Da Damasco a Gerusalemmedi parte prima

Prima alcune premesse. Per organizzare questo viaggio in Medio Oriente ci sono stati utili i diari dei viaggiatori trovati in rete e le tre guide: La lonely planet inglese di Siria e Libano. A rough guide italiana della Giordania. La lonely planet inglese di Israele e territori palestinesi. Le tappe da noi toccate on quindici giorni sono...
 
Partenza il: 17/09/2008
Ritorno il: 02/10/2008
Viaggiatori: in coppia

Prima alcune premesse.

Per organizzare questo viaggio in Medio Oriente ci sono stati utili i diari dei viaggiatori trovati in rete e le tre guide: La lonely planet inglese di Siria e Libano.

A rough guide italiana della Giordania.

La lonely planet inglese di Israele e territori palestinesi.

Le tappe da noi toccate on quindici giorni sono state: In Siria: Damasco-Bosra-Palmyra-Hama-Aleppo In Giordania: Madaba-Mar Morto-Petra-Wadi Rum-Aqaba Israele:Gerusalemme.

Tranne che a Damasco, dove abbiamo scelto un cinque stelle, abbiamo sempre soggiornato in hotel di categoria media e abbiamo fatto sempre un pasto al giorno in un bel ristorante.

In Siria abbiamo viaggiato soprattutto con i mezzi pubblici, tranne tra Hama e Aleppo dove un auto con autista é indispensabile per visitare i dintorni delle due città. I bus sono puntuali, economici (per la tratta più lunga pagherete massimo 3 euro a persona) e frequenti. Basta recarsi nelle stazioni ed entro massimo mezz’ora partirà un bus dove volete andare, perchè le zone più turistiche sono anche quelle più abitate. Ad Hama ci siamo affidati ai servizi del Cairo Hotel per noleggiare due giorni di auto con autista e ci siamo trovati molto bene.

In Giordania i collegamenti pubblici sono abbastanza scarsi, per muoversi ci siamo affidati quasi sempre a taxi divisi spesso con altre persone.

Per andare da Siria e Giordania abbiamo scelto un volo della Royal Jordanian da Aleppo ad Amman. Non costa molto se preso con il dovuto anticipo (tra visto di uscita e volo ci è costato 80 euro a testa) e visto che partono solo la mattina presto o la sera tardi permette indubbiamente di risparmiare tempo. Caldamente consigliato.

Per andare da Amman a Gerusalemme abbiamo scelto la soluzione indubbiamente costosa (300 euro in due) di un volo della Royal Jordanian. Qua la differenza di prezzo tra il viaggio via terra e il viaggio via volo sono indubbiamente pesanti, ma considerate che un viaggio via terra prevede l’attraversamento del ponte di re Hussein, i cui tempi possono andare dalle tre fino alle otto ore, come confermatoci sul posto. Se non avete il tempo come noi, forse vale la pena di considerare la soluzione del volo.

In tutto la vacanza, esclusi i voli dall’Italia ma compreso davvero tutto il resto (tre voli interni, assicurazione medica, visto siriano, visto giordano ecc…), è costata 2800 euro in due. E’ però importante sottolineare che solo Gerusalemme, che è molto cara da raggiungere via aereo e ha prezzi di vitto (a meno di non mangiare solo alle bancarelle dei souk) e alloggio assolutamente occidentali è costata 500 euro per 3 notti volo da Amman compreso, mentre l’hotel di Damasco, di lusso, è costato 314 euro per 3 notti. Queste due voci sicuramente sfalsano una spesa giornaliera che nel resto è rimasta abbastanza costante, anche se aspettatevi di trovare la Giordania più cara della Siria.

Attenzione alle carte di credito: la mastercard è praticamente inutile, accettano quasi solo VISA, specie in Siria, e in molti bancomat specie di Damasco è impossibile prelevare con le nostre carte, funzionano solo quelle siriane. Quindi portatevi dei contanti per la prima parte della vacanza (nessun problema invece ad Hama e Aleppo).

