Ci sono serviti quasi 20 giorni per capirlo, ma ora lo sappiamo: il Giappone è la terra della gentilezza estrema

..e non si scorda mai !
Scritto da: DaniBazz69
Giappone

Il Giappone ci ha conquistati totalmente: la sua natura incontaminata, i boschi di cedri secolari, la gentilezza estrema delle persone e la pulizia impeccabile di ogni luogo ci hanno lasciati a bocca aperta. Muoversi nel Paese è facilissimo grazie all’efficienza dei trasporti, ma è fondamentale avere sempre con sé del contante ed essere pronti a percorrere molti chilometri a piedi ogni giorno. Un’esperienza indimenticabile che porteremo sempre nel cuore.

Diario di viaggio in Giappone

Giorno 1 – Partenza da Verona verso Tokyo

Alle ore 6:30 iniziamo il nostro viaggio di nozze in Giappone. Partenza dall’aeroporto di Verona Villafranca in direzione Monaco di Baviera, 45 minuti di volo, cambio e coincidenza verso Tokyo Haneda.

Giorno 2 – Arrivo a Tokyo e primi passi ad Asakusa e Akihabara

Volo puntuale e alle 07:00 siamo atterrati, avendo la fortuna di poter scorgere ed ammirare il Monte Fuji. Sbrigate le pratiche doganali, abbiamo acquistato con i contanti portati da casa i biglietti della monorotaia; usciti dal capolinea, siamo saliti a Daimon e con la linea Asakusa ci siamo diretti al nostro hotel, scendendo alla fermata A16 ad Asakusabashi, a 250 metri dall’Hotel Route-Inn.

Stanchi dal viaggio ma con l’intera giornata davanti, abbiamo pensato di dirigerci a piedi al Tempio Senso-ji. Pullulava di persone provenienti da tutto il mondo, ma abbiamo potuto ammirare la sua bellezza e i negozietti con le cibarie. Consiglio di andarci all’apertura o verso la chiusura, potendo farlo. Ci siamo fermati a pranzo nella strada principale che porta alla Stazione di Asakusa. Ci siamo poi diretti verso Kanda dove abbiamo ammirato il santuario shintoista e i suoi tempietti, con vari padiglioni che si preparavano a festa per il giorno dopo. Primo frappè al matcha del viaggio: ristoratore, super goloso, ci ha dato un po’ di energia per tornare verso Akihabara e visitare i vari ed affollatissimi store di elettronica e anime. Stanchissimi per il volo e per il fuso orario, caracollando siamo rientrati in hotel, dove un bagno nell’onsen ci ha ritemprati. Ci si lava per bene e poi ci si immerge: 10 minuti e sei già lessato! Cena in una via dietro all’hotel, un posto frequentato solo da giapponesi, molto rustico ma buono: spiedini di pollo, salsicce e patate per un totale di 2.300 Yen.

  • Km totali: 16

Giorno 3 – Giardini Imperiali, Tokyo Tower e Roppongi

Ritemprati da una bella dormita, eccoci pronti per la città. A piedi, in circa 40 minuti, arriviamo ai Giardini Imperiali, che visitiamo godendoci innumerevoli e meravigliosi scorci. Pranziamo in un palazzo con un piano interamente dedicato ai ristoranti vicino al viale della stazione: noodles in brodo e pollo per 2.090 Yen. A piedi puntiamo verso la Tokyo Tower passando dal Tempio Zojoji: merita assolutamente una visita, e la vista delle statue dedicate ai bambini mai nati con le girandole mi rimarrà impressa. Siamo poi passati per l’interessante complesso di Roppongi Hills, con nuove e avveniristiche costruzioni che abbiamo molto apprezzato.

Abbiamo tentato di entrare al Palazzo Mori per un’esperienza multimediale al teamLab, ma era tutto esaurito; abbiamo quindi proseguito verso la Stazione di Roppongi per vedere la scultura del Ragno Gigante. Per cercare un locale dove cenare abbiamo perso parecchio tempo, quindi abbiamo optato per tornare nella più tranquilla zona di Taito, dove abbiamo cenato in un ristorante cinese vicino all’hotel che ci ha letteralmente salvato la serata.

  • Km totali: 20,5

Giorno 4 – Ueno, i templi storici e il caos di Shibuya

Giornata dedicata al quartiere di Ueno: il suo laghetto con pesci, tartarughe e aironi, due splendidi templi dalle decorazioni meravigliose e il Museo Nazionale di Tokyo, che fin dalle prime stanze lascia a bocca aperta. Ci sono molte festività a Tokyo in questo periodo, quindi ci troviamo immersi tra le bancarelle dove, con pochi yen, pranziamo con takoyaki (palline di polpo) e okonomiyaki (pancake salato con cavolo bianco, formaggio, pancetta e porro) molto succulenti, accompagnati da una birrozza alla spina media e, per finire, dorayaki e mochi.

