Cuba: il buio e le stelle

A L'Avana e sotto il cielo stellato di Cayo Levisa
 
Partenza il: 01/11/2010
Ritorno il: 09/11/2010
Viaggiatori: 10
Spesa: 2000 €

cubani stessi, luoghi riservato solo ai turisti; Cayo Levisa è uno di questi. C’è stato richiesto di esibire il passaporto per salire in barca, proprio per timore che qualche cubano potesse infiltrassi all’interno del nostro gruppo. A Cayo Levisa c’è soltanto l’Ecolodge con bungalow sparsi sulla spiaggia, molto carini e confortevoli. La cucina è veramente il punto critico: assolutamente pessima, ripetitiva, gli avanzi venivano riproposti in varie forme, il riso non riuscivo a scollarlo dal cucchiaio di portata. Unica eccezione la colazione, niente di particolare ovviamente, ma ci si poteva saziare, evitando eventualmente il pranzo. Purtroppo la nostra permanenza è stata compromessa dall’uragano Tomas che ha colpito direttamente Haiti, ma che ha interessato anche Cuba. Vento, freddo e pioggia hanno condizionato la nostra vacanza costringendoci a restare spesso all’interno dei bungalow, a cenare con i piedi in ammollo causa allagamento del ristorante. Siamo rimasti anche senza acqua tutta utilizzata per ripulire le varie parti della struttura dalla sabbia e dal mare. Chi aveva prenotato e pagato dall’ Italia 06 immersioni ha potuto effettuarne solo 02. Non potendo goderci l’isola, il responsabile della struttura è stato molto gentile ed è riuscito ad organizzare una giornata nella Valle di Pinar Del Rio con 02 taxi a nostra disposizione al prezzo di 20 pesos a testa per l’intera giornata. Sconsiglio di pranzare ai piedi del murales della preistoria; il cibo è pessimo, eravamo senza luce e le galline girovagavano all’interno della struttura. Il resto della giornata è stato interessante anche se ogni paese sembrava uguale all’altro, immancabile poi la sosta in qualche fabbrica di sigari o in qualche negozio di rum. All’uscita della Cueva del Indio potete trovare oggetti di artigianato locale molto particolari che testimoniano l’estro dei cubani : collane realizzate con vari semi, uccellini con foglie di piante locali, oppure scacciapensieri con gusci di cocco e pietre. Prezzi ottimi. Siamo rimasti a Cayo Levisa per 5 giorni. Per il trasferimento all’aeroporto avevamo un pullman a nostra disposizione, ma non siamo riusciti ad apportare alcuna modifica al percorso stabilito, causa, come ci ha detto l’autista, suo licenziamento. Il percorso era stato stabilito ed andava rispettato, inclusa sosta per il pranzo in un ristorante sull’autostrada con immancabile pollo grigliato riscaldato. Tornerò a Cuba? Forse no, ma Cuba va assolutamente visitata almeno una volta, perché non possiamo scordarci il sorriso dei cubani, i bambini festosi nelle loro divise, la loro vitalità, la voglia di conoscerci, di sapere, di domandare, di ballare, di bere, anche le auto anni 50, i pochi splendidi palazzi coloniali ristrutturati, le piazze, ma soprattutto come dimenticare il cielo stellato di Cayo Levisa, mai visto in vita mia, che ci ha incantato, che ci ha catturato lasciandoci con il naso all’ insù.

Cuba è quel cielo, i cubani sono quella miriade di stelle luccicanti che brillano comunque, a prescindere, che fendono il buio, che ti ammaliano; guardi quel cielo e sai che Cuba e i cubani non molleranno.



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