Contrasti asiatici: Filippine e Singapore

Un salto tra Palawan e la città-stato: acqua, sole, colori e sorrisi, poi... città, modernità e futuro
 
Partenza il: 08/02/2015
Ritorno il: 24/02/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

È fine agosto e come da qualche anno a questa parte iniziamo a progettare il nostro viaggio invernale, con largo anticipo per risparmiare un po’. E’, in realtà, anche un modo per avere una meta che tra qualche mese diventerà reale e così anche il nostro vivere quotidiano si colora di un nuovo obiettivo per il quale iniziare a sognare. Perché è così, ogni viaggiatore è prima di tutto un sognatore.

In realtà, il nostro sogno iniziale, non erano le Filippine, ma l’Africa, in particolare la Tanzania, ma a causa delle notizie che stavano provenendo dal continente africano riguardo l’ebola abbiamo deciso a malincuore di rimandare il viaggio in questo magnifico continente.

La nostra attenzione si è spostata quindi nel sud-est asiatico ed in particolare sulle Filippine di cui in realtà si sa poco ma a noi ha sempre incuriosito. Stiamo parlando di un arcipelago che comprende 7107 isole situate nell’Oceano Pacifico, natura allo stato puro, sole, mare e paesaggi incontaminati come piace a noi, che abbiamo scelto di abitare al mare, non a caso. A questo però abbiamo pensato di aggiungere anche un’altra meta, dopo tutto ci piacciono tremendamente anche la modernità, le grandi strutture, i grattacieli e la modernità quindi abbiamo optato per la città del futuro, insomma: Singapore.

Così nasce il nostro viaggio che si compone di una parte dedicata alla natura e spettacolari scenari di mare, una parte di relax e sole su spiagge incontaminate per finire con la grande città. Un viaggio tra i contrasti asiatici passando da un paese veramente povero ma ricco di bellezze naturali per giungere all’estremo contrario ovvero una città ricchissima dove l’uomo ostenta il proprio potere economico attraverso grandi opere di architettura proiettate in un futuro presente che sta esso stesso scrivendo.

E così, dopo mesi di attesa, si avvicina la nostra data, l’8 febbraio giornata di partenza della nostra avventura che durerà 16 giorni. Nelle Filippine visiteremo la grande isola di Palawan, con una tappa relax nell’isola chiamata Modessa Island (ex Coco Loco ) per poi finire gli ultimi 3 giorni a Singapore. Inizialmente pensavamo di visitare anche l’isola di Bohol per vedere le famose Chocolates Hills e quei strani primati chiamati “Tarsi” ma poi, considerando le difficoltà di spostamento nelle Filippine, il poco tempo a disposizione ed il fatto che volevamo anche qualche giorno di relax completo, abbiamo optato per la sola Palawan descritta nei vari forum come più selvaggia e con scenari unici al mondo. Devo dire che la scelta col senno di poi è stata vincente e consiglierei agli amici viaggiatori di dedicare diverso tempo a Palawan perchè oltre alle località più conosciute (come el nido) offre anche altri bei posti da scoprire.

E così, di seguito il nostro resoconto di viaggio:

8-9 febbraio un primo assaggio di Singapore

Partenza da Bologna per Singapore con scalo di due ore a Istanbul. Volo Turkish Airlines (costo 458 € a/r).

Atterrati a Singapore, alle 17 ora locale, l’adrenalina è alta e sconfigge di gran lunga la stanchezza delle 13 ore di viaggio, così ci dirigiamo a depositare i bagagli in aeroporto per una visita lampo alla città in quanto il volo per le Filippine è previsto per il mattino seguente alle ore 10,00. Cambiamo i soldi (1 euro=1,50 dollari) prendiamo direttamente la metro dal nostro terminal (compriamo la schedina locale che utilizzeremo anche negli ultimi giorni della vacanza e che consente uno sconto del 30% su tutte le corse a fronte di un deposito di 6 dollari) che ci porterà direttamente al cuore della città: il Marina Bay Sand.