Decidiamo di tornare a piedi verso Asakusa perché mi prende il pallino dei timbri e dei kanji scritti al momento con il motto del tempio, i cosiddetti Goshuin, preghiera inclusa ai bei templi del Parco di Ueno. Sulla nostra strada troviamo il tempio Higashi Hongan-ji: enorme, con un interno maestoso e soprattutto poco frequentato. Decido di farmi fare il timbro, ma il monaco è impegnato, quindi attendiamo più di 20 minuti prima che venga vergata la preghiera sul Goshuincho. Proseguiamo per il Senso-ji: ci torniamo ovviamente per il timbro. Il caos è totale, quindi saliamo all’ultimo piano del Centro Informazioni Turistiche per godere di una vista panoramica impressionante sulla folla.

Decidiamo di prendere la metropolitana per andare a Shibuya, che per frenesia abbiamo trovato simile a Milano, ma con un traffico umano decuplicato. Finiamo nel famosissimo incrocio e, senza saperlo, saremo finiti su centinaia di foto per Instagram! Del cane Hachiko nessuna traccia: inglobato tra i lavori pubblici e il carnaio, non ci passa nemmeno per la testa di andare a cercarlo. Luci e filmati alienanti ci destabilizzano e disorientano, quindi ci rifugiamo in un ristorantino dove siamo gli unici europei e i camerieri non parlano inglese. Mangiamo per sfamarci, ma la serata prende una piacevolissima piega perché due ragazzi al quarto whisky & soda, Taka e Iata, ci fanno mille domande sul nostro viaggio e sull’Italia. Ci raccomandano caldamente l’Hokkaido e la città di Hakodate. Grazie alla loro curiosità e simpatia ricorderemo positivamente quel carnaio umano che è Shibuya.

Torniamo in hotel, ma saltiamo l’onsen: riscalda talmente tanto che rischierebbe di rendere la notte un inferno.

  • Km totali: 18,3

Giorno 5 – Trasferimento a Nikko e la maestosità del Santuario Toshogu

Check-out presto: salutiamo l’ottimo Hotel Route-Inn e la sua bella onsen di cui abbiamo usufruito per due sere. Usciamo presto e raggiungiamo la Stazione Tobu di Asakusa per il nostro viaggio verso Nikko (treno delle 8:09 con prenotazione obbligatoria). Piove a secchiate e la giornata si preannuncia impegnativa. I bagagli grandi li abbiamo spediti direttamente al prossimo albergo di Shinjuku: scelta azzeccatissima! Dopo due deliziosi yaki soba, decidiamo di prendere un taxi per raggiungere la Guesthouse Koundo. Ci accoglie un anziano signore molto schivo e scopriamo che il nostro appartamentino è in una casa tradizionale giapponese con tanto di tatami (pavimento in paglia di riso), sedie di legno a terra e doccia con vasca separata dal resto del bagno. Un gioiellino, molto tranquillo e vicino ai templi. Straconsigliato!

Partiamo alla scoperta della zona e, ancora prima di arrivare al grandioso Santuario Toshogu, siamo già bagnati fradici nonostante ombrello e spolverino. Assistiamo alla dimostrazione dell’incredibile bravura degli arcieri a cavallo in costume (Yabusame). Nonostante la pioggia è molto emozionante: ci sono tantissimi spettatori e la destrezza degli arcieri è ipnotica. Purtroppo, a causa del maltempo, la durata della performance viene ridotta. Iniziamo quindi la visita al tempio del più importante shogun del Giappone e rimaniamo sbalorditi da tanta magnificenza. Piove a dirotto per quasi tutta la visita e solo nel finale, dopo oltre due ore, la pioggia inizia a diradarsi. Scopro che nasce qui la celebre rappresentazione delle tre scimmiette (“non vedo, non sento, non parlo”). Saliamo una ripida scalinata fino al punto più alto: è un momento molto emozionante, accompagnato dalle spiegazioni dell’audioguida, dalla musica di sottofondo e dalla natura dei boschi rigogliosi che qui vengono venerati.

Passate più di due ore, scendiamo al museo: piccolo, ma con preziosità uniche della famiglia Tokugawa. Usciti, ci ritroviamo davanti il tempio buddista Rinno-ji, ma ormai è orario di chiusura e rimandiamo la visita a domani. Ceniamo in un ristorantino vicino al nostro appartamento con dell’ottimo pesce cotto al momento su fornello. Il locale è delizioso (peccato sia tutto servito in brodo!). La signora è gentilissima: ci accompagna a vedere il suo delizioso giardino e ci regala due origami a forma di cigno.

