Cuba, esperienza di vita

Più che un viaggio si può definire un'esperienza di vita. Attraversare Cuba ti fa conoscere un popolo straordinario e ti fa tornare a casa un po' cambiato
 
Partenza il: 26/10/2016
Ritorno il: 17/11/2016
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Eccoci qua, alla fine sono riuscito a scriverla. Avevo detto che l’avrei messa subito ed invece come al solito è passato quasi un anno. Quasi un anno da un’incredibile esperienza in un paese davvero affascinante. Tralascio tutta la parte precedente alla partenza, dove io cercavo di organizzare tutto in ogni minimo dettaglio, costi, orari, mappe, case, chi più ne ha più ne metta per avere tutto sotto controllo, mentre Roberta (la mia fidanzata e compagna di viaggio) era già in clima Cuba, ovvero assolutamente tranquilla e rilassata. Lei ha preso contatto con una sua amica che va spesso a Cuba per avere informazioni generiche, il resto lo avremmo aggiustato lì per lì. Insomma, alla fine bastava partire!

Info di pre-partenza: volo prenotato a fine ottobre con air France, andata Firenze-Parigi (2h stop)-Havana. Ritorno (con klm) Havana-Amsterdam (1.20h di stop)-Firenze al costo di 450€ circa. Solo le prime due notti prenotate in casa particular all’Havana tramite contatto di una nostra amica di Piombino, il taxi dall’aeroporto alla casa (30cuc) ed un volo interno dall’Havana a Santiago.

DAY 1

Pre partenza: il volo era alle 12, verso le 9 finivamo le valigie, io esco dalla doccia, Roberta e mia sorella arrivano con una faccia strana….”hanno appena dato un annuncio alla radio, è morto Fidel”. Non importa dire la mia reazione, completamente sconvolto, la mia mente (da super organizzatore) già va ai possibili disagi, stop voli, mezzi di trasporto, etc., tutto poteva essere possibile. Con questa notizia ci dirigiamo verso l’aeroporto e regolarmente iniziamo la nostra avventura! Arriviamo all’Havana alle 23 circa, ad attenderci c’è un cartello con il nostro nome, è il ragazzo mandato da Elizabeth (proprietaria casa particular), ci porta fuori ed andiamo a cambiare i nostri primi soldi, niente cup però, a quanto pare li avevano finiti. Ci porta verso la casa posta in centro Habana accanto alla casa delle musica e di fronte ad un supermarket (scopriremo posizione comoda, anche per vedere di più la vera cuba e cubani), nel tragitto ci parla un po’ della strada che stiamo facendo e che dovrò fare varie deviazioni visti i funerali del leader Fidel. Arriviamo a casa, citofoniamo ed Elizabeth fa salire solo Roberta lasciando me fuori con i bagagli, dopo 15 minuti di attesa e nessuna notizia già pensavo a vari sgozzamenti e similari, dopo un po’ invece mi fanno salire, si erano semplicemente messe a chiaccherare dimenticandosi di me!!! La prima notte ce la farà passare nelle casa di un amica lì vicino, in quanto degli ospiti si sono trattenuti un giorno in più. Andiamo a dormire con l’appuntamento della colazione da Elizabeth la mattina seguente.

DAY 2

Colazione (5cuc a testa) in terrazza a casa di Elizabeth con una splendida vista sul supermarket (che sarà utilissimo) ed un palazzo semi crollato, ma vi dirò aveva un fascino incredibile. Colazione con uova (tipologia a scelta), pane, burro, marmellata, succo di frutta ultra fresco (i succhi sono troppo buoni, però bisognerebbe cercare di bere quelli fatti con acqua o ghiaccio di bottiglia) e frutta. Successivamente scopriremo che quella è una delle colazioni più light che troveremo. Dopo varie indicazioni su cosa poter vedere, mettiamo le gambe in spalla ed iniziamo il tour per Havana veja ed il centro Havana. Dopo un iniziale smarrimento iniziamo ad orientarci, anche grazie ai mille cubani che ci fermano per venderci qualcosa. Ah, piccola info, dati i funerali di stato, niente alcool e musica per 9 giorni. Questo creerà un clima molto più tranquillo e meno festoso ma sicuramente unico da vivere a Cuba. Non sto a dire cosa abbiamo visto nei dettagli, prima di tutto perché non ricordo i nomi ma soprattutto perché in realtà siamo entrati in ogni possibile cosa menzionata nella nostra guida (lonely planet), da edificio a strada, percorrendone anche altre per cercare di visitare ogni possibile angolo.

Day 3

Il risveglio non è dei migliori, Roberta nella notte inizia ad avere i primi dolori di pancia, dolori e problematiche fisiche che l’accompagneranno per tutto il viaggio a fasi alterne. La dissenteria la colpisce forte (io fortunatamente riesco a scamparla). Iniziamo il nostro giro andando nella zona Plaza della Revolution visitando il malecon e varie strutture nel cammino, grande parte del tempo si è passato visitando i bagni, da quasi tutti i ristoranti aperti, compresi vari hotel storici menzionati nella guida. Arriviamo nella plaza, il clima è surreale, circa una decina di file di persone lunghe oltre due km per poter dare il loro saluto a Fidel posizionato sotto il monumento della piazza, continui cori, inni e similari, Il classico Fidel! Fidel! È ovunque, cerchiamo di avvicinarci il più possibile, Roberta vorrebbe mettersi in fila(io contrario, secondo me c’erano 18h di attesa, scopriremo che erano anche superiori) ma lo stato di salute ci fa desistere, dopo un pit stop vomitino verde ad un albero(con io che già mi vedevo arrestato per profanazione del funerale) rientriamo in casa tramite coco taxi per velocizzare il rientro(10cuc), scopriremo più avanti come contrattare meglio il prezzo. Riposino per permettere al fisico di riprendersi un po’ e giro serale.

Day 4

Volo interno con la compagnia di bandiera dall’Havana a Santiago (150€ a testa) alle ore 7.40. Appuntamento alle 5 con il tassista chiamato da Elizabeth (25 cuc visto che era di giorno e non di notte) sotto casa. Alle 5.15 taxi passati 3 (di cui uno si spaccia per il nostro) il nostro nulla, nel frattempo dalla casa accanto esce un cubano mette giù una sedia, un termos ed inizia a vendere il caffè ai cubani passanti(costo 1cup a tazzina). Alle 5.25 suoniamo ad Elizabeth, chiama il ragazzo e dopo un altro quarto d’ora arriva (non si era svegliato). Nella zone partenze per voli interni l’aeroporto è ben diverso dall’arrivo e partenze voli internazionali. La zona check-in è piccolissima con file lunghissime che non sappiamo a quale imbarco vanno. Nella fila conosciamo un medico anziano in vacanza (di nascosto dalla moglie che lo crede ad un convegno a Roma). Nell’attesa sull’aereo (che sarà mezzo vuoto, in quanto i cubani possono prenotare il posto anche senza pagare o con una cifra irrisoria) conosciamo un ragazzo italiano che ha comprato casa a Cuba (tramite un prestanome cubano) e che la sta ristrutturando per poter aprire una casa particular. Data la sua disponibilità ne approfitto per sapere più informazioni possibili su Santiago e sulla vita di Cuba etc. etc. All’arrivo a Santiago sentiamo subito la differenza di clima in positivo, ci aspetta un taxi che ci porta alla casa di William. Sembra la casa di Mamy di Via col vento, afro style e ci piace. Ci fa vedere camera e la terrazza che dà sulla città, è veramente bella.



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