Cappadocia on the road

Una settimana nella regione dei camini delle fate
Scritto da: phlavia
cappadocia on the road
Partenza il: 15/02/2015
Ritorno il: 21/02/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Nel pomeriggio per riscaldarci un po’ sostiamo a Cavusin (che significa grotta di Cavus), delizioso paesino vicino a Göreme. Qui ci rifugiamo in un antico caffè turco scavato anch’esso nella roccia dove io resuscito grazie ad un bollente tè alla mela.

A Zelve veniamo impressionati dai “camini delle fate”, vere e proprie piramidi di tufo sovrastate da un cono di basalto. Vengono chiamate così perché secondo la leggenda furono posate da divinità celesti. E’ un vero spettacolo della natura, tra i camini delle fate ci sono anche scavi nelle rocce dove ci ripariamo qualche momento dalla neve. Siamo saliti così in alto che scendere diventa davvero difficile. Tutti i turisti presenti cadono scivolando, ma la soluzione è ben presto trovata: ci sediamo sulla neve e ci lasciamo andare come su di uno scivolo naturale! I camini delle fate più famosi sono “le tre belle” e uno che secondo me e Tommaso è proprio a forma di cammello. Prima di partire per la Cappadocia avevo guardato varie immagini su libri e internet di questi camini delle fate. Non potevo aspettarmi tuttavia di vederli coperti di morbida neve e questa è stata una piacevole sorpresa.

A fine pomeriggio la bufera di neve è così forte che ci proibisce di proseguire, quindi torniamo in hotel. A cena gusto una calda zuppa di lenticchie e ci abbuffiamo di “gözleme”, pane cotto su una superficie di metallo rovente (lo fanno sul momento davanti a noi) ripieno di formaggio.

Giorno 4°: Valle dei Monaci – Avanos – Sinasos

La mattina ci svegliamo di buon’ora e fuori dalla finestra notiamo con gioia che ha smesso di nevicare e fuori… c’è il sole! Passeggiamo per due ore nella Valle dei Monaci, sfarzosa nei colori e magica per le sue straordinarie formazioni rocciose. Il pullman sulla strada si ferma per permetterci di ammirare la Valle dall’alto, un panorama stupendo, finalmente visibile dopo due giorni di neve. Seguendo il tour che effettua il pullman, ci fermiamo in una cooperativa di tappeti turchi. Il signor Barbaros ci illustra tutto il procedimento che avviene dai bachi da seta alla filatura effettuata da donne esperte. La velocità e la precisione con cui operano queste lavoratrici è impressionante. In seguito, ci fanno sedere in una sala dove dopo averci offerto una caffè turco inizia l’esposizione dei tappeti finiti. Potrebbe sembrare alle vostre orecchie un’operazione acchiappa-turisti, tuttavia vi è la possibilità di controllare da vicino la perfezione di ogni nodo del tappeto con annessa descrizione di chi l’ha creato, mi sono divertita tanto! Inoltre i prezzi che trovate nella cooperativa sono davvero vantaggiosi, la spedizione è gratuita e se non siete interessati a comprare non insistono neanche. Io e Tommaso abbiamo deciso che un giorno torneremo per prenderne uno. Uno in seta, perché siamo signori.

Ad Avanos ci fermiamo in un ristorante veramente buono. Il pane in Cappadocia lo sanno fare proprio bene. Lo si accompagna con varie salse, la purea di ceci è sempre presente. Come primo ordiniamo un “testi kebapi”: si tratta di carne di manzo o di agnello cotta insieme a pomodoro, cipolla e altre verdure dentro una giara di coccio sigillata. Quest’anfora viene portata davanti ai clienti circondata dalle fiamme. Ad un certo momento il cameriere viene, la tira fuori dal fuoco e mi chiama. Vuole che spacchi il tappo con una mannaia. All’inizio non capivo ed ero un po’ impressionata da quello sciabolone, ma sono riuscita a romperlo e così è uscito lo spezzatino! Questo viene subito servito in caldo nei nostri piatti, davvero squisito. I dolci che ti offrono non sono davvero riuscita ad apprezzarli da nessuna parte: hanno tutti colori sgargianti (quasi radioattivi) e sono di tutte le forme e consistenze possibili…eppure hanno tutti lo stesso sapore, dolciastro e sciropposo. Le portate principali sono decisamente il loro punto forte.

Nel pomeriggio camminiamo nel paesino nascosto di Sinasos, tra le case padronali del periodo ellenico. Come vi ho già anticipato, quando sei in Cappadocia non riesci a capire se ti trovi in Europa oppure in Asia, è il crocevia di mille culture: romani, selgiuchidi, ottomani, greci, cristiani, musulmani… tutti sono passati da qui lasciando un pezzo di storia. Sinasos è appunto costellato da diverse chiese greche (vi chiedono di pagare per entrare) ed è molto tranquillo. Nella piazza principale di ogni città troviamo la statua ad Atatürk, il padre dei turchi.

A fine giornata ceniamo nel ristorante di Evranos. Il ristorante è pieno di gente e famoso per lo spettacolo che avviene durante e dopo la cena: danzatrici e balli folkloristici in costume accompagnano la serata. Mentre ti servono vino turco e “raki”, il cosiddetto latte di leone, un liquore al sapore di anice a 60 gradi (uno basta, grazie) i ballerini invitano persone del pubblico a ballare con loro. L’atmosfera è molto calda e piacevole.

Giorno 5°: Kaymakli – Ortahisar – l’antica via della seta

Di buon mattino raggiungiamo con un pulmino la città sotterranea di Kaymakli. La città sotterranea è impiantata su 8 piani, noi ne visitiamo 5, attraversando cunicoli bassi, stretti e molto bui: se soffrite di claustrofobia forse questo passaggio potrebbe infastidirvi, tuttavia è davvero interessante scoprire questa città labirintica, una vera testimonianza del passato. Dopo aver attraversato un cunicolo piegati in due, vedere la luce del sole è molto piacevole! Ovviamente all’uscita non possono mancare le solite bancarelle.

Proseguiamo per Ortahisar, un paese piccolo ma sovrastato da una magnifica fortezza ittita. Qua facciamo uno spuntino con qualche dattero mentre saliamo per la fortezza. In Cappadocia in ogni paesino e strada troverete cani e gatti randagi. Sono di tutti e non sono di nessuno. Gli animali sono molto abituati alle persone, non abbaiano mai e vengono a salutare i turisti. Noi ogni volta che uscivamo da un ristorante gli portavamo qualcosina da mangiare. Sulla strada ci fermiamo a Uçhisar, davanti alla Valle dei Piccioni. Ogni formazione rocciosa è punteggiata da molte mini-grotte che ospitano i piccioni (e noi che in Italia li odiamo così tanto). Pranziamo a Mustafapaşa con un piatto a base di “köfte”, polpette con carne di agnello, molto profumate e ricche di spezie.

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Cooperativa di tappeti

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Fortezza di Ortahisar

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Antalya

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Bazaar

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Statua di Ataturk

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Teatro di Aspendos

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Acquedotto di Aspendos

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Valle dei Monaci

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Göreme

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Dervisci danzanti

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Moschea

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Göreme

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Camini delle fate



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