Columpio en el cielo!

Ancora un viaggio in Sud America! Questa volta siamo stati in Ecuador, visitando Quito, Cuenca e le Isole Galapagos.
 
Partenza il: 10/05/2019
Ritorno il: 26/05/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

9 Maggio 2019 (Milano-Quito)

Fede deve andare a Quito per lavoro. Quale migliore occasione per prendere ferie e visitare questo piccolo ma intenso paese del Sud America, approfittando anche per vedere le Galapagos? Detto fatto, organizziamo un paio di settimane di vacanza fra terra ferma e isole. In realtà non organizziamo granché, a parte il volo per Quito e per le Galapagos. Il resto lo decideremo strada facendo una volta in Ecuador.

Il giorno della partenza è finalmente arrivato e dopo un lungo volo da Milano via Amsterdam atterro puntuale a Quito nel primo pomeriggio. Il viaggio è reso decisamente più gradevole dal fatto che in servizio (non casuale ma ben programmato) c’è Koen, mio amico di vecchia data e assistente di volo su KLM. A Quito il cielo è grigio e a tratti piove.

Il pick up dell’hotel che mi ha organizzato Fede è già li ad attendermi agli arrivi; peccato però che la macchina non parta. Quel furbone dell’autista deve aver lasciato le luci accese facendo scaricare la batteria. Poco male, dopo un po’ trova chi gli presta i cavi e, con un’ora di ritardo sulla tabella di marcia, riusciamo a partire. Il tragitto è lungo ma a quest’ora poco trafficato. Intuisco subito che la città è più (ancora di più …) in alto rispetto all’aeroporto. Quito è situata a 2850 mt sul livello del mare. Sicuramente il soroche (mal di montagna) non mi risparmierà nemmeno questa volta. Fede ha finito di lavorare ed è già in hotel che mi aspetta. Stiamo un po’ in stanza a riposare, e per cena usciamo con Koen e i colleghi di Fede. Decidono di andare in un ristorante peruviano al centro commerciale Quicentro, vicinissimo all’hotel. Sono un po’ provata dal viaggio e dall’altitudine, quindi mi limito a una porzione di polpo grigliato molto piccola, ma gustosa e croccante. A piedi accompagniamo Koen al suo hotel, poco distante, e rincasiamo.

10 Maggio 2019 (Quito)

Fede lavora e io sono rimasta d’accordo con Koen che ci saremmo sentiti una volta svegli per fare un giro nel centro storico. Il fuso orario contribuisce a farci svegliare presto. Faccio colazione con Fede, anche se l’altitudine non mi consente di godermela appieno: peccato, c’è davvero ogni ben di Dio (di gran lunga il miglior pasto della vacanza)! Mi preparo e prima di incontrare Koen passo al centro commerciale per comprare una scheda sim locale in modo da avere internet, e poi prendiamo un taxi facendoci lasciare alla cattedrale in stile gotico. Da qui inizia il nostro giro del centro storico a piedi. Siamo entrambi stanchi e affaticati, quindi ce la prendiamo comoda. Il tempo non è granché, a tratti piove, e in quei tratti ci rifugiamo in caffè e negozietti di cioccolato e artigianato locale. Non visitiamo i musei ma le chiese principali, naturalmente la Piazza Grande col palazzo del Governo, la chiesa della compagnia di Gesù, il centro culturale metropolitano, il quartiere de La Ronda, con le sue cassette coloniali e i negozietti e bar tradizionali, il panecillo (senza salire).

Oggi essendo venerdì Fede finisce prima di lavorare, e col suo collega ci raggiunge nel primo pomeriggio per salire tutti insieme col Teleferiqo, la cabinovia che in 18 minuti porta dai 3000 metri di Quito ai 4100 del vulcano Pichincha. Ci incontriamo alla base della cabinovia, dove i manifesti di avvertimento circa il di montagna di sprecano… Man mano che saliamo la vista si fa via via più mozzafiato. Quito rimpicciolisce e quasi scompare laggiù, tra una nuvola e uno sprazzo di luce. Stiamo più o meno tutti bene e pertanto azzardiamo la breve camminata fino alla famosa altalena nel cielo. Qui si possono scattare delle fotografie molto carine in cui sembra di fluttuare con l’altalena tra le nuvole (columpio en el cielo)! Divertente, anche se di aria nei polmoni sembra entrarne poca. Torniamo bambini per un pochino prima di riscendere “a valle”. Breve sosta in hotel e si parte per cena. Sempre con la solita compagnia prendiamo un taxi e andiamo al quartiere la Mariscal, e ceniamo in una steak house con musica dal vivo in Piazza Foch, una delle zone più trendy della città per vita notturna, ristoranti e bar. Io ormai sono veramente alla frutta, non riesco a mangiare mentre tutti mangiano e bevono di gran gusto, e davvero sono contenta che stia per arrivare l’ora della nanna. Pochi minuti di taxi e saremo a letto!

11 Maggio 2019 (Otavalo)

Tutti i sabati ad Otavalo, nel nord del paese, si svolge il mercato artigianale indigeno più grande del Sud America. Decidiamo di non perdere l’occasione di visitarlo. Ci svegliamo con relativa calma, facciamo colazione e prepariamo i bagagli per il cambio di hotel programmato per questa sera, e poi prendiamo un taxi per arrivare al terminal dei bus Carcelen (quello dal cui partono i bus diretti a nord). Al terminal ci sono molte compagnie di autobus con altrettanti desk. Ci immettiamo in una coda a caso, nel primo ufficio dove vediamo scritto Otavalo. Sono molto lenti ma finalmente conquistiamo, con 5,40 USD a testa, un biglietto per Otavalo. Poco dopo arriva il bus, abbastanza grande e comodo, e ci sistemiamo per le 2 ore di viaggio. Unico neo: tutti i bus a percorrenza medio-lunga proiettano a volume altissimo film orribili: ce ne tocca uno violentissimo con Jean Claude Van Damme… Nel giro di due ore, giusto il tempo di sorbirci il film, siamo a Otavalo. Lungo il percorso vediamo il lago di San Pablo, molto bello.

Una volta arrivati in città ci spiegano come raggiungere il mercato a piedi. Con una breve ma faticosa camminata vista l’altitudine (parlo sempre e solo per me) arriviamo alla piazza centrale. Tutto il centro è pieno di bancarelle colorate che vendono soprattutto prodotti tessili e artigianato in legno, ceramica, ecc. C’è anche tanto cibo cucinato, ma non ci azzardiamo a sperimentarlo. Abbocchiamo in compenso, a poche bancarelle dall’inizio del giro, a una coperta colorata presumibilmente di alpaca. Giriamo per il mercato per qualche ora, ci riposiamo un po’ nei giardini della piazza principale, beviamo un caffè che rasenta la decenza in un bel baretto e poi, visto che non abbiamo né tempo né energie per fare altri grandi giri nella zona (ci sarebbe la famosa laguna di Cuicocha che sicuramente merita una visita), andiamo al terminal dei bus e ne prendiamo al volo uno in partenza per Quito.



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