Costarica 2004 – 2010

Vulcano Poas, Monteverde - S. Elena, Bahia Drake, Penisola de Osa
Scritto da: angio
costarica 2004 - 2010
Partenza il: 20/02/2010
Ritorno il: 28/02/2010
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Consigli pratici:

In Costarica ci si può muovere da nord a sud e da est a ovest passando da un parco naturale ad un altro. Vicino ai parchi si trovano strutture per tutte le tasche e molte agenzie per chi vuole esplorare i parchi con una guida. I parchi offrono: vulcani, jungla, jungla nebulosa, paludi , coste di sabbia, scogliere, montagne. Il mangiare è buono ed economico grazie alle sodas (chioschi con cucina). La gente è molto tranquilla e disponibile.

Viaggio Vulcano Poas

Nel 2004 avevo visitato il vulcano Poas. Sconsiglio di partire in bus da S. Josè poiché ora che si arriva al vulcano le nubi l’hanno già coperto. Meglio prendere un hotel nella zona e presentarsi ai cancelli alle 6 quando aprono. Breve passeggiata dal parcheggio fino al belvedere. Un po’ turistico ma la laguna e la possibilità di stare a ridosso del cratere meritano.

Monteverde S. Elena

E’ in regno della jungla nebulosa ossia quella jungla impenetrabile e perennemente tormentata da pioggia e nebbia. Il paese è abbastanza fuori dal mondo. Le strade sono in fango e oltre a soda e hotel ci sono alcune gallerie d’arte poiché è stato (ed è ancora per certi apsetti) un rifugio per artisti, figli dei fiori e hyppi. Nella zona ci sono 2 parchi. Il monteverde con il famoso ponte sospeso che permette di vedere la jungla dall’altezza dei rami invece che sempre dal basso e il S. Elena. Quest’ultimo non ha ponti sospesi ma in compenso è snobbato dai turisti di massa e quindi si può camminare in santa pace. I sentieri sono ben tenuti anche se si sprofonda nel fango.

I pareri sulla possibilità di vedere animali sono discordanti. Io qui ne ho visti pochissimi (unico posto in Costarica dove mi è successo), altri dicono che è pieno di uccelli e scimmie. Tenete presente che cmq piove spessissimo, spesso tira vento e la nebbia è onnipresente quindi la possibilità di avvistamento scende drasticamente. Nelle vicinanze del paese ci sono alcune finche ecologiche (fattorie con zone non coltivate e quindi selvagge) dove si può accedere e dove è effettivamente più faciel vedere gli animali).

In paese cmq il clima per lo meno in inverno tiene di più. I locali mi hanno detto che da Gennaio in paese piove solo la sera e al mattino. Su nei parchi invece non esiste una stagione secca. La distanza fra il paese e i parchi è ridotta ma il piccolo dislivello fa sì che ci siano 2 climi diversi. In paese ci sono vari hotel economici e puliti; fra questi alcuni hanno la vista sulla penisola di Nicoya.

Bahia Drake e Penisola de Osa

Bahia Drake è un posto a mio avviso splenido. Lo si può raggiungere via aereo (non economico!) o via barca da Sierpe. La navigazione lungo il fiume Sierpe e l’uscita in oceano meritano da sole il tragitto. Si possono vedere molti animali , in primis coccodrilli e uccelli acquatici e con un po’ di fortuna delfini e balene (queste ultime solo febbraio e marzo).

A Bahia Drake c’è l’imbarazzo della scelta per la sistemazione. La baia è isolata dal mondo e i lodge anche più economici hanno posizioni molto panoramiche in mezzo alla jungla. Le spiagge sono incontaminate. L’acqua dell’oceano a gennaio era calda e io considero fredda quella dell’adriatico a luglio quindi regolatevi.

A Bahia Drake è possibile esplorare le mangrovie , le spiagge, la jungla, partecipare a escursioni per vedere balene e delfini. Inoltre Bahia Drake è uno dei punti d’accesso al Parco Nazionale Corcovado. Ossia quello che i ricercatori del National Geographic hanno definito il punto più biologicamente intenso del pianeta.

Il parco ha 4 ingressi. Da Bahia Drake si può accedere via terra a quello più a nord (San Petrillo). Via mare alla Sirena. Io ho optato per questa soluzione e una volta sbarcato ho camminato per 17 km nella jungla (qui calda, afosa e aperta) fino alla stazione dei ranger a sud chiamata La leona.

Che dire?

Un’esperienza incredibile. Ho visto decine di animali , guadato fiumi e scattato centinai di foto. Il sentiero è a prova di stupido nel senso che segue la linea di costa quindi si cammina sì dentro la jungla ma a dieci metri dalla spiaggia e dal mare. La spiaggia è una lingua di sabbia grigio scuro che corre per 70 km da Bahia Drake fino a Cabo Matapalo e fa da cintura alla Penisola de Osa. Nel parco si può soggiornare ma occorre a seconda delle stazioni portarsi viveri o tenda o tutti e 2. Alla Leona c’è un eco lodge economico chiamtao con fantasia La Leona. Per 80 dollari a notte si ha tenda su palafitta con bagno, colazione pranzo e cena. Al mattino ci si sveglia con i colibrì, le scimmie e le are macao sulle palme attorno alla tende. Il personale costaricano è molto disponibile e il menù ottimo. C’è anche un non economica e non veloce linea internet, ma è l’unico modo di comunicare con il resto del mondo dato che i cellulari non prendono. Il punto di civiltà più vicino è Puerto Jimenez a 3 ore di collectivo (furgone con cassapanche in legno) che parte ogni mattina da Karate 3,5 km più a sud della Leona. Karate è un chiosco dove vive il proprietario e vende i biglietti per il collectivo.

Quest’anno sono tornato in Costarica dal Panama e sono tornato alla Leona perché è un’esperienza incredibile. Sulla stessa spiaggia su cui si affaccia il lodge si vede l’alba e il tramonto che sono semplicemente indescrivibili. Il mare è sempre calmo con piccole onde lunghe che lasciano uno strato di schiuma e acqua al ginocchio per i primi 30 metri.

Gli animali sono ovunque: scimmie, coati, tamandua, pappagalli, aironi, avvoltoi, tucani, iguane ecc.

Per info e consigli scrivetemi pure come sempre!



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