Così nel giro di 20 minuti di metro ci troviamo catapultati in un’altra realtà: usciamo all’aperto e ci avvolge un vento caldo e capiamo subito che quel caldo tanto desiderato dall’Italia era finalmente realtà. Ma ciò che più rimarrà impresso nella nostra mente non è il caldo, non è nemmeno la moltitudine di gente di tutte le nazionalità che ci circonda ma è lo spettacolo che ci troviamo davanti. In lontananza riconosciamo l’inconfondibile struttura del Marina Bay Sand e alzando lo sguardo ci sovrasta una imponente skyline che ad un certo punto si apre lasciando spazio al mare che penetra in mezzo ai grattacieli e riflette le luci della città sull’acqua. Difficile spiegare la maestosità così, vista all’improvviso, quando forse ancora non sei pronto e non hai bene realizzato nemmeno dove ti trovi. Facciamo un breve giro lungo la baia avvolti da questo scenario imponente al quale si aggiunge, cosa strana, un silenzio surreale; è lunedì sera non c’è molta gente ma soprattutto le macchine circolano lontano da li e tutto ciò crea pace, pace in città. Una sensazione un po’ surreale.

Alle 21.30 assistiamo allo spettacolo gratuito delle fontane danzanti nella baia, molto suggestivo e sicuramente il modo migliore per inaugurare l’inizio della nostra avventura.

Alle 23 circa con una delle ultime corse della metro ritorniamo in aeroporto (La metro chiude alle ore 00,00 e riapre alle 5,00). Qui abbiamo un piccolo inconveniente di viaggio. Avevamo letto che era possibile, per chi doveva aspettare altri voli poter dormire qualche ora in zone lounge dell’aeroporto o addirittura pagare e sostare in un albergo a ore. Arrivati in aeroporto invece scopriamo che ciò era possibile solo se si accedeva alla transit area ma questo a noi non era permesso in quanto il check-in del volo per le Filippine apriva alle ore 8,00 del mattino seguente e quindi senza carta d’imbargo non potevamo accedervi. Abbiamo così dovuto passare la notte in aeroporto, tra un divanetto di Starbucks e una poltrona del Burger King. Insomma, per niente comodi. Purtroppo ogni tanto qualche disguido organizzativo può succedere ma questo ci stanca ma non ci scoraggia, anzi attendiamo con ansia il giorno successivo.

10 febbraio – Puerto Princesa (Palawan)

Alle 10.30 abbiamo il volo per Manila e a seguire quello per Puerto Princesa prenotati con la Cebu Pacific Airlines (368 € a persona a/r + bagagli da stiva).

Arrivati a Puerto Princesa, capitale dell’isola di Palawan, ci dirigiamo alla ricerca di una sistemazione per la notte in quanto non abbiamo prenotato nulla. Usciamo dall’aeroporto e l’impatto è forte. Decidiamo di incamminarci a piedi, visto che non avevamo i soldi (non ci sono change money in aeroporto a Puerto Princesa), alla ricerca dell’albergo scelto sulla guida. E’ stata un’impresa. La stanchezza, il caldo soffocante, il peso dello zaino ma sopratutto questa realtà così diversa dalla nostra che ci assaliva d’improvviso non ci dava tempo per abituarcisi: odori forti, traffico intenso quasi esclusivamente di tricicli, gente che cucinava per strada, che vendevano di tutto, baracche alternate da qualche edificio in cemento. Finalmente arrivati nell’hotel segnalato dalla guida chiediamo subito una stanza e, colpo di fortuna, hanno rimasta una matrimoniale. L’hotel si chiama Pagdayon una struttura tipica filippina molto carina, la camera è essenziale, senza acqua calda ma con un rumoroso condizionatore ad appena 950 pesos per notte. Ci riposiamo.



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