Colombia coloniale, Costa Rica classica e Panama per un relax alle San Blas

Da Bogotà a Barichara, passando per Cartagena e Santa Marta, poi nei parchi nazionali della Costa Rica e nelle isole caraibiche di San Blas
 
Partenza il: 05/02/2017
Ritorno il: 05/03/2017
Viaggiatori: 4
Spesa: 3000 €

DIARIO DI VIAGGIO COLOMBIA, COSTA RICA E PANAMA (SAN BLAS)

Dopo un anno e qualche mese di programmazione eccoci di nuovo al punto di partenza per una nuova esperienza di vita (i miei viaggi li chiamo così).

GIORNO 5 FEBBRAIO

Siamo a Fiumicino in procinto di imbarcarci sul volo iberia, che dopo uno scalo a Madrid ci porterà alla nostra prima tappa, Bogotà. Siamo in compagnia di altri due amici, con i quali condivideremo la prima parte del viaggio, ma soprattutto durante la programmazione si è aggiunto un altro componente che ci ha riempito il cuore di gioia e non potevamo non fargli fare la sua prima esperienza, anche se nel pancione della mamma, per averlo già pronto per i prossimi viaggi. La fortuna ha voluto che questo volo non ci faccia perdere nemmeno un giorno, e arrivati a Bogotà ci dirigiamo verso il nostro hotel exe bacata, con parcheggio privato, visto che abbiamo noleggiato la macchina.

GIORNO 6 FEBBRAIO

Alle 8 e 30 lasciamo la città in direzione “cattedrale di zipaquira” ex miniera di sale dove è stata creata una cattedrale, santuario cattolico più celebre della Colombia, dedicato alla madonna del rosario. Usciti abbastanza indenni dal traffico cittadino, la raggiungiamo dopo un ora, visto che è a soli 45 km. Di distanza dalla città. L’ingresso è sormontato da un altorilievo che rende omaggio ai minatori, le croci poste lungo il percorso identificano le stazioni della via crucis. Lungo il percorso notiamo “la creazione dell’uomo” altorilievo scolpito nel marmo posto in fondo alla navata centrale. Ci dedichiamo qualche ora alla visita. All’uscita del sito, alcune colombiane, credo del personale lavorante, ci chiede se la visita ci ha soddisfatto… usciti ci dirigiamo verso il centro cittadino di zipaquira, cittadina coloniale molto interessante e ben tenuta. Si è fatta l ‘una, ed è l’ora di pranzare, prima di raggiungere la cattedrale ci è rimasto impresso un asadero, ed è lì che ci dirigiamo. Caratteristico, sembra di essere nella rute 66, assaporiamo un asado molto ricco. Dopo ci mettiamo di nuovo in cammino perché prima della sera vogliamo raggiungere villa de leyva. Nei 130 km. Che ci separano dalla meta finale passiamo per il “puente de boyaca”, facciamo una sosta a tunja, dopo aver sostato la macchina in parcheggio con non poche difficolta’ visto il traffico cittadino, ci dirigiamo nel centro storico dove visitiamo la catedral metropolitana, la plaza bolivar , e iglesia de santo domingo. Sono le 18 , ci rimettiamo in macchina per raggiungere villa de leyva. La guida sulle strade della colombia è un po’ complicata, le strade sono ben asfaltate, ma è preferibile raggiungere la destinazione finale prima che faccia buio. Comunque la sera è un po’ complicato guidare. Sono le 19 e finalmente raggiungiamo villa de leyva, dove alloggiamo al hotel suites arcoris. Ci sistemiamo nelle camere, anche se è sera l’hotel è posto in un meraviglioso giardino con una bellissima panoramica della città. Dopo cena andiamo a riposare, domani ci aspetta una escursione nei dintorni di villa de leyva.

