Da Bologna alle Isole Lofoten passando per Alghero

Due coppie di adulti, ciascuna con un figlio adolescente, in Sardegna, con base ad Alghero, alla scoperta delle spiagge più selvagge, poi trasferimento in Norvegia per visitare Oslo, Bergen e soprattutto le magiche isole Lofoten
Scritto da: monica-stefani
da bologna alle isole lofoten passando per alghero
Partenza il: 15/07/2016
Ritorno il: 29/07/2016
Viaggiatori: 6
Spesa: 2000 €

Diario di viaggio: da Bologna alle Lofoten passando per Alghero

Due coppie di adulti, ciascuna con un figlio adolescente. Una settimana in Sardegna, con base ad Alghero, alla scoperta delle spiagge più selvagge e poi trasferimento in Norvegia per visitare Oslo, Bergen e soprattutto le magiche isole Lofoten. Venerdì 15/07/2016

Partenza da Bologna per Alghero col volo Ryanair delle 16:20 e arrivo alle 17:40. Dopo aver ritirato l’ auto, raggiungiamo la casa che abbiamo affittato per una settimana: ci sembra veramente bellissima! Facciamo la spesa per avere un po’ di provviste e subito vogliamo provare la bellissima veranda per la nostra prima cena di questa vacanza: spaghetti alla carbonara per tutti. La serata continua nel centro storico di Alghero, che iniziamo a scoprire passeggiando a caso

Sabato 16

Capo Caccia (26 km da Alghero). La prima tappa è l’escursione alle Grotte di Nettuno, raggiungibili tramite una scalinata con 600 gradini , che dalla cima del monte a picco ci porta all’ingresso a livello del mare . In tarda mattinata raggiungiamo la bella spiaggia di Porticciolo (17 km da Alghero) : è una mezzaluna con sabbia chiara, fondali bassi e rocciosi e acqua con sfumature verdi e azzurre, dominata dall’omonima torre d’avvistamento spagnola. Poi proseguiamo fino alla spiaggia di Porto Ferro (26 km da Alghero): è un’ampia spiaggia libera situata al confine territoriale tra Alghero e Sassari circondata da grandi dune. E’ presente un bar perfettamente inserito nel contesto naturale, l’atmosfera è informale e rilassata . La spiaggia si trova in prossimità del lago di Baratz, l’unico lago naturale della Sardegna e oasi naturalistica. Un sentiero collega la spiaggia alla zona del lago (camminata di circa 20m) . Proseguendo si arriva al Cala di Porto Ferro, ma per noi la giornata è già piena e prendiamo la strada del ritorno a casa.

Per la cena scegliamo un bel ristorantino all’aperto che sforna anche delle ottime pizze, in una piazzetta di Alghero dove è in corso lo spettacolo “Gala di Stelle”: non possiamo vedere il balletto ma ci godiamo la musica ! Poi continuiamo la visita della cittadina, percorrendo le vie del centro storico e le mura con i bastioni sul lungomare, giungendo poi alla chiesa di San Michele con la cupola ricoperta di mattonelle variopinte.

Domenica 17

Destinazione Bosa (50 km da Alghero) . Al mattino in uscita da Alghero facciamo una breve sosta alla spiaggia della Speranza o Pòglina, una spiaggetta molto pittoresca che però, essendo di facile accesso, è già piuttosto piena di ombrelloni . Decidiamo di proseguire per la spiaggia di Compoltitu: si trova circa 6 km prima di Bosa , lungo la strada che la collega ad Alghero. Abbiamo lasciato l’ auto sulla strada e siamo scesi nella cala lungo il sentiero, circa 10 m a piedi . Non ci sono servizi . Un luogo tranquillo con acqua cristallina e non troppo affollato, ideale per sentirsi immersi nella natura e ammirarne i colori favolosi . Nel tardo pomeriggio raggiungiamo la spiaggia di Marina di Bosa: come ci aspettavamo è parecchio affollata, quindi continuiamo fino a raggiungere una località fuori mano, Santa Maria del Mare, dove sostiamo per l’ultimo bagno della giornata e un caffè nel bar adiacente alla spiaggia. Infine raggiungiamo Bosa, un paese molto caratteristico, in particolare ci è piaciuto percorrere il corso principale con le botteghe degli artigiani e ammirare le antiche concerie lungo il fiume. Cena presso un ristorante tipico in una viuzza del centro storico che si arrampica verso il castello di Malaspina che domina il paese .

