I colori della Namibia

9 giorni in self-drive
Scritto da: jaguar89
i colori della namibia

Ci accorgeremo in seguito che la fauna del parco non è paragonabile a quella che è possibile vedere ad esempio nell’Etosha, ma come primo approccio con la Namibia è comunque molto interessante e la guida che ci ha spiegato alcune cose sui diversi animali è stata molto brava. Arrivati al lodge decidiamo di andare subito a cena: è previsto un ricco buffet, dove mangio una minestra e delle poco namibiane costolette di maiale, comunque molto buone. Accompagniamo il tutto con una birra locale, per altro molto economica. Torniamo alla nostra tenda dove ci accorgiamo subito della grande escursione termica ma imbacuccati nei nostri letti passeremo la notte senza soffrire eccessivamente il freddo.

2°giorno – 15/5/22: Namib Desert

Stamattina piccolo inconveniente con l’auto: l’apertura a distanza dell’auto non funziona e aprendo con la chiave scatta l’allarme: panico! Riusciamo comunque infine ad aprire e l’agenzia ci suggerisce di non usare i comandi a distanza (che fanno inserire in automatico l’allarme) ma sempre la chiave. Facciamo colazione (sarà simile in tutta la vacanza con ampia prevalenza di salato e qualche opzione dolce) e ci mettiamo in auto per il lungo trasferimento verso il Namib Desert: dobbiamo percorrere circa 300 km, ma lo sterrato ci costringe a ridurre la velocità.

Per l’ora di pranzo arriviamo al Desert Camp, dove passeremo la notte. Ci viene assegnata una casetta indipendente molto curata e dopo un rapido cambio e aver mangiato qualcosa ci dirigiamo subito all’ingresso del Namib-Naukluft Park (150 NAD/pp + 50 NAD per veicolo al giorno) dove incominciamo ad esplorare il parco.

Facciamo la prima sosta alla Duna 45****, una bellissima duna di sabbia rossa fiancheggiata da alcuni alberi secchi molto scenografici. Salgo anche sulla cima della duna, continuamente modellata dal vento, mentre scattiamo numerose foto del contrasto tra la duna stessa, il nero degli alberi e il cielo di un blu accecante. Ci spingiamo quindi fino alla fine del parco per fare una delle escursioni meno note, quella all’Hiddenvlei**, una piccola valle nascosta circondata da dune solitarie che si raggiunge in circa 40 minuti di cammino. Il paesaggio seppur non imperdibile è affascinante e siamo completamente da soli.

Ci rimettiamo in auto per avvicinarci all’ingresso del parco (a circa 65km di distanza), da dove dobbiamo uscire entro il tramonto. Facciamo però prima una deviazione verso la Elim Dune*, che è considerata un buon punto per vedere il tramonto: in realtà non ci sembra niente di che, ma facciamo il nostro primo incontro ravvicinato con un bellissimo orice. Dopo quest’ultima deviazione usciamo dal parco e torniamo al nostro alloggio per una meritata doccia. La cena viene servita presso il vicino Sossuvlei Lodge, mega struttura di lusso dove la cena a buffet è costituita essenzialmente da pietanze alla griglia: assaggiamo quindi l’orice, lo springbok e altri animali locali, la cui carne risulta essere sorprendentemente buona. Oggi la serata è molto più calda e quindi mangiamo all’aperto, seppur debitamente coperti. Dopo la lauta cena torniamo al Desert Camp per la notte: domani la sveglia è prevista molto presto!

3°giorno – 16/5/22: Namib Desert

Oggi è uno dei giorni più attesi: quelli della visita a Sossusvlei e al Deadvlei. L’apertura del parco è prevista per le 07:15 e, come consigliatoci, siamo in coda all’ingresso già alle 06:55. Siamo la 4a auto della fila. All’apertura ci facciamo di nuovo i 65 km fino al parcheggio di Sossusvlei: qui chi ha un 4×4 potrebbe proseguire con marce ridotte per ulteriori 5km. Tuttavia i namibiani incontrati il primo giorno ci hanno sconsigliato di farlo non avendo esperienze di guida di un fuoristrada su sabbia e quindi decidiamo di prendere la navetta al costo di 180 NAD/pp. A posteriori credo abbiamo fatto bene, perché un’auto è rimasta insabbiata e i suoi occupanti hanno dovuto pagare una cifra assai più cospicua per essere soccorsi.

Alle 8:10 circa iniziamo la nostra visita del Deadvlei*****: con 15 minuti di cammino circa arriviamo in questa palude prosciugata dove innumerevoli alberi secchi si stagliano sulle dune rosse, il cielo blu e il bianco del suolo riarso: uno spettacolo incredibile, che tra l’altro cambia in continuazione a seconda della diversa provenienza della luce del sole.

Dopo aver scattato numerose foto ci dirigiamo verso la Big Daddy****, la più alta duna che sovrasta il paesaggio. La salita è lunga, calda e difficoltosa (considerate circa 1h dalla zona principale del Deadvlei) ma viene ripagata di una vista spettacolare sul deserto, da cui si è circondati a 360° con le sue dune dai mille colori continuamente modellate dal vento. Dalla cima quindi ci si butta di corsa in discesa lungo il fianco più ripido per arrivare al punto di partenza in 2-3 minuti. Riprendiamo quindi la navetta per arrivare al Sossusvlei***, una pozza d’acqua circondata da alte dune di sabbia rossa. Anche qui è possibile salire su una delle dune, la Big Mama, ma quasi nessuno lo fa per il caldo e l’impegno fisico richiesto. La salita al Big Daddy ci ha fatto capire anche la ragione per cui quasi tutti visitano questi luoghi la mattina presta: con il caldo la salita alla duna sarebbe ancora più difficoltosa.

Completata la visita a Sossusvlei riprendiamo la navetta fino al parcheggio, facciamo pranzo con un panino e riprendiamo quindi l’auto per dirigerci verso l’ingresso del parco. Sosta tecnica per rinfrescarci e quindi puntiamo al vicino Sesriem Canyon***, che è possibile ammirare sia dall’alto che scendendo lungo il sentiero che lo percorre dal basso. Facciamo un tratto di questo sentiero, piuttosto piacevole anche perché prevalentemente all’ombra. Ci dichiariamo quindi soddisfatti delle visite fatte e ci dirigiamo verso l’Ababis Guest Farm, il nostro alloggio per la notte che si trova a meno di 100km di distanza, non lontano da Solitaire.

Arrivati a destinazione scopriamo che dormiremo in una sorta di casa colonica privata, con ampio giardino e animali. Abbiamo un paio d’ore di relax (dove faccio anche un rapidissimo bagno nella gelida piscina) prima della cena che consumeremo insieme ai padroni di casa (che parlano quasi esclusivamente tedesco) e un’altra coppia di ospiti (anche loro dalla Germania). Cena a base di una sorta di polpettone e quindi a nanna in vista dell’indomani.

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