Castelli e cattedrali nel nord della Francia

Viaggio in auto tra Loira, Bretagna, Normandia e Borgogna
Scritto da: gianchi56
castelli e cattedrali nel nord della francia
Partenza il: 03/09/2017
Ritorno il: 10/09/2017
Viaggiatori: 1
Spesa: 1000 €

Domenica 3 settembre

Mancano ancora alcuni minuti alla 6 di mattina quando raggiungo il casello di Tortona, per immettermi poco dopo nell’autostrada A21 diretto in Francia. Ho deciso di percorrere il valico del Moncenisio anziché la galleria del Frejus perché, sebbene il tempo di percorrenza sia un po’ più lungo, posso evitare il disagio (e i possibili rischi) di viaggiare in galleria e, soprattutto, perché vorrei ripercorrere la medesima strada fatta alcuni decenni or sono nel corso di una gita parrocchiale. Alle 8.15 attraverso il confine. In realtà i miei tempi di percorrenza del valico risulteranno di gran lunga maggiori rispetto a quelli della galleria, dal momento che la bellezza dei luoghi e del lago mi impone di fermarmi varie volte per fare foto.

A Modane entro in autostrada, e ne uscirò, oltrepassata Lione, solo a Balbigny, per poi utilizzare le poco trafficate strade nazionali (non di rado configurate come vere e proprie superstrade) e compartimentali, affidandomi al navigatore su cui ho impostato un indirizzo di Bourges. E’ in aperta campagna che mi fermo davanti alla staccionata che costituisce l’ingresso di un recinto all’interno del quale – ad almeno 40m dalla strada – si trova una ventina di bovini dal mantello bianco. Scendo, scatto qualche foto e risalgo. Sto cercando di capire da una cartina quale strada mi stia facendo percorrere il navigatore, quando, alzando gli occhi a seguito di un rumore, mi rendo conto che tutti gli animali si accalcano davanti al cancello a qualche metro di distanza dalla mia auto e mi stanno osservando. Probabilmente mi hanno scambiato per chi li accudisce e gli dà da mangiare. Un paio di foto e riparto.

Verso le 16 parcheggio in prossimità del centro storico di Bourges e mi dirigo verso la cattedrale gotica di St. Etienne. Attraversando i Giardini dell’Arcivescovo constato l’imponenza della costruzione. Inizio la visita dalla facciata ovest, prima che le nuvole prendano definitivamente sopravvento sul sole. Bellissimo il portale centrale con il Giudizio Universale: un angelo con la bilancia in mano seleziona gli eletti dai dannati: questi vengono sospinti verso un pentolone sotto cui si innalzano fiamme ravvivate da diavoli ghignanti, mentre gli eletti sono indirizzati dalla parte opposta tra angeli sorridenti. Dopo secoli, il messaggio affidato alla pietra è ancora leggibile a pieno. All’interno della Cattedrale, caratterizzata da 5 navate di cui quella centrale altissima , bellissime sono le vetrate istoriate. Ci vorrebbero ore per esaminare minuziosamente tutte le figure rappresentate. Uscito, percorro varie vie fino a raggiungere il Museo del Berry. Mancano pochi minuti alla chiusura e decido comunque di visitarlo. Sarà per la mia fretta, sarà per l’esiguo numero di sale, ma resto alquanto deluso dalla visita, ben sotto le aspettative che la Rough Guide anticipava. Proseguo camminando per le vie quasi deserte del centro, osservando qui e là case con facciate a graticcio, nonché un tratto delle mura gallo-romane. Ritorno ad ammirare la facciata ovest della Cattedrale. Riprendo infine l’auto e mi dirigo verso i sobborghi dove ho prenotato l’hotel, in posizione comoda per immettermi in autostrada domani, stanchissimo per la levataccia e per i 750 km percorsi.

Lunedì 4 settembre

Poco dopo le 7, fatta una colazione migliore delle aspettative, riprendo il viaggio. Sono presto in autostrada in direzione Tours. Mi attende una giornata intensissima: è la prima dedicata alla visita dei castelli della Loira ed il mio proposito è ovviamente quello di vederne il maggiore numero possibile. A Montrichard esco dall’autostrada, raggiungo il borgo e parcheggio lungo al riva del fiume Cher. Dopo qualche foto al vecchio ponte ad archi sul fiume, faccio una camminata dentro al borgo, dove sono presenti edifici medievali e rinascimentali.