  • Spesa cena: 38 Euro totali
  • Km totali: 9,5

Giorno 6 – L’Abisso di Kanmangafuchi, la sfilata storica e rientro a Shinjuku

Ci svegliamo presto per uscire verso le 7:30. Grazie ai dorayaki presi al Lawson e al bollitore in camera, facciamo colazione nella nostra deliziosa stanzetta. I bar aprono più tardi, quindi puntiamo al percorso naturalistico dell’Abisso di Kanmangafuchi, vicino a dove dormiamo. È un luogo molto suggestivo tra alberi secolari e uno stuolo di statue di Jizo Buddha con cappellino e bavaglio rossi fatti all’uncinetto. Tra l’altro siamo le uniche persone per almeno 10 minuti — cosa rara visti i bagni di folla del giorno prima — e ci godiamo il momento in santa pace.

Torniamo verso la Villa Imperiale Tamozawa, ma apre alle 9:00, quindi viriamo sul Tempio Taiyuin, acquistando un biglietto combo che include la sala del Rinno-ji che vedremo nel pomeriggio. Spettacolare e soprattutto affollato da poca gente. Mi colpiscono molto le espressioni dei guardiani (li ho fotografati tutti!) e inizio a familiarizzare con la disposizione dei vari edifici e delle torri.

Scendiamo al tempio a fianco e ci accorgiamo che fervono i preparativi per una sfilata storica in costume. Ci posizioniamo a fianco della pagoda e, dopo circa 30 minuti di attesa, ecco iniziare la sfilata tra suoni di tamburi e flauti. Spettacolare! Sul finale assistiamo al trasporto a spalla — con uno sforzo comprensibile e continui cambi tra i volontari — delle tre gigantesche urne dorate chiamate Mikoshi.

Scendiamo in cerca di cibo ed eccoci accontentati con le immancabili bancarelle: questa volta proviamo le seppie arrosto e una quintalata di pollo fritto per un totale di 11,30 Euro, compresa una Pepsi frizzante.

Puntiamo alla Villa Imperiale Tamozawa, la cui visita ci estasia per la semplice complessità degli spazi: ben 106 stanze pavimentate in tatami e moquette. Dalle vetrate aperte si scorge una natura rigogliosa sempre spettacolare. Se avete tempo, ve la consiglio assolutamente! Giusto il tempo per due deliziosi dolci a base di marmellata di fagioli rossi (azuki) — il più squisito era a forma di castagna e ne aveva una intera all’interno — e due caffè americani (10 Euro), poi ci incamminiamo verso la stazione (circa 35 minuti a piedi), rivedendo il famoso ponte rosso Shinkyo.

Consiglio di viaggio: Nikko ha bisogno di almeno due notti di visita, perché il lago Chuzenji e le cascate Kegon non siamo riusciti a vederli: distano circa 45 minuti di autobus dalla stazione.

Rientriamo a Tokyo e, dopo tanta pace e natura, rieccoci nel caos di Shinjuku. L’Apartment Hotel Shinjuku sembrerebbe gestito da una setta per via dell’arredamento; la stanza è piccolissima, ma entrambi abbiamo visto di peggio. Gradita sorpresa: ci sono gli accappatoi a disposizione e due cuscini in più.

Ceniamo in uno dei palazzoni qui di fronte che propone cucina europea: vedo un giapponese divorare uno stinco enorme e tutti mangiano con coltello e forchetta. Io scelgo salmone alla griglia con verdure (poche, ahimè), Alessandro una Caesar Salad per compensare la scorpacciata di pollo fritto del pranzo, accompagnati da birrozza e acqua (sempre gratis). Spesa totale: 23,50 Euro.

Facciamo una mini passeggiata finale tra megaschermi, insegne luminose e il famoso gatto in 3D.

  • Km totali: 19

Giorno 7 – Yoyogi Park, Santuario Meiji e il panorama dal Palazzo del Governo

Il cielo è grigio e minaccia pioggia, ma poi farà poca roba per fortuna. Puntiamo al parco adiacente al nostro albergo, lo Shinjuku Gyoen, ma scopriamo che il lunedì è il giorno di chiusura; andiamo quindi verso il Parco Yoyogi, maestoso polmone verde della città. Visitiamo un giardino privato al suo interno che possiede un grazioso laghetto ricco di ninfee rosa e gialle e una miriade di iris (che però sbocceranno a giugno).

Andiamo a visitare il Santuario Meiji, distrutto e ricostruito negli anni ’50. È impossibile fotografare l’enorme tamburo rituale: un attendente agguerrito con tanto di cartello blocca ogni tentativo del fotografo più baldanzoso. Arrivati al momento del Goshuin, abbiamo la fortuna di assistere dal vivo alla scrittura del nome del tempio e alla timbratura della data dell’era imperiale. La mano del monaco è molto esperta: è emozionante seguire quelle linee ipnotiche tracciate con pennello sottile e inchiostro. Quanta destrezza e dedizione!

Usciti dal santuario e passati sotto i torii enormi, ci dirigiamo verso Takeshita Street. Gustiamo un dorayaki sublime in un negozio specializzato (totale 8,25 Euro): il mio con crema, castagne e crema al burro salato, quello di Alessandro con crema al cioccolato e fragole. Fantastici! La via pullula di attrazioni per noi piuttosto strane, come i pet cafè dove si possono coccolare porcellini, furetti o cani samoyedo. Proseguiamo tra negozi di vestiti, tanta paccottiglia e golosità di ogni genere. Tokyo è anche questo.