Nonostante le voci che circolano da noi, abbiamo trovato Siria e Giordania sono paesi assolutamente sicuri da girare da soli. La microcriminalità è praticamente inesistente, visto che in entrambi, specie in Siria, vigono regimi totalitari che garantiscono l’incolumità del viaggiatore straniero. Non ci sono quartieri interdetti o malfamati in nessuna delle zone da noi visitate, e ho trovato la popolazione, specie quella siriana, disponibilissima e veramente gentile verso il prossimo. Visto che specie in questo stato i servizi per il turista sono pochi e predominano le istruzioni solo in arabo, non so davvero come avremmo fatto senza la grande disponibilità del popolo siriano ad aiutarti sempre e comunque, spesso senza tornaconto personale. Ovunque abbiamo percepito calore e senso di accoglienza, mai ostilità o sensazioni di giudizio.

Questo, che non vuole essere certo un giudizio insindacabile, è quello che abbiamo percepito e vissuto sulla nostra pelle noi in due settimane di viaggio.

17 settembre 2008 Il volo dell’Alitalia atterra a Damasco a un orario infame, intorno alle 3 di mattina. Non so se è colpa dell’ora o è sempre così, ma il prezzo di una corsa in taxi verso l’hotel è fissa, senza nessuna possibilità di negoziazione. Mi avevano detto tutt’altro ma quando usciamo dall’areoporto, tutti i taxi sono prenotabili da una cabina a destra con i prezzi esposti. Forse ci potrebbe tentare qualcosina di meno con qualche taxi non ufficiale, ma qualcuno si fiderebbe in piena notte? Tra una cosa e l’altra siamo in Hotel che sono le cinque del mattino e riusciamo anche a dormire qualche ora. Puntiamo la sveglia alle nove e trenta, perchè alle dieci smettono di servire la colazione. Essa si rivelerà non all’altezza del prezzo chiesto (circa 12 USD a testa) ma siamo in pieno Ramadan e non ci fidavamo molto delle alternative disponibili. Che poi ci sono, non così tante (le scopriremo man mano diventeremo più agili) ma ci sono.

Prima delle undici siamo già in pista, desiderosi di iniziare veramente la nostra vacanza. Il primo approccio con Damasco è..Frastornante, credo sia la definizione esatta. Il frastuono è creato dai clacson delle auto che i siriani suonano con entusiasmo, sempre e comunque, incessantemente. Guidano anche come pazzi, a Damasco dove il traffico è notevole si nota più che altrove.

Dopo aver passato i primi minuti ad abituarci al frastuono ci rendiamo conto che la cartina della LP con le indicazioni per raggiungere l’old city, circa a 10 minuti a piedi dal nostro albergo a occhio e croce, ci sarà indispensabile. Non ci sono indicazioni in inglese, solo esclusivamente in arabo. Grazie al senso di orientamento di mio marito, lo devo dire, che come una bussola sa sempre dov’è il nord, raggiungiamo senza sbagliare Bab al Jabiye, ovvero una delle due porte di ingresso ai souk, vera anticamera della città vecchia. Un manifesto di Bashar al Assad, “il presidente”, saluta il nostro ingresso ai souk. Quell’uomo è ovunque, si trova la sua effigie in tutta la Siria. Ti guarda con aria sorniona da adesivi sui parabrezza delle auto, dai magneti per frigorifero (praticamente l’unico souvenir per turisti acquistabile in Siria!), dalle porte delle case..Abituatevi alla sua immagine se andate in Siria, perchè vi accompagnerà per tutta la vacanza. Appena ci addentriamo nei souk di Damasco, ci è inevitabile fare un paragone con quelli di Marrakech, esperienza ancora abbastanza fresca per noi, e la nostra impressione è di essere in un mondo molto diverso dalla città marocchina. A conti fatti qui ognuno si fa i fatti suoi. Quasi nessuno ci approccia per invitarci a comprare la sua roba, i venditori se ne stanno seduti accanto alla merce esposta, senza importunarti nemmeno se ti avvicini a sbirciare. Si può girare indisturbati, ed è quello che facciamo noi.



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