Corsica on the road 2

Natura selvaggia e mare cristallino, tra strade scoscese e spiaggie bianchissime
 
Partenza il: 07/08/2009
Ritorno il: 16/08/2009
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

I primi raggi di un tiepido sole riflessi nel dedalo dei canali livornesi conducono me e il mio ragazzo al punto di partenza. Arrivati al porto c’è già chi, più previdente di noi, si è accaparato un posto in prima fila, è solo mattina. Poco importa, l’attesa è comune fin quando la nave attracca e scarica vacanzieri già abbronzati. Comincia così, con un “tetris” di veicoli incastrati nella stiva, il nostro viaggio verso la Corsica, un tour dell’isola (Bastia-Porto Vecchio-Bonifacio-Ajaccio-Bastia) tra campeggi e tortuosi percorsi in automobile; nel bagagliaio cibo, amore e canadese. Dopo circa quattro ore di viaggio cominciamo a intravedere la costa che rivela fin da subito l’asprezza dell’isola. Una moto d’acqua sembra volerci scortare fino al porto di Bastia: successiva destinazione l’albergo di una nota catena internazionale. Di sera ci resta giusto il tempo per un mojito sul lungomare e una prima occhiata alla città dove torneremo alla fine del viaggio.

La mattina seguente ci aspetta una lunga discesa verso il fondo della costa Est, ad attenderci Porto Vecchio. Poco più di duecento chilometri percorsi in cinque ore a causa di un traffico da tangenziale milanese, così arriviamo ai campeggi all’ora di pranzo quando i posti erano già tutti esauriti. Riusciamo comunque a cavarcela trovando una piazzola libera in un campeggio sulla riva del fiume Oso, qui montiamo velocemente la tenda e ci buttiamo dritti in piscina. In questa zona ci siamo fermati tre giorni e da qui abbiamo visto tre tra le più famose spiagge corse: Cala Rossa e Plage de Santa Giulia, più tranquille, Plage de Palombaggia, affollata di turisti. In questa prima parte del viaggio completamente all’insegna della natura, l’unico contatto con zone urbane è stato a Porto-Vecchio e a Bonifacio. Porto-Vecchio è la terza città corsa, si sviluppa su due livelli: La Marine e La Cittadelle. Nella zona portuale ci sono svariati ristoranti, noi però abbiamo scelto di cenare nella città vecchia, cuore della movida estiva. Tra i vicoli che si diramano a partire da Cours Napoléon sono numerosi i bar, i negozi di artigianato e souvenirs, le gelaterie e i ristoranti che si concentrano su Place de la République. Bonifacio è, invece, la città più a sud di tutta l’isola, è, quindi, quella che trae maggiore influenza dalla vicina Sardegna. Dopo aver parcheggiato vicino a un grande campo di girasoli, la nostra visita è cominciata dal porto dove albergano panfili, yacht e barche di ogni genere. Con pochi euro un trenino turistico ci porta fin alla Città Alta, costeggiando le mura dalle quali si gode una vista impareggiabile. Arrivati nella Cittadella, lasciatevi guidare dall’inerzia dei vicoli che si intrecciano tra loro e sbirciate all’interno dei portoni che fanno intravedere i curiosi ingressi delle tipiche case bonifacesi: spazi angusti e scale ripidissime. Uno degli scorci migliori si gode da Place du Marché e dal suo Belvedere della Manichella dove, tra bambini che giocano a bocce e un paio di bar si staglia nella sua interezza il “Granello di Sabbia” che, a dispetto del suo nome è un imponente blocco di calcare, il cui bianco contrasta con il blu intenso del mare. La nostra visita alla città si conclude con una passeggiata al Porto, dove segnaliamo un divertente negozio di dolci e caramelle in stile Pirati dei Caraibi.

Il mattino seguente ci rimettiamo nuovamente in macchina alla volta di Ajaccio, la strada si snoda tra tratti montuosi, dove riusciamo a vedere i segni lasciati dagli incendi che hanno devastato la zona qualche settimana prima, e attraversamenti cittadini. Anche ad Ajaccio sembrava impossibile trovare un campeggio, ma dopo svariate telefonate riusciamo a sistemarci in un campeggio immerso nel verde poco distante da Porticcio, località marina a dieci minuti dal capoluogo corso. Ad Ajaccio ci fermiamo un paio di giorni nei quali abbiamo modo di vedere le numerose spiagge che si dispiegano lungo la Route des Sanguinaires, strada panoramica che conduce a Point de la Parata, promontorio di granito nero su cui si erge una torre di origine genovese e dal quale partono le imbarcazioni per la visita alle Isole Sanguinarie. Ajaccio, però, non è solo natura, è anche la prima città dell’isola, dotata di una rete stradale moderna, anche se abbiamo subito notato un certa trascuratezza sia negli edifici che negli spazi pubblici. Purtroppo il tempo a nostra disposizione è quasi terminato e il giorno seguente siamo risaliti in macchina alla volta di Bastia. Questo ultimo tratto di strada è stato indubbiamente uno dei più suggestivi, abbiamo, infatti, attraversato i boschi del Parco Regionale e le cittadine abbarbicate sui costoni rocciosi delle alture, tra le quali la più famosa è Corte. Il 15 Agosto, nel caos della festa più importante per l’Isola, ovvero le celebrazioni per la nascita di Napoleone Bonaparte, ritorniamo a Bastia: abbiamo solo il tempo di un ultimo tuffo nel mare e di una cena al porto, il giorno dopo la nave ci riporterà in Toscana.



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