Riprendiamo il cammino verso Shinjuku e ci fermiamo in un ristorante thailandese (una certezza per spendere poco e mangiare finalmente un po’ di verdura, totale 15,50 Euro). Lo stomaco non brontola più e ci incamminiamo verso il Palazzo del Governo Metropolitano di Tokyo, meta perfetta per godersi una vista panoramica gratuita sulla metropoli!

Casualmente scorgo un’entrata alla rete sotterranea dei grattacieli: camminiamo per quasi un chilometro pensando che sopra le nostre teste ci sono tonnellate di cemento. Arriviamo all’ingresso e prendiamo l’ascensore veloce che in pochi secondi porta al 45° piano. L’incredibile vista su Tokyo è accompagnata da musica suonata al pianoforte da vari musicisti che si alternano, cronometrati da un’attenta custode del tempo. Nonostante la giornata grigia, la musica ci scalda il cuore. Alcuni pianisti sono bravissimi e lo spettacolo nello spettacolo ci trattiene parecchio ad ascoltare e ad ammirare il panorama. Indimenticabile.

Raggiungiamo l’enorme Stazione di Shinjuku e, cercando di scansare la marea umana, arriviamo al centro informazioni della linea Odakyu (lato West), dove un ragazzo molto gentile ci consiglia di acquistare l’Hakone Free Pass partendo da Odawara, dato che non rientreremo a Tokyo ma proseguiremo verso Kyoto. Non capendo bene la logica, rifiutiamo il supplemento per il treno panoramico Romancecar (circa 8 Euro a biglietto) che ci avrebbe portato direttamente ad Hakone-Yumoto. Pazienza, ormai è fatta: prenderemo il treno locale da Odawara.

Scendiamo e andiamo verso la zona dove svetta la testa di Godzilla e poi al Golden Gai, ancora deserto; intuiamo però il fervore che animerà a breve questi minuscoli locali dal sapore antico. Ci concediamo una pausa perché i chilometri a piedi si fanno sentire. Per cena troviamo casualmente un locale al quinto piano, il Tora Samurai, che ci fa assaggiare degli spiedini d’una bontà incredibile: uno spettacolo di sapori (totale 24 Euro).

Torniamo sulla cima del Palazzo del Governo per ammirare Tokyo illuminata di sera: che giostra di luci! Sulla facciata del palazzo composto da due torri viene proiettato uno spettacolo di luci e suoni molto futuristico. Dalle 19:30 noi becchiamo l’ultimo show, che ci lascia a bocca aperta. Rientriamo nel nostro “loculo” e crolliamo a letto stanchissimi.

  • Km totali: 22,5

Giorno 8 – Esplorando Hakone: il Lago Ashi e la magia del Ryokan

Prendiamo il treno della linea Odakyu delle 07:11. Il treno è zeppo, è strutturato come una metropolitana e abbiamo ben 40 fermate davanti a noi. Ad Odawara lasciamo velocemente i trolley nei coin locker (800 Yen al giorno) e prendiamo al volo il trenino per Hakone-Yumoto.

Da lì, proseguendo in autobus lungo una strada molto tortuosa, arriviamo al Lago Ashi. Visitiamo il tempio e il torii sull’acqua, ma godremo appieno della vista quando saliremo sulla celebre “nave dei pirati”. Scopriamo ahimè che la funivia è ferma a causa delle forti raffiche di vento, costringendoci a cambiare i programmi della giornata.

Ci consoliamo con un super pranzo in un locale tipico: anguilla con riso, seppia macerata e porri stufati, una delizia deliziosa (totale 35 Euro). Poi ci godiamo la traversata sul lago di circa 30 minuti ammirando il panorama. Arriviamo a Togendai e con il bus scendiamo vicini all’Hakone Open-Air Museum. Arte e natura fusi insieme: ci sono installazioni particolari e altre meno impattanti, ma la visita è assolutamente consigliata.

Torniamo con il trenino a Gora e da lì prendiamo la funicolare per una fermata, arrivando al nostro sognato Ryokan Lalaca: una piccola perla con una camera in stile tradizionale enorme, dotata di tatami e salottino. Nella zona benessere proviamo le poltrone massaggianti: favolose!

Alle 18:00 ci attende la cena Kaiseki: un’esperienza culinaria incredibile (sushi, sashimi, shabu-shabu). È un continuo arrivo di ciotole di ogni forma e dimensione. Felicissimi di tanta magnificenza, apprezziamo tutto, con una menzione speciale per la carne di Wagyu affettata sottilissima e cotta al momento sul balconcino di pietra: morbidissima.

Alle 20:30 ci concediamo l’onsen privata, anche se subito dopo cena il calore è poco sopportabile e rimaniamo poco. Rientriamo in stanza cotti e stanchissimi per i molti mezzi presi.

