Cinque Terre, uno spettacolo sotto la pioggia

Turisti per Caso chiama, noi rispondiamo: alla scoperta delle Cinque Terre dopo l’alluvione del 2011
Scritto da: nana24
cinque terre, uno spettacolo sotto la pioggia
Partenza il: 28/04/2012
Ritorno il: 01/05/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Neanche la pioggia riesce ad offuscare il fascino delle Cinque Terre: cinque piccoli paesi che sembrano lì per caso, come se un’onda li avesse portati dal mare e li avesse incastonati nella roccia, a distanza quasi regolare l’uno dall’altro. Le Cinque Terre sono inevitabilmente legate al mare, ed è dal mare che si riesce a cogliere davvero la bellezza del luogo, le insenature dei piccoli porti, i vigneti verdi a strapiombo sul mare, le case gialle, rosa, rosse ed arancioni dei cinque borghi così simili tra loro, ma allo stesso tempo così diversi…

RIOMAGGIORE

È stata la nostra base per la scoperta del parco delle Cinque Terre, e si è rivelata una posizione strategica. A mio avviso è la più bella delle cinque terre – vedendo le foto di Vernazza prima dell’alluvione, forse dovrei rivedere la mia classifica, ma io giudico quello che ho visto, e purtroppo Vernazza merita un paragrafo a parte. Ho avuto una splendida impressione di Riomaggiore sin da subito: la stazione con il suo grande murale, il tunnel che porta al paese vero e proprio tutto decorato con mosaici dai colori vivaci e dai motivi marini, la via principale tanto viva di giorno, quanto tranquilla la sera – dove, in effetti, dopo le 22 si vedono bene poche persone in giro -, la chiesa ed il castello che sovrastano il paese e da cui si gode di un panorama mozzafiato che spazia fino a Corniglia, e infine il piccolo porticciolo, il più piccolo tra i quattro paesi, ma, a mio avviso, il più vero, il più vissuto, il meno turistico. Se poi, come noi, si decide di prenotare un appartamento sul porto, dalla cui finestra si ha un tramonto da cartolina, innamorarsi di Riomaggiore è semplicissimo. Da Riomaggiore parte la celebre Via dell’Amore, un sentiero molto semplice, pianeggiante e panoramico che in una ventina di minuti ti porta al paese successivo: Manarola. È, ovviamente, un sentiero molto turistico, per cui bisogna approcciarlo come tale; inoltre le scritte sui muri e gli onnipresenti lucchetti la accostano alla nuova Ponte Milvio romana di Moccia e dei suoi adolescenti, ma né i tanti turisti né i lucchetti e le scritte – che d’altronde sono in tema con la Via dell’Amore – la rendono meno meritevole di essere percorsa.

MANAROLA

E’ carina, semplice, pittoresca. Sono scenografici gli scogli davanti al porticciolo ed i tanti negozietti di prodotti tipici e di ceramiche. Alla destra del porto un sentiero si inerpica per la montagna a strapiombo sul mare, regalando degli scorci molto belli, tra una pianta di fico d’india e l’altra. Manarola è bella dall’alto, da fuori, dal mare più che da dentro, dal centro. Ed è dal mare che l’abbiamo apprezzata di più, imbarcandoci proprio qui sul battello che, dopo aver attraccato nello strettissimo spazio tra le rocce a fianco del porticciolo, ci ha portati fino a Monterosso. Per il battello mi sento di suggerire sia di prenderlo da Monterosso riscendendo la costa fino a Riomaggiore, in modo tale da trovarsi i paesini di fronte, dal momento che sono tutti orientati a favore di questa rotta, sia di acquistare il biglietto di sola andata e di tornare via terra, con il treno o percorrendo i sentieri, in modo tale da spendere solo 7 euro invece di 22 (http://www.navigazionegolfodeipoeti.it/).

CORNIGLIA

Vale sicuramente la fatica di salire i gradini per raggiungere l’unico paese delle Cinque Terre a non avere accesso diretto al mare. Già dalla scalinata si ha la possibilità di apprezzare questo tratto di bellissimo mare verde smeraldo, ma è dall’alto, dalla torre e dal punto panoramico che si può abbracciare con lo sguardo quasi tutto il Golfo dei Poeti. I circa 370 gradini ricambiano lo sforzo. Ma Corniglia non è solo panorami, ha anche una bella piazzetta piena di bar e sormontata dalla chiesa, dove potersi fermare e riprendere le forze per affrontare di nuovo la scalinata, che, in discesa, sembrerà molto più semplice.

VERNAZZA

Come già accennato, Vernazza merita qualche riga in più. Sebbene avessi letto più volte che fosse ormai risistemata, dopo la disastrosa alluvione dello scorso inverno, purtroppo ho constatato che la realtà è ben diversa. Vernazza è agibile, è visitabile al cento per cento, ma è ancora profondamente indolenzita da quella triste ferita che, a distanza di sei mesi, ancora non è del tutto rimarginata. I piani terra dei palazzi sono ancora distrutti; delle vetrine dei negozi rimane solamente l’insegna – in alcuni casi neanche quella – e qualche calcinaccio. La spiaggia è avanzata di molti metri, arrivando ora ben oltre la chiesa. Le porte della via centrale, che dalla stazione porta al mare, si nascondono dietro i disegni dei bambini del posto: disegni colorati, molto colorati, pieni di speranza. Il più significativo è sicuramente il disegno di un angelo, accompagnato dall’eloquente definizione di “Angelo del fango”. Tuttavia il brutto tempo, la pioggia ed i tangibili segni della distruzione non riescono a nascondere quanto questo piccolo paesino fosse bello, e quanto bello tornerà ad essere, lasciando trapelare la speranza collettiva di ricominciare ad essere “la perla delle Cinque Terre”.

MONTEROSSO

Monterosso è diversa ed è, a mio avviso, la meno pittoresca delle Cinque Terre. È un paesino di mare, con una bellissima spiaggia molto lunga – l’unica del Golfo dei Poeti – arricchita da uno scoglio scuro ed imponente, che domina la baia. Ha due chiese, una a fianco all’altra, nella piazzetta che si incontra venendo dal mare. È bello vedere Monterosso dall’alto, dal percorso che porta al convento dei cappuccini, da cui si ammira tutto il profilo del paese. È forse la più ricca delle Cinque Terre, o almeno questa è la sensazione che trasmette. Ma non è un aspetto negativo: uno scorcio di mondanità tra paesi rubati al mondo delle fiabe.

PORTOVENERE

Dopo aver visitato i cinque paesini, non si può perdere Portovenere, dove si arriva via mare, o con il treno fino a La Spezia ed un piccolo autobus puntualissimo che in circa trenta minuti vi porta direttamente sul lungomare. Con le nuvole minaccianti pioggia con cui ci ha accolti, Portovenere sembrava essersi trasformata in un distaccamento italiano di Edimburgo. Ma il clima scozzese non ha fatto altro che amplificare il fascino delle alte scogliere a strapiombo sul mare che circondano la grotta Byron e la chiesa di San Pietro. Arrivati al castello, le nuvole non hanno retto ed hanno mantenuto la promessa. Ma girare per Portovenere è piacevole anche sotto la pioggia, con la via principale piena di piccoli negozi e, soprattutto, di focaccerie.

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Riomaggiore

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La Via dell'Amore

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Vernazza dopo l'alluvione del 2011



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