GIORNO 7 FEBBRAIO

Abbiamo contattato un taxi, amico di paolina rico che lavora per suite arcoris, e dopo 20 km. Raggiungiamo il “monastero della candelaria”, fondato da monaci agostiniani, dopo 5 minuti di attesa entriamo nella parte visitabile, la cappella, un piccolo museo, la biblioteca, ed un curato chiostro. Ci fermiamo un po’ in questo luogo immerso in una tranquilla vallata. Nelle vicinanze invece c’è “raquira”, un vivace villaggio, ricco di negozi di artigianato e pile di vasi di creta, formano un piacevole scenario di colori. Ci concediamo il tempo per una passeggiata e shopping per le signore. I colori di raquira ci rapiscono, ma è l’ora di riprendere il cammino con la visita prima di “infiernito”, sito con monoliti verticali con forma cilindrica, per il calcolo delle stagioni e la misurazione delle ombre , con le quali gli indigeni stabilivano i tempi più adatti della semina. Prima di rientrare in hotel, raggiungiamo “pozo azules”, laghi artificiali di colore azzurro dovuto dallo zolfo che si trova all’interno e dai raggi del sole. Ci soffermiamo in maniera veloce perché vale solo la pena scattare qualche foto. Il nostro autista ci comunica che passeremo per “sutamarchan” la capitale colombiana dello “chorizo”, e quindi cogliamo l’occasione di fermarci per un ristoro veloce e mangiamo la specialità. Sono le 13 e ci dirigiamo in centro città dove siamo attratti da una cioccolateria e li abbiamo assaggiato varie specialità al cacao. È stata una mezza giornata molto intensa e siamo pronti per la seconda parte della giornata, che ci porterà’ al trasferimento in barichara. Sono 190 km. Da fare su una strada tortuosa, però i paesaggi sono molto belli, e siamo affascinati dalla vita dei paesini lungo il percorso, è un lato della colombia che ci affascina molto. Alle 8 di sera raggiungiamo il nostro hotel, la loma hotel barichara, gestito da beatriz, amorevole padrona di casa. Ci sistemiamo nelle camere e andiamo a letto.

GIORNO 8 FEBBRAIO

Dopo una gradevole colazione nella terrazza della loma hotel, ci dirigiamo verso le incantevoli viuzze coloniali di barichara, notiamo che l’ambiente è un po’ assonnato, non ci sono molti turisti, visto che in questa zona e bassa stagione, ma non fa nulla. Prima tappa la “iglesia de santa barbara”, situata nella parte settentrionale della cittadina, poi proseguiamo per il vicino “parque para las artes”, il quale purtroppo è chiuso, peccato non abbiamo il piacere di vedere l’anfitreato interno e godere della vista mozzafiato della città. Però c’è dell’altro, e tra casette fiorite e negozi caratteristici raggiungiamo prima un punto panoramico della vallata sottostante, e poi il parque principal dove c’è “la cattedrale” e scendendo sulla sinistra, visitiamo “la casa della cultura”, residenza coloniale disposta intorno ad un bel patio. Infine raggiungiamo la “casa de aquileo parra”, edificio occupato da una cooperativa di anziani tessitori. È tarda mattinata, fa caldo, e ci dirigiamo verso un ristorante tipico, la braza, pranziamo e subito dopo ci dirigiamo in hotel. Nel primo pomeriggio dopo un breve riposino, io ed il mio compagno di viaggio(le donne decidiamo di farle giustamente riposare) decidiamo di fare il trekking che porta da barichara a guane, il “camino real”, 10 km. Di strada costruita dagli indigeni e restaurata l’ultima volta nel 1988, dove è stata dichiarata monumento nazionale. Il percorso in discesa su strada lastricata, attraversa una valle piena di cactus e alberi, e ogni tanto si incontrano capre o mucche più’ che esseri umani. Dopo due ore abbondanti, verso le 17 e 30 raggiungiamo la desolante piazza di guane e nell’attesa del pulman che ci porterà a barichara, ci beviamo due meritate birre fredde. Raggiunto il centro di barichara acquistiamo qualche panino, perché essendo in bassa stagione, molti ristoranti sono chiusi, e li consumiamo con le mogli nel grazioso patio dell’ hotel.

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