  • Km totali: 10,5

Giorno 9 – Da Owakudani allo Shinkansen: arrivo a Kyoto

Mi alzo verso le sette e vado nell’onsen pubblica che, nei fatti, diventa privata: ci sono solo io! A stomaco vuoto è tutta un’altra cosa e riesco a rimanere ad ammollo molto di più.

La colazione è ricca quanto la cena: zuppa di miso, verdurine super gustose, pesce, noodles freddi, prugna umeboshi, una ciotola di riso, frittata e frutta. Fantastica! Salutiamo a malincuore il nostro Ryokan Lalaca e paghiamo gli extra (sake, tè e tassa di soggiorno per l’onsen) esclusivamente in contanti.

Prendiamo la funicolare zeppa di turisti e poi la cabinovia (Ropeway), che rivela una natura rigogliosa che via via si fa spoglia a causa dell’attività vulcanica del terreno: le piante diventano tronchi privi di foglie stroncatidai gas sulfurei. Il Monte Fuji ci si presenta davanti maestoso: seppur con poca visibilità, la sua vista è imponente!

Scendiamo ad Owakudani per godere di questo scenario e prendiamo parte a un tour di 45 minuti con guida che ci porta all’interno delle fumarole. Ci fanno indossare il casco e ci spiegano le norme di sicurezza: sono sempre estremamente attenti e lo apprezziamo molto. Una leggera pioggerella, il vapore delle fumarole e le nuvole basse creano un vero paesaggio lunare.

Proseguiamo il viaggio in cabinovia fino al lago, ma la giornata è molto grigia; riprendiamo subito la via del ritorno memori dei colori baciati dal sole del giorno prima. Solo a Gora ritroviamo il sole e il caldo. Con i ristorantini chiusi e senza un konbini a portata di mano, decidiamo di prendere al volo il trenino per Hakone-Yumoto. Un viaggio incredibile: una curva dopo l’altra, questo vecchio trenino non supera i 30 km/h e ci fa apprezzare appieno la vegetazione di questa splendida zona.

Decidiamo di prendere il treno locale per Odawara (solo 4 fermate) e poi corriamo alla biglietteria dello Shinkansen per fare i biglietti per Kyoto. Una gentile steward ci aiuta con la macchinetta: il treno parte diretto dopo 25 minuti e abbiamo pochissimo tempo dato che dobbiamo recuperare i bagagli dagli armadietti. Senza nemmeno il tempo per andare in bagno, mi precipito in un 7-Eleven a prendere due onigiri al volo e corriamo al binario. Fortunatamente le indicazioni sono chiarissime e la stazione di Odawara non è intricata come quella di Shinjuku!

Che emozione viaggiare sullo Shinkansen: sembra più un aereo che un treno da quanto va veloce! Arriviamo a Kyoto e in poco tempo raggiungiamo lo Stay Sakura Matsuri (a 10 minuti a piedi dalla stazione): camera enorme provvista di tutto, persino doccia e vasca in stile giapponese.

Dopo una doccia usciamo per cena. I 9 mezzi di trasporto presi oggi si fanno sentire. Scegliendo a caso tra i locali vicini, assaggiamo degli yakitori di pollo e un’ottima insalata con l’immancabile tofu e birra fresca.

  • Spesa cena: 22 Euro totali
  • Km totali: 9

Giorno 10 – La magia di Kyoto: Toji, Kiyomizu-dera e Gion

Primo giorno nella tanto sognata Kyoto! Per visitare i templi ci svegliamo alle 6:00: colazione rapida in hotel grazie al caffè gratuito e ai dorayaki presi al 7-Eleven. Puntiamo al Tempio To-ji, meraviglioso complesso buddista a sud della stazione, famoso per la sua bellissima pagoda, lo stagno immerso nel giardino e la sala principale che custodisce statue lignee straordinarie risalenti anche al 1400. Rimaniamo più di un’ora a visitare il complesso. Torniamo in stazione e con l’autobus 206 raggiungiamo il Tempio Kiyomizu-dera, una meta imperdibile per posizione e bellezza. Dalla fermata dell’autobus si sale in 10 minuti tra negozi straripanti di turisti. Il complesso è molto ampio e la sua terrazza principale è sospesa su una maestosa struttura in legno.

Consiglio: Visitate il Kiyomizu-dera all’alba appena apre per apprezzare il luogo senza la folla che si crea durante il giorno.