La prossima destinazione è il castello di Chenonceaux. Lascio l’auto nell’ampio parcheggio alberato vicino alla biglietteria, ancora semideserto data l’ora. Il castello emerge quasi fiabesco alla fine di un viale ombreggiato. Ancora più suggestiva la vista del Castello dai due curatissimi giardini fioriti e dalla riva del fiume Cher, sul quale la costruzione si sviluppa in gran parte, e sul quale si specchia. La brochure ottenuta con il biglietto di ingresso mi è più che sufficiente per visitare comodamente tutte le sale, molto interessanti. Visito anche il piccolo museo delle carrozze ubicato a breve distanza dal castello, e il piccolo l’orto-giardino, dove le piante di verdura sono disposte in modo da assumere valenza estetica.

La visita si è protratta un po’ più di quanto previsto, e allora decido di modificare il mio programma, riducendo il numero dei castelli da visitare.

Il prossimo castello sarà quello di Cheverny, a circa 45 km / 50 minuti di distanza. Arrivo che il castello risplende illuminato dal sole. La visita alle sale si svolge seguendo due diversi filoni tematici: quello degli arredi (belli) delle sale e quello delle favole di La Fontaine. Infatti, molte delle sale sono dedicate a rievocare una specifica favola di La Fontaine, favola scritta su di un pannello e materializzata dai personaggi riprodotti su cartoni.

Alle 14 arrivo al parcheggio del castello di Chambord. Il castello è enorme e, all’interno, l’unico punto di riferimento è la scala a doppia elica che si dice sia stata progettata da Leonardo da Vinci. Interessante il contenuto delle sale, anche se i continui cambi di direzione – a motivo della configurazione planimetrica dei piani – spesso induce la sensazione sgradevole di averne saltata qualcuna. Il tetto è un groviglio di comignoli e torrette: dopo aver atteso per una decina di minuti che il sole riemerga dalle nuvole, scatta la caccia fotografica al dettaglio più originale e alla composizione più fantasiosa. La visita prosegue con il giardino, le cui geometrie sono apprezzabili dal tetto del castello, giardino che consente una bellissima veduta d’insieme della grande costruzione.

L’ultima tappa della giornata è Blois. Dalla riva sinistra della Loira, e dal ponte J. Gabriel, si può avere una bella panoramica sulla città. Inizio la visita salendo alla Cattedrale di St. Louis. All’interno sono degne di nota alcune vetrate istoriate. All’ingresso un cartello, che ritroverò in varie altre occasioni nel corso del viaggio, avvisa “Sécurité Reinforcée – Risque Attentat” e fornisce numeri ai quali dare segnalazioni in caso di comportamenti sospetti. Impossibile non ricordare per un istante le tragiche vicende che hanno originato l’avviso. Proseguo dirigendomi verso ovest, fino a raggiungere il castello. La cupola della Chiesa di St. Vincent mi invoglia ad entrare e a sostare un poco sotto la volta azzurra della navata. Costeggiando il lato nord del Castello, proseguo per la Chiesa di St. Nicolas, ben individuabile a distanza dai due alti e aguzzi campanili, ma arrivo che sta chiudendo ed ottengo dal custode solo di poter entrare per una manciata di secondi. Ho invece tutto il tempo di osservarne la facciata, dove il portale centrale ed il rosone sembrano schiacciati tra i campanili. Ritorno sui miei passi, e proseguo fino alla magnifica facciata est del castello, dove c’è una loggia con la statua equestre di Luigi XII. Dall’ingresso, ormai chiuso ai visitatori, riesco a sbirciare nel cortile. Non avevo in programma la visita agli interni di questo castello, ma, se ritornerò da queste parti, cercherò di includerla. E’ in programma lo spettacolo serale di suoni e luci, però l’orario di inizio è un po’ troppo tardi per le mie necessità di riposo. Ritorno sulla riva sud della Loira per cenare in uno dei bistrot presenti, e poi raggiungo la vicina Saint-Gervais-la-Foret dove è ubicato l’hotel prenotato.

Guarda la gallery
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