Compleanno a Dubai

Festa di compleanno nel deserto e visita ad una delle metropoli del futuro
 
Partenza il: 12/04/2018
Ritorno il: 18/04/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Era da settembre dell’anno scorso che mi frullava nella mente di festeggiare il mio 50° compleanno da qualche parte fuori Italia e pensavo a un posto che sommasse il periodo meteorologico giusto al divertimento, al mare e a qualcosa d’interessante da visitare: l’idea di scegliere DUBAI come meta mi arrivò da Lufthansa in quanto, proprio in quel mese, pubblicizzava la promozione di tariffe scontate e offriva quello per Dubai a un prezzo che ritenni ottimo.

Così mi dissi: “Perché no?”. Dubai è una metropoli sorta tra deserto e mare (ed io adorano entrambi), votata al futuro ma con un occhio al passato e dedita al commercio, quindi piena di vecchi souk e moderni centri commerciali. In più, è considerata una meta turistica “top” oltre che glamour e con un tocco chic.

Allora ok, la decisione fu presa e la prenotazione effettuata: si parte!

Fatto ciò, ho prenotato anche l’alloggio e poi… ho lasciato trascorrere l’anno fino al marzo scorso, quando ho completato l’organizzazione del soggiorno e sono partito.

12 aprile – giovedì

Alle 6 del mattino siamo già in autostrada diretti a Malpensa, arrivandoci all’orario previsto e scansando il traffico della tangenziale milanese, non ancora affollata. Lasciata l’auto al Park to Fly (38€ al coperto per sei giorni), arriviamo subito al Terminal 1 e lasciamo anche le due valige al check-in in modo celere per dedicarci poi ai controlli e poi, finalmente, a una ricca colazione. Il volo Lufthansa per Francoforte parte con un po’ di ritardo ma atterriamo al grande aeroporto in tempo per aspettare comodamente seduti la coincidenza, che parte alle 14,20 subito dopo l’imbarco: il grande B747 corre sulla pista, si solleva e volge il muso verso il sud. Noi a bordo ci godiamo il volo tranquillo, il buon pranzo e i film offerti per l’intrattenimento. Alle 21,30 iniziamo a intravedere le luci delle città del Golfo Persico e poi, sorvolando a bassa quota, atterriamo a Dubai in perfetto orario. Dal terminal raggiungiamo il controllo passaporti e del visto (la fila è un po’ lunga) e poi corriamo a ritirare i bagagli che, per fortuna, un addetto ha scaricato dal nastro e posto nelle vicinanze.

Prima di uscire cambiamo alcuni Euro in AED (o Dirham) e poi ci fiondiamo a prendere il taxi, la cui fila si snoda appena fuori gli arrivi: il nostro è guidato da un silenzioso indiano che ci lascia all’albergo dopo venti minuti di giro per le strade trafficate e al prezzo di 80 AED (circa 20€).

Il Savoy Park Apartment Hotel è situato in Bur Dubai, zona Al Mankool, nella parte seminuova della città, ed è appartenente a una serie di alberghi della stessa catena situati quasi tutti nelle vicinanze: noi alloggiamo in quello più economico, che consta di monolocali standard composti di un’ampia camera da letto con angolo cottura (fornito di tutto) e un bel bagno nuovo e funzionale. La colazione non è inclusa ma, a pagamento, può essere fatta nel salone a piano terra.

I receptionist sono gentili, educati nonché celeri e finalmente, dopo quasi due ore dall’atterraggio, entriamo nella nostra camera: il tempo di sistemare le valigie e poi andiamo a letto stremati.

13 aprile – venerdì

Ci svegliamo poco dopo le nove e scopriamo che fuori ci sono già 26°: il caldo ci aspetta!

Fatta la colazione, impronto un piano visite che cercheremo di rispettare: oggi, venerdì, i souk sono chiusi la mattina, quindi ci conviene dedicarci ad altro e, allora, decidiamo di recarci a Jumeirah per poi spostarci al Mall of the Emirates.

Raggiungiamo, con una passeggiata di dieci minuti, la fermata metro di Burjuman (prima di entrare ci copriamo perché l’aria condizionata è alta, soprattutto nei vagoni) in cui compriamo la Silver Card al prezzo di 25 AED (5€), già utilizzabile. Poi prendiamo la metro rossa in direzione A.E.U. e scendiamo alla fermata Mall of the Emirates per farci portare subito con un taxi (10 AED, pari a 2€) alla spiaggia adiacente al Burj Al Arab, il famoso albergo a forma di vela.

Ecco che siamo davanti a uno dei simboli di Dubai: la giornata è calda, chiarissima e le foto dalle varie angolazioni si sprecano. A piedi, poi, raggiungiamo l’ingresso al lussuosissimo hotel, che da qui si può apprezzare con una prospettiva più ravvicinata e da dove si può anche ammirare la scenografica cascata d’abbellimento.

Dopo le foto di rito raggiungiamo, con dieci minuti di cammino, il Souk Madinat Jumeirah, costruito proprio rispettando i canoni e l’architettura tipica araba: l’aria fresca interna e i tanti negozi invitano a una lunga e piacevole sosta.

Girovaghiamo per un bel po’ all’interno, fermandoci ad ammirare la mercanzia esposta (dall’abbigliamento all’oggettistica d’oro fino ai classici ninnoli turistici da portare ad amici e parenti) per poi pranzare da Perry & Blackwelder’s Original Smokehouse, uno dei tanti ristoranti presenti: l’offerta del giorno (un hamburger a scelta con patatine e una bibita) costa sui 40 AED (8€) e mangiamo volentieri in questo simpatico posto.

Dopo usciamo dal souk, seguendo i canali e ammirando la mole del Burj Al Arab che si staglia sul complesso (nei canali si può fare una gita in barca tra ville, palme, ponti e angoli verdi) per poi rientrare e andar a prendere verso l’ingresso principale un taxi che ci porta, in breve, davanti all’accesso del Mall of Emirates.

Quest’ultimo, fino a poco tempo fa, era il più grande centro commerciale della città ma ora ne è diventato comunque un’interessante attrattiva: non sappiamo da quale dei tanti ingressi siamo entrati, ma davanti a noi abbiamo una piazza rotonda su cui si affacciano tre piani, uniti da affollate scale mobili, e da cui partono quattro lunghi corridoi pieni di negozi e insegne luminose. Un viavai di gente di ogni nazionalità circola dappertutto e lo smarrimento del senso d’orientamento diventa palese: per fortuna i tanti pannelli informativi aiutano a cercare la giusta via.

Ci incamminiamo tra le marche e i brands internazionali, i negozi di vestiti, arredamenti, cibo, prodotti etnici e tanta di quella mercanzia tale da lasciare a bocca aperta e giungiamo al grande spazio che ospita l’enorme vetrata da cui si scorge la Dubai Ski, la pista da sci coperta più grande del mondo: vedere gente che scia mentre fuori ci sono più di 35°, è davvero incredibile!



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