Mi metto in fila per far risuonare un’enorme campana votiva, ricevendo le vibrazioni più intense della mia vita. Camminiamo poi fino alla pagoda immersa nel bosco lungo sentieri molto suggestivi. Scendendo verso il centro visitiamo il Ryozen Kannon, caratterizzato da un’enorme statua del Buddha che si rispecchia nel laghetto sottostante. Passeggiando tra vie affollatissime e gustandoci un gelato rinfrescante al matcha, arriviamo al colorato Santuario Yasaka, nel quartiere di Gion, storicamente legato a geiko e maiko. Stravolti dalla stanchezza prendiamo un autobus per rientrare nei pressi dell’hotel. Alle 18:00 andiamo a cena da Ichiban, una trattoria a conduzione familiare che si rivelerà una scelta ottima: tempura di gamberi enormi con verdure per me, cotoletta di maiale (tonkatsu) con riso per Ale, tutto cucinato con cura da una simpatica signora anziana.

  • Km totali: 19

Giorno 11 – Fushimi Inari, il Padiglione d’Oro e la Foresta di Bamboo di Arashiyama

Partenza dalla Stazione di Kyoto con la linea JR e dopo sole due fermate (circa 5 minuti di viaggio) arriviamo al Santuario di Fushimi Inari. Nonostante siano solo le 7:00 del mattino ci sono già molti visitatori. Saliamo lungo il percorso coperto dalle migliaia di torii rossi, frutto delle donazioni dei devoti. Arriviamo in 50 minuti sulla sommità del monte, godendoci momenti di silenzio e il cinguettio degli uccelli. Bellissime le numerose statue di volpi (kitsune) e i tempietti votivi. Imperdibile, ma arrivate prestissimo!

Torniamo a Kyoto e, presi gli autobus giusti, raggiungiamo il Kinkaku-ji (il Padiglione d’Oro). La giornata è soleggiata e ne approfittiamo per scattare splendide foto. La città è enorme e ci vogliono circa 50 minuti di bus per arrivare.

Consiglio di mobilità: Con il senno del poi, consiglio di prendere la metropolitana fino al capolinea e solo da lì l’autobus che porta davanti all’ingresso, evitando il traffico cittadino. Il Padiglione d’Oro è meraviglioso: si specchia sul laghetto circondato da isolette di verde. Nonostante le migliaia di turisti ne abbiamo apprezzato immensamente il fascino.

Usciti, prendiamo l’autobus e poi il treno JR per arrivare alla Foresta di Bamboo di Arashiyama. Incredibile l’altezza raggiunta dalle piante di bamboo, ma il caos e la confusione fanno perdere un po’ di magia al posto. Avendo ancora un po’ di energie, raggiungiamo a piedi il tempio Otagi Nenbutsu-ji in circa 30 minuti di piacevole passeggiata tra villette graziose e tantissimo verde. La particolarità di questo tempio è la presenza di centinaia di sculture in pietra raffiguranti i seguaci del Buddha, ciascuna con un’espressione unica.

L’levataccia all’alba si fa sentire e la stanchezza inizia a pesare. Al ritorno ci ristoriamo con uno spiedino di pollo, un bao e un gelato al matcha. Arriviamo al Mercato Nishiki poco prima della chiusura: è un’esplosione di cibarie, soprattutto crostacei di dimensioni mai viste prima!

Per cena replichiamo i piatti succulenti della sera precedente alla trattoria Ichiban.

  • Km totali: 20

Giorno 12 – Castello Nijo, spettacoli tradizionali a Gion e la Stazione di Kyoto

Piove leggermente e le previsioni non sono delle migliori. Decidiamo di visitare il Castello Nijo che, con la sua maestosità, merita assolutamente una tappa. I giardini esterni sono a dir poco spettacolari: siamo felici di vedere tanta cura nel preservare piante, fiori, stagni e ponticelli alla ricerca della perfezione.

Mentre piove a secchiate puntiamo verso Gion: alle 14:00 abbiamo prenotato online due posti a teatro per lo spettacolo di geiko e maiko. Lo show si sviluppa in due parti: la prima con ballo e canto che narrano una storia d’amore, dove le geiko interpretano anche i ruoli maschili impostando la voce. Dopo una pausa, assistiamo alle danze tradizionali accompagnate dall’orchestra dal vivo. È stato meraviglioso ammirare la grazia di quei movimenti.

Sotto la pioggia battente ci spostiamo oltre il ponte a Gion e recuperiamo i biglietti al Teatro Minamiza per lo spettacolo di teatro Kabuki. La prima parte è complessa da seguire senza auricolari con traduzione, ma la seconda parte è spettacolare: due attori impersonano due principesse con trucchi, abiti e movenze di straordinaria maestria. Nella scena successiva rappresentano due leoni, muovendosi sul palco con grandi parrucche sciolte con incredibile agilità.

Due spettacoli così profondamente diversi dalla nostra cultura, visti di fila, si fanno sentire. Preferiamo lasciare Gion nel pieno caos del sabato sera per rientrare verso la stazione. Saliamo le 11 scale mobili per raggiungere la terrazza panoramica sul tetto della Stazione di Kyoto, molto scenografica anche sotto la pioggia.

  • Km totali: 13,5

Giorno 13 – Ginkaku-ji, il Sentiero del Filosofo e la serata a Gion

Oggi ci dirigiamo verso il Ginkaku-ji (il Tempio d’Argento). Arriviamo prima della folla e adoriamo i suoi meravigliosi giardini zen, seppur raccolti, tra composizioni di sabbia, fiori e laghetti.

