Costa Verde e iglesiente, una sorpresa dietro ogni curva

Non eravamo mai stati in Sardegna. Succede a chi viaggia per passione, si battono rotte lontane e si trascurano quelle dietro l’angolo
Scritto da: steve63
costa verde e iglesiente, una sorpresa dietro ogni curva
Partenza il: 15/06/2011
Ritorno il: 22/06/2011
Viaggiatori: 3
Spesa: 500 €

INTRODUZIONE

Non eravamo mai stati in Sardegna. Succede a chi viaggia per passione, si battono rotte lontane e si trascurano quelle dietro l’angolo. Questo è “il viaggio” di Elisabetta. Erano anni che lo corteggiava, lo sognava, di tanto in tanto provava a sondare i miei desideri e quelli di Riccardo, cercando di ritagliare un piccolo spazio tra le priorità del nostro essere viaggiatori “tout court” (Namibia, Samarcanda, Sud America…).

La sua tenacia e costanza andavano premiate e così fin dallo scorso autunno, la Sardegna diventò il punto fermo per le nostre vacanze 2011.

PROgrammazione DEL VIAGGIO

Il viaggio è stato organizzato in autonomia; fissate le date, pianificato l’itinerario ed acquistati i biglietti dei voli sul sito della compagnia aerea, non ci restava che noleggiare l’auto e trovare gli alloggi migliori per le nostre esigenze. Il programma, con il punto fermo dell’arrivo e della partenza da Cagliari, è stato strutturato a blocchi di due – tre giornate per zone geografiche (Costa Verde, Isola di San Pietro, Costa del Sud), cercando comunque di mantenere all’interno di ogni blocco un minimo di flessibilità, per poter modificare e/o implementare in corso d’opera l’itinerario originale in base alle sensazioni ed emozioni del momento. Da amanti della natura quali siamo, abbiamo deciso di concentrare la nostra visita nella zona sud occidentale dell’isola, tenendoci ai margini delle rotte più battute dal turismo di massa. Mi sono stati di notevole aiuto nella pianificazione del viaggio alcuni siti istituzionali come paradisola.it, ed alcuni portali internet sui quali ho reperito importanti informazioni seguendo i forum e leggendo numerosi diari di viaggio.

Guida: Touring Club Italiano – Guida rapida d’Italia (Volume 4).

Periodo: da Mercoledì 15 a Mercoledì 22 Giugno 2011

Partecipanti: Stefano, Elisabetta e Riccardo.

Voli: Venezia Marco Polo – Cagliari Elmas a/r entrambi operati dalla compagnia Ryanair (1 ora e 30 minuti di volo).

Mezzi di trasporto: Come accennato nella sezione “Programmazione del viaggio”, per poterci muovere in totale autonomia abbiamo scelto di noleggiare un’auto. Per visitare l’isola di San Pietro invece, abbiamo utilizzato i traghetti della compagnia Saremar seguendo due rotte diverse: Portovesme – Carloforte all’andata e Carloforte – Calasetta (isola di Sant’Antioco) al ritorno.

Alloggi: in un viaggio itinerante come il nostro, avevamo l’esigenza di cambiare sistemazione ogni due giorni. Gli alloggi sono stati scelti accuratamente tenendo conto dello sviluppo del nostro itinerario, cercando di mediare tra qualità, prezzo e posizione strategica rispetto alle località da visitare. Durante il viaggio abbiamo usufruito di due hotel, un albergo a conduzione famigliare e un bed and breakfast.

Appunti di viaggio: Come già fatto nei diari precedenti, cercherò di trascrivere in questi appunti quello che abbiamo vissuto on the road a livello di emozioni e sentimenti.

tratto dalla mia moleskine…

Mercoledì, 15 Giugno: volo Venezia – Cagliari, trasferimento ad Iglesias e visita della zona di Buggerru

da Venezia…

Venezia e Trieste rappresentano da sempre i nostri abituali punti di partenza (e di arrivo). Nel momento in cui si aprono le porte del gate d’imbarco ha inizio un nuovo viaggio e con esso nuove storie da raccontare. Questa volta tocca alla Sardegna.

Mi guardo un po’ in giro e penso che nessun luogo al mondo come un aeroporto, riesca a rappresentare al meglio quella che dovrebbe essere la normalità nella vita di tutti i giorni: l’integrazione e la tolleranza tra i popoli. Un’aerostazione è una specie di zona neutra dove non ci sono razze, religioni e culture che dividono, è una babele di lingue, inflessioni ed accenti, ma al tirar delle somme si parla tutti lo stesso linguaggio e si compiono le stesse azioni.

dalla Sardegna….

Quello di oggi l’abbiamo definito a posteriori “il pomeriggio dei paesaggi”. Andiamo a scoprirli assieme. Durante il tragitto che da Cagliari ci conduce a Iglesias (sulla statale n° 130), degli oleandri in fiore ai lati della strada ci scortano come sentinelle fino al nostro approdo, mentre dai prati giallo paglierino che si espandono sui dolci avvallamenti circostanti proviene un profumo di fieno e paglia da poco battuti. Prendiamo posto nel nostro hotel ad Iglesias e senza perdere tempo ci dirigiamo verso la costa. Appena fuori città, la strada inizia ad inerpicarsi verso il passo di Arcu Genna Bogai (549 metri slm) tra enormi cactus in fiore, macchie gialle di ginestre ed arbusti verdeggianti. Terminata la discesa ci ritroviamo nell’abitato di Fluminimaggiore. Il paese si sviluppa lungo la strada principale (la statale n°126) ed è animato da un via vai di gente: persone che chiacchierano fuori dagli esercizi pubblici, ragazzi che scorazzano per i vicoli in motorino, donne ed anziani seduti all’ombra sull’uscio di casa, proprio come si usava fare una volta anche da noi. Quando prendiamo lo svincolo per Buggerru, dei pini marittimi annunciano l’approssimarsi del mare. Ricompaiono d’incanto gli oleandri e le rocce rossastre tradiscono l’origine mineraria del terreno.

Pochi chilometri dopo aver attraversato il paesino di Buggerru, si arriva alla deviazione che porta alla spiaggia di Cala Domestica. E’ ormai il tardo pomeriggio, siamo quasi soli, i presenti si contano sulle dita di una mano e si perdono tra ciuffi di giunco, pietre, arbusti di ginepro ed i ruderi di due edifici abbandonati e pericolanti posti su entrambi i lati della cala. Il luogo è selvaggio. Uno stretto sentiero scosceso tra le rocce (grigie, rosse ed ocra), ci conduce in un’altra caletta. Un piccolo tesoro nascosto. Rimaniamo sdraiati in silenzio a contemplare il moto ondoso dell’acqua, siamo isolati da tutto e da tutti, soli con i nostri pensieri e le nostre emozioni, l’ambiente ovattato che ci circonda viene “disturbato” solo dal suono delle campanelle di un gregge di pecore che si è spinto fin qui in cerca di cibo. Ma questo rende ancora più reale quello che stiamo vivendo.

Sulla via del rientro ad Iglesias, prima di riprendere i tornanti della 126, ci fermiamo ad ammirare un’ultima volta il paesaggio dal minuscolo borgo di Portixeddu. E’ un vero e proprio teatro naturale, sulla piazzetta adiacente alla spiaggia sono state costruite delle panchine che si affacciano proprio sul mare.

Guarda la gallery
sardegna-brptt

Cala Domestica (Buggerru)



    Commenti

    Lascia un commento

    Buggerru: leggi gli altri diari di viaggio

    Video Itinerari