Da Chicago a New York….

Finalmente si parte, per la terza volta in 2 anni siamo in partenza per gli Stati Uniti, 13 giorni da Chicago a New York visitando le cascate del Niagara, attraversando lo stato di New York e poi via verso il New England, praterie e alberi di ogni genere fino alla costa del Maine per poi andare giù a vedere Cape Cod, NewPort e finalmente New...
 
Partenza il: 12/09/2009
Ritorno il: 24/09/2009
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Finalmente si parte, per la terza volta in 2 anni siamo in partenza per gli Stati Uniti, 13 giorni da Chicago a New York visitando le cascate del Niagara, attraversando lo stato di New York e poi via verso il New England, praterie e alberi di ogni genere fino alla costa del Maine per poi andare giù a vedere Cape Cod, NewPort e finalmente New York. Un giro lungo, forse troppo lungo per i giorni a disposizione, ma ormai avevamo deciso di voler vedere quei posti e quei posti abbiamo provato a vedere.

12/09/2009 Partiti da Pisa scalo a Londra con cambio aeroporto (viaggio economico ma molto scomodo, da fare esclusivamente a fronte di una spesa veramente bassa perché si arriva stravolti). Siamo arrivati finalmente a Chicago alle 08:00 di sera con la forza solo per andare a dormire. Pernottamento all’Hampton Inn Majestic Theatre district all’interno del Loop albergo comodo, pulito e anche molto molto carino. 13/09/2009 Sveglia che è ancora notte fonda (colpa del fuso orario),ci sistemiamo per essere pronti ad uscire non appena arriverà la prima luce. Solo che dal 17 piano dell’hotel non ci rendiamo conto che è domenica, infatti non appena usciamo ci ritroviamo nel nulla. Il loop (quartiere finanziario) è completamente deserto tutti i locali sono chiusi, anche Starbucks. Giriamo un po’ fino a trovare un cafè dove fare una buona colazione. La mattina la dedichiamo ad una prima visita del quartiere ma visto l’orario e il deserto che ci circonda ci ritroviamo all’ingresso del Millennium Park (anche quello deserto alle 9.00 di mattina). Passeggiando arriviamo al lungo lago, zona ciclabile e pedonale che costeggia tutto il lago. Intanto la città si è svegliata e soprattutto in quella zona si respira la classica aria statunitense della domenica, tutti a fare jogging. Per l’ora di pranzo siamo al Navy Pier, un parco divertimenti per bambini dove mangiamo il primo panino di McDonald’s del nostro viaggio. Pomeriggio sulla Magnificient Mile (nessun acquisto come avevamo stabilito prima della partenza) e ritorno nel loop a cercare i mille monumenti, a vedere la ferrovia sopraelevata e in generale a respirare l’aria di una città estremamente piacevole da visitare. Prima del tramonto siamo saliti sulla Sears Tower, il grattacielo più alto d’America (è sempre una bella sensazione). Per cena abbiamo tentato di andare da Pizza Uno, la pizzeria più famosa di Chicago ma, vista la fila di persone in attesa, decidiamo di prendere un taxi per andare a mangiare sempre la stessa “stuffed pizza” (pizza tipica del posto, abbastanza buona ma veramente pesante) da Giordano’s (vicino alla Sears Tower). 14/09/2009 Naturalmente sveglia all’alba con il fisico molto provato dai chilometri camminati il giorno avanti. Come arriviamo fuori riconosciamo gli Stati Uniti che conoscevamo, una marea di persone che affollano gli stessi marciapiedi che il giorno prima erano deserti, tutti con i loro bicchieroni bollenti, le loro valigie ed i loro i-pod alle orecchie. Verso le 11:00 come avevamo stabilito il giorno prima, ritiriamo le biciclette a noleggio e ritorniamo sul lungo lago per percorrere la zona ciclabile a Nord che attraversa il Lincoln Park. In tre ore percorriamo circa 20 km sotto un sole veramente estivo, insieme ad una marea di persone che corrono, pedalano, passeggiano e prendono il sole sulla spiaggia di sabbia bianchissima che ci fa sembrare di essere più vicini alla California ed al mare che all’Illinois e ad una zona che per 6 mesi l’anno è sotto la neve. Pranzo da McDonald’s e di nuovo nel millennium park con passeggiata verso sud fino al Soldier Field. Cena davanti al nostro Hotel (la bistecca più buona di tutta la vacanza in un ambiente che non sembrava nemmeno un ristorante) passeggiata verso la Mag. Mile (veramente affascinante la vista della città di sera) e poi a letto con la solita tristezza che ci pervade ogni volta che dobbiamo lasciare un luogo che ti è già entrato nel cuore.

