Cipro nord

Nota – Essendo lungo scrivere “turco cipriota” o “greco cipriota”, sarà il caso di accorciare. Per cui, quando parlo di persone, “greco” implica “greco di Grecia”… “turco” è “turco di Turchia”… “Ciprurco” è “turco cipriota”, “cipreco” è “greco cipriota”. ABBRONZATURA Come sempre quando si migra in...
 
Partenza il: 31/07/2005
Ritorno il: 14/08/2005
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

CHIESE Una delle dispute tra cipreci e ciprurchi riguarda chiese e moschee. Chiese distrutte al nord e moschee distrutte al sud? Nella parte turca, di chiese non sembra ne siano state buttate giù tante. Piuttosto, “ripensate”. Svuotate di ogni paramento sacro, tolte in molti casi croci e campane, vengono a volte riutilizzate nei modi più disparati: da museo a stalla, magari da qualche parte ci abitano anche… In molti altri casi sono solo svuotate, chiuse e abbandonate. Tranne qualche monastero che, scalcagnato, cerca di attrarre qualche raro viandante più per vedere “che fine ha fatto” che non per reale splendore.

CIBO Molta carne, estremamente tenera. Verdure, salse, spezie di ogni tipo. A dire la verità, la cucina ellenica e quella turca non sono poi tanto diverse: sapori, aglio e cipolla, tanto yogurt. E i dolci… i dolci… Tutti rigorosamente al sapore di saponetta. Che siano torte, ciambelle, budini, gelati… Niente: la saponetta (che pare un aroma estratto dalla vaniglia) apparirà d’incanto facendoti storcere la bocca. In compenso, dopo aver visto capre abbeverarsi in mare, si capisce come mai una presunta specialità dell’est Mediterraneo sia il formaggio salato… CIPRECI Come detto, si intendono gli abitanti di Cipro di etnia greca. A Nord non ce ne sono praticamente più, se non in qualche isolata decina a Dipkarpaz.

CIPRO Terza isola del Mediterraneo, dopo Sicilia e Sardegna. 80% della popolazione di ceppo greco, 20% turco. Fino al 1960 colonia britannica, poi indipendente. Ma i cipreci volevano passare sotto la Grecia (a mò di Creta, per intendere), i ciprurchi invece non volevano essere svenduti ad un plurimillenario nemico, preferendo al massimo una divisione dell’isola, creando un “protettorato” turco. Dopo 14 anni di combattimenti sparsi, la giunta fascista greca – sponsorizzata dagli USA – attua un colpo di stato per mettere, al posto del titubante arcivescovo Makarios, un capo più incazzato verso i turchi. Risposta: l’esercito turco invade l’isola, prendendosi la parte nord (più ricca: comprende le coste migliori, i due porti principali, e fette di pianura fertili). A questo punto cominciano migrazioni di massa dei ciprurchi rimasti a sud e cipreci a nord: chi decide di restare in territorio “nemico” può farlo, ma diventa cittadino di serie C, senza diritti e a rischio ritorsioni. Da allora, un muro divide le due parti, e pochi sono coloro ai quali è permesso di fare su e giù. In entrambe le parti, altissima è la percentuale di militari. Ma, malgrado la turbolenza passata, nessun pericolo per i turisti. E, anche tra loro, sembra ormai ci sia una stabilità: i cipreci vorrebbero riavere le coste del nord ma senza scannarsi, ai ciprurchi basta vivere in pace.

CIPRO NORD “Repubblica Turca di Cipro Nord”. Dopo la “spartizione” del 1974, si accorsero che a nord c’era troppo spazio e pochi abitanti. Quindi, la Turchia spedì a Cipro molti poveracci, contadini e a volte anche criminali dall’Anatolia e dalla Cappadocia. Per cui ora questa parte è popolata sia da ciprurchi che da turchi veri e propri, spesso più poveri e scaraventati nelle zone più isolate con le loro capre. Terra molto particolare, ancora quasi intatta dal punto di vista dell’edilizia turistica, che a causa dell’embargo imposto dal mondo dipende economicamente solo ed esclusivamente dalla Turchia (che non è proprio un gran che, da questo punto di vista). Da decenni si cerca una soluzione, ma gli osservatori esterni sono molto scettici. Il dramma di Cipro? L’assenza di una coscienza comune: “non esistono ciprioti. Esistono greci che vivono a Cipro, e turchi che vivono a Cipro”, ipse dixit il capo di stato di questa parte.

CIPRURCHI Come detto, si intendono gli abitanti di Cipro di etnia turca. Sono alquanto gentili, anche se non è che sappiano l’inglese al di là di un blando “yes, no”, e qualche numero.

