Cuba all’avventura, con bimbi piccoli senza paura

Senza musica e rum: Cuba in lutto, in un’atmosfera unica. Chiunque penserà che senza la musica, Cuba perda la sua anima, in realtà abbiamo avuto la fortuna di osservare la sua vera essenza senza alcun tipo di filtro, senza artifizi ...
Scritto da: oraziomagda
cuba all’avventura, con bimbi piccoli senza paura
Partenza il: 26/11/2016
Ritorno il: 10/12/2016
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

Remedios

E finalmente, lunedì 5 dicembre dopo il suo inusuale letargo, Cuba si risveglia non proprio chiassosa e assetata di ritmo come ce l’aspettavamo ma piuttosto assopita. È Remedios quindi ad offrirci un primo assaggio di coinvolgimento musicale, e ciò avviene in maniera inaspettata e mistica: all’interno di una casa a porte aperte un gruppo di persone balla e canta al ritmo tribale dettato da 3 percussionisti. Nel contempo tutti bevono Ron e fumano. Incuriositi ci affacciamo per osservare, al che sorridenti ci invitano ad entrare e partecipare. A farsi trascinare subito dal ritmo è il piccolo Daniel che inizia a muoversi seguendo il movimento degli altri con ottimi risultati, tanto da essere acclamato dai locali. È palese come fosse in atto un rito con relative preghiere in quello spettacolo e ciò lo rendeva ancora più coinvolgente ed affascinante.

Remedios è davvero una chicca. Anche questa meta si è rivelata azzeccata e molto diversa e dalle altre. È una città molto piccola che ricorda in qualche modo le cittadine dell’entroterra del sud Italia. La grande piazza centrale con il parco, le due antiche chiese e gli splendidi hotel è davvero una perla, la più bella, pulita, curata e ben tenuta che abbiamo incontrato a Cuba. I turisti in giro sono relativamente pochi, e per di più con due bimbi così piccoli forse eravamo gli unici. La città ha un aspetto tutt’altro ché trasandato come affermano erroneamente alcune guide: l’aspetto generale più curato fa presagire un benessere maggiore rispetto alle città visitare finora, i negozi sono ben forniti di un sacco di roba (anche per i bimbi). Abbiamo acquistato qui il Ron da portare in Italia e parte dei souvenir, i prezzi ci son sembrati ottimi.

La prima sera abbiamo cenato ovviamente nella piazza centrale nel recensitissimo Louvre dove abbiam mangiato delle buone pizze e degli eccellenti mojito. Ho già detto che nella piazza c’è anche ottimo segnale Wifi? Fate una capatina alla casa della musica, il portico con i musicisti è un posto davvero romantico e suggestivo.

La casa particular vale la pena segnalarla: La Capina, un’ottima famiglia molto avvolgente con una casa enorme e ben curata nei dettagli. Ai bimbi hanno giovato gli ampi spazi e dello standard decisamente più alto di questa famiglia. Utilissimo e decisamente scaltro il giovane Eduardo, che ci ha dato ottime dritte e risolto parecchie piccole rogne. Pensate che in casa ha anche un router con il quale regala un’ora di connessione al giorno per i turisti! Al primo risveglio in Remedios, dopo la ricca colazione della casa, Eduardo ci ha portato a Cayo Santa Maria. È un’escursione che stra-consigliamo: mattina al Pueblo Plaza Las Terrazas e pomeriggio nella spiaggia Las Gaviotas. Innanzitutto il percorso: una lingua di terra in mezzo all’oceano senza alcun tipo di protezione ai bordi lunga 50km! Immaginate che sogno farla in bici! Al ritorno percorrerla con i panorami del tramonto del sole è un’esperienza davvero unica.

Pueblo Plaza Las Terrazas è una spiaggia modello resort con ristoranti, bar, negozi, mercatino ed addirittura una modernissima pista da bowling! Ma pur volendo sorvolare sull’accoglienza lussuosa, il re e la regina sono ovviamente la spiaggia ed il mare: sabbia bianca pulita, mare cristallino, livello dell’acqua basso in stile laguna, l’ombra dei gazebi di palme su comode sdraio, sole caliente e pochi turisti…cos’altro vi serve? E in stile “Parola di Baffo” vi dico che tutto ciò ve lo re-ga-la-no a soli 5cuc a testa mojito compreso! Non aggiungo altro.

Al pomeriggio siamo stati alla spiaggia di Las Gaviotas, alla quale si accede pagando 4 cuc, attraverso un sentiero di circa mezz’ora in una riserva naturale di mangrovie e flora locale che vi porta in questa spiaggia forse ancor più bella che e appare ancora più stile laguna, provare per credere. Il percorso presenta anche un camminamento tramite ponte sull’acqua che insieme alla caratteristica mappa iniziale ha galvanizzato i bimbi che si sono lanciati in cerca del tesoro! Consigliatissima anche questa breve escursione.

Playa Jibacoa

Il giorno successivo è già tempo di salutare Remedios e imboccare la strada del ritorno all’Havana. Abbiamo percorso circa 300 km sulla Caŕeta Central che vi consigliamo per il passaggio all’interno di una miriade di cittadine dell’entroterra, autentiche, vivaci e per niente intaccate da alcun tipo di turismo. A tal proposito è nostra opinione che i taxi e taxisti, le strade, i paesi e i panorami che meritano contemplazione nonchè le ridotte indicazioni, la pericolosità dei percorsi sono tutti ottimi motivi per non noleggiare un auto a Cuba ma, affidarsi agli esperti taxisti.

Siamo stati dunque a Playa Jibacoa, al Villa Tropicana. Il fine era quello di trascorrere 2-3 giorni di decompressione low cost prima di prendere il volo e osservare la barriera corallina. Diciamo che l’obiettivo è stato raggiunto ma il consiglio spassionato è quello di puntare a qualche altro resort magari pur rimanendo in zona che rimane comodissima a 60km dall’Havana per evitare stress e imprevisti dell’ultim’ora in quanto la soluzione è davvero spartana. Comunque 300 euro in 4 per 3 notti in formula hard all inclusive (con open bar compreso) può rappresentare anche per qualcun’altro una buona alternativa, considerando che la vera chicca comunque è senza dubbio la stupenda barriera corallina di fronte alla spiaggia.

L’ultimo giorno infine, avendo il volo al pomeriggio, non ci siam fatti mancare un’ultima capatina all’Havana per salutarla nella sua veste chiassosa ed alcolica. Come in ogni viaggio lasciamo la meta con malinconia e un ugual voglia di tornare a casa e alla nostra pur sempre beata quotidianità.

Considerazioni finali

Cuba è una meta unica che forse proprio grazie al suo isolamento rimane (ancor per poco) intatta nel suo micro-mondo, dove la salsa e il ron sono solo ciliegine di un enorme torta multistrato da assaporare.

È un viaggio assolutamente fattibile con un bimbo piccolo, con due pure ma solo un po’ più faticoso: le ansie per il loro stomaco, per ogni eventuale tipo di macchia di pelle o puntura, per la loro sicurezza e incolumità e qualche senso di colpa vi faranno compagnia durante tutto il viaggio ma state tranquilli nonostante tutto, a loro l’esperienza piacerà tantissimo!



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