15/09/2009 Sveglia ancora una volta prestissimo e alle 8:30 siamo già con le valigie pronte di fronte all’autonoleggio della National, pronti a ritirare la nostra auto per partire verso le cascate del Niagara. Dopo varie peripezie per scendere al piano sotterraneo a ritirare l’auto (indicativamente 7/8 minuti passati a salire e scendere da un ascensore a vetri pieno di persone senza capire quale pulsante premere per arrivare al piano sotterraneo), ci consegnano una Ford Flex , incrocio fra Suv e Station wagon che nei circa 3.500,00 km percorsi assieme abbiamo imparato ad apprezzare. L’uscita da Chicago con il navigatore è stata veramente semplice e poi 800 chilometri attraversando Indiana, Michigan (sosta per pranzo da Burger king in un paesino sperdutissimo dove, credo, non avessero mai ricevuto dei turisti stranieri, visto come ci osservavano gli impiegati). Nel pomeriggio attraversiamo il confine con il Canada e come previsto per le 18:00 abbiamo attraversato l’Ontario e siamo a Niagara Falls, lato Canadese. Alloggiamo allo Sheraton on the Falls accanto a Clifton Hills (nonostante il nome, è risultato il peggior albergo dove siamo stati in tutta la vacanza forse perché avevano esaurito tutte le camere con vista cascate), una via che sembra un luna park, luogo che stona veramente tanto con la maestosità delle cascate. Dopo una bella doccia calda,( veramente necessaria quando si sta oltre 8 ore in auto)facciamo una rapida cena in una steakhouse vicino a Clifton Hills. Dopo cena andiamo a vedere le cascate illuminate e poi sfiniti a letto. 16/09/2009 Subito dopo colazione, come previsto, iniziamo un tour de force per cercare di vedere più cose possibili in pochissimo tempo. Il programma che ci eravamo fatti infatti, prevedeva di lasciare Niagara Falls prima di pranzo. Così partiamo dal Rainbow Bridge in una passeggiata che ci porta fino al Table Rock (punto panoramico adiacente la Horseshoe falls) in un crescendo di emozione perché ,mentre vicino al nostro albergo le cascate sono belle ma niente di più, man mano che ci avviciniamo al Table Rock diventano sempre più imponenti ed impressionanti. Anche noi che eravamo veramente scettici sul luogo, rimaniamo colpiti da questa che non a caso viene inserita fra le meraviglie del mondo. A questo punto arriva la cosa più ardua di tutta la vacanza…Convincere Cinzia a salire sul Maid of the Mist (nave che dal 1876 fa la spola fra la terra e le cascate) per andare ,come tutti i turisti,a vedere le cascate direttamente dall’acqua. Dopo una lunga discussione sui “rischi” di questa uscita, riesco a convincerla e saliamo a bordo. In circa 30 minuti facciamo il giro delle cascate con i classici impermeabilini blu ( non parano veramente niente, ma sono folkloristici), passiamo vicini alle cascate e quando arriviamo sotto quella grande e la barca inizia a ballare la sensazione è veramente bella. Quando scendiamo anche Cinzia è felice di aver fatto l’escursione…Meno male!! Nel pomeriggio attraversiamo tutto lo stato di New york, costeggiamo l’Adirondack Park e ci fermiamo per la notte a Lake George, una tranquilla cittadina sul lago in stile Happy Days. La stagione estiva ormai è finita ma le foto appese un po’ ovunque fanno capire quante persone devono frequentare la zona in piena estate. Per cena solita bistecca in un pub dove servono esclusivamente birre europee e via a letto ancora una volta stremati. 17/09/2009 La mattina partiamo presto come sempre ma finalmente senza troppi pensieri perché ormai i grandi trasferimenti sono terminati, Burlington e l’ingresso nel Vermont sono a non più di due ore. Mentre seguiamo il navigatore arriviamo a Fort Kent e ad un lago che dobbiamo attraversare per entrare in Vermont. Passiamo un’ oretta su un traghetto in stile chiatta con le auto stivate sul ponte. Io sono felicissimo perché è stata una cosa imprevista. Tra l’altro siamo stati veramente fortunati perché siamo arrivati al porto alle 10:25 ed il traghetto partiva alle 10:30. Arriviamo finalmente a Burlington,una cittadina che a colpo d’occhio mi è sembrata molto carina soprattutto la zona sul porto. Per pranzo ci fermiamo a Montpellier (capitale dello stato, città piccola e tranquilla, caratterizzata da un palazzo statale bellissimo in stile campidoglio) dove mangiamo un ottimo hot Dog da un venditore ambulante che ci intrattiene dieci minuti spiegandoci quanto sono buoni i suoi panini … (effettivamente ha ragione!!!). Nel pomeriggio attraversiamo il Vermont fra boschi, montagne e un paesaggio rurale molto affascinante. Purtroppo il fenomeno del foliage è solamente all’inizio e possiamo solo immaginare come deve essere bello viaggiare su quelle stesse strade immersi nei colori gialli e rossi dell’autunno. In tardo pomeriggio arriviamo a North Conway in New Hampshire dove prenotiamo l’albergo per la notte e dove iniziamo a strisciare la nostra carta di credito. In città sono presenti gli outlet di numerose firme d’abbigliamento. Noi ci limitiamo a “svaligiare” Ralph Lauren. Tanto per cambiare cena in paese mangiando la solita buona bistecca e a letto sperando che il giorno dopo sia bel tempo per andare a scalare il Mont Washington in auto.



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