Lunedì 18

Stintino (55 km da Alghero): LA PELOSA e la PELOSETTA : Le più famose tra le spiagge attorno a Stintino. Effettivamente, come è risaputo, sembra di essere ai tropici, se non fosse per la macchia mediterranea che arriva quasi fino all’acqua. Dispiace però trovare tanto traffico di automezzi a pochi metri dalla spiaggia in un posto così incantevole e constatare che la cementificazione è quasi arrivata al limite accettabile . Di fronte alla Pelosetta c’è un piccolo isolotto che ospita la caratteristica torre di avvistamento, raggiungibile via mare anche senza nuotare. Parcheggio a pagamento , ma non è questo il problema: la gente è davvero troppa per cui dopo una sosta di un paio d’ore decidiamo di spostarci altrove. Abbiamo optato per le Spiagge libere di “Ezzi Mannu” e “Pazzona”, una di seguito all’altra, con sabbia chiara mista a piccoli sassi bianchi e quarzo, con un’acqua dai riflessi blu e turchese; qui le persone sono poche, probabilmente perché sul lato destro è ben visibile la centrale termoelettrica Fiume Santo. camminando sulla spiaggia in quella direzione, gli ombrelloni si diradano tantissimo fino a scomparire del tutto . Abbiamo dovuto pagare il parcheggio anche qui al proprietario del terreno adiacente, ma scegliendo altri percorsi di certo la spesa si poteva evitare . E’ presente un piccolo bar, ma per il resto non ci sono altri servizi, per fortuna ! Cena casalinga base di spaghetti allo scoglio : la prevista visita di Sassari (37 km) è cancellata .

Martedì 19

Giornata dedicata all’Asinara: ci siamo affidati ad un agenzia di Stintino che ci ha noleggiato 6 biciclette ( 5 mountain bike e una a pedalata assistita) e incluso anche il trasporto A/R via motoscafo/taxi , partendo dal porto dell’Ancora a Stintino . Purtroppo la qualità delle bici era scadente, ma a parte questo il luogo è un paradiso . Arrivati al molo di Fornelli , iniziamo subito con la visita guidata gratuita del carcere di Fornelli (in tutto sull’isola ce ne sono circa una decina). L’isola è un parco naturalistico, ci sono vari sentieri es. il Castellaccio che parte nei dintorni del carcere. Proseguendo lungo l’unica strada asfaltata che attraversa l’isola per circa 30 km, si trovano spiaggette nelle quali è possibile fare il bagno : ce n’è una molto bella di fronte all’ossario dedicato ai soldati austro-ungarici morti prigionieri all’Asinara dopo la prima guerra mondiale . A Cala Reale ci fermiamo per mangiare i nostri panini nell’area con tavoli di legno al coperto: siamo di fronte all’antico lazzaretto che fu anche residenza occasionale dei reali di Savoia . Più oltre troviamo la spiaggia di Trabuccato dove ci fermiamo per un po’ . Inforchiamo ancora le bici e, dopo estenuanti pedalate sotto il sole, si apre sotto i nostri occhi la vista su Cala d’Oliva, che ospita la bellissima spiaggia Cala Sabina: arrivare qui in bicicletta però non è semplice soprattutto considerando che ci aspetta anche il ritorno, quindi ci accontentiamo di vedere dall’ alto lo stupendo borgo costiero, dalle basse bianche architetture, senza lanciarci per la lunga discesa che poi si tramuterebbe inevitabilmente una salita ! Il percorso a ritroso ci impegna non poco e al rientro siamo stanchi ma molto soddisfatti . L’Asinara è davvero un luogo con un ‘atmosfera sospesa, immerso in una natura paradisiaca . Ad uscire di nuovo proprio non ce la facciamo, quindi improvvisiamo una cena casalinga .



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