DIPKARPAZ Villaggio dell’est, ultimo tratto di civiltà prima del lungo dito di penisola. E’ uno dei rari luoghi del nord in cui vivono ancora cipreci. In non grandi condizioni: non hanno medico, non hanno telefono e, insomma, non stanno poi tanto bene. Restarono qui perché, all’epoca, la guerra non toccò questa zona, e loro speravano in chissà cosa… Nel paese c’è una chiesa “attiva”, senza campane per non infastidire i musulmani. Vicino a questa, non particolarmente ricca, è stata per dispetto costruita una colossale moschea.

EFES PILSEN Non esiste una birra tipica di Cipro Nord (ce ne sarebbe una, ma è irrisoria), come era la Keo a sud. Per cui il marchio principale è questo, proveniente da Istanbul. Sonia che l’ha provata dice che è buona e leggera. E anche utile per altre cose… FAMAGOSTA Città nella costa est, era porto e meta turistica principale prima della guerra. Ora è abbastanza cupa. Al suo interno la cittadella antica, attorniata dalle mura. In generale, molti luoghi di interesse storico a Cipro Nord sono lasciati andare. Un po’ perché di origine ortodossa, roba che ai turchi interessa poco. Un po’ perché non ci sono poi tanti turisti da spremere e da cui prelevare soldini. E anche perché solo da poco cominciano ad arrivare sovvenzioni internazionali per il conservamento. Per cui ci sono palazzi cinquecenteschi trasformati in parcheggio, rovine rovinate, et similia. In mezzo a Famagosta (ribattezzata Gazi Magusa in turco, e Ammochostos in greco: Famagosta / Famagusta era il nome storico), il buco nero di Varosha. Che merita capitolo a parte.

FOTOGRAFIE Alla fine la mia Signora ne fa 11 rullini. Una esagerazione, spesso con foto doppie o tragicamente ripetitive. Come sempre, grande interesse rivolto a sassi, porte, archi di palazzi in decomposizione. Ah, beato chi vedrà l’album “depurato” dai doppioni… GIORNALI Di stranieri non ne arrivano, tranne qualche testata inglese. Il resto è tutto in turco, e per chi non maneggia la lingua è difficile a prima vista distinguere tra giornali “turchi” e giornali “di Cipro turca”. Poi ci sono certe piccole cose che te li fanno distinguere. Su quelli dell’isola, troneggia sempre e comunque il nome di Rauf Denktas, presidente di Cipro Nord e soggetto bravo a tenere sott’acqua ogni tipo di opposizione. Nell’unico giornale dell’isola in inglese si parla quasi sempre di lui… “Denktas di qua, Denktas di là…”. Insomma: il TG4 versione stampata. Sui giornali turchi appaiono anche molte belle fanciulle, non sempre per motivi prettamente legati agli articoli… GIRNE Principale città della costa nord, con maggiore concentrazione turistica. Questo non deve far pensare a casermoni e distese di alberghi con caos, traffico e centinaia di pub presi d’assalto da alcolisti anglogermanici. C’è una strada principale, con qualche negozio, una passeggiata sul lungomare, e il porto. Che sarebbe poi una insenatura attorniata da tanti piccoli ristorantini, tutti rigorosamente a lume di candela, con un particolare effetto ottico. Qualche casinò sparso qua e là, ma la tranquillità è assoluta. C’è un colossale castello sul mare, anche lui abbastanza spoglio da turisti. C’è uno strano gelataio che prima di darti un cono con gelato gommoso ti ci fa i giochi di prestigio, lanciandolo in aria, nascondendolo, facendolo riapparire eccetera (almeno prendetelo per questo, dato che il gusto, insomma…). C’è un passeggio di tantissimi uomini soli o in coppia, per cui prima ti viene in mente Roby Facchinetti urlare “Dio delle cittàààà”, e poi ti chiedi “ma le donne dove sono rimaste?”. C’è un negozietto dove un ragazzotto ciprurco mi descrive la formazione del Bologna che ha giocato il giorno prima in Intertoto. C’è un pub che, sarà un caso, ma ogni volta che passiamo suona “Fuoco nel fuoco” di Ramazzotti. C’è un negozio di frattaglie dove un vecchietto ultrabicentenario ci mette mezzora a fare i conti. C’è una parata militare dove ci si mette in fila per avere: 1 biscotto, 1 boccia d’acqua, 1 portachiavi, 1 maglietta, 1 cappellino di non so quale sigla militare. Carino, insomma… GUIDA Anche qui si guida con volante a destra e si tiene la sinistra. Visto che non era la prima volta, la cosa è stata meno traumatica, anche se il primo impatto stavolta è stato nel deserto entroterra, di notte… Ma sì, inizialmente fai fatica ad ingranare le marce con la sinistra e fai partire il tergicristallo anziché la freccia, ti spaventi a vedere queste macchine che ti vengono addosso in contromano, ma poi ci si rassegna… GÜZELYURT Ribattezzata subito Yogurt perchè Guzeleccetera era troppo complesso. Paesozzo nell’ovest, non toccato dal mare, pieno di negozi anche assolutamente moderni ma… totalmente vuoti.



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