Cipro e la persecuzione di Shakespeare

Viaggio tra culture e immersioni
Scritto da: mara-speedy
cipro e la persecuzione di shakespeare
Partenza il: 09/09/2017
Ritorno il: 16/09/2017
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Mi rimetto in macchina e 45 minuti dopo raggiungo Omodos: un baretto con delle torte spettacolari attira subito la mia attenzione, non posso che fermarmi e provarne una alla carota, con un caffè. Percorrendo le stradine caratteristiche con tanti negozietti, arrivo al Monastero della Santa Croce del 1150 (Moni Timiou Stavrou, 9.30-13 14-19 mar e gio, 9.30-12.30 merc). Ricordo un forte profumo di fiori nel cortile, che non ho capito da dove provenisse. Se dovessero servire, appena entrati a destra, ci sono i bagni.

Prendendo la direzione di Kikkos, dopo una mezz’ora, mi ritrovo davanti al Monte Olimpo, che con i suoi 1952 m, è la vetta più alta dell’isola.

Strano passare dalle palme del mare ai pini sulle montagne; dopo una mezz’ora arrivo al Monastero Panagia tou Moutoulla (9-15), noto per i suoi affreschi del 1280, che sono i più antichi dell’isola. Faccio due passi anche nel villaggio di Moutoulla, tutelato dall’Unesco.

Riprendo l’auto e mi fermo pochi minuti dopo alla Chiesa di Panagia, che da fuori sembra uno chalet di montagna. All’interno, gli affreschi sono proprio belli e ben tenuti.

Non vedo l’ora di percorrere i 15 km che mi separano dal prossimo, perché è quello più famoso e ricco. Arrivo al Monastero di Kykkos (alba-tramonto) dell’XI sec. e bisogna essere vestiti in modo adeguato. I fedeli fanno il giro intorno alla chiesa, proprio come in Tibet ho visto fare la cora, e baciano le statue. Appesi alle pareti ci sono ancora i “bracciali” che venivano messi agli schiavi e ai matti. Nel museo (5 euro, 10-18) si ripercorre la storia di Kikkos e della Chiesa di Cipro. Qui le immagini del Cristo sono un po’ diverse rispetto a quelle cui siamo abituati; Gesù bambino, ad esempio, sembra un adulto di piccole dimensioni e la vergine Maria, grassoccia, è vestita come i preti ortodossi, non solo con il copricapo nero squadrato, ma anche con una corona al collo tipo Luigi XVI, su di un abito di velluto carminio. I corridoi sono tutti decorati con mosaici dorati con le scene della Bibbia: una meraviglia!

I monasteri sembrano posizionati ad una distanza regolare, infatti dopo un’altra mezz’ora arrivo al Monastero Agios Ioannis Lombadistis (9-16, no lun), con altri begli affreschi e un negozietto con prodotti del monastero, come miele, erbe, caramelle, liquori, etc.

Un’altra mezz’ora e arrivo al Monastero di Agios Nikolaos tis Stegis, tutelato dall’Unesco, che si raggiunge attraversando un bel prato e che deve il suo nome al grande tetto dell’XI sec.

Dopo soli 10 minuti arrivo al Monastero di Panagia tis Podithou, nel villaggio di Galata. Purtroppo è chiusa, ma vedo una macchina che parcheggia e ne scende il custode, che mi spiega che era appena andato via, ma capendo che ero una turista, aveva deciso di tornare indietro. Che gentile! Il monastero è del 1502, con pavimento in piastrelle di terracotta e affreschi molto belli. A Galata avevo trovato finalmente un benzinaio, che con 32 euro mi aveva fatto il pieno.

Qui vicino, ho letto in seguito, valeva la pena anche visitare Kakopetria.

La prossima tappa è il Monastero di Panagia Forviotissa (sui cartelli appare come Asinou) del XIII sec., anch’esso protetto dall’Unesco, in quanto i suoi affreschi sono considerati i più belli di questa zona. Per accedervi bisogna passare per un filare di ulivi. È chiuso ma davanti trovo degli italiani che, con l’aiuto di amici ciprioti, hanno chiamato il prete locale per aprire.

Prendo la strada panoramica che da Asinou porta a Lemnos e in un’ora e mezza sono nuovamente sulla costa.

Per tutto il giorno ho avuto la radio sintonizzata su 105mhz in inglese, ma proprio su questo tratto che mi riporta verso il mare, con il paesaggio brullo e con il grano appena tagliato, mi ritrovo ad ascoltare una canzone stranamente familiare, ma certo! E’ “Englishman In New York “ di Sting, ma la sonorità è stranamente reggae e il ritornello dice “I’m an alien, I’m a Jamaican in New York”, così mi ritrovo come una stupida ad adattarla e canticchiare “I’m an alien, I’m an Italian in New Cyprus”.

Rientro in hotel e dopo una doccetta rigenerante, cammino fino al forte, dove decido di cenare da Stefanos, sul lungomare, mangerò anelli di totano fritti, birra e acqua (12 euro). Non mi ha entusiasmato.

13/09

Tramite l’hotel avevo prenotato con Eman Travel ([email protected], www.emantravel.com) l’escursione di una giornata chiamata “Famagusta & Salamis” con guida in inglese a 24 euro. L’escursione non comprende i pasti, l’entrata ai Dionysus mosaics di Salamina e alla chiesa dell’Apostolos Varnavas, fondatore della chiesa ortodossa di Cipro. Per questa gita è necessario portare con sé un documento d’identità, per superare la frontiera turca ed entrare a Cipro nord.

La partenza è fissata alle 8.00 dall’Intercity Bus Stop sull’Athinon Street, di fronte al Sunhall Beach Hotel. Dall’opuscolo dell’agenzia, vedo che le tappe precedenti erano a Protaras e Ayia Napa.

La guida ci rammenta che il nome dell’isola deriva dal rame, di cui è ricco il sottosuolo, che attirava i conquistatori e ci fa un excursus storico, ricordandoci anche che Pafos era la vecchia capitale, che Cipro è stata colonia inglese, che nel 1974 i turchi hanno invaso un terzo dell’isola e che in quell’occasione si sono perse le tracce di molte persone, anche donne e bambini.

Ovviamente quando parla di Cipro Nord, la spiegazione dell’invasione è “Greek oriented”: la guida continua a ripetere come un mantra che “We do not want Turkish troops and Turkish settlers, but we want Turkish Cypriots, because they belong to the island”. Avrei sinceramente voluto parlare con qualcuno della parte turca e capire anche l’altra “campana”.

La guida ci da anche qualche informazione non storica, come ad esempio che non è possibile acquistare cose false, tipo polo della Lacoste e portarle nella parte greca.

Tra le due zone, c’è anche la parte controllata dalle English bases, che ricorda l’Inghilterra, con le sue casette tutte uguali, ma senza il verde della campagna inglese. Attraversiamo una zona di terra rossa, prima usata per l’agricoltura, che ora fa da cuscinetto tra le due zone di Cipro.

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