Passeggiamo lungo il Sentiero del Filosofo nella pace più assoluta, immersi nel verde lungo un piccolo canale affiancato da deliziose casette. Raggiungiamo il Tempio Eikan-do, meno famoso del Tempio d’Argento ma bellissimo e articolato: possiede una pagoda da cui si gode una splendida vista panoramica e interni collegati da ponti in legno coperti.

Per pranzo ci fermiamo da Omen / Tarikitei: sono le 11:30 e c’è già coda, ma ci segniamo sulla lista d’attesa e dopo 40 minuti entriamo. Il locale è bellissimo: le enormi vetrate rivelano un giardino con cascatelle. Il cibo è eccellente: gustiamo udon fatti in casa e carne di Wagyu servita con verdure e uovo. Per finire proviamo i dolci: per Ale un tiramisu al matcha, per me una zuppa dolce di fagioli rossi con castagne e mochi. Da non perdere! (Totale 39 Euro).

Proseguiamo con la visita al monumentale Tempio Nanzen-ji, celebre per il suo acquedotto in mattoni rossi e i dipinti tradizionali raffiguranti gru, pini e tigri. Passiamo poi vicino al Shoren-in e arriviamo al Chion-in: un tempio dalle dimensioni gigantesche con un portale d’ingresso monumentale.

Attraversiamo il Parco Maruyama per tornare al Santuario Yasaka, per poi concederci un po’ di riposo. Ormai verso sera ci immergiamo nei vicoli storici di Gion, tra sale da tè, canali d’acqua e locali caratteristici.

Per cena ci infiliamo in un piccolo locale specializzato in gyoza: ne ordiniamo di ogni tipo (piccanti, al zenzero, alla prugna) insieme a involtini e kimchi, accompagnando il tutto con due birre medie (totale 29 Euro). Rientriamo in hotel godendoci le luci dei ristoranti affacciati sul fiume.

  • Km totali: 20

Giorno 14 – I cervi di Nara e l’arrivo nella dinamica Osaka

Ci svegliamo presto per convertire il biglietto del JR Pass West in stazione e prendiamo un treno diretto per Nara (circa un’ora di viaggio). Lasciamo i trolley negli armadietti della stazione (900 Yen) e con l’autobus raggiungiamo il parco principale.

Iniziamo la visita dal Museo Nazionale di Nara per poi dirigerci al magnifico Tempio Todai-ji, che custodisce il Grande Buddha di bronzo risalente all’VIII secolo: le sue dimensioni e i dettagli dei guardiani lignei sono sbalorditivi! Il parco è popolato da centinaia di cervi in libertà.

Proseguiamo la passeggiata verso il Santuario Kasuga Taisha, celebre per le sue migliaia di lanterne in pietra e bronzo e per l’enorme albero secolare votivo.

Pranziamo in un piccolo locale vicino alla stazione Kintetsu: io scelgo una combo con sashimi, Ale con tonno, entrambi serviti con zuppa di miso, riso e sottaceti (totale 20 Euro).

Recuperati i bagagli prendiamo il treno per Osaka. Il nostro albergo, l’Hotel Y’s, si trova a Shin-Osaka. La stanza è minuscola ma funzionale e la struttura dispone di un’onsen pubblica di cui approfittiamo subito. Per cena scegliamo Sushiro, il celebre conveyor belt sushi: economico, divertente e di ottima qualità (totale 16 Euro).

  • Km totali: 17,5

Giorno 15 – La memoria di Hiroshima e la magia dell’Isola di Miyajima

Partiamo alla volta di Hiroshima a bordo dello Shinkansen. Lasciamo i trolley nei coin locker della stazione e alle 9:00 saliamo sul tram n. 6 verso la Cupola della Bomba Atomica (Genbaku Dome).

Trovarsi davanti all’unico edificio rimasto parzialmente in piedi nel luogo dell’esplosione del 6 agosto 1945 suscita un’emozione profonda e un nodo alla gola. Giriamo nei dintorni osservando il monumento dedicato ai bambini e il braciere con la fiamma della pace. Assistiamo al momento in cui una scolaresca in visita intona un canto di pace deponendo migliaia di gru in origami: un momento davvero commovente.

Raggiungiamo a piedi il Castello di Hiroshima, circondato da un fossato d’acqua e immerso in un bel parco. L’edificio è stato interamente ricostruito e ospita una bella collezione di reperti d’epoca Samurai.

Prendiamo il treno JR e poi il traghetto verso l’Isola di Miyajima, famosa per il suo celebre Torii galleggiante. Pranziamo vicino al molo gustando le specialità locali: ostriche al vapore e fritte, deliziose! (Totale 26 Euro).

