, ma noi non li vediamo.

Gli spostamenti della giornata ammontano a circa 70 km.

Giorno 23 – Verso Katherine e il Nitmiluk National Park

Partiamo presto per affrontare i 550 km della tratta più lunga del nostro viaggio. Arriviamo a Katherine, nel Northern Territory, dove facciamo rifornimento al supermercato e in farmacia.

Anche questa città non ci dà l’impressione di essere molto sicura: fuori e dentro il supermercato stiamo molto attenti.

Il campeggio che ho prenotato è appena fuori città: il Nitmiluk Gorge Caravan Park, con piscina. Ci permette di soggiornare all’interno del Nitmiluk National Park, per il quale si paga un biglietto online.

Ci rinfreschiamo nella piscina del campeggio e mangiamo cibo d’asporto, con mille uccellini colorati sugli alberi accanto alla nostra piazzola.

Giorno 24 – La gola di Nitmiluk e l’arrivo al Kakadu National Park

La sera prima ho prenotato online la prima escursione in barca della giornata, della durata di un’ora e mezza, per vedere il parco e la gola.

Il parco è poco visitato, ma molto bello. Ogni parco ha le proprie caratteristiche e peculiarità e noi non ci stanchiamo mai. Il piccolo è sempre molto curioso e si gode i vari paesaggi.

Dopo aver pranzato al bar del parco, partiamo verso il Kakadu National Park. Percorriamo complessivamente 310 km.

Pernottiamo al Cooinda Yellow Water Caravan Park, dove ci fermeremo per due notti.

Giorno 25 – Il Kakadu National Park dall’alba al tramonto

Ci immergiamo nel parco con una gita in barca la mattina presto, all’alba. Riusciamo a vedere tantissimi animali, tra cui coccodrilli, uccelli, aquile e bufali d’acqua. Poi ci godiamo la colazione a buffet inclusa nel prezzo dell’escursione.

La gita ci piace talmente tanto che decidiamo di fare anche quella serale, al tramonto: colori diversi e un’atmosfera da safari.

Durante la giornata facciamo una passeggiata a poca distanza dal campeggio, dove una passerella sull’acqua permette di visitare la palude. Il pomeriggio ci riposiamo e ci rinfreschiamo nella piscina del campeggio. La sera prendiamo una pizza d’asporto al ristorante.

Giorno 26 – Cahill’s Crossing e l’ultima notte in campeggio

Essendo lunga la distanza tra il parco e Darwin, e avendo constatato che le attrazioni da vedere con il piccolo sono quasi finite, decidiamo di pernottare lungo il tragitto. Dedichiamo quindi ancora la mattinata al Kakadu National Park, per poi proseguire il nostro viaggio.

Con qualche giorno di anticipo prenoto un’altra affascinante escursione in barca, questa volta a nord del parco, vicino a Cahill’s Crossing.

Una guida aborigena, un simpatico signore con una lunga barba, ci accompagna lungo il fiume su una barchetta da un massimo di 12 posti. Ammiriamo il paesaggio e i coccodrilli che prendono il sole sulle spiagge. Avvistiamo anche un raro canguro nero, un canguro delle rocce, proprio vicino a un masso erratico con incisioni rupestri.

Dopo la gita facciamo una breve passeggiata per vedere il famoso Cahill’s Crossing: vicino ai coccodrilli ci sono ragazzi che pescano imperterriti.

L’ultima tappa è Ubirr, dove vogliamo vedere un sito rupestre, ma lo troviamo chiuso al pubblico per un funerale aborigeno in corso.

Dopo aver mangiato ci dirigiamo con calma verso la nostra sosta, l’ultimo campeggio, percorrendo complessivamente 200 km. Ceniamo al buffet del ristorante e, al rientro, troviamo un branco di canguri nel parco del campeggio che ci osserva a distanza.

Giorno 27 – L’arrivo a Darwin e il saluto al camper

Viaggiamo verso Darwin, a 100 km, e restituiamo il camper dopo aver percorso 6.390 km da Perth a Darwin. Salutiamo il nostro compagno di viaggio, un po’ più malconcio di prima.

La compagnia THL ci ha fornito un mezzo discreto e funzionante, ma con qualche rattoppo e ritocco negli interni che sono emersi durante il viaggio. Per evitare ritardi, e dato che non si trattava di cose gravi, abbiamo deciso di non contattare l’assistenza. Voto alla compagnia: 6/10.

Passiamo il pomeriggio a riposarci un po’ in camera e poi a visitare la piccola città di Darwin, che, a eccezione del porto, non ci offre nulla di particolarmente interessante.

Giorni 28–30 – Il ritorno a Perth e il viaggio verso casa

Purtroppo il nostro viaggio è finito. Voliamo da Darwin a Perth. Il giorno dopo gironzoliamo per Perth, troppo grande e nuova per i nostri standard. Inoltre, c’è anche una debole pioggia. Nel primo pomeriggio prendiamo il volo che ci riporterà a casa il giorno successivo. Ciao Australia, alla prossima!


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