Arrivati sull’isola ci colleghiamo all’Hotel Sakuraya: camera in stile tradizionale con futon e bellissima vista. Approfittando della bassa marea camminiamo sulla spiaggia fino ad arrivare esattamente sotto il gigantesco Torii rosso per scattare foto uniche. Visitiamo il magnifico Santuario di Itsukushima, costruito su palafitte.

Al tramonto la marea risale rapidamente e il Torii torna a essere circondato dalle acque del mare. Poiché quasi tutti i negozi chiudono verso le 17:00, per cena troviamo un locale aperto vicino al porticciolo e facciamo un’altra scorpacciata di ostriche in tempura e al vapore (totale 30 Euro).

  • Km totali: 19

Giorno 16 – Il maestoso Castello di Himeji e la pace del Monte Shosha

Al mattino salutiamo Miyajima e rientriamo in traghetto e treno ad Hiroshima, da dove prendiamo lo Shinkansen per Himeji. A piedi dalla stazione raggiungiamo l’ingresso del Castello di Himeji, detto il Castello dell’Airone Bianco: è una struttura imponente, sopravvissuta intatta a guerre ed eventi atmosferici. Saliamo le 8 ripidissime scalinate in legno fino all’ultimo piano per godere di una vista panoramica spettacolare. Compreso nel biglietto c’è la visita ai giardini Koko-en: un complesso di paesaggi tradizionali tra cascate, ponticelli e carpe koi colorate.

Nel pomeriggio prendiamo l’autobus n. 10 verso il Monte Shosha, un luogo mistico immerso nella natura. Con la funivia saliamo verso il complesso monastico dell’Engyo-ji: camminare tra boschi secolari e templi in legno arroccati sulla montagna è un’esperienza magica e poco frequentata dai turisti. In serata rientriamo ad Osaka, recuperiamo i bagagli e ci trasferiamo nel quartiere vivace di Namba, prendendo possesso della camera all’Hotel Relief.

  • Km totali: 16

Giorno 17 – Salita al Monte Koya: notte nel monastero e la magia dell’Okunoin

Partiamo da Namba con il treno Express verso il Monte Koya (Koyasan). Dopo una ripidissima tratta in funicolare e un breve tragitto in autobus arriviamo davanti al Daimon, la grande porta d’ingresso della città monastica. Visitiamo i templi principali della zona e ci fermiamo per pranzo in una piccola trattoria a gestione familiare dove gustiamo del sushi eccezionale (totale 26,35 Euro).

Facciamo il check-in presso il tempio Yochi-in, dove alloggeremo per la notte. La nostra camera tradizionale si affaccia su un giardino zen da fiaba con un laghetto di carpe colorate. Alle 16:00 proviamo l’onsen del tempio e alle 18:00 i monaci ci servono in camera la cena Shojin Ryori (cucina tradizionale vegana dei monaci buddisti): una varietà straordinaria di preparazioni a base di tofu, verdure di montagna, zuppa e riso. Verso le 18:30 ci incamminiamo verso l’Okunoin, il cimitero monumentale più celebre del Giappone, dove si trova il mausoleo di Kobo Daishi. L’atmosfera tra gli alberi secolari, le lanterne e le migliaia di tombe antiche mentre cala la sera è altamente suggestiva e mistica.

  • Km totali: 15

Giorno 18 – Rientro ad Osaka: Castello, Tempio Shitenno-ji e Rinku Town

Alle 6:30 del mattino partecipiamo alla cerimonia di preghiera dei monaci nel tempio, ascoltando i loro mantra e le vibrazioni delle campane. Dopo una colazione vegetariana salutiamo il Monte Koya e rientriamo in treno verso Osaka. Pranziamo in zona stazione da Moegi provando un delizioso okonomiyaki preparato al momento sulla piastra davanti ai nostri occhi (totale 26 Euro).

Nel pomeriggio visitiamo i giardini del Castello di Osaka e successivamente il Tempio Shitenno-ji, uno dei complessi buddisti più antichi del Giappone, salendo anche sulla sua pagoda a 5 piani. Nel tardo pomeriggio recuperiamo i bagagli e con la linea Nankai raggiungiamo la fermata Rinku Town, vicino all’aeroporto internazionale. Ci sistemiamo in una bella camera al 18° piano dell’Hotel Odysis Suite. Per godere degli ultimi momenti di luce passeggiamo nel parco lungo la costa ammirando l’imponente ponte che collega la terraferma all’aeroporto del Kansai e facciamo un giro sulla grande ruota panoramica illuminata.

  • Km totali: 19,5

Giorno 19 – Volo di rientro in Italia

Al mattino presto prendiamo la navetta gratuita dall’hotel verso l’Aeroporto Internazionale del Kansai. Sbrigate le pratiche di imbarco, facciamo gli ultimi acquisti di souvenir e sake al duty-free. Alle 9:30 decolla il nostro volo per il rientro in Italia via Monaco di Baviera. Si conclude così il nostro straordinario viaggio di nozze!

  